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Roberto Benigni,  San Remo,  l’Inno d’Italia e il suo autore (il Fratello Massone Goffredo Mameli) e altre questioni

 

 

 

Circa 20 milioni di persone, a quanto pare, hanno seguito la performance dell’intramontabile Roberto Benigni, il 17 febbraio scorso, su RAI UNO, nel corso della tradizionale trasmissione del Festival di San Remo.
Commovente, in particolare, il momento in cui l’attore toscano ha cantato l’Inno nazionale italiano, dopo averlo sottoposto ad un’ intelligente e arguta analisi interpretativa.
L’eccezionale successo di pubblico, evidentemente, mostra l’affezione degli italiani tanto al magistrale interprete del film La vita è bella, quanto allo stesso Inno di Mameli.

Tuttavia, vorremmo sapere quanti sono gli italiani ai quali a scuola è stato insegnato che il patriota Goffredo Mameli, oltre ad essere autore dell’Inno nazionale, era anche (e soprattutto) un Fratello Massone.
Mameli nacque a Genova il 5 settembre del 1827 e morì, poco più che ventenne, il 6 luglio del 1849 a Roma.
Perché a Roma?
Perché li, accanto ad altri patrioti e fratelli massoni, combatteva a difesa della Repubblica romana proclamata il 9 febbraio 1849.
Combatteva contro le truppe francesi che volevano riconsegnare il potere temporale su Roma e altri territori a Sua Santità Papa Pio IX.
Non sapeva, il patriota Mameli morto per l’IDEA di un’Italia LIBERA, MODERNA e LAICA che, in seguito ai PATTI LATERANENSI stipulati dal Duce del Fascismo Benito Mussolini con la Santa Sede nel 1929 e poi sostanzialmente confermati nel 1947 e nel 1984 (nuovo CONCORDATO), il Vaticano avrebbe esteso la sua influenza “temporale” all’intera Italia, per tutto il secolo XX°.
Non sapeva, l’autore del Canto degl’Italiani, che la Santa Sede- la cui potestà egli intendeva confinare alla sola sfera spirituale- (come poi tentò di fare il neonato Stato italiano su ispirazione cavouriana-liberale, prima che la teppaglia fascista si impadronisse delle Istituzioni, grazie anche alla fellonia di Casa Savoia) ad inizio XXI° secolo sarebbe stata, grazie al Fratello Massone reazionario e clericale Silvio Berlusconi, l’assoluta padrona della legislazione parlamentare della Repubblica italiana.
Vedi in proposito tutte le belle leggi illiberali in spregio alla laicità approvate negli ultimi anni e vedi l’imminente approvazione di una legge sul Testamento biologico vergata direttamente nelle stanze del Sacro Palazzo.
Ma di questo bisogna ringraziare anche la singolare inconcludenza della società civile nostrana, asservita a infiniti pregiudizi e pregiudicata da un’impareggiabile ignoranza della storia patria, oltre che europea.
In effetti, leggendo i commenti apparsi sul Blog del Magistrato Alessio Liberati in riferimento al suo "I massoni e la legalità", post su IL FATTO QUOTIDIANO del Magistrato Alessio Liberati, pubblicato anche su www.grandeoriente-democratico.com , tra le valutazioni più o meno ragionevoli e sobrie di diversi interlocutori, spiccavano alcuni interventi di rara brutalità e idiozia.
Come ci hanno scritto alcuni cittadini, indignati dall’ignoranza arrogante di questi interventi, coloro che li hanno vergati, evidentemente, o sono dei massoni “coperti” che hanno in odio le limpide riflessioni di Liberati, oppure sono semplicemente degli imbecilli cialtroni senza profondità né umana, né storica, né civica.
A costoro, non solo vorrei ricordare come appunto fosse un Libero Muratore Goffredo Mameli il cui Inno “affratella” tutti gli italiani (a parte quei grandi statisti della Lega… che sono i migliori alleati del berlusconismo), ma lo furono, a parte il grande Garibaldi, molti altri Padri della Patria.
Tanto per rimanere in ambito “giuridico”, era Massone quel Giuseppe Zanardelli (Presidente del Consiglio dei Ministri dal 1901 al 1903) che riuscì a fare approvare leggi per la legalizzazione dello sciopero (prima di allora considerato reato) e leggi che posero fine allo sfruttamento del lavoro minorile e femminile.
Tra il 1887 e il 1890, come Ministro della Giustizia Zanardelli riuscì a far promulgare il nuovo Codice Penale, che stabilì l’abolizione della pena di morte e che fu considerato come uno dei più progrediti al Mondo, incentrato sul principio massonico che la legge penale dovesse anzitutto redimere e recuperare i condannati, oltre che reprimere i delitti.
Verso la fine della sua esperienza politica riuscì a far approvare alla Camera una legge sul divorzio, che tuttavia dovette essere ritirata per le formidabili pressione delle lobbies clericali, che avevano già iniziato a inquinare e corrompere la maggioranza liberale del Parlamento, anticipando quella svolta conservatrice e reazionaria che Vaticano e Fascismo avrebbero regalato all’Italia pochi anni più tardi.
Per passare ad un ambito “costituzionale” (abbiamo notato come alcuni cialtroni che commentando l’articolo di Alessio Liberati inveivano contro la Libera Muratoria, si riempivano nel contempo la bocca con la parola “Costituzione”, di cui nemmeno conoscono gli articoli, probabilmente, né la filosofia che li ha ispirati), era Massone Meuccio Ruini, Presidente della Commissione dei 75 che nel 1946-47 redasse la Costituzione repubblicana dell’Italia.
Ma c’è di peggio…
Era Massone anche Umberto Terracini (importante esponente del PCI), Presidente dell’Assemblea Costituente.
Ed era Massone il Vice-Presidente della stessa Assemblea Costituente, Giovanni Conti.
Del resto, l’elenco di Liberi Muratori italiani Patrioti e Padri della Nazione tra Otto e Novecento sarebbe lungo e non è questa la sede per enunciarli tutti.
Piuttosto, a quei decerebrati che parlano di Massoneria (come di qualunque altro argomento) solo per “sentito dire” e in base a quattro nozioni apprese in parrocchia o al mercato, vorremmo rammentare che lo stesso pensiero politico moderno fondato sullo stato di diritto, sulla democrazia liberale, sul pluralismo, sulla distinzione dei poteri e sulla tolleranza, è stato concepito e propugnato da Liberi Muratori come Locke, Montesquieu e Voltaire.
Forse, alla Ministra Gelmini, se non fosse anch’ella un’ ancilla Ecclesiae, andrebbe consigliato di emendare i libri di testo per le scuole dell’obbligo e per quelle superiori, in modo che tanti ragazzi possano conoscere meglio i fondamenti della modernità e della storia patria, evitando di crescere come degli imbecilli.
Forse sarà utile aiutare gli studenti a comprendere il back-ground filosofico ed esistenziale di uomini come Mameli, Garibaldi, Zanardelli, Ruini, Terracini, Conti, etc.
Fino a riconoscere che la Massoneria Autentica (non quella di Berlusconi o Raffi) è una risorsa per l’Italia e per l’Europa oggi, così come lo è stata trecento, duecento, cento o cinquanta anni fa.
Una risorsa, non una minaccia.
O meglio: è una minaccia, si, ma solo per chi vuole attentare all’Unità d’Italia o alla laicità, libertà e democrazia delle sue Istituzioni.

I FRATELLI DI GRANDE ORIENTE DEMOCRATICO.

 

 

 

 

 

 

 

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