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Stefano Cingolani apologeta stralunato di Mario Draghi, che nulla sa e nulla ha capito del ruolo e degli obiettivi del governatore BCE

 

 

 

 

In queste ultime ore, accedendo alla testata giornalistica on-line “LINKIESTA”, accanto a

“Magaldi, i massoni non si fidano di Renzi”, articolo-intervista di Alessandro Da Rold, pubblicata il 29 settembre 2014 su LINKIESTA (clicca per visionare),

pezzo che consigliamo di mettere in comparazione con

Intervista per Linkiesta a Gioele Magaldi, di Alessandro da Rold. Versione integrale e originaria, con alcune postille integrative, a cura di GOD (clicca per leggere),

appare un contributo giornalistico a firma Stefano Cingolani, che ha per oggetto Mario Draghi.
Il contributo è il seguente:

“Giù le mani da Draghi, nell’interesse dell’Italia”, articolo di Stefano Cingolani pubblicato il 28 settembre 2014 su LINKIESTA (clicca per leggere).

Non solo.
All’interno di questo recentissimo intervento, si trova anche un link a

“Renzi difenda Draghi e l’autonomia Bce”, articolo di Stefano Cingolani pubblicato l’1 settembre 2014 su LINKIESTA (clicca per leggere).

Dal tipo di analisi e proposte sintetiche che Cingolani illustra, si capisce benissimo che costui o è un apologeta per motivi di interesse (a lui solo noti) nei confronti di Mario Draghi, oppure nulla ha capito del modus operandi e delle finalità che il governatore della BCE sta implementando da anni.
A beneficio di Cingolani e di tutti coloro che, incredibilmente, ancora credono (o fanno finta di credere) alla favola secondo cui sarebbe reale e non fittizio/mistificatorio il conflitto tra Draghi da un lato e Merkel, Schaüble, Weidmann dall’altra, a proposito della governance dell’eurozona, riproponiamo la lettura di

"Draghi, la seconda grande svolta", di Piergiorgio Gawronski (con commento di DRP) (clicca per leggere)

DRP rilancia e chiosa "Draghi e l'oracolo svelato", by Antonio Lettieri (clicca per leggere).

Ciò, non senza ribadire che è assolutamente improprio, anacronistico e puerile leggere la cifra personale e il profilo vocazionale di Mario Draghi (e non solo di costui, fra i big della tecnocrazia euro-atlantica) all’insegna della categoria della nazionalità di nascita.
Mario Draghi è un personaggio dalla caratura apolide (più che positivamente cosmopolita), il quale ha contratto rapporti di cointeressenza non verso astratti principi di “italianità”, bensì nei riguardi di concretissimi potentati economico-finanziari sovranazionali: gli stessi cui deve le sue consulenze milionarie presso istituzioni private e le sue nomine- secondo un sistema improprio ma ben collaudato di sliding/revolving doors- in contesti istituzionali pubblici o semi-pubblici.
Altro che “giù le mani da Draghi nell’interesse dell’Italia”, come pigolano senza un briciolo di coscienza storico-critica e socio-antropologica gli stralunati Cingolani di turno…

 

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE (www.democraziaradicalpopolare.it)

[ Articolo del 29 settembre-1 ottobre 2014 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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