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Uno Scendi-Letta al malgoverno dell’Italia

 

 

 

 

Nel clima di rimbambimento generale (di tanti in buona fede) e di perfida progettazione distruttiva (di altri in mala fede) che ha prima consentito la costruzione del Governo Letta semel/Monti bis, poi la sua funesta vita legislativa, Noi sentiamo il dovere civico e politico di continuare ad informare l’opinione pubblica su quanto sta realmente accadendo.
Noi di DRP abbiamo già offerto le seguenti considerazioni a margine dell’esecutivo lettiano:

Il funesto Governo del Fare (chiacchiere), (mal) guidato dal Paramassone Enrico Letta per conto terzi, a cura di DRP (clicca per leggere)

DRP e il "Decreto del Non Fare" del Paramassone Enrico Letta, giustamente sbertucciato da "Civil Servant" su MICROMEGA (clicca per leggere),

facendo eco ai ben più corposi e minuziosi interventi dei Massoni di GOD:

Enrico Letta, un Para-Massone diligente, mediocre, subalterno e servizievole, all'Obbedienza dei circuiti massonici sovranazionali più reazionari e antidemocratici (clicca per leggere)

Il para-massonico governo del Para-Massone Enrico Letta si configura come un Monti-bis con qualche foglia di fico, segnato dalla pesante tutela tecnocratica e anti-crescita del Massone Mario Draghi, esercitata per mezzo del suo fido scudiero, il Massone Fabrizio Saccomanni, nominato Ministro dell'Economia in barba ai desiderata del Massone Berlusconi (clicca per leggere)

Il Massone di rito draghiano Fabrizio Saccomanni conferma subito le previsioni di Grande Oriente Democratico sul tipo di politiche economiche del Governo Letta (clicca per leggere)

L'inconcludente e dunque catastrofica traiettoria del Governo del Paramassone Enrico Letta. I molti dubbi sulla funzione stabilizzatrice occulta del Movimento 5 Stelle (clicca per leggere),

L'inconcludente e dunque catastrofica traiettoria del Governo del Paramassone Enrico Letta. I molti dubbi sulla funzione stabilizzatrice occulta del Movimento 5 Stelle (clicca per leggere).

L’attuale premier italiano è uno “Scendi-Letta” di poteri altri, conflittuali con l’interesse del popolo italiano (e anche di quello europeo considerato nel suo insieme).
Enrico Letta compie delle inutili sceneggiate velleitarie e di pessimo gusto quando chiede pietosamente in Europa più attenzione al lavoro e alla crescita e/o alla ripresa.
Lui chiede così, genericamente, sommessamente, in punta di piedi e senza costrutto.
Poi arriva il Wolfgang Schaueble di turno (e/o un qualsiasi altro personaggio dell’establishment continentale che conti), il quale dice “nein” a qualsiasi revisione degli omicidi vincoli di austerità che stanno macellando socialmente famiglie e imprese di molte nazioni. Nein a qualsiasi serio piano europeo per la soluzione della crisi in corso.
La crisi, infatti, nelle intenzioni dei supremi reggitori dell’area euro, deve peggiorare, la situazione deve divenire ancora più tragica, l’Europa deve essere privatizzata e cinesizzata.
E dunque Enrico Letta – in ciò ispirato dalla longa manus di Mario Draghi, cioè dal ministro Fabrizio Saccomanni - biascica qualcosa a proposito del dover fare “qualcosina”, ma “a saldi invariati”, mantenendo l’azione del suo patetico governicchio entro i parametri artificiosi, gratuiti e anti-scientifici del rapporto del 3% tra Deficit e PIL e conservando tutte le assurdità mostruose e suicide legate al Fiscal Compact e al Pareggio di Bilancio Costituzionale.
Me c’è di più e di peggio.
Cosa ha in mente Letta Junior quando parla di “lavoro per i giovani”?
Viene spiegato egregiamente in

“Precari, il governo Letta vuole imitare il modello Schröder?”, articolo del 21 giugno 2013 by Enrico Grazzini per IL FATTO QUOTIDIANO (clicca per leggere).

Capito bene?
L’analisi di Grazzini mette in luce quanto Noi di DRP (con i Massoni di GOD) abbiamo profetizzato molto tempo fa (si vedano i  nostri interventi sin dall’estate 2011, sul sito www.democraziaradicalpopolare.it): una volta aumentata la disoccupazione - giovanile e non - ci sarebbero state le condizioni ottimali per proporre contratti di lavoro ancora più precari e mal pagati.
E alle considerazioni di Grazzini aggiungiamo quelle dell’autorevole Piergiovanni Alleva (docente di diritto del lavoro, già consulente di primo piano della CGIL) riportate in

DRP rilancia la Lettera Aperta di Piergiovanni Alleva a Guglielmo Epifani, pubblicata il 20 giugno 2013 sul FATTO QUOTIDIANO (clicca per leggere).

Tutto sommato, Enrico Letta è ancora peggio di Mario Monti, alla guida dell’Italia.
Il secondo, se avesse voluto (ma non volle), avrebbe potuto effettivamente affrontare da pari a pari i membri dei cenacoli sovra-nazionali che stanno massacrando i popoli europei nella prospettiva di un progetto di riorganizzazione (elitaria, tecnocratica e anti-democratica) socio-politica del Vecchio Continente.
Il primo, il degno nipote di suo zio Gianni, è invece soltanto un maggiordomo, uno “Scendi-Letta” aduso per lo più ad obbedir annuendo, salvo recitare con maestria il ruolo del governante dispiaciuto e contrariato perché la disoccupazione galoppa e la crisi peggiora di giorno in giorno.
Uno “Scendi-Letta” ipocrita e subdolo, cui un Parlamento di incapaci ha conferito i voti per continuare a mal governare l’Italia.
Come se non fosse bastato l’esecutivo Monti.

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE (www.democraziaradicalpopolare.it)

[ Articolo del 21-23 giugno 2013 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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