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Editoriale del 5 maggio 2011: "Bin Laden, il terrorismo stolto e infinito, un futuro Governo Mondiale Democratico e la compassione cristiana, buddhista e massonica"

di Gioele Magaldi

 

 

 

 

Scrivo questo Editoriale di mala voglia, dopo averlo posticipato di un giorno.
Di questi tempi, sono impegnato soprattutto nella stesura definitiva di un libro che spero potrà costituire una pietra miliare per la conoscenza pubblica dei rapporti contemporanei (e secolari) tra potere e massoneria.
Alludo a MASSONI. Società a responsabilità illimitata, CHIARELETTERE Editore, la cui uscita è prevista (improrogabilmente) per novembre 2011.
In questo libro sarà possibile parlare della storica cattura-uccisione del numero 1 di Al Qaeda e degli eventi già accaduti (e che ancora devono accadere…) in Medio Oriente e in altre aree planetarie “calde” in modo preciso, rigoroso ed esaustivo.
Ciò, alla luce di fatti e considerazioni che implicano precisi riferimenti ad alcuni ambienti massonici (e/o massonizzanti)democratici e libertari, a vocazione mondialista e globalizzatrice non solo di merci e finanza, ma anche di diritti civili e politici.
D’altronde, qualche parolina a freddo sul fatto più importante di queste ore - l’uccisione di Osama Bin Laden - non voglio mancare di farla pervenire ai miei lettori.
Il terrorismo internazionale è una strana cosa, così come quelli nazionali.
Esistono terrorismi autentici, nel senso di essere ispirati effettivamente da coloro che sostengono di esserne i promotori e, da sempre, esistono i “contro-terrorismi”, azioni di manipolazione e/o infiltrazione di gruppi terroristici da parte delle agenzie di intelligence che questi stessi gruppi devono combattere.
Esistono poi zone grigie, dove non è facile distinguere chi abbia ispirato cosa e dove finisca il ruolo del terrorista autentico e quello di chi opera a cavallo di più interessi, non escluso il proprio, guicciardiniano, particulare.
Chi era davvero Bin Laden?
Quanti fili si muovevano dietro la sua efficace maschera?
Come mai è stato “pizzicato” proprio ora e non prima, visto che in molti sapevano abbastanza bene dove si trovasse?
Perché ci sono state, in passato, altre clamorose fughe di notizie relative ad una presunta morte (già da anni) dello “sceicco del terrore”?
Quali e quante ambiguità in questo decennio dal 2001 al 2011, nel suo ambiente di un tempo, quell’establishment saudita che vede nel suo seno, allo stesso tempo, grandi amici degli USA e nemici raffinati e infidi di tutto l’Occidente, compreso quello targato a stelle e strisce?
Cessa, con la morte di Bin Laden, la necessità di diversi Paesi esportatori di petrolio di contrastare il proprio futuro, inevitabile declino, negoziando (anche a forza di bombe e attentati) con gli occidentali una qualche soluzione preventiva a questa prevedibile decadenza, causa di angosce e inquietudini che si tramutano facilmente in azione terroristica, non avendo alcuna chance di costituirsi in forza militare e geo-politica competitiva con le risorse degli Stati Uniti e dei propri alleati?
Risponderò a queste domande, almeno dal mio punto di vista, ma non in questa sede.
Qui e ora, invece, vorrei semplicemente dichiarare che, a prescindere da qualsivoglia teoria del complotto, dietrologia, credibilità delle versioni ufficiali, il “simbolismo” di questa cattura/morte (vera o presunta) di questi giorni conserva integro il suo valore esemplare.
Lode all’amministrazione Obama per aver celebrato questa liturgia proprio in questo momento: nello stesso periodo in cui, in diversi paesi mediorientali e africani, spira un nuovo vento, denso di suggestioni interessanti per i futuri scenari planetari.
Scenari che, lungi dal prefigurare quel sinistro e illiberale “Nuovo Ordine Mondiale” descritto con orrore da tutte le Vestali del complotto pluto-giudaico-massonico, sembrano invece preludere, seppure embrionalmente, a un futuro Governo Mondiale Democratico di libere nazioni confederate, in cui la globalizzazione, per l’appunto, riguardi anche diritti civili, sociali, economici e politici di masse di diseredati, alle quali non è più possibile negare un ragionevole accesso alle conquiste della modernità liberale e democratica più avanzata.
Siamo solo all’inizio, questo è certo. Ma, ad esempio, mentre sotto la presidenza di Bush Junior (2001-2009) abbiamo assistito all’ascesa del mito negativo di Bin Laden, di Al Qaeda e ad una vertiginosa discesa della popolarità statunitense, da quando regnano  Barack Obama e Hillary Clinton, gli USA (e dunque la cultura democratica, laica, moderna e libertaria che questi in grande misura rappresentano) conoscono una nuova stagione di consensi anche in aree e presso popolazioni fino all’altro ieri discretamente anti-americane.
E questo atto rituale con il quale viene dichiarato sconfitto il Grande Sceicco della più famigerata “Spectre” integralista ha un potente significato catartico e costituisce il viatico di nuove imprese
Ciò premesso, vorrei rivolgere un pensiero a tutti coloro che ancora finanziano o pensano di finanziare gruppi terroristici quali Al Qaeda o simili: fermatevi e ragionate un attimo.
Forse, quello del terrorismo, anche dal vostro punto di vista spietato, spregiudicato, cinico ed utilitaristico, CARI FINANZIATORI dei vari integralismi e gruppi armati collegati, non è poi un affare cosi redditizio, né sul piano economico né su quello geo-politico.
Forse, puntare su indottrinamento anti-occidentale, anti-democratico, anti-modernista, anti-libertario, confessionale e integralista, andava bene fino a quando internet e i social networks non avevano dilagato in tutta l’ecumene globalizzata. Ma ora che tanti giovani accedono in modo capillare ad una “visione del mondo” alternativa al fideismo asinino con cui si tenta di manipolare le coscienze di futuri martiri (pronti a farsi saltare in aria per i petrodollari di qualche Sceicco), ora la prospettiva di un terrorismo infinito rivela tutta la sua stoltezza.
Anche per coloro che su di esso hanno puntato e investito tanti soldi.
Fateci un pensierino sopra, cari signori, e molti passi indietro.

Un pensiero di compassione, invece, vorrei rivolgere a tutti i “Caino” o “Bin Laden” del passato, del presente e del futuro.
Per parte mia, non vedo l’ora che qualcuno si decida ad andare in Siria e, con le buone o con le cattive (a quanto pare servono “le cattive”…), abbatta il regime di quell’altro tiranno criminale di Assad, degno omologo del macellaio Gheddafi.
Tuttavia, a meno di dover intervenire con azioni di guerra (si, di guerra liberatoria, chiamiamo le cose con il loro nome, senza ipocrisie) in difesa di popolazioni oppresse (vedi Libia e, si spera, presto anche in Siria), qualora si catturi un criminale, è meglio tenerlo vivo, processarlo e continuare a conservarlo in vita, come monito perenne di superiore coscienza umana e civile rispetto ai misfatti di cui quel tale criminale (come Bin Laden, ad esempio) è colpevole.
Infine, per tutti coloro che in qualche modo coltivano sentimenti di compassione universale per ragioni spirituali (come ad esempio tutti i cristiani, buddhisti e massoni autentici), il fatto di non dare la morte a chi è ormai nella condizione di non poter più nuocere, è un imperativo categorico difficilmente eludibile.
E, più in generale, chi davvero sente di con-patire, insieme alla propria,l’altrui condizione di essere vivente fallibile ed errante nel viaggio della vita, magari precipitato nell’abisso infernale di azioni orribili e criminali, deve ricordarsi che l’unico riscatto dal Male è la capacità di operare con superiore vocazione al Bene, come esempio per TUTTI.
Non si tratta di porgere l’altra guancia (anche perché, al massimo, le guance sono due…), come vorrebbero gli pseudo-pacifisti stolti di ogni angolo del pianeta, mummificati nella propria idolatria vigliacca, che vogliono risparmiare le bombe ai dittatori, ma che rimangono indifferenti, ciechi e sordi alle esecuzioni di massasubite da popoli oppressi da tiranni sanguinari.
Non si tratta di imbelle e ipocrita “pacifismo buonista”, bensì di un livello sottile, sapienziale, di rispetto della propria e altrui Umanità.
“Nessuno tocchi Caino”, è il senso esplicito delle parole divine nel testo Vetero-Testamentario (Genesi 4, 1-15 e 16-24).
E nel Nuovo Testamento è detto: “Amate i vostri nemici, benedite coloro che vi maledicono, fate del bene a quelli che vi odiano e pregate per coloro che con disprezzo vi usano, e vi perseguitano, così che possiate essere figli del Padre vostro che è nei cieli, perché egli fa sorgere il suo sole sui malvagi e sui buoni, e manda pioggia sui giusti e sugli ingiusti” (Matteo 5, 44-45).
Difficile essere così radicali nella propria vocazione al Bene, ma quanto meno, quando coloro che ci odiano… e ci perseguitano non hanno più il potere di recarci danno, appare ragionevole dare a costoro e ai propri COMPLICI un sonoro schiaffo morale: rispettando e preservando quella vita che LORO disprezzano, facendone scempio con vili attentati terroristici.

 

GIOELE MAGALDI.

 

 

 

 

 

 

 

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