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Paolo Franceschetti: alcune esemplari riflessioni su Islam e dintorni e su Religione e Politica

 

 

 

Proponiamo per una comune meditazione civica, politica e culturale, le seguenti riflessioni di Paolo Franceschetti, tratte direttamente da post pubblicati sul suo Diario facebook nelle giornate di lunedì 1 agosto e mercoledì 3 agosto 2016:

 

Paolo Franceschetti
1 agosto

Due cosette sull'Islam
Vittorio Paola con altre persone non discuto perchè è una perdita di tempo. Ma nel tuo caso ti ho conosciuto abbastanza per poterci dialogare. Rispondo qui, per l'importanza dell'argomento, a quel che hai detto sull'Islam. Pretendere di conoscere l'Islam leggendo il Corano è come pretendere di conoscere il cristianesimo leggendo l'Antico testamento, senza leggere il nuovo e tralasciando il pensiero dei santi, dei teologi, e ignorando le varie correnti (cristianesimo esoterico ed essoterico, protestanti, ortodossi, cattolici). Il Corano ha passi che incitano alla violenza come passi che incitano alla compassione. Allora prima di pretendere di capire l'Islam con il solo Corano occorre tenere presente i seguenti punti: 1) che il Corano è dettato nel VI secolo da un condottiero militare (Maometto. Sottolineo: un condottiero militare, non un maestro asceso) ed era destinato ad una serie di gruppi tribali in perenne lotta. Pretendere di interpretare il Corano alla lettera oggi, dopo 14 secoli, è come pretendere di applicare alla lettera l'AT. E pretendere che un condottiero militare non applichi mai la violenza è come pretendere che un calciatore non parli mai di pallone. 2) Per conoscere l'Islam occorre leggere bene la vita di Maometto (pretenderesti forse di conoscere il cristianesimo senza leggere i vangeli???), nella versione di Al Tabari che è tra le più antiche, o altre ancora, più leggibili, come quella di Essad bay, e soprattutto leggere i principali Hadit riguardanti la vita di Maometto. Magari leggere anche gli hadit su Gesù, contenuti nel cosiddetto Vangelo musulmano a cura di K. Thalidi. 3) Poi magari, giusto se uno vuole avere una panoramica completa, dovrebbe leggere qualcosina di Rumi, Al hallaj, Omar kayam e in genere dei sufi, i mistici islamici, che stanno all'Islam come i mistici cristiani stanno al cristianesimo. 4) Tenere presente che fanno parte della cultura Islamica non solo il Corano, ma anche il Nuovo e l'Antico Testamento, perchè Maometto non volle creare una nuova religione, ma volle dettare delle regole per pacificare una regione; e tali regole erano principalmente precetti comportamentali dettati anche agli ebrei e cristiani che militavano in quelle zone, di cui Maometto non rinnegava affatto la religione. Anzi, una volta, chiesero a Maometto "perché non fai miracoli?". E lui rispose: "a che servirebbe? Gesù ne fece molti, ma lo hanno ugualmente messo in croce. Non sono i miracoli che devono convertire, ma l'amore e la compassione che scaturiscono dall'interno dell'uomo".
Per favore. Facciamola finita di dire "siccome ho letto il corano posso affermare che,,,". Altrimenti basterebbe aver letto la Bhagavad Gita per affermare di conoscere l'induismo, e basterebbe aver letto un qualsiasi sutra buddista per poter affermare di conoscere il buddismo.

 

Paolo Franceschetti
3 agosto

Mi è difficile capire la logica con cui taluno prova a sostenere la teoria secondo cui le religioni sarebbero fonte di odio e violenza. A me pare un'affermazione demenziale, propria di chi, guardando il dito che indica la luna, si sofferma sul dito e non sulla luna; ma perchè le violenze tra squadre avversarie sono violenze religiose? Le varie guerre mosse nei secoli (Vietnam USA, italia Abissinia, la seconda guerra mondiale, la prima guerra mondiale, ecc. Cina Giappone, la guerra di crimea, sono ed erano guerre religiose?) Ci si dimentica che l'uomo trova qualsiasi scusa pur di esercitare la violenza e che le guerre sono state scatenate per i motivi più assurdi, di cui la religione è solo un pretesto tra i tanti. Quando infatti non c'è stato nessun pretesto per occupare uno stato o un territorio, e non era possibile trovarlo, come ad esempio per le Hawai, siamo semplicemente sbarcati e abbiamo detto "salve... ora vi proteggiamo noi" E sono nati i protettorati.
Ci si dimentica poi l'altra faccia della storia. Che talvolta le religioni sono servite a pacificare. L'Islam, per secoli, ha protetto gli ebrei dalle persecuzioni, per il semplice fatto che erano uno dei "popoli del libro" di cui loro si sentivano parte. La Birmania dopo la guerra con il Giappone, essendo un paese in cui il buddismo permeava anche la vita politica, rifiutò di chiedere un risarcimento, applicando il principio del perdono e della compassione. San francesco convinse il sultano Al Malik, parente del feroce Saladino, a lasciare Gerusalemme. In nome di cosa lo convinse? In nome di un comune credo religioso, nella convinzione di entrambi che le crociate non erano guerre di religione, ma una lotta per il potere. Come di recente ha riaffermato anche Papa Fracesco.
La religione è il pretesto (di chi poco o nulla ha capito di religione), non la causa. Eliminate le religioni si troverebbero altre scuse.

 

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE (www.democraziaradicalpopolare.it)

[ Articolo del 21 luglio-3 agosto 2016 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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