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In attesa di “Piazzale Loreto” (Parte I)

Ovvero della pseudo-dittatura berlusconiana e dell’ ineffabile cialtronaggine e insipienza dell’attuale centro-sinistra
(19-2-2011)

di Gioele Magaldi

 

 

 

Com’è noto, a Milano, tra la fine di Corso Buenos Aires e l’inizio di Via Padova, esiste una location divenuta molto famosa alla fine della Seconda Guerra Mondiale: Piazzale Loreto.
Qui, infatti, il 10 agosto del 1944, la soldataglia fascista della Legione Autonoma Mobile Ettore Muti fucilò alcuni partigiani antifascisti.
Qui, il 29 aprile 1945, vennero pubblicamente esposti i corpi del Duce del Fascismo, Benito Mussolini, e della sua amante Claretta Petacci (giustiziati sommariamente il giorno prima, con modalità che furono e rimangono sospette, visti i molti affari e intrallazzi nazionali e internazionali su cui il Dittatore italiano avrebbe potuto testimoniare).
Quanto il sottoscritto ritenga aberrante, vile e criminale la storia del Fascismo e ancor più della Repubblica Sociale Italiana (cosiddetta “Repubblica di Salò”) è cosa ben nota.
Vale la pena invece sottolineare quanto chi scrive ritenga l’esposizione dei cadaveri di Mussolini e della Petacci al pubblico ludibrio e dileggio cosa altrettanto vile e turpe (del Fascismo), benché perfettamente degna di un popolo, quello italiano, che (salvo alcuni pochi coraggiosi che si diedero prima all’esilio o alla clandestinità, poi alla Resistenza) per vent’anni aveva acclamato in piazza il Duce e il suo Regime autoritario e non si era ribellato nemmeno all’introduzione barbarica delle cosiddette “leggi per la protezione della razza”, di ispirazione nazista.
Da un popolo siffatto, lo scempio impietoso del cadavere del “nemico” (rispetto al quale, quando era vivo e forte, ci si appecoronava con asinina sottomissione) è azione che corrisponde pienamente alla sua mediocrità etica e civile, alla sua doppiezza morale, alla sua bassezza spirituale.
Mediocrità, doppiezza e bassezza che caratterizzano tuttora diversi strati della popolazione italica, in pieno XXI° secolo.
Quanti, tra coloro che oggi vorrebbero una nuova “Piazzale Loreto” per Silvio Berlusconi in nome della sua invocata licenziosità sessuale, sono esenti dai quei comportamenti che con pretestuoso empito moralistico e bacchettone rimproverano al Fratello di Arcore?
Quanti sono gli italiani che quotidianamente vanno a prostitute (più o meno d’alto bordo) anche tra i Dirigenti dell’attuale centro-sinistra?
Tanti, ci potete giurare.
Quanti i potenti (di centro-destra e di centro-sinistra) che utilizzano il proprio potere per ottenere favori sessuali da questa o quella collaboratrice o aspirante comparsa nel mondo dello show-biz?
Quante ragazze o donne che, in verità, gridano allo scandalo e alla “mercificazione del corpo femminile” in nome della Virtù, solo perché tra i propri talenti non vi sono (o non vi sono più) quelli dell’avvenenza fisica?
O perché non sono dotate di uno charme seduttivo così vigoroso e immediato come quello di altre loro coetanee, magari a loro volta sprovviste di talenti di natura più intellettuale e spirituale?
Ma ciascuna donna o ragazza, non è padrona del proprio corpo e della propria anima, eccezion fatta per quelle poverette che vengono sbattute sul marciapiedi dalle organizzazioni criminali che prosperano sul territorio italiano?
Quante persone, un tempo inneggianti alla liberazione sessuale, che adesso si stracciano le vesti e sfilano in piazza accanto a suorine virtuose, la cui sessualità, celata e negata in pubblico e magari scatenata in privato, è un altro di quegli effetti perversi della sessuofobica educazione cattolica di stampo curiale?
Intendiamoci, nella manifestazione delle donne del 13 febbraio non c’era solo questo che sto criticando, ma anche una rivolta contro la “doppia morale” e il paternalismo maschilista di Berlusconi & Company: rispetto a ciò tutta la mia adesione e simpatia!
Ma, a latere delle buone ragioni di molte manifestanti e di molti sinceri simpatizzanti maschi, quanti sacerdoti e prelati (oscuri e illustri) che a loro volta frequentano escort di entrambi i sessi, che ora fingono di non voler contaminarsi con la presunta immoralità berlusconiana?
E’ la “popolazione italiana” che, prima crea le condizioni per l’avvento al potere di avventurieri spregiudicati (come Benito Mussolini e Silvio Berlusconi) e poi, quando sente puzza di decadenza, si prepara a fare scempio delle spoglie di un nemico che altri hanno abbattuto…
Eh, già, perché la colpa dell’ascesa e della “tenuta” di personaggi come Mussolini e Berlusconi non è principalmente di quei bambinoni ignoranti, un tempo conquistati dalle parate delle camicie nere e dai discorsi di Piazza Venezia e oggi quotidianamente rincoglioniti dai TG e dalle televisioni del Grande Fratello di Arcore; no, la colpa è soprattutto di quei dirigenti della sinistra italiana che ad inizio secolo XX non trovavano di meglio che andare sull’Aventino o propugnare la “rivoluzione proletaria”, e che oggi pensano di contrapporre la sbiadita e moraleggiante figura di Rosy Bindi alla leadership berlusconiana.
Complimenti, di questo passo Silvio Berlusconi potrebbe governare tranquillo per moltissimi altri anni…
Ciò potrà non accadere, cari Dilettanti allo sbaraglio dell’Opposizione, soltanto se l’attuale inquilino di Palazzo Chigi verrà sconfitto sul piano della programmazione e della comunicazione politica, non per via dello sputtanamento sulle sue abitudini sessuali o su presunti reati, di dubbia e discutibile consistenza, specie rispetto a quelli per i quali il Maestro Venerabile della Loggia del Dragone di Arcore non è stato ancora perseguito.
Ad evitare fraintendimenti, ribadisco che, sia il sottoscritto che i suoi amici di Grande Oriente Democratico o di Democrazia Radical Popolare, ritengono profondamente immorali molti comportamentidel Gran Sultano brianzolo.
Ma non si tratta di un’immoralità di natura sessuale, visto che, su questo, chi è senza peccato, scagli la prima pietra…
No. Il fatto è che Noi (non solo il sottoscritto) non riteniamo una libera e fantasiosa-ancorché disinvolta e mercenaria- sessualità un peccato, quanto piuttosto un affare privatissimo, sul quale sarebbe più etico mantenere il riserbo e il rispetto che si deve a ciascun cittadino, anche se Presidente del Consiglio.
Il “buon esempio”, un Premier lo deve dare sul piano delle virtù civiche e sulla capacità di governare, scegliendo dei galantuomini e delle gentildonne incorruttibili e competenti come collaboratori di governo.
Piuttosto, i comportamenti di Silvio Berlusconi che riteniamo immorali hanno a che fare con la corruzione di pubblici ufficiali e testimoni di molti processi, con l’evasione fiscale, con la confezione di leggi ad personas (al plurale, includendo diversi cortigiani del “Principe”), con lo sfruttamento della Cosa Pubblica in vantaggio delle proprie aziende private, con l’abuso di potere continuato e aggravato, con l’infiltrazione della RAI da parte di quinte colonne degli interessi Mediaset e di scagnozzi al soldo prima di Forza Italia e poi del PDL, con la legiferazione di stampo moralistico-curiale in omaggio alla Santa Sede, con l’abdicazione del Parlamento alla sua laicità, con le mille cricche d’Italia piene zeppe di ladri che rubano indisturbati, con il tentativo clamoroso di imbavagliare la libera informazione (quel poco che ne è rimasto in Italia) e di addomesticare e inibire l’azione della Magistratura, e così via…
Senza dimenticare il recentissimo e scandaloso esempio di una maggioranza parlamentare indotta a credere e ad affermare ufficialmente che gli “asini volano” e che il povero Cavaliere Satrapo riteneva davvero che Ruby Rubacuori fosse nipote di Mubarak.

In qualità di leader del Movimento d’opinione “Democrazia Radical Popolare”, perciò, rimando alcuni inetti politicanti del centro-sinistra alla lettura del documento di imminente pubblicazione: 10 Serie di Proposte per il Governo dell’Italia dal 2011 in poi,  da Democrazia Radical Popolare al Nuovo Centro-Sinistra (da costruire sulle ceneri del Vecchio).
Chissà che, leggendo e meditando, non vi svegliate dal vostro torpore atavico e grottesco.

A Nichi Vendola, invece, vorrei riservare un amichevole consiglio.
Caro Vendola, se hai fatto la proposta di Rosy Bindi come futura premier di una Coalizione anti-berlusconiana per creare scompiglio nel PD e dunque ricambiare “pan per focaccia” a chi ha sempre contrapposto alla tua, l’opportunità di una candidatura più “moderata” (ma poi che vuol dire e che valore ha la parola “moderazione” in un Paese arretrato e sonnacchioso come l’Italia, che avrebbe bisogno di pathos civile e rivoluzionarie riforme politiche, economiche e culturali?), hai-come minimo- avuto una caduta di stile e hai mancato di rispetto a quei tuoi sostenitori/simpatizzanti che hanno sempre preso sul serio la difesa del principio democratico delle “PRIMARIE”. Principio antitetico a quello secondo il quale i candidati leaders vengono scelti fra 4-5 capi-partito, senza una conferma deliberativa da parte della loro base elettorale.
Se invece eri e sei sincero nel ritenere Rosy Bindi l’alternativa credibile e vincente a Silvio Berlusconi, forse vuol dire che hai bisogno di un po’ di riposo e meditazione solitaria, perché evidentemente, negli ultimi tempi, ti sei stancato troppo e, improvvisamente, è venuta a mancarti la lucidità politica.
Personalmente, continuo a ritenerti, opportunamente affiancato da altri solidi potenziali Vice-Premier e Ministri di un futuro governo, come un ottimo candidato a Palazzo Chigi (sempre che ti riposi e ritrovi smalto e lungimiranza).
Se però, improvvisamente, hai ritenuto di voler rinunciare, questo non ti autorizza a sconfessare la battaglia sacrosanta e democratica in favore delle PRIMARIE, la sola sede in cui è plausibile eleggere un candidato Premier voluto dal Popolo di Centro-Sinistra.

A tutti i miei concittadini italioti virtuosamente scandalizzati dagli eccessi sessuali di Berlusconi, vorrei consigliare di “scopare di più e meglio” e scandalizzarsi di meno: ne guadagnerà il vostro umore, la vostra forza interiore, la stabilità psichica complessiva e, soprattutto, sarà la migliore risposta culturale a quella sessuofobia di marca clericale che è l’altra faccia (IPOCRITA) della sessuomania berlusconiana e/o di tanti pii e benpensanti potenti che sopra il tavolo mettono il crocifisso, le foto della famiglia e quella del Santo Padre, mentre sotto il tavolo hanno qualche segretaria compiacente… e molti indirizzi di escort femminili e maschili.
D’altra parte, a quegli elettori berlusconiani, di recente intervistati all’uscita dalla Messa, che hanno avuto l’impudenza di teorizzare che è meglio un Premier puttaniere e peccatore che fa leggi gradite alla Curia, piuttosto che un sincero e integro cattolico che faccia leggi gradite laicamente a tutti (cattolici e non) e rispettose delle diverse opzioni esistenziali e morali di ciascuno, vorrei dire: VERGOGNA!
Siete Voi la vera feccia morale di questa purtroppo ancor giovane e scriteriata Nazione.
Siete gli stessi IPOCRITI dalla faccia tosta che Gesù Cristo avrebbe cacciato dal Tempio a scudisciate, chiamandovi “sepolcri imbiancati”.
Costituite lo stesso blocco sociale e umano clerico-conservatore, reazionario, illiberale e anti-democratico che negli anni Venti del XX°secolo consegnò l’Italia al Fascismo; che negli anni Settanta fiancheggiava possibili esiti autoritari di marca “sudamericana”; che negli ultimi 17 anni ci ha regalato questo Gran Comico brianzolo, come icasticamente è stato denominato nei dispacci diplomatici statunitensi resi pubblici da WIKILEAKS.
VERGOGNA a Voi e disonore a Noi, socialisti, democratici, liberali, libertari e riformatori, se non sapremo sottrarvi la (mala) educazione delle giovani generazioni.

Perciò, invece di attendere qualche cruenta soluzione in stile PIAZZALE LORETO, cari compagni del Centro-Sinistra che verrà, rimbocchiamoci le mani e lavoriamo per sconfiggere democraticamente il Grande Fratello di Arcore, sul piano delle proposte politiche e non delle boutades velleitarie di pseudo-antagoniste/i designate/i e non elette/i, che hanno meno appeal di una recita del rosario in diretta TV.

E a proposito di “rosari”, giova ricordare che ieri, 18 febbraio 2011, le massime autorità dello Stato italiano hanno incontrato le massime autorità della Santa Sede per “celebrare” la ricorrenza del Concordato fra la Nazione italiana e il Vaticano.
Cosa c’è da celebrare?
Che l’11 febbraio 1929, grazie all’”Uomo della Provvidenza” Benito Mussolini, l’Italia da “laica e liberale” diventava uno Stato semi-confessionale e clerico-fascista secondo i dettami dei PATTI LATERANENSI?
Che il 18 febbraio 1984 il governo Craxi, con il nuovo CONCORDATO, confermava sostanzialmente la natura pseudo-confessionale del nostro disgraziato Paese, a suo tempo garantita dal Regime Fascista e poi dai machiavellismi del comunista Togliatti nel 1947?
Credo che Camillo Benso, conte di Cavour, Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi (pur nelle rispettive, differenti, posizioni politico-culturali) se sapessero che fine ha fatto la loro IDEA di Italia, avrebbero molti improperi da lanciare ai nostri pavidi e servili governanti, di ieri e di oggi.

GIOELE MAGALDI

 

 

 

 

 

 

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