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Dopo Ben Ali, Mubarak, Gheddafi e Bisignani, ora tocca a Cesare Geronzi. Chi il prossimo…? L’Ancien Régime nel quale il Fratello Silvio Berlusconi ha prosperato si sgretola pezzo per pezzo…

 

 

 

  

Mentre non possiamo non piangere e non indignarci di fronte all’ennesimo scempio di umanità e carità laica (e cristiana) che si è consumato nelle acque territoriali maltesi (secondo Bobo Maroni) italiane (secondo IL BUON SENSO), a poche miglia da Lampedusa, con centinaia di morti e dispersi, il nostro Paese è segnato da altri sconvolgimenti,molto meno importanti, certo, ma parimenti segno del disfacimento di un intero blocco di potere.

Intendiamoci: la sciagurata gestione della questione dei migranti (finalmente “fuori dalle balle”, almeno qualche centinaia, tra cui donne e bambini, secondo gli auspici del sedicente Ministro della Repubblica Umberto Bossi…), dove il cinismo criminale si mescola all’improvvisazione e all’assenza di un piano strategico complessivo, rappresenta meglio di qualunque altra vicenda la pietosa decadenza dell’asse PDL-LEGA.
Se l’Italia non fosse stata governata da questi cialtroni berlusconiani e bossiani e se al loro posto subentrasse mai non il solito centro-sinistra loffio, opportunista, voltagabbana e inefficiente, ma un Nuovo Centro-Sinistra solido, coeso, lungimirante ed efficace, allora nel Mediterraneo si potrebbero attuare politiche serie e mirate al benessere di tutte le sue “sponde”.
Quanti denari si sono spesi o si spenderanno per ottenere dai governi di Libia, Tunisia o altri il “controllo delle migrazioni” (spesso con sistemi inumani e trucemente repressivi)?
Con quali deludenti risultati?
Quanti denari e disagio sociale diffuso per la sistemazione di tanti poveri disgraziati in inadeguati “centri di accoglienza” italioti che somigliano a prigioni e lager?
Tanti denari, indubbiamente.
Bene, si investano, questi e altri soldi (di provenienza pubblica e privata) in un Progetto di incentivazione di varie attività economiche in loco, in tutta l’area del Maghreb, che rechino la benemerita (questa sì che sarebbe buona politica estera commerciale ed estera tout-court) “firma” italiana.
Si incentivino attività artigianali, manifatturiere, commerciali, industriali nel bacino mediterraneo che vedano l’intervento italiano in termini di investimenti e  servizi professionali dedicati all’incremento dello sviluppo economico, sociale, civile e culturale di tutte le popolazioni nord-africane e, per conseguenza, di tutti quei professionisti e lavoratori italiani che saranno coinvolti nel Progetto.
Anche di questo, comunque, parleremo presto in 10 Serie di Proposte per il Governo dell’Italia dal 2011 in poi,  da Democrazia Radical Popolare al Nuovo Centro-Sinistra (da costruire sulle ceneri del Vecchio).
Un Paese che avesse il merito-internazionalmente riconoscibile- di agire con questa concretezza e lungimiranza filantropica (non priva di vantaggi economici per il sistema Paese), avrebbe anche l’autorevolezza per pattugliare efficacemente le coste da cui partono i “barconi della morte” gestiti dalle malavite organizzate e farli immediatamente rientrare nei luoghi di origine, senza il dramma biblico (e oneroso) dello smistamento sul territorio italiano.
Piuttosto, si facilitino gli ingressi di quei migranti cui si possa offrire immediatamente lavoro o formazione professionale, in base a nuovi e originali accordi concertati nell’ambito di una vera “politica mediterranea” dell’Italia.
A queste condizioni, senza bisogno di “baciare le mani” a nessun sanguinario tiranno, la presenza industriale e commerciale italiana (petrolio, gas e quant’altro), in Libia o altrove, sarebbe più che garantita e magnificata.

Ma il titolo di questo articolo allude ad un altro evento, su cui ritorneremo in seguito con osservazioni più approfondite.
In questa sede ci limitiamo a registrare la cosa.
Cesare Geronzi, compagno fraterno di tante scorribande berlusconiane (fra cui prima il salvataggio e poi la quotazione in Borsa del Gruppo Mediaset, che tanti mirabolanti e privilegiati benefici ha accordato al Sultano di Arcore), è caduto…
E non è che Fratello Silvio non avrebbe voluto salvarlo.
E’ che non ha potuto…
Come del resto non ha potuto nulla contro la defenestrazione dei suoi amici Ben Alì e Mubarak (presto anche di Gheddafi) e contro la caduta in disgrazia di un altro tassello della sua “comunità fraterna”, il Fratello Piduista Luigi Bisignani, ormai a metà tra la condizione di “ostaggio” e quella di volontaria “gola profonda” in servigio di alcune procure della Repubblica (meno male: era ora…).
Così, con la caduta di Cesare Geronzi, il cerchio attorno al Fratello Silvio Berlusconi continua a stringersi.
Ci auguriamo che coloro che, nell’attuale (impresentabile e velleitario) centro-sinistra aspirano davvero a governare presto l’Italia, sappiano approfittare delle grandi difficoltà in cui versa il  Maestro Venerabile di Villa San Martino.
Per farlo, occorre una nuova politica, senza più cazzeggiamenti e inutili litigiosità intestine.
Noi offriremo la nostra collaborazione (vedi, a brevissimo, le 10 Serie di Proposte per il Governo dell’Italia dal 2011 in poi,  da Democrazia Radical Popolare al Nuovo Centro-Sinistra (da costruire sulle ceneri del Vecchio) : a VOI (da PD a SEL a IDV e Altri) la responsabilità di fondare le vostre future chances di vittoria su frescacce come il cosiddetto “processo Ruby Rubacuori” oppure su una solida proposta di governo per il futuro dell’Italia.

 

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE (www.democraziaradicalpopolare.it )

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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