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Il Centro-Sinistra che non c’è

di Gioele Magaldi

 

 

 

 

Sappiamo che c’è grande attesa per le 10 Serie di Proposte per il Governo dell’Italia dal 2011 in poi,  da Democrazia Radical Popolare al Nuovo Centro-Sinistra (da costruire sulle ceneri del Vecchio).
Tuttavia, poiché si tratta di un’elaborazione collegiale della dirigenza del Movimento politico d’opinione “Democrazia Radical Popolare”, contaminata con le numerose suggestioni che già ci stanno pervenendo da moltissimi militanti (e quadri dirigenti) dei partiti del centro-sinistra che ci seguono e leggono con grande interesse, simpatia e desiderio di adesione, invitiamo TUTTI alla pazienza.
Personalmente, ritengo che queste 10 Serie di Proposte… debbano costituire una sorta di “Libro Bianco e Aperto” che, partendo da un primo nucleo di “ingredienti politici” seri, netti, limpidi, solidi e lungimiranti, vada incrementandosi progressivamente proprio con il supporto della Base Popolare del futuro Centro-Sinistra; una Coalizione che per i prossimi mesi proponga un Governo in pectore (un tempo si chiamava “Governo Ombra”, ma Noi vogliamo chiamarlo “Governo Luce”) decisamente antagonista del Non-Governo berlusconiano, giunto ormai alla decadenza finale.
Una decadenza che, sempre personalmente (anche se in D.R.P. ci sonoopinioni diverse), mi auguro possa trascinarsi fino alla fine della legislatura (2013), così da dimostrare in modo inequivocabile a tutto il corpo elettorale l’inettitudine del Massone Silvio Berlusconi e del suo Partito-Azienda/Caserma (PDL) alla gestione della Res Publica.
Tra le proposte di “Democrazia Radical Popolare” (sulla cui natura di Movimento d’opinione e non di partito o associazione, rimando a Chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo, a Statuto aperto e potenziale di “DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE” e a Oltre le Destre, i Centri e le Sinistre del XX secolo: un Nuovo Centro-Sinistra per l’Italia del XXI secolo)  quindi, spiccherà quella di un “Governo Luce” che quotidianamente, nell’attuale Parlamento a maggioranza berlusconiana, incalzi questo blocco politico malinconico e inconsistente (costituito da yes men servili e mercenari e non da autonomi rappresentanti del popolo) con disegni di Legge che si ritengano utili per il presente e per il futuro dell’Italia.
Naturalmente, la costituzione di un “Governo Luce” presuppone un immediato e rapido accordo tra le varie forze politiche dell’attuale centro-sinistra (lasciando ai componenti del “Partito della Nazione” di elaborare una proposta politica autonoma e diversa, per un nuovo Centro-Destra de-berlusconizzato).
Un accordo che porti “prima di subito” alle primarie di coalizione e che designi un Leader e una squadra di futuro governo da iniziare a far conoscere e apprezzare da parte del corpo elettorale che, nel 2013 (o prima), potrà consegnargli la maggioranza parlamentare.
Non c’è nemmeno un minuto da perdere, cari “compagni” del PD, di SEL, di IDV, dei Radicali italiani e di quei raggruppamenti socialisti, socialdemocratici, repubblicani e liberali che vorranno concorrere a questo Progetto di Rilancio dell’Orgoglio progressista, laico e riformatore, che da troppo tempo latita nel nostro Paese.
Oggi, come ormai è chiaro a tutti, un Centro-Sinistra con le “maiuscole” non c’è, non esiste.
Appaiono soltanto velleitari proclami, iniziative impotenti e derubricate poco tempo dopo essere state illustrate pomposamente (quanto inutilmente), zuffe tra polli e galline, dichiarazioni di principio sterili, scomuniche moralistiche e risibili dell’Avversario.
Il quale Avversario, Sua Eccellenza Fraterna il Maestro Venerabile della “Loggia del Drago” di Arcore, se la ride sotto i baffi della solita, inconcludente, garrula e velleitaria (nonché clamorosamente impotente) opposizione di centro-sinistra.
Anzi, si augura che un’opposizione siffatta, meglio ancora se guidata da qualche figura malinconica, grigia e tronfia di moralismo d’accatto, possa durare altri cento anni.
Il Centro-Sinistra non c’è ancora, ma l’Italia ha bisogno che venga “costituito”, il più presto possibile.
Noi di D.R.P. non ci daremo pace finché questo non sarà accaduto, nei tempi e nelle modalità che possano assicurare celermente al Paese un’alternativa alla “morte civile, economica, culturale, politica ed etica” cui la sta conducendo il blocco conservatore, clericale e reazionario che vede nella Lega Nord e nel PDL berlusconizzato i propri ineffabili e sfrontati campioni.

GIOELE MAGALDI

P.S. A tutti coloro che avrebbero auspicato (o che ancora, infantilmente, auspicano) una caduta dell’attuale Governo Berlusconi senza che, contestualmente, si dia mano alla Rigenerazione identitaria e programmatica del centro-sinistra, faccio presente che Noi di G.O.D. e D.R.P., anche attraverso quegli eventuali nostri simpatizzanti parlamentari (del PDL) che ascoltano i nostri consigli, ci opporremo decisamente a una simile, sciagurata ipotesi.
Infatti, l’evenienza che a un Grande Sultano che mal-governa si sostituisca un’armata Brancaleone di piccoli califfi e feudatari avidi di prebende, improvvidi, litigiosi, inconcludenti e senza identità condivisa (questa è la foto di famiglia dell’attuale centro-sinistra), sarebbe il miglior viatico ad un rapido ritorno a Palazzo Chigi di un membro della Casata Berlusconi, Silvio o Marina fa poca differenza.

Al contrario, con un Nuovo Centro-Sinistra, compatto, coerente, laico, autenticamente di ispirazione “cattolica e cristiana” in alcune sue componenti (ma non clericale), socialista, democratico, liberale, autonomo da potentati economici, autorevole e lungimirante sulle grandi riforme di cui il Paese ha bisogno (vedi, a breve, 10 Serie di Proposte per il Governo dell’Italia dal 2011 in poi,  da Democrazia Radical Popolare al Nuovo Centro-Sinistra (da costruire sulle ceneri del Vecchio), l’Italia potrà tornare al posto che le spetta nel novero delle grandi potenze occidentali e mondiali; lasciando alla Famiglia Berlusconi di curare i propri legittimi interessi imprenditoriali, ma senza agire in regime di semi-monopolio (com’è ora) e con precise limitazioni allo sfruttamento della propria posizione dominante nei Media per trarne abusivi vantaggi politici.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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