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Matteo Renzi stravincerà nel PD e oltre il PD. E potrà così causare tranquillamente agli italiani danni catastrofici (quelli che Mario Monti ed Enrico Letta avrebbero voluto produrre, senza però riuscirci sino in fondo per limiti di investitura popolare)

 

 

 

 

Abbiamo letto con soddisfazione le valutazioni contenute in

“Dopo Renzi, al pari di Attila, in Italia non crescerà più erba”, articolo dell’8 settembre 2013 by Francesco Maria Toscano per IL MORALISTA (clicca per leggere).

Esse, per quanto ne sappiamo, riflettono fedelmente i contenuti dei periodici scambi di opinione che intercorrono fra F.Toscano e G.Magaldi.
E proprio Gioele Magaldi, nostro portavoce (oltre che fondatore e leader di Grande Oriente Democratico), da tempo indica nell’opzione Renzi l’ultima geniale (e maligna) mossa strategica messa a segno dai “Padroni del vapore europeo”, alla ricerca di un premier per l’Italia che possa compiere sino in fondo, perfettamente legittimato dal voto popolare, quel “lavoro sporco e ignobile” che Mario Monti ed Enrico Letta – privi di investitura democratica diretta – hanno solo cominciato, senza però poterlo portare a termine.
L’opzione Renzi è lo scacco matto all’Italia e alle sue ultime possibilità di ripresa economico-sociale in tempi ragionevoli.
Renzi vincerà molto probabilmente la corsa per la segreteria PD.
Ma anche se in questo caso dovesse prevalere quel grigio brav’uomo di Gianni Cuperlo (almeno latore di linee programmatiche più vicine a quello che un giorno dovrebbe tornare ad essere un partito progressista), Renzi stravincerà senza alcun dubbio la successiva competizione per designare il leader di coalizione.
In qualche modo, il Sindaco di Firenze è stato benedetto persino da quel volpone di Nichi Vendola, sempre meno credibile come corifeo di una sinistra moderna, dopo essere inciampato in una conformistica condanna dell’abolizione dell’IMU (l’IMU piaceva senza differenziazioni proprio a tutti, da Monti a Bersani e a Vendola: complimenti vivissimi!) e aver altrettanto scelleratamente proposto/minacciato nuove tasse patrimoniali per rilanciare “il lavoro e l’occupazione”.
Come a dire: per far funzionare bene il testicolo destro, tagliamoci quello sinistro…
Mai che qualcuno pensi che per rilanciare gli scambi economici, i consumi e il lavoro servono contemporaneamente sia grandi investimenti pubblici per grandi, medie e piccole opere, sia l’alleggerimento generale delle tasse, patrimoniali e non. Il tutto mandando in malora gli assurdi parametri del Fiscal Compact e di tutti quei trattati europei che abbisognano urgentemente di essere riformati.
Ma lasciamo alla sua mesta decadenza personale Vendola, promessa mai mantenuta della sinistra italiana post-comunista, in realtà perfetto erede di una gauche salottiera e parolaia confusa quanto inconsistente; oltre che per nulla incisiva, sulla scia del caposcuola Fausto Bertinotti.
Renzi vincerà, anzi stravincerà le prossime elezioni politiche (poco importa che si celebrino fra pochi o tanti mesi, fra un anno, due o tre).
E vincerà raccogliendo i voti tradizionali di centro-sinistra (SEL inclusa) cui si andranno ad aggiungere alcuni delusi del Movimento 5 Stelle e del PDL.
Una volta vinto, potrà osare quello che né Monti né Letta si sono mai potuti permettere di realizzare, anzitutto per carenza di una maggioranza stabile e coesa: dismissioni massicce di beni e aziende dello Stato (anche strategiche), privatizzazione di beni e servizi di pubblica utilità e necessità, tagli feroci alla spesa pubblica, e così via.
Un grande business internazionale per amici e danti causa del giovanotto fiorentino, che magari non mancherà di condividere una fetta dei profitti, con tanti bei bonifici estero su estero…
Renzi – al pari di Monti e Letta – non metterà affatto in discussione le linee suicide di austerità imposte dalla nazione kapò d’Europa (la Germania) per conto terzi (le oligarchie massoniche reazionarie di respiro sovranazionale) e anzi andrà a reiterare il baciamano ad Angela Merkel o a chi per lei ogni qual volta sarà utile e necessario per dimostrare la sua “fedeltà alla causa” dell’involuzione oligarchica e anti-democratica dell’Europa.
Eppure, questo bellimbusto che rappresenta il miglior distillato degli aspetti più deteriori del berlusconismo (illudere mediante un’autorappresentazione e una loquela suadente, nonché tramite una serie di slogan accattivanti quanto inconsistenti, senza uno straccio di visione politica solida, illuminata e lungimirante del presente e del futuro), potrà fare quello che farà (cioè “non far crescere più l’erba” dove passeranno lui e i suoi portaborse, i suoi cortigiani, i suoi amici imprenditori e i suoi danti causa euro-atlantici) con il pieno conforto di un massiccio voto popolare in suo favore.
Gli italiani, popolo di santi, marinai, eroi, scienziati, artisti, etc., nel passato, sono nel presente anche un popolo di minchioni, in buona parte.
Così, dopo il ventennio berlusconiano (inframezzato da mediocri se non pietose parentesi governative di un sedicente centro-sinistra), si sono prima consegnati con grande entusiasmo a Mario Monti e poi con vivide speranze a Enrico Letta.
Risultato: il PIL continua a decrescere, la disoccupazione galoppa, i consumi languono, gli stipendi e le pensioni si contraggono, le tasse aumentano, la disperazione si diffonde.
Adesso gli italiani attendono il Nuovo Messia.
Che giungerà da Firenze, a cavallo di un caval…
Dopo di che, dopo 5 anni di governo Renzi che sarà funesto e devastante per certuni aspetti (aspettate e vedrete), e invece stucchevole, retorico e inconcludente per altri (ma l’inconcludenza, nel mezzo di una crisi che avrebbe bisogno di interventi adeguati, diventa essa stessa distruttiva e nefasta), forse finalmente il popolo italico nella sua stragrande maggioranza avrà aperto gli occhi e potrà ricordarsi di quanto era stato previsto da Noi di DRP e dai Fratelli di GOD.

Nel frattempo, per preparare la “Ricostruzione” dopo le macerie lasciate da Berlusconi (+ Ulivi vari), Monti e Letta e dopo l’azione diserbante e allegramente vandalica che sarà stata offerta da Renzi & Company, Noi e tutti coloro che ci staranno lavoreremo sotto-traccia per radicare e diffondere una nuova idea di fronte progressista e riformista per l’Italia.
Una nuova idea che potrà camminare con le gambe lungimiranti e ideologicamente solide dell’Associazione pre-politica “Eleanor Roosevelt”.

 

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE (www.democraziaradicalpopolare.it)

[ Articolo del 30 luglio- 11 settembre 2013 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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