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Breve Ragionamento sulle imminenti elezioni amministrative italiche del maggio 2011 e in particolare su Milano

 

 

 

 

Come avranno notato i nostri lettori, oggi abbiamo pubblicato un Appello Riformista per Milano.
Si tratta di un testo che fonde bene lucidità analitica, pathos civile, consapevolezza storica.
Ragione, sentimento, profondità storico-critica…un connubio raro, di questi tempi.
In effetti, fa piacere constatare che l’autore, un giovane ma autorevole intellettuale milanese capace di sporcarsi le mani nella gestione anche di problemi prosaici-qualità essenziale per chi aspiri ad amministrare la res publica- dimostri di possedere una visione nitida di ciò che dovrà divenire il Centro-Sinistra italiano del futuro.
Anche a Milano.
Soprattutto a Milano.

Altra cosa, però, è aspettarsi che la lista guidata da Giuliano Pisapia possa già costituire l’alternativa al blocco di potere berlusconiano, leghista e ciellino-formigonian-morattiano che da anni imperversa impunemente in tutta la Lombardia.
Certo, Pisapia ha saputo meritarsi la fiducia di quello che rimane, nel caos, della parte migliore della sinistra meneghina.
Non solo, la sua figura è tale da meritare il rispetto e una possibile apertura di credito anche da parte di quella borghesia moderata-ma laica e autenticamente liberale- che, dopo tanti anni, non ne può più dello sterile birignao politico di Letizia Moratti & Soci, magari dopo aver un tempo puntato qualche fiche in questa direzione.
Comunque, dalla parte della Moratti, di soci rapaci si tratta, non di amministratori votati al bene della collettività, impegnati a governare con disinteresse la capitale economica d’Italia.
Soci pluriennali nella spartizione di una torta succulenta, con l’appetito eccitato in vista dell’Expo 2015, al quale, se le cose continuano così come sono andate finora, Milano arriverà pericolosamente impreparata

Il problema è che, se il berlusconismo è alle corde, alle spalle di Pisapia c’è soltanto la caratura personale del candidato e l’ottima opera di alcuni ambienti della società civile.
Questi ambienti, insieme ad alcuni singoli politici milanesi, hanno giustamente fatto giustizia del cupio dissolvi che da tempo caratterizza il PD locale con i suoi improbabili candidati proposti nel tempo, tutti accomunati da un’irresistibile vocazione alla sconfitta.
Ciò nonostante, manca un Nuovo Centro-Sinistra.
Manca una Coalizione in grado di supportare in modo omogeneo i propri candidati.
Ecco perché PD & Company non avranno più alibi-tanto a livello locale che nazionale- quando tra poche ore saranno pubblicate le 10 Serie di Proposte per il Governo dell’Italia dal 2011 in poi,  da Democrazia Radical Popolare al Nuovo Centro-Sinistra (da costruire sulle ceneri del Vecchio)
Un centro-sinistra come quello attuale, capace di combinare “pasticcini” a Bologna e “pasticciacci” a Napoli (divisi, laceri, impotenti, litigiosi, etc.), con un PD che ancora aspetta Godot e si caratterizza per una giustapposizione tra ex dc di sinistra e post-pc d’apparato, cosa spera di ottenere dalla pur evidente crisi di PDL e Compari?
Diciamoci la verità, queste elezioni amministrative di maggio 2011 le può soltanto perdere Berlusconi (a parte il caso di Bologna e Torino, dove il centro-sinistra, se soccombesse, perderebbe anche la faccia…).
Se Berlusconi le perdesse (ma Noi ci crediamo poco, perché appunto manca un Centro-Sinistra percepito come una chance alternativa di governo), ciò non significherebbe che PD e altri viandanti dell’attuale “armata brancaleone” centro-sinistrorsa hanno vinto.
A Milano, in un eventuale ballottaggio, qualora dovesse vincere (difficile, ma non impossibile), avrebbe vinto Giuliano Pisapia e con lui un inedito centro-sinistra locale, non certo il vacuo e rissoso centro-sinistra nazionale, diviso e ambiguo anche sulla politica estera.
E diciamoci un’ulteriore verità: Noi di DRP siamo piuttosto pessimisti e indifferenti rispetto agli esiti di queste amministrative.
Anzi, pensiamo che la vera Rinascita politica del Paese comincerà dopo e non mediante questa tornata elettorale di comuni e provincie.
Pensiamo che un Nuovo Risorgimento potrà essere intrapreso solo quando il PD rifonderà se stesso, nei comportamenti e nell’ideologia,e quando ai cittadini sarà proposto un efficace PATTO DI GOVERNO ALTERNATIVO all’attuale ancien régime berlusconiano.
A monte di queste amministrative non sussiste né l’una né l’altra condizione.

Ciò premesso, più o meno indifferenti agli altri esiti locali, se Giuliano Pisapia vincesse a Milano ci farebbe particolare piacere.
E qualche piccolo mattoncino in questa direzione cercheremo di metterlo, pur coscienti che bisognava preparare meglio (molto meglio e da molto tempo prima) la malta per amalgamare il tutto in termini efficacemente forieri di vittoria.

 

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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