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Editoriale del 12 dicembre 2010: “Il Fratello Silvio Berlusconi sfiduciato dall’Italia, dall’Europa e dagli USA, il Centro-Sinistra  (che ancora non esiste), Fini il precipitoso e l’imminente Vittoria/Sconfitta di Pirro in Parlamento”

 

 

 

 

Facciamo un po’ di chiarezza.
In queste ultime ore tragicomiche, tutti noi cittadini assistiamo al grottesco spettacolo di una società politica italiota che urla cacofonica, poi squittisce, corrompe, denuncia la corruzione, lancia proclami, tira il sasso, ritira la mano, e infine ciancia inutilmente, come spesso si è abituata a fare.
Rimando i tantissimi osservatori delle iniziative di Grande Oriente Democratico (e di Democrazia Radical Popolare, Movimento distinto dal primo) alla visione, stasera in prima serata (21.10) su CURRENT TV, CANALE N.130 di SKY di un ampio servizio su la Lettera Aperta N°2 al Fratello Silvio Berlusconi del 9 dicembre 2010, con intervista al sottoscritto (peraltro già andata in onda ieri sera alle 19.30).
Chissà se, alla luce dei riflettori di CURRENT, i tanti pesci in barile del giornalismo nostrano (dalle agenzie di stampa ai quotidiani e agli altri nicodemici attori del settore radio-televisivo) si sveglieranno dal proprio sospetto torpore e inizieranno a dedicare qualche commento a chi ha delle cose sensate da dire.
Chissà. O forse continueranno a occuparsi di “Razzi che confonde Micca con Toti” e dell’onorevole Domenico Scilipoti e della sua “nobile” lotta in favore dell’Agopuntura, tra una compravendita di voti e l’altra.
Notiamo, in mezzo a tanta malafede e/o mediocrità elusiva, l’attento sguardo dell’ottimo Fabrizio D’Esposito de “IL RIFORMISTA”. Il quale, tuttavia, nel suo articolo di oggi (per leggerlo, clicca su: Il RIFORMISTA del 12 dicembre 2010 by Fabrizio D’Esposito: “I grembiulini votano per Silvio. Ma rivelano un nuovo sexgate.DUE NOTTI ALL’APOCALISSE. Secondo il God di Gioele Magaldi la Sanjust pronta a parlare” ), fra le tante analisi pertinenti, dice un paio di inesattezze.
La prima è quella che attribuisce al Sito Dagospia la primogenitura sulle intenzioni “rivelative” della sunnominata Virginia Sanjust.
Piuttosto, proprio il sottoscritto, con l’ Editoriale del 3 novembre 2010: “La7 tra Exit e l’Infedele, Licio Gelli tra P2, P3 e Prosseneti del Fratello Silvio Berlusconi, Ruby e l’elisir di Bunga Vita, Grande Oriente Democratico e un Vaso di Pandora che nessuno vuole aprire…”, aveva suggerito che qualche giornalista si occupasse di contattare/intervistare l’ex presentatrice RAI, ex residente in Campo de’ Fiori in appartamento gentilmente offerto dal Fratello Silvio.
Questo Editoriale fu immediatamente ripreso e pubblicato da Dagospia (www.dagospia.com ).
Forse è in questo senso che D’Esposito, nel suo pezzo di oggi, dice che: “…la dritta è arrivata alcuni giorni fa dal solito Dagospia, il sito di Roberto D’Agostino. Un’altra ragazza in grado di spargere nuovo terrore nell’harem del Sultano di Palazzo Grazioli, Villa la Certosa, eccetera. Chi? Il nome adesso lo fa un altro sito informato, quello del Grande Oriente Democratico di Gioele Magaldi, frangia progressista del Goi di Gustavo Raffi…”.
Bene. Il nome lo avevamo già fatto noi ufficialmente il 3 novembre e ufficiosamente molto prima, a chi di dovere. Dagospia ha soltanto riportato la cosa.
La novità è che, proprio negli ultimi giorni, Virginia Sanjust è stata finalmente contattata, tra gli altri, da alcuni importanti inviati della televisione pubblica.
Ma, secondo delle voci incontrollabili (alle quali mi rifiuto di credere), qualcuno potrebbe voler chiudere per sempre la bocca a questa povera ragazza.
Ecco perché, nella mia Lettera Aperta N°2 al Fratello Silvio Berlusconi del 9 dicembre 2010 e anche nell’ intervista a CURRENT di queste ore, ho inteso “ammonire” eventuali malintenzionati a desistere da qualsiasi proposito criminale e/o ostile nei confronti della Sanjust. Costei è una persona che ha già sofferto molto: non permetteremo a nessuno di torcerle nemmeno un capello.
La seconda inesattezza contenuta nell’articolo odierno di Fabrizio D’Esposito (per il resto eccellente indagatore sia del front che del back-office della politica, come di consueto) è la frase un po’ tranchante del titolo: “I grembiulini votano per Silvio”.
Eh, no!
Un momento.
La questione è molto diversa e assai più complessa.
Com’è ormai noto a tutti i giornalisti (parlamentari e non), salvo i più “distratti”, tra Camera dei Deputati e Senato si è costituito un riservato Movimento d’opinione che si è dato nome “Cerchio bicamerale Bruto e Cassio” (ne abbiamo parlato noi, poi Dagospia e Il RIFORMISTA, ma la cosa è più o meno nota e percepibile a tutti gli addetti ai lavori).
Non è composto soltanto da “grembiulini” (cioè massoni), ma anche da simpatizzanti di varia estrazione e storia, per quanto ci è dato saperne.
A quelli, tra costoro, che ci hanno chiesto un parere sulla crisi (e che tornassero a chiedercelo tra oggi e domani), noi di GOD e/o di DRP ci siamo limitati a fare (e tuttora facciamo) le seguenti considerazioni:

  1. Votate sempre secondo coscienza e in rappresentanza del Popolo italiano e mai secondo impropri vincoli di mandato verso questo o quel capo carismatico o capogruppo “caporalesco”.
  2. Il Fratello Massone Silvio Berlusconi, contingente e pessimo Presidente del Consiglio dei Ministri è certamente l’uomo più ricco d’Italia (ecco perché i soliti maligni suggeriscono che possa corrompere i rappresentanti del popolo sovrano eletti nel centro-sinistra, oppure coloro che sostenevano fino a poche ore fa la coraggiosa iniziativa di FLI, nella prospettiva di un centro-destra più onesto, operoso, concreto, laico, legalitario, limpido e de-berlusconizzato). Fratello Silvio, grazie anche alle “distrazioni” del centro-sinistra e ai favoritismi delle maggiori banche, è riuscito anni fa a quotare Fininvest/Mediaset in Borsa (in spregio alle regole contabili che valgono per i comuni mortali e guadagnando grazie a ciò somme stellari), è riuscito a mantenere il semi-monopolio dei Media televisivi privati e a rafforzare il proprio impero editoriale in spregio a qualsiasi controllo anti-trust; quando anche perdesse future elezioni o passasse a miglior vita (fra cent’anni, gli auguriamo), il suo Gruppo e i suoi rampolli (Marina in testa) resteranno-in assenza di sapienti legiferazioni di stampo liberal-democratico e pluralista sul punto- una lobby politico-affaristica tanto potente e pervasiva da condizionare in modo improprio tutta la vita civile italiana dei prossimi decenni.
  3. Il Fratello Massone Silvio Berlusconi va “calmierato e contenuto”,  eliminando tutti i tratti anomali-per una democrazia occidentale- del suo macro-conflitto di interessi e della sua capacità “corruttiva” e  impropriamente intimidatoria nei confronti di quelle oasi di giornalismo libero che l’Italia è riuscita in questi anni (con grande fatica) a conservare. Esemplari, in questo caso, le vicende passate di Indro Montanelli, Enzo Biagi, Sabina Guzzanti, Michele Santoro e persino quella di Ferruccio De Bortoli direttore “dimissionato” del Corriere della Sera, durante il pessimo governo Berlusconi del 2001-2006. Esemplare l’accanimento odierno verso Santoro/Annozero e il tentativo di zittire la Gabanelli, Fazio e Saviano e il coraggioso capo-struttura di RAI 3 Loris Mazzetti.
  4. Poiché voi deputati e senatori del “Cerchio bicamerale Bruto e Cassio” siete quel che rimane (o quel che si è aggiunto…) di un’area semi-liberal ex Forza Italia (ora Pdl) e finalmente avete aperto gli occhi sul “Tiranno Cesare/Silvio”, occorre “cucinarsi” il Grande Manipolatore di Arcore a fuoco lento, con il candore di chi opera per il bene della Nazione e l’accortezza di chi deve sconfiggere un Drago-Biscione di infinita scaltrezza.
  5. Allora la vera questione è: Silvio Berlusconi si sconfigge e si ridimensiona dandogli la sfiducia o la fiducia, il 14 dicembre 2010? Facciamo l’ipotesi della sfiducia. Berlusconi è costretto a dimettersi. A questo punto, nella peggiore delle ipotesi, non si trovano governi (ampi) alternativi e si va presto a votare, magari anche senza cambiare l’attuale, “truffaldina” legge elettorale. Cioè si consente a Berlusconi di giocare sul suo terreno, quello elettorale (che è diverso da quello del “ben governare”, rispetto al quale Fratello Silvio si è dimostrato assolutamente inetto) e di comparire in modo massiccio sulle sue televisioni e giornali, invocando una maggioranza ancora più ampia del 2008, per poter finalmente “cambiare” il Paese (sic!). Tutte frottole manipolatorie, certo. E probabilmente l’esito elettorale darebbe due maggioranze diverse alla Camera e al Senato. Ma vale la pena rischiare? Vale la pena rigenerare Berlusconi (grazie alla campagna elettorale, che è la cosa che sa fare meglio), proprio nel momento in cui gli italiani si stanno accorgendo di quanto sia incapace di gestire il governo? E il centro-sinistra? E’ pronto ad affrontare le elezioni forte di un progetto alternativo di governo chiaro, condiviso dalle sue eterogenee componenti, lungimirante, convincente e ricco di appeal? Il “terzo polo”è già pronto a contrapporsi come centro-destra moderno, liberale e democratico in una competizione con il Pdl berlusconizzato? Già risolte le contraddizioni programmatiche tra la destra laica di Fini, Bocchino, Granata & Company e il centro clericale di Buttiglione, Binetti, Volonté etc? Facciamo poi la migliore delle ipotesi. Viene costituito un grande governo di unità istituzionale che comprende tutti: opposizioni di sinistra, UDC, FLI e anche voi, senatori e deputati del “Cerchio Bruto e Cassio”, magari aumentati da altri parlamentari “peones” del PDL che non hanno interesse a vedere sciolte le Camere. Bene, non sarebbe una prospettiva malvagia, se questo governo fosse in grado di riscrivere presto la legge elettorale, di fare una sana e incisiva legge sui conflitti di interesse italici (non c’è solo Berlusconi), di ridare slancio all’economia italiana (non bastano i tagli e il rigore sulle spalle dei soliti bischeri che, unici, “pagano” la crisi: servono nuove idee per rilanciare il sistema complessivo del Paese). Ma, visto che all’orizzonte si profila una crisi simile a quella che nel 1992 mise sotto attacco la lira, alla fine chi beneficerà delle politiche di rigore (in parte, comunque necessarie) messe in opera da un ipotetico governo di unità nazionale? Cosa accadde dopo il governo rigoroso di Carlo Azeglio Ciampi del 1993?  In quel caso, fu il PDS di Achille Occhetto a determinare la crisi di governo e a far marciare (anzitempo) verso le urne. Chi vinse le elezioni del 1994? Sua Emittenza il Fratello Silvio Berlusconi. Il quale, anche adesso, sciolto da responsabilità di governo (grazie alle quali, invece, dimostra sempre più di essere un governante incapace), potrebbe collocarsi nella comoda posizione di chi lascia fare il “lavoro sporco” al centro-sinistra all’UDC e a FLI e poi si presenta come uno che promette altri 10 milioni di posti di lavoro…Così, ammettiamo pure che, nel futuro della presente legislatura, un eccellente governo guidato da una grossa e capace personalità “istituzionale” faccia una serie di pregevoli atti governativi e legislativi. La cosa sarebbe ottima, se ciò avvenisse dopo la crisi economico-finanziaria imminente. Oppure dopo aver appurato che essa non avverrà, grazie ad uno sforzo politico coeso e strutturato dell’Unione Europea (allo stato delle cose, ci crediamo poco). In ogni caso, la probabile e imminente crisi, cari signori tutti delle opposizioni e del Cerchio di “congiurati carbonari Bruto e Cassio”, lasciatela gestire (si fa per dire) al grande statista (sempre per celiare) Berlusconi. Date modo anche a coloro che ancora gli credono e lo votano (sempre meno, comunque) di vedere sino in fondo quanto sia incapace come Capo del governo. Fategli assaporare fino alla feccia l’amaro calice del suo fallimento governativo. Rendetelo impossibilitato ad avere la fiducia sulle sue famigerate leggi ad personam e costringetelo alle forche caudine quotidianamente, nelle aule parlamentari.
  6. In sintesi. Se Il Fratello Silvio prende anche un solo voto in più per la fiducia, è costretto a rimanere al governo. E per lui sono c…Perché non sa più da dove ri-cominciare, dove andare, che fare. Non lo sapeva neanche a inizio legislatura (2008), ma almeno, per il suo “non fare” disponeva di un’ampia maggioranza. Perciò, amici parlamentari tutti di Camera e Senato, se chiedete un consiglio al sottoscritto e agli altri amici di Grande Oriente Democratico, noi ribadiamo: fate in modo che Berlusconi sia costretto a sopravvivere come Capo del governo, mostrando sino in fondo la sua inadeguatezza dinanzi al corpo elettorale che presto o tardi sarà chiamato a giudicarlo. Poi, fra qualche tempo, quando sarà ormai chiaro che gli italiani, da 17 anni, si sono ingannati sulle qualità governative del Grande Fratello di Arcore, dategli una bella sfiducia non annunciata, secca e perentoria come una bastonata tra capo e collo. Queste mozioni di sfiducia con il Parlamento chiuso per 10 giorni sono state una solenne minchiata, che ha favorito maneggi, corruzioni e compravendite improprie. Prendiamoci tutti qualche mese, affinché Fratello Silvio si mostri definitivamente per quell’inetto che è (verso il bene pubblico, perché verso i suoi interessi ha skills insuperabili); FLI, UDC e API chiariscano cosa vogliono fare da grandi e il centro-sinistra si dia un’identità, dei confini programmatici, un’articolazione plurale di leaders, ciascuno al posto giusto della corale cabina di comando. Poi, lesta come un ladro di notte, fate arrivare a Berlusconi una sfiducia di quelle che ti lasciano senza fiato, inaspettata e micidiale. Non come questa, troppo annunciata, cianciata e depotenziata dalla lunga attesa. D’altra parte, se in queste ore si verificassero una serie di cose tali da rassicurarci tutti sulla stabilità dell’euro e sul mancato pericolo speculativo…e se il bacino dei sostenitori di un governo di unità istituzionale post-Berlusconi si allargasse rapidissimamente, bè, allora le cose cambierebbero prospettiva. In sostanza, se quel processo che noi riteniamo abbia ancora bisogno di qualche mese si realizzasse in poche ore, allora si potrà votare una sonora sfiducia da subito e mandare immediatamente in panchina (a restarci) il Grande Illusionista di Villa La Certosa. Ci crediamo poco in queste accelerazioni miracolose, ma, mai dire mai…

Per semi-concludere questo Editoriale, vorrei brevemente spiegarne il titolo.
Il Fratello Berlusconi non gode più della fiducia dei principali statisti e notabili dell’Unione Europea (magari, prossimamente, Wikileaks o qualche altro attore mediatico avrà qualcosa di clamoroso da dirci in proposito…)
Non ha più da tempo, non solo la fiducia, ma nemmeno il rispetto e la stima, del principale e tradizionale alleato occidentale dell’Italia: gli USA.
A dispetto dei suoi fantomatici sondaggi “fai da te” ad usum delphini (sempre usati per condizionare l’opinione pubblica, ma spesso anche clamorosamente mistificatori a proprio vantaggio), il Gran Sultano di Arcore gode oggi di un consenso fra i suoi connazionali inferiore al circa 27% di voti che prenderebbe il suo Pdl (che non è il 27% degli italiani né degli aventi diritto al voto, bensì il 27% di coloro che effettivamente vanno a votare). Alla luce di queste incontrovertibili nozioni, quando lo sfiduciatissimo (dall’ecumene planetaria di coloro che hanno sale in zucca) Cavaliere reazionario dice di godere della fiducia della maggioranza degli italiani, la spara grossa, come al solito, e mente sapendo di mentire!

Gianfranco Fini è stato precipitoso?
Probabilmente, da un certo punto in poi, si.
La sfiducia non si annuncia con tanto preavviso, se c’è, c’è ! La si dà, si verifica tutte le volte che deve verificarsi, magari fa molto male, specie se si applica a singoli ministri incapaci…e poi, quella definitiva, deve giungere rapida e secca, con in tasca già il nome dei componenti del nuovo esecutivo post-berlusconiano…

Il Centro-Sinistra. Ma dov’è? Che cosa propone? Quali sono i suoi confini programmatici, a sinistra e verso il centro? Chi è il leader della coalizione? Quando si celebrano le primarie? Con quale faccia di bronzo e cattiva fede anti-democratica si tenta di evitarle o posticiparle? Sapete, cari compagni, che quello che serve è il lavoro di squadra, con ciascuno nel giusto ruolo? I centravanti e le mezze punte a segnare, i difensori a difendere, i centrocampisti a contenere e a rilanciare? Lo sai, caro compagno Bersani, che se sei tu a incoronare Vendola come candidato specifico del PD alle primarie di coalizione, rafforzi innanzitutto la tua posizione di Segretario PD (cioè di quello che potrebbe diventare il primo partito di governo, nel prossimo futuro)? Lo sai che, se ti contrapponi nelle primarie a Vendola, indebolisci la tua posizione e quella del Partito, rispetto a Sinistra e Libertà? E che se perdi alla primarie, polverizzi la credibilità del gruppo dirigente che ti ha sostenuto? Mentre, se vinci (magari “barando” un pochino…), candidi il Centro-Sinistra tutto alla sconfitta, perché non sei il candidato giusto per battere alle urne Berlusconi, mentre (come Segretario PD) potresti essere un eccellente regista della vittoria di tutta la coalizione prima e del governo del Paese dopo? Te lo vuoi mettere in testa, poi (tu e tutti gli altri dirigenti del partito) che, in una democrazia avanzata, il leader di coalizione deve essere diverso dal leader del principale partito di essa?
Ovviamente, queste ultime considerazioni, ad uso e consumo della dirigenza e dell’elettorato del Centro-Sinistra, le faccio come leader di Democrazia Radical Popolare (www.democraziaradicalpopolare.it ), un Movimento (di liberi muratori e cittadine/i non massoni, uniti insieme) che nelle prossime ore lancerà le proprie precise e concrete proposte per la rigenerazione dell’area politica che comprende SEL, PD, IDV e tutti coloro che vogliono una riscossa del riformismo progressista, socialista e liberal-socialista.
Contro i conservatori e i tradizionalisti di sempre, dentro le logge e soprattutto fuori, in questa martoriata società italiana, lacerata da revisionismi neo-borbonici, leghisti e clerico-fascisti.
Una società a cui il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Giuseppe Garibaldi seppe dare l’Unità e l’idea di una prospettiva laica e democratica, al prezzo di molto sangue, lacrime e battaglie durissime contro le forze reazionarie dell’epoca.
Una società a cui noi di G.O.D e di D.R.P. vogliamo restituire orgoglio delle proprie origini e della propria storia, rilancio economico e culturale, un posto di primo piano in Europa e nel Mondo.
Come?
Continuate a seguirci e le risposte arriveranno presto.
Saranno nette, chiare, perentorie e incisive.
Come una lama ben affilata.
Come una sfiducia data a tempo debito e senza preavviso…
Nel frattempo, se si contenta, il Gran Sultano di Arcore si prenda (forse) l’ultima fiducia loffia al suo traballante e decadente esecutivo.
Una Vittoria di Pirro che, a ben vedere, somiglia di più a una Sconfitta.
Se poi, nelle prossime ore, maturano certi eventi (e solo in questo caso), allora sarà sfiducia, nonostante tutte le compravendite vergognose di queste ore.
Vi immaginate che figura di m…per Fratello Silvio?

GIOELE MAGALDI.

P.S. In APPENDICE, riporto un’ icastica e attualissima citazione dal bel libro di Alexander Stille, Citizen Berlusconi. IL CAVALIERE MIRACOLO. La vita, le imprese, la politica, Garzanti, Milano 2006-2010, pp.240-242 :

“ ‘Berlusconi invece di governare tenta di far uscire di galera i suoi amici, parenti e dipendenti’, dice Bossi a luglio (NDR: del 1994), all’epoca del decreto ‘salvaladri’. Nei mesi successivi Bossi iniziò a chiamare il presidente del consiglio ‘Berluskaiser’e a paragonarlo al dittatore argentino Juan Peròn. ‘Ma vi pare che uno che possiede 140 aziende possa fare gli interessi dei cittadini? Quando quello piange, fatevi una risata, vuol dire che va tutto bene, che non ha ancora trovato la combinazione della cassaforte […] Ogni tanto io a questo Berluscosa gli afferro il polso: pum! Fermo li! Perché sta per mettere le mani sulla cassaforte. Ci prova in continuazione: la Rai, la magistratura, il condono per i suoi amici palazzinari, il decreto sui copyright per la sua Mondadori, le pensioni…’ A metà dicembre (NDR: del 1994) Bossi ruppe formalmente con Berlusconi, ritirò il suo sostegno al governo e accettò di formare un nuovo governo con i partiti dell’opposizione. Berlusconi provò a reagire cercando di convincere un numero sostanzioso di parlamentari della Lega a disobbedire a Bossi e a mantenere l’alleanza con Forza Italia. Bossi iniziò a denunciare il fatto che Berlusconi stesse ‘comprando’ i suoi uomini con promesse di denaro e cariche future. ‘Offrono ai nostri 25 milioni al mese per tutta la durata della Legislatura, in cambio del tradimento di Bossi!’, annunciò pubblicamente un senatore leghista. ‘Qui a Palazzo Madama circolano assegni in bianco!’ Queste accuse non furono mai provate ma la scoperta di centinaia di miliardi di lire in conti Fininvest off-shore, ricevute false e falsi in bilancio pensati per generare grandi quantità di denaro contante ha fatto ben poco per smorzare i sospetti. Ma anche senza tangenti, la capacità di Berlusconi di dispensare legalmente denaro e favori-contratti di consulenza, onorari legali, contratti editoriali, rubriche su quotidiani e riviste, spazi televisivi- gli ha conferito lo straordinario potere di conquistarsi la fedeltà dei membri di altri partiti e di creare una disciplina ferrea nei ranghi di Forza Italia. Bossi, che in passato era oggetto di incessanti lodi sulle reti berlusconiane, provò ora gli effetti del ‘fuoco concentrato’ di un assalto mediatico a tutto campo in cui veniva regolarmente denunciato come ‘Giuda’, ‘traditore’, ‘pazzo’ e ‘venduto ai comunisti’. Secondo un ex deputato di Forza Italia (NDR: Michele Caccavale), i suoi colleghi parlamentari che provenivano dai ranghi della Fininvest erano estremamente chiari riguardo all’utilizzo del potere della televisione per intimidire gli ex compagni di coalizione. ‘Le nostre televisioni sono in grado di distruggere la Lega, e i parlamentari leghisti è ora che se ne rendano conto […] Se faranno cadere il nostro governo andremo a elezioni anticipate, e il loro seggio i parlamentari della Lega se lo possono scordare!’ Nel giro di poco tempo Bossi sparì praticamente dalle reti Fininvest e dai due canali pubblici gestiti da ex dipendenti di Berlusconi, mentre personalità minori della Lega nord che avevano espresso il proprio dissenso rispetto a Bossi e avevano accettato di seguire Berlusconi divennero dalla sera alla mattina delle vere e proprie celebrità. Bossi conservò un numero di deputati sufficiente a far cadere il governo e a formarne uno nuovo, mettendo così fine ai brevi e ingloriosi sette mesi e mezzo della prima amministrazione Berlusconi. Le forze di centrosinistra iniziarono a festeggiare la caduta del ‘piccolo dittatore’, come lo chiamava Bossi. Ma i festeggiamenti erano prematuri. Tra chi si oppose alla fine improvvisa del governo Berlusconi, nonostante fosse su posizioni estremamente conflittuali con l’ex premier, vi fu Indro Montanelli, che, dopo il fallimento del battagliero (e ferocemente antiberlusconiano) quotidiano che aveva fondato, ‘La Voce’, era tornato al proprio vecchio posto al ‘Corriere della Sera’. ‘Berlusconi è una di quelle malattie che si curano con il vaccino. E per guarire da Berlusconi ci vuole una bella dose di vaccino Berlusconi. Bisogna vederlo al potere’.”

La storia, a quanto pare, si ripete. Stavolta però, ci siamo noi di G.O.D. e di Democrazia Radical Popolare a vigilare e a dare una mano.

 

 

 

 

 

 

 

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