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Prove generali e globali di Rivoluzione Democratica

 

 

 

 

Parleremo presto della crisi greca, della scandalosa crisi in cui i compatrioti europei dell’Ellade sono precipitati per colpa di affaristi senza scrupoli, banche d’affari truffaldine, politici insipienti e corrotti.
Ne parleremo perché ciò che sta accadendo in Grecia accadrà inevitabilmente anche in Italia, almeno per alcune categorie di cittadini meno protetti da privilegi di casta, famiglie benestanti, nepotismi vari.
Così come torneremo a parlare delle nostre 10 Serie di Proposte per il Governo dell’Italia dal 2011 in poi,  da Democrazia Radical Popolare al Nuovo Centro-Sinistra (da costruire sulle ceneri del Vecchio), chiosate, arricchite ed emendate nelle parti già pubblicate, completate con le serie mancanti.
Ma, appunto, trattandosi del programma politico necessario ad affrontare la crisi presente e a rilanciare il sistema economico italiano anche nel futuro, ci siamo presi tutto il tempo necessario per consultare le persone che a Noi più direttamente fanno capo, onde distillare collegialmente delle istanze condivise, incisive e immediatamente praticabili (quando sarà il momento) da quel bambino ancora mai nato: un Nuovo Centro-Sinistra italiano.
Che, certo, non si penserà che il miserabile e afasico spettacolo offerto dall’attuale decrepita area di pseudo-sinistra possa servire a niente altro che regalare in tempi brevi una rigenerazione di un più aggressivo e determinato centro-destra. Questo, benedetto da vecchie-nuove ambizioni temporalistiche e confessionali di matrice vaticana, oltre che dagli appetiti neoliberistici di coloro che si apprestano ad acquistare a prezzi di saldo i beni statali di tutta Europa, risorgerà preso dalle ceneri di Berlusconi e, grazie ad un rinnovato patto con FLI, UDC e vari transfughi del PD, cercherà magari di amministrare la grande svendita di beni e la cessione di servizi pubblici ai privati INTIMATA da BCE. Per conto dei soliti noti (su costoro, poi, parleremo più diffusamente).
Intanto, vorremmo proprio sapere da quegli imbecilli (di destra e di sinistra, passando per il centro) che continuano a recitare lo stanco mantra “serve la ripresa economica”, che valore può avere tale giaculatoria in un contesto nel quale [a differenza nostra: si vedano le lungimiranti suggestioni per il rilancio dell’economia italiana inserite nella seconda delle 10 Serie di Proposte per il Governo dell’Italia dal 2011 in poi,  da Democrazia Radical Popolare al Nuovo Centro-Sinistra (da costruire sulle ceneri del Vecchio) : Per il Risorgimento Economico e Sociale del Paese + le reiterate perorazioni a favore di EuroBond, euro moneta sovrana, Stati Uniti d’Europa con politiche fiscali ed economiche unificate, New Deal di stampo rooseveltiano con forti investimenti in opere pubbliche e infrastrutture per rilanciare produttività, servizi, occupazione, commerci e base imponibile] nessuno tira fuori uno straccio di idea concreta, operativa e qualunque politica solo nazionale si rivelerebbe insufficiente?

Nel frattempo, tanto per introdurre gli stolti governanti italiani, europei e di altri paesi in crisi agli scenari di necessaria RIVOLUZIONE DEMOCRATICA che potrebbero prepararsi in assenza di UN CAMBIO DI ROTTA rispetto ai dogmi monetaristi, deflattivi e neoliberisti (con il corollario di un’auspicata disoccupazione e precarietà di massa per tenere basso il costo della manodopera euro-atlantica), rinviamo alla lettura di tre pezzi giornalistici riportati da Dagospia (www.dagospia.com ) alle 13:28 di martedì 4 ottobre 2011, sotto il titolo unificato di:

Occhio agli Zombie. La protesta contro Wall Street e i business della finanza si allarga a tutti gli USA e minaccia di sbarcare anche in Europa…(clicca sopra per leggere).

In realtà, i pezzi di Angelo Aquaro per REPUBBLICA, di P.Dm per LA STAMPA e di Beatrice Borromeo per IL FATTO QUOTIDIANO mancano di evidenziare esplicitamente la consapevolezza che in Europa la protesta è già iniziata da tempo (vedi barricate greche e Indignados spagnoli, situazione dell’Islanda), ma indicano che, una volta rielaborata negli USA, essa potrebbe tornare in forme più strutturate e diffuse anche nel Vecchio Continente.

Per quanto riguarda il povero Obama, chi è causa del suo mal pianga se stesso.
Tuttavia, non ci sono, al momento, alternative alla sua rielezione: qualsiasi candidato repubblicano attuale sarebbe molto peggio, anche se avrebbe il pregio di mostrare il volto brutale dell’establishment senza infingimenti e abbellimenti retorici.
Noi crediamo ancora in Obama, ma è lui che deve credere di più nella possibilità di passare alla storia non soltanto e non tanto come il primo presidente afro-americano degli USA, quanto come colui che ha inaugurato un NEW Deal di stile neo-rooseveltiano, risolvendo la crisi economico-finanziaria euro-americana ed entrando così a far parte di diritto nel pantheon dei GRANDI STATISTI.
Altrimenti sarà stato solo un’illusione, una meteora di cartapesta.
A lui la scelta.
A Noi il dovere morale di una RIVOLUZIONE PACIFICA, DEMOCRATICA, ma INARRESTABILE.
Una Rivoluzione non contro il Capitalismo, come a qualche stolto e/o ingenuo viene da dichiarare, quanto contro questa sottospecie di sistema capitalistico caro agli avvoltoi neoliberisti duri e puri: un meccanismo distruttivo e cannibalizzante che rischia di provocare un’ INCONTROLLABILE RIVOLTA SOCIALE generalizzata.

 

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE

 

[ Articolo del 5 ottobre 2011 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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