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Un nuovo paradigma politico-economico per i progressisti italiani ed europei. Parte I (a cura di Democrazia Radical Popolare)

 

 

 

 

Appare ormai evidente che i sedicenti progressisti italiani ed europei hanno perso qualsiasi bussola che possa orientarli nel mare magnum della contemporaneità globalizzata e nei marosi che stanno travolgendo sia l’Unione Europea che l’eurozona.
In Italia, il principale partito del centrosinistra, il PD, annaspa privo di identità e di un progetto politico degno di questo nome.
Tra le sua fila, post-comunisti ancora togliattiani nel tatticismo pseudo-machiavellico ad ogni costo, privo di qualsivoglia profondità strategica, si giustappongono a post-democristiani di sinistra che di idee chiare e distinte (in senso cartesiano) ne hanno ancora meno.
A latere, altre componenti politiche marginali e subalterne, incapaci di dare un contributo significativo negli equilibri del partito di Via Sant’Andrea delle Fratte.
Il PD: un partito che “va per fratte”, appunto…
A sinistra del PD: SEL.
SEL, un partito con poche persone spendibili e spese mediaticamente, a parte un Nichi Vendola talora lucido, appassionato ed efficace nell’interpretazione/narrazione di alcuni nodi politico-economici del XXI secolo, talaltra come assopito e ipnotizzato da una navigazione di piccolo cabotaggio, tutta poltrone e rendite di posizione, complessivamente incapace di rendere il suo movimento un reale punto di riferimento per milioni di italiani disorientati.
Ancora a sinistra di SEL, i soliti “rifondaroli” del Comunismo o veterocomunisti incalliti, che cianciano ancora di lotta al capitalismo e superamento della democrazia liberale (è la DEMOCRAZIA e il CAPITALISMO che vanno rifondati, non il comunismo, cari compagni…).
Rivoluzione civile e Azione civile di Ingroia? Non più e non molto pervenuta. Annegata tra liti e diffidenze interne, giustizialismi anacronistici di alcuni, scollamento dei principali dirigenti rispetto a quelle istanze più genuine della società civile che pretendevano di rappresentare.
Un disastro, complessivamente, mentre anche dalle parti del Movimento 5 Stelle le cose non è che vadano benissimo. E poi, non è stato ancora chiarito se si tratti di un Movimento “progressista” o “conservatore-reazionario”, “libertario, democratico e pluralista”, oppure “autoritario e aristocratico-carismatico”.
Fuori dall’Italia, sarà meglio stendere un velo pietoso sull’insipienza, la mediocrità e l’ignavia arrendevole rispetto all’eurocrisi in corso di quei partiti che si riconoscono nel PSE (Partito Socialista Europeo), il quale, a livello del Parlamento di Strasburgo, ha dato vita dal 2009 all’Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici.
Meglio stendere un velo pietoso sui socialisti greci e spagnoli, tra i più screditati del Vecchio Continente, ormai.
E meglio mettersi a ridere dell’inconsistenza della presidenza Hollande (e dei socialisti francesi, che ancora non hanno preso a calci questo piccolo burocrate intimorito dalle minacce e conquistato dalle blandizie sovra-nazionali di chi l’ha convinto ad abbandonare le promesse fatte in campagna elettorale, che erano finalizzate ad un mai pervenuto cambio di passo progressista nella governance dell’Europa…).
Dei socialdemocratici tedeschi, invece, più che ridere, occorre piangere.
Infatti, nonostante giornalisti ignoranti e fresconi continuino a discettare senza discernimento sul (presuntivamente) determinante scontro elettorale in Germania previsto per il 22 settembre 2013, chiunque vinca tale competizione (CDU/CSU o SPD), cambierà poco o nulla in termini di prospezione della nazione tedesca sullo scenario continentale europeo.
Per chi non lo sapesse, cari operatori mediatici dei nostri stivali, il candidato premier del Sozialdemokratische Partei Deutschlands (SPD), Peer Steinbrück (classe 1947), già Ministro delle Finanze nel governo di grande coalizione con CDU/CSU guidato dalla Merkel dal 2005 al 2009, è un fervente anti-keynesiano ed ha convinzioni di politica economica molto simili a quelle dell’attuale cancelliera tedesca.
Ergo, sia che vinca Steinbrück, sia che rivinca la Merkel, sia che i due facciano un sostanziale pareggio e siano “costretti” ad un nuovo governo di coalizione come nel 2005, nulla cambierà dei rapporti fra Germania e UE, Germania ed eurozona.

Entro uno scenario così tragico per gli ideali progressisti di democrazia sostanziale (l’Unione Europea non è guidata dal volere di un popolo europeo sovrano, bensì da tecnocrati e politicanti che rispondono del loro operato non già al Parlamento di Strasburgo, bensì a privati cenacoli sovra-nazionali), giustizia sociale ed uguaglianza nella libertà, Noi di DRP intendiamo impegnarci su due fronti.
Uno teorico ed ideologico, martellando l’opinione pubblica italiana ed europea con le necessarie indicazioni per implementare un “nuovo paradigma politico-economico” alternativo a quello tecnocratico, conservatore, reazionario, neoclassico e neoliberista in auge ormai da decenni, e che ha impregnato di sé le cancellerie europee di destra, centro e sinistra, oltre che le strutture burocratiche e non elettive della UE.
Un altro più pratico e direttamente militante, attraverso un’iniziativa associativa e pre-politica di cui parleremo presto in termini più dettagliati e di cui accennavamo giusto l’altro giorno, nella chiusa finale del nostro articolo

Democrazia Radical Popolare a fianco della FIOM-CGIL e del rilancio dell'occupazione non solo il 18 maggio 2013, ma tutti i giorni dell'anno. Il Sindacato italiano e la stessa FIOM-CGIL, però, adottino un paradigma politico-economico decisamente innovativo (clicca per leggere):

“E siccome è ormai tempo di agire, oltre che di creare i giusti presupposti ideologici per l’azione, quanto prima ci faremo artefici, in Italia e in Europa, della nascita di una Associazione pre-politica (pronta a trasformarsi in partito politico, se servirà) intitolata “ELEANOR ROOSEVELT per il socialismo liberal”, preludio di un Movimento politico (se registreremo ancora il torpore e la mediocrità dei sedicenti progressisti italiani ed europei) che potrà chiamarsi direttamente “SOCIALISMO LIBERAL” (SL).”

 

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE  (www.democraziaradicalpopolare.it)

[ Articolo del 23 maggio 2013 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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