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PierGiorgio Gawronski, la Germania, l’America, Mario Draghi, Joschka Fischer e la crisi politico-economica che sta distruggendo l’Europa

 

 

 

 

Facendo seguito a quanto scritto in

Le illusioni di PierGiorgio Gawronski a proposito di Mario Draghi, della Bce e della Francia di Hollande/Valls (clicca per leggere),

e consigliando a tutti e a ciascuno di farne tesoro, prendiamo in considerazione un nuovo pezzo del bravo (a prescindere, perché lo stimiamo e lo apprezziamo, per stile e sagacità, anche quando le sue analisi non ci convincono)  PG Gawronski.
E cioè:

“Crisi economica: Joschka Fischer: ‘La Germania sta distruggendo l’Europa’”, articolo del 14 ottobre 2014 by PierGiorgio Gawronski (clicca per leggere).

Gawronski riporta anzitutto i duri giudizi di Joschka Fischer su Angela Merkel, contenuti in

“Fischer contro la Merkel; ‘Così distrugge l’Europa’”, articolo del 14 ottobre 2014 by Tonia Mastrobuoni per La Stampa (clicca per leggere).

Poi scrive:

 

Fin qui l’articolo de La Stampa. ” Che dire? Intanto, i miei concittadini che amano flagellarsi, spiegare tutto con i vizi microeconomici italiani, quelli che “Basta scaricare sugli altri le nostre responsabilità!”, dovrebbero riconsiderare tutta la questione da cima a fondo. Se lo dice un tedesco…L’Euro crea una forte interdipendenza; la crisi è “macro”, manca la domanda (per colpa dei tedeschi). Se non c’è benzina, l’auto non riparte se ripari la carrozzeria o cambi ancora l’olio nel motore . In secondo luogo, Fischer è ancora troppo buono con la Germania: non le è infatti richiesto di mettere “in comune i debiti pregressi”, o che ci aiuti. Basterebbe che rispettasse le regole. Che abbassasse il surplus commerciale: più domanda => più importazioni. E consentisse alla Bce di fare il suo lavoro: produrre un po’ più d’inflazione, recuperando quanto è stato perso fin qui in termini di dinamica dei prezzi, e riportando la media dell’inflazione degli ultimi anni al 2%. Queste sono alcune delle regole scritte che la Germania ha violato in questi anni. Ma non esistono solo le regole scritte. Esistono anche le regole di civile convivenza, che a casa mia hanno una valenza anche maggiore. In una recessione grave, già un surplus di partite correnti del 4% del Pil è inaccettabile: figuriamoci del 7%! Difatti al G20, fin dal 2009, tutti hanno sottoscritto un accordo in questo senso: la Cina lo ha rispettato, la Germania no. Il danno inferto a chi non può svalutare è sommo: non si misura solo in termini di mancate esportazioni, ma soprattutto in termini di paralisi indotta della politica di bilancio. Infine, a quelli che “È sempre tutta colpa degli americani!” chiedo: nel freddo isolamento geo-politico in cui siamo finiti chi sono i nostri veri amici? La scorsa settimana Larry Summers – in una riunione del G20 – ha maltrattato Schaüble davanti a tutti, accusandolo senza mezzi termini – unico fra i presenti – di essere il primo responsabile della crisi europea. Schaüble ha provato a reagire, ma ha avuto molte difficoltà a tenere testa a Summers.
Meditate, gente meditate!

 

Tutto giusto e sacrosanto…o quasi…
Infatti, la “colpa” di quanto accade di pessimo in Europa è da attribuire alla Germania merkeliana solo in parte e in quanto i suoi esecutivi degli ultimi anni si sono prestati ad essere strumento efficace al servizio di determinati danti causa sovranazionali.
La giusta prospettiva entro cui guardare all’azione della cancelleria tedesca attuale, infatti, è quella esplicata in:

“Germania 1933-1938 e 2005-2012. Da Hitler alla Merkel. Cioè quando i tedeschi diventano teste di ponte di esperimenti oligarchici ed egemonici ai danni dei popoli europei” (articolo del 26 maggio 2012, clicca per leggere).

Quanto a Lawrence Henry Summers, detto “Larry”, sarà anche benemerita la sua recente (e tardiva) sfuriata contro il cattivone dichiarato Schaüble, ma è anche vero che egli è stato per anni un finto democrat e un apologeta dello stesso pensiero unico neoliberista che ha sovrainteso (male) sia ai processi di globalizzazione mondiale sia alla traiettoria dell’integrazione europea.
A Larry Summers, infatti, all’epoca segretario del Dipartimento del Tesoro (dal 2 luglio 1999 al gennaio 2001) - in concorso di colpa con Bill Clinton e con un accordo trasversale sia a democratici che repubblicani nel Congresso Usa - si deve la famigerata abolizione del rooseveltiano Glass-Steagal Act e la promulgazione (novembre 1999) del Gramm-Leach-Bliley Act, in buona parte all’origine della crisi finanziaria americana e poi mondiale del 2007-2008, a sua volta madrina di battesimo della successiva crisi dell’eurozona.
E sempre alle pressioni dell’ex segretario al Tesoro Usa si deve la defenestrazione (nel 2000) dalla carica di senior vice-presidente e chief economist della Banca Mondiale di Joseph Stiglitz, reo di aver contestato al Fondo monetario internazionale una pessima gestione della crisi asiatica del 1997-98.
Proprio un  bel tipino, Larry Summers… Uno che in anni passati (fino a pochissimo tempo fa) andava ripetendo urbi et orbi che l’economia è una scienza esatta (nella sua versione neoliberista) e andrebbe applicata ovunque con la stessa precisione ingegneristica e tatutologica, senza tenere conto di peculiarità socio-ambientali e antropologiche dei vari territori. Una dottrina, questa, che è esattamente la stessa che ha condotto prima Fmi e Banca mondiale, poi la Troika costituita da Fmi, Bce e Ue con l’appoggio della Germania merkeliana, a generare disastri politico-economici un po’ dovunque.
Per concludere: Wolfgang Schaüble sarà anche un masnadiero infame e co-responsabile - insieme a molti altri - della crisi europea, ma Larry Summers non è certo la persona adatta a scagliare la prima pietra…

 

LE CITTADINE  E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE (www.democraziaradicalpopolare.it)

[ Articolo del 14-16 ottobre 2014 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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