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Un nuovo paradigma politico-economico per i progressisti italiani ed europei. Parte 2 (a cura di Democrazia Radical Popolare)

 

 

 

 

Ripartiamo dalle analisi contenute in

Un nuovo paradigma politico-economico per i progressisti italiani ed europei. Parte I (a cura di Democrazia Radical Popolare) (clicca per leggere).

E mentre invitiamo al ripasso delle considerazioni contenute in quell’articolo di fine maggio scorso, annunciamo che è ormai avviata la costruzione dell’Associazione “Eleanor Roosevelt per il Socialismo Liberal”, attorno alla quale si sta lavorando in diversi contesti territoriali, senza troppo rumore e con la dovuta accortezza, ma con una determinazione adeguata agli obiettivi che tale organizzazione pre-politica intende porsi.

Nel frattempo, non sarà male riflettere ancora e sempre sul concetto stesso di “Socialismo Liberal”, quale è stato finemente analizzato in

Editoriale del 14 ottobre 2011: "Se esistesse un Nuovo Centro-Sinistra, italiano, europeo e statunitense, avrebbe un'autostrada e archi di trionfo davanti a sè, in questi tempi di fallimento del neoliberismo di destra e dei suoi derivati" di Gioele Magaldi (clicca per leggere)

Editoriale del 22 febbraio 2012: "Socialismo Liberale. Non Socialdemocrazia in senso classico e nemmeno Terza Via di Anthony Giddens e della defunta ditta Bill Clinton-Tony Blair", di Gioele Magaldi (clicca per leggere)

Editoriale del 7-9 maggio 2012: "I veri anti-europeisti Merkel, Sarkozy, Draghi, Van Rompuy, Monti, Papademos, Rajoy, etc., agenti e/o ascari della Tecnocrazia, e il Socialismo Liberale per un'Europa unita a sovranità popolare", di Gioele Magaldi (clicca per leggere),

e quale il nostro leader non mancherà di tornare ancora ad illustrare in nuovi contributi.
Ma occorre soffermarsi anche sul concetto importantissimo di “paradigma”, sulla scia dell’intelligente accezione di esso che venne offerta dal grande epistemologo statunitense Thomas Kuhn (1922-1996).
Nel 1962 Kuhn pubblica La struttura delle rivoluzioni scientifiche.
In quest’opera ormai leggendaria egli spiega e dimostra come la conoscenza scientifica, piuttosto che progredire in linea retta per semplice accumulazione di nozioni e leggi, evolve o involve, perseguita la verità in base a dei veri e propri cambiamenti o slittamenti di paradigma.
In ambito scientifico, secondo Kuhn, esiste una fase pre-paradigmatica in cui diverse scuole di pensiero competono fra loro nell’interpretazione complessiva della totalità.
A questa fase ne segue un’altra, nella quale si impone sulle altre una ed una sola specifica visione del Mondo, che egemonizza il quadro d’insieme delle teorie, delle leggi e degli strumenti con cui la natura (e la società) vengono praticati e sperimentati.
E’ nato un paradigma.
Dopo di che, vengono fuori i custodi di tale paradigma, “sacerdoti laici” impegnati a discriminare fra cosa è “normale-ortodosso” e cosa è invece inaccettabile rispetto al modello generale affermatosi e accettato dai più.
Quando però sorgono delle anomalie, cioè si manifestano degli eventi che il paradigma dominante non è in grado di spiegare e integrare, allora può verificarsi un sovvertimento di esso, una rivoluzione scientifica in grado di superare un paradigma con un altro nuovo e alternativo.
Prima che ciò accada, naturalmente, i custodi di una determinata architettura paradigmatica cercheranno di rimuovere e/o negare e/o reprimere e/o sopprimere qualsivoglia istanza critica, riformista o rivoluzionaria, che rischi di privarli del loro ruolo egemone e normativo, bollando gli eretici come latori di proposte “pseudo-scientifiche”.
Ciò, anche se, una volta che un paradigma nuovo ne abbia soppiantato uno vecchio, ad essere considerate pseudo-scientifiche saranno le teorie e le leggi del secondo, che un tempo erano invece sontuosamente imperanti.
Tutto questo, per quel che riguarda il pensiero epistemologico del grande Thomas Kuhn.

Anche in politica ed in economia, vige una dialettica feroce tra scuole di pensiero contrapposte e differenziate, in naturale competizione per l’egemonia.
Alla prossima (imminente) puntata spiegheremo perché e come, proprio dopo che negli anni ’60 e ’70 e ’80 l’Occidente aveva conosciuto una grandissima fase di espansione della giustizia sociale, del benessere collettivo di ceti medi e bassi, di liberalizzazione dei costumi, di ampliamento della democrazia sostanziale; proprio dopo la Caduta del Muro di Berlino e il crollo del paradigma totalitario sovietico-comunista, il paradigma democratico-liberale-pluralistico-laico-egualitario, invece di magnificarsi, consolidarsi nei paesi occidentali e globalizzarsi nel resto del Mondo, entrava in una crisi strutturale che avrebbe condotto alla catastrofe di questi anni. Una catastrofe come quella illustrata profeticamente in

La Catastrofe europea e occidentale. Grande Oriente Democratico e Democrazia Radical Popolare avevano previsto per tempo (dall'estate 2011) quello che sarebbe accaduto, e l'avevano ribadito anche all'indomani degli stolti commenti ottimisti sul vertice europeo del 28-29 giugno 2012:... (del 21-22 luglio 2012, clicca per leggere)

e in numerosissimi altri contributi nostri o di GOD del passato più o meno recente.
In effetti, i nostri sono gli anni in cui vari nemici (elitari) più o meno occulti del paradigma democratico-liberale-egualitario, in luogo di contrastarlo dal di fuori e frontalmente, lo stanno svuotando di senso dall’interno.

E a proposito di sub-paradigmi, appare evidente come quello progressista stia languendo e lentamente offuscandosi, nella crisi della rappresentanza democratica della sovranità del popolo che si registra in Europa e in Occidente.
Di qui il nostro impegno a rigenerare un pensiero progressista italiano, euro-atlantico e globale per il XXI secolo.

A prestissimo, per il seguito dei nostri ragionamenti,

 

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE (www.democraziaradicalpopolare.it)

[ Articolo del 17-20 giugno 2013 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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