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Omaggio e Sostegno di Democrazia Radical Popolare e Grande Oriente Democratico a quel gigante di Marco Pannella, in un Paese di nani, ballerine, asini e pecoroni

 

 

 

 

Ce ne sono di cose che potremmo “rimproverare” a Marco Pannella, rilievi critici rispetto a diversi errori politici macroscopici commessi nel corso degli ultimi anni (la personalizzazione eccessiva di quello che fu il glorioso Partito Radicale Italiano, trasformato in Lista Pannella prima, poi in Lista Bonino e quindi in Lista Bonino-Pannella, con annessa liquidazione de facto di buona parte del personale politico più indipendente e autorevole della storia radicale; l’innamoramento insano per Silvio Berlusconi e per le sue illusorie promesse di “Rivoluzione Liberale”; le fisime neoliberiste in materia economica, con annessa enfasi sul Debito Pubblico presentato ingenuamente come Male Assoluto e la rimozione della tradizione liberal-democratica di stampo keynesiano e rooseveltiano; una vocazione autoritaria e monarchica all’interno della Tribù radicale; la rovinosa scelta di non strutturare sul territorio un nuovo partito dei Radicali italiani, disperdendo di volta in volta il patrimonio di mobilitazione referendaria; lo stato di perenne emergenza e improvvisazione istrionica, preferito a un più tranquillo e solido percorso di costruzione di una alleanza salda con gli altri partiti progressisti italiani; e così via).
A fronte di tali rilievi critici certo non marginali, si staglia per converso il profilo di uno dei pochi politici italiani del Novecento degni di poter passare alla Storia.
Al di là di qualsivoglia contestazione su tale o tal altro errore strategico o tattico di natura partitica, la figura di Marco Pannella giganteggia per passione civile, intelligenza, cultura, raffinatezza, onestà e intransigenza combattiva sui tanti, troppi nani, asini e pecoroni che hanno affollato inutilmente le aule parlamentari italiane nel corso degli ultimi decenni del secolo XX° o di questi primi anni del XXI°.
Così, oggi o fra mille anni, non potremmo che confermare quanto già fu scritto dai Fratelli di GOD in:

Commento di Grande Oriente Democratico a “Antropologia di Marco Pannella”, articolo del 13 giugno 2012 by Laura Maragnani, rilanciato da DAGOSPIA il 20 giugno 2012 (clicca per leggere).

Se permettete, è possibile criticare Marco Pannella solo dopo essersi tolti il cappello e aver fatto un triplice inchino di fronte a questo Vecchio Leone che ha regalato ai suoi stolti e spesso immeritevoli concittadini immemorabili conquiste di civiltà e proposte di maturazione , in un Paese segnato tuttora da un culturame clerico-fascista e post-togliattiano duro a morire, per non parlare di una cronica tendenza all’illegalità e all’arbitrio, tutti mali contro i quali lo storico leader radicale non ha mai cessato di combattere.

Ecco allora che, mettendo da parte rilievi, chiose, valutazioni critiche varie, Noi di Democrazia Radical Popolare (con i Massoni di Grande Oriente Democratico) esprimiamo tutto il nostro sostegno e la nostra solidarietà alla battaglia di legalità e civiltà che ancora una volta Marco Pannella è costretto a compiere rischiando in prima persona la pelle.

La questione, per chi ancora non se ne fosse accorto, è quella raccontata (soltanto nelle ultime ore e soltanto perché fà notizia che il leader radicale sia in pericolo di vita, non perché i media mainstream abbiano compreso la rilevanza di certe battaglie civili, a prescindere dal fatto che Pannella possa tirare le cuoia per testimoniarle) in diversi articoli come questo:

 

Carceri, Pannella non si ferma: settimo giorno di sciopero. E se ne va dalla clinica

Continua la battaglia del leader radicale per l’amnistia e il diritto di voto dei detenuti. Ha lasciato la struttura contro il parere dei medici: "Sofferenza renale grave". Il ministro Severino gli ha fatto visita, l'appello di Fini e Schifani perché sospenda la protesta

di Redazione Il Fatto Quotidiano | 17 dicembre 2012
Carceri, Pannella non si ferma: settimo giorno di sciopero. E se ne va dalla clinica

La vita di Marco Pannella è a rischio. La battaglia per l’amnistia e il diritto di voto dei detenuti  può avere sullo storico esponente dei Radicali, considerati i suoi 82 anni di età, conseguenze estreme. Oggi per la prima volta rispetto alle sue storiche lotte civili, Pannella è giunto al settimo giorno di digiuno totale (cioè della fame e della sete). Il leader radicale, che ieri ha accettato il ricovero in una struttura ospedaliera, corre gravi rischi come ha confermato anche oggi il bollettino emesso dal collegio dei medici che lo hanno in cura. Ma nonostante l’allarme ripetuto dei sanitari Pannella continua ad andare avanti nella sua iniziativa nonviolenta.
Il leader radicale soffre ormai di “sofferenza renale grave”, ma ha comunque deciso di lasciare la clinica dove era ricoverato, malgrado la ferma contrarietà dei medici. “I sanitari – spiega il primario Claudio Santini – hanno illustrato nuovamente al paziente i rischi elevatissimi ed imminenti di complicanze gravi, ma l’onorevole Pannella non ha accettato di sottoporsi alle terapie proposte. Tale decisione, che aumenta considerevolmente i rischi e riduce ulteriormente i margini per un intervento medico utile, espone anche il collegio medico a problematiche giuridiche e deontologiche assolutamente rilevanti”.
Pannella è rimasto in attesa fino a oggi delle reazioni delle istituzioni, ma anche qualche elemento concreto. E le reazioni sono arrivate. Il ministro della Giustizia Paola Severino si è recata nella clinica romana Nostra Signora della Mercede dove è ricoverato il leader dei Radicali, ma non lo ha potuto incontrare perché i medici hanno sconsigliato la visita. Il ministro Guardasigilli ha quindi lasciato alla deputata Rita Bernardini una sua lettera personale per Pannella. Sono intervenuti anche i presidenti di Camera e Senato, Gianfranco Fini e Renato Schifani. Il presidente di Montecitorio invita Pannella a sospendere lo sciopero e al contempo esprime “comprensione, apprezzamento e considerazione per le ragioni che hanno indotto Pannella a intraprendere tale forma estrema di protesta”, mentre Schifani assicura in un messaggio a Pannella di condividere e sostenere “le ragioni della tua battaglia per sollecitare l’opinione pubblica sui temi della legalità nazionale e internazionale e sui contenuti del tuo impegno politico e civile”. “Il tuo appello a personalità che condividano gli stessi ideali – aggiunge il presidente del Senato – non cadrà nel vuoto. Le tue condizioni di salute destano però in queste ore grave preoccupazione nel Paese. Ti prego, dunque, di sospendere lo sciopero della fame e della sete; solo in questo modo potrai continuare a combattere per la salvaguardia dei diritti umani con la stessa energia e con il vigore di sempre”.
La Bernardini ieri si è fatta portavoce delle preoccupazioni dei medici: se non interrompe il digiuno totale, Pannella ha davanti a sé solo poche ore (di vita). E’ quanto mai urgente, quindi una immediata reidratazione: “Persistendo il rifiuto ad ottemperare alla prescrizione della idratazione, si conferma ovviamente l’elevato grado di rischio di compromissione della funzionalità renale e di complicanze cardio-circolatorie e si ribadisce il pressante consiglio quantomeno a consentire l’inizio di una terapia reidratante per via endovenosa”, ha scritto nel bollettino medico delle 12 di ieri il professor Santini. “Durante la notte – ha proseguito – ha accusato dolore in regione toracica, della durata di qualche minuto, regredito spontaneamente; nell’ipotesi di un’origine cardiaca ha effettuato un elettrocardiogramma e gli enzimi miocardici, che non si sono comunque alterati”. Più che concreto il rischio di un “danno renale acuto da necrosi tubulare”.
Una situazione che ha allarmato la politica, scesa in campo per manifestare solidarietà al leader radicale e anche per rimproverarlo. Con l’invito anche alle istituzioni e al governo in particolare, di dare risposte alle richieste di Pannella. “Ora Marco Pannella sospenda lo sciopero fame-sete: abbiamo bisogno della sua voce preziosa a difesa dei diritti – scrive Nichi Vendola, presidente di Sinistra ecologia Libertà, su Twitter - L’Italia democratica deve essere grata a Marco Pannella per la sua sensibilità verso i diritti negati dei detenuti nelle nostre carceri. In una stagione come questa dove il carcere è semplicemente una discarica sociale, con il silenzio assordante della politica, l’estrema sollecitazione di Pannella deve trovare risposte adeguate, subito”. Poi sono i presidenti (Pd) di Basilicata, Vito De Filippo, e Toscana, Enrico Rossi, a intervenire. “Pannella ha ragione – dichiara Rossi – La sua battaglia sulle pessime condizioni delle nostre carceri è giusta. E’ una lotta per alzare il livello di civiltà del nostro Paese ed è coerente con la Costituzione. Gli esprimo tutta la mia solidarietà”. 
Ignazio Marino del Pd, forte della sue esperienza di medico, ha pregato Pannella di reidratarsi altrimenti rischia di andare in dialisi. Anche il senatore Democratico Roberto Di Giovan Paolo è intervenuto per chiedere a Pannella di ‘fermarsi’ per poter andare avanti nella sua battaglia. E anche dal Prc di Paolo Ferrero, e dal Pdl di Mario Landolfi è salito l’appello all’esecutivo perché faccia il possibile per far desistere Pannella. Infine è arrivato nella mattinata l’allarme della parlamentare del Pdl Melania Rizzoli: “Il personale che lo sta curando, con fermezza e gentilezza, mi ha comunicato che le condizioni generali di Marco destano grandissima preoccupazione e che una emozione potrebbe essergli fatale. Come medico e come parlamentare – ha concluso – mi associo all’appello di Pannella affinché possano venire meno i motivi della protesta che ne sta compromettendo la vita”. E poi ancora attestazioni di solidarietà e sostegno e appelli a sospendere lo sciopero dal sindaco di Roma Gianni Alemanno, da Vasco Rossi, Pierluigi Castagnetti, Riccardo Nencini, Angelo Bonelli, Debora Serracchiani, Gianfranco RotondiCamere Penali, associazione Antigone.

 

Insomma, in un Paese civile sarebbe stato Marco Pannella ad essere nominato Senatore a vita - non quel Masnadiero funesto di Mario Monti - e invece, a 82 anni suonati, gli tocca ancora combattere corpo a corpo in termini estremi con un sistema mediatico, giuridico e politico che fà orecchie da mercante alle sacrosante provocazioni sulla Legalità perorate dai Radicali in splendida solitudine.
Intendiamoci, Noi di DRP siamo contro le amnistie a buon mercato, gli indulti e tutte quelle misure che contribuiscono a rendere la Giustizia italiana senza certezza della pena e del diritto.
Ma dinanzi ad un sistema infame e violatore dei più elementari diritti dell’uomo, che costringe i detenuti ad ammassarsi come animali in celle fatiscenti di carceri sovraffollate e inadeguate, ci schieriamo senza dubbio al fianco di Marco Pannella.
E siamo al fianco di Marco Pannella e dei Radicali anche sul problema del diritto di voto ai detenuti.
Piuttosto, il prossimo governicchio (dal 2013) di questa Repubblica delle Banane a cui è stata ridotta l’Italia, si impegni a ristrutturare le carceri esistenti, a costruirne di nuove più moderne e adeguate al recupero e alla riabilitazione dei detenuti, ad assumere nuovo personale fra le guardie carcerarie e a svolgere un imponente lavoro di educazione civile fra queste ultime, al fine di scongiurare tutte quelle situazioni di immonda vessazione di chi già è stato privato della libertà in seguito ad una condanna penale.

FORZA MARCO, AVANTI COSI, ma torna a bere e a mangiare presto, perché le tue LOTTE devono poter proseguire e gli italiani e gli europei hanno ancora bisogno di TE!

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE (www.democraziaradicalpopolare.it)

con

I FRATELLI DI GRANDE ORIENTE DEMOCRATICO (www.grandeoriente-democratico.com)

[ Articolo del 17-19 dicembre 2012 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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