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Manifestazione degli Indignati del 15 ottobre 2011: la faccia di bronzo di Mario Draghi, la violenza degli imbecilli e quella degli infiltrati in combutta con i soliti noti. Ma stavolta il giochino in stile Genova 2001 non riuscirà.

 

 

 

 

C’è da essere molteplicemente indignati.
Innanzitutto per la faccia di bronzo dell’ancora per poco Governatore della Banca d’Italia e già designato (entrerà in carica il 1° novembre 2011) Presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi.
Costui, aggiungendo la beffa al danno, si è permesso di fare dichiarazioni melliflue nei riguardi degli Indignati italiani ed esteri che lo hanno ripetutamente chiamato in causa come uno dei massimi responsabili del furto di futuro perpetrato ai danni di tutte le categorie sociali (specie quelle più deboli) di questo inizio di XXI° secolo.
Non è lo stesso Draghi che ha vergato - insieme al suo degno compare Jean-Claude Trichet - quella Lettera infame al governo italiano nella quale si pretendeva addirittura il licenziamento in tronco di pubblici impiegati, oltre agli altri consueti e funesti ingredienti programmatici del solito minestrone neoliberista ottuso e spietato, cioè tagli a stipendi e pensioni, eliminazione del welfare, privatizzazioni/svendite e altre galanterie simili?
Non è lo stesso Draghi consustanziale alla cricca sovranazionale che da più di trent’anni - prima attraverso FMI, Banca Mondiale e OCSE, poi anche mediante la BCE - impone i suoi scellerati dogmi deflattivi e monetaristi, conditi da assoluta deregulation di una finanza molto allegra e creativa, che ci hanno condotto infine ad una delle più gravi crisi economiche degli ultimi 100 anni?
E questo signore dall’aria molto anglo-saxon, con invereconda faccia di bronzo (per non dire di c…), si mette a dire che “i giovani hanno ragione a prendersela con la finanza…”.
Cioè con lui stesso, che ne è uno dei più autorevoli e “Venerabili Maestri”, sin dalla pessima stagione delle prime privatizzazioni italiane degli anni ’90?
Ma chi vuole prendere in giro Draghi, con i suoi modi condiscendenti quanto falsi e untuosi?
Il giradischi è rotto, certe comunicazioni retoriche per imbonire e manipolare i gonzi valle a porgere a soreta, caro Draghi, tante volte ne avessi una particolarmente imbelle.
Per farsi un’idea dell’impudenza di questo picciotto del dorato mondo della Goldman Sachs (stessa super-banca che ha elargito ricche consulenze a Gianni Letta), ci si vada a leggere, fra le altre cose:

“Draghi: ‘I giovani? Hanno ragione a prendersela con la finanza”, articolo del 15 ottobre 2011, by Stefania Tamburello per IL CORRIERE DELLA SERA (clicca sopra per leggere)

“La solidarietà di Draghi? Cornuti e mazziati…”, articolo del 15 ottobre 2011,  by Claudio Fava per IL FATTO QUOTIDIANO (clicca sopra per leggere)

“La prima ‘vittima’ dei Black-Block? Mario Draghi! Prima dichiarazione politica della sua carriera, primo brutto scivolone: il rappresentante della finanza mondiale, ex Goldman Sachs, che ha la faccia tosta di dichiarare: ‘I giovani hanno ragione a prendersela con la finanza come capro espiatorio’. Le parole rimbalzano in Germania e Draghi si rimangia l’uscita alla Obama de’ noantri: ‘Scontri? Un gran peccato…’, collage di pezzi del 15 ottobre per DAGOSPIA

Insomma, se Draghi fosse stato sinceramente convinto di voler sconfessare improvvisamente una vita di posizioni neoliberiste e la stessa recente epistola “lacrime e sangue” inviata all’Italia (ma che è la ricetta idiota e fallimentare standard per qualsivoglia interlocutore della BCE o del FMI), avrebbe potuto farlo a margine del G20 in atto a Parigi nelle stesse ore in cui in tutto il Mondo, in più di 900 città, si svolgevano le MANIFESTAZIONI PACIFICHE (con l’eccezione di Roma) degli Indignati globali.

Lasciando Draghi alle sue dichiarazioni ipocrite, fasulle e prive di rispetto per l’intelligenza della pubblica opinione, veniamo al bilancio provvisorio delle manifestazioni di ieri, 15 ottobre 2011.
Benissimo in tutto il Mondo, complessivamente: una grande testimonianza di vitalità e lucidità per dei movimenti di protesta che-in larghissima parte- non intonano ingenue perorazioni no-global, quanto piuttosto pretendono la globalizzazione del diritto al lavoro, al benessere e ad una vita dignitosa ed eco-sostenibile (vedi, tra gli altri, i giapponesi contro il nucleare).
Siamo lieti-Noi di DRP e i Fratelli di Grande Oriente Democratico- di aver espresso il nostro pieno sostegno a questa giornata di INDIGNAZIONE GLOBALE.
In proposito, vedi:

Democrazia Radical Popolare solidarizza con la Manifestazione degli Indignati del 15 ottobre 2011 (clicca sopra per leggere)

e

Grande Oriente Democratico a favore degli Indignati italiani, europei, americani e di tutto il pianeta: sia per la Manifestazione del 15 ottobre 2011, che per ogni iniziativa futura (clicca sopra per leggere)

Ma a Roma è andato in scena il solito teatrino all’italiana.
Saremo molto duri- con il supporto in ciò degli amici di GOD, che di queste cose se ne intendono- e decisi a scoprire diversi altarini se, a partire dalla prossima volta, dovessero ri-accadere episodi surreali e sciamannati come quelli di ieri per le vie della capitale.
Diversi testimoni oculari riferiscono di aver visto i cosiddetti Black-Block (in realtà personaggi coperti per non farsi riconoscere…) agire come al solito indisturbati nella loro opera distruttiva e (apparentemente) imbecille e assurda.
Le cosiddette Forze dell’Ordine sono intervenute soltanto dopo che i Black-Block avevano fatto il comodo loro e, una volta intervenute, hanno causato danni soprattutto ai manifestanti pacifici, tagliandogli la strada e impedendogli di raggiungere Piazza S.Giovanni, dove il previsto comizio conclusivo non si è potuto svolgere.
Ora, la colpa del mancato intervento preventivo o tempestivo delle forze di sicurezza non è certo attribuibile ai poveri poliziotti, carabinieri o finanzieri che eseguono gli ordini che altri impartiscono loro.
Le colpe del consueto dilagare dei violenti è di chi non ha una strategia di intervento preventivo adeguata ed efficace ad isolare-dal grosso della folla pacifica- questi misteriosi provocatori, inviati da chissà chi a rovinare il buon esito delle manifestazioni.
Senza troppe dietrologie: esistono anche i violenti imbecilli in buona fede, gente che ancora non ha capito che se crede di lottare contro le disuguaglianze sociali distruggendo beni e proprietà (anche macchine e motorini di poveri cristi che a malapena ne riescono a pagare le rate) altrui o incendiando camionette e sedi di banche e istituzioni varie, l’unico guiderdone che riceverà sarà l’esecrazione e l’antipatia dell’opinione pubblica e un posto assicurato nel paradiso dei MENTECATTI.
Ma, di solito, gratta gratta, tanto intorno ai centri sociali più arrabbiati (ne esistono anche di pacifici, che svolgono peraltro una discreta opera di integrazione e aggregazione sociale per giovani e meno giovani) che presso gruppi anarco-insurrezionalisti di varia natura e origine-come già accadde in passato per le organizzazioni terroristiche ed estremistiche degli anni di piombo- girano diversi professionisti dell’infiltrazione.
Gente che è molto meglio pagata dei colleghi che stanno in piazza a reprimere (male e intempestivamente) le violenze di Black-Block e simili.
L’infiltrazione agisce su due piani. Ci sono quelli che vengono accuratamente addestrati a simulare un’identità insospettabile come individui della militanza “antagonista”, ma che provengono direttamente dall’intelligence di stato o para-stato.
Poi ci sono coloro che vengono reclutati dai servizi a suon di quattrini e benefit: ragazzi che erano andati in cerca di ideali e appartenenze contro il sistema, ma che invece hanno finito per essere stipendiati dalla parte più bieca del sistema stesso: quegli apparati occulti civili, militari e para-militari che, invece di infiltare a fin di bene, onde scongiurare le guerriglie urbane, manovrano nell’ombra per accentuare la violenza di gruppi ignari di MENTECATTI, manipolati ed eterodiretti.
Noi- insieme ai Fratelli di Grande Oriente Democratico- esprimiamo tutta la nostra solidarietà e simpatia a quegli uomini e a quelle donne delle ordinarie Forze dell’Ordine, così come dei Servizi d’Intelligence, che operano nel rispetto delle leggi dello Stato e credono sinceramente nella necessaria fedeltà ai valori repubblicani, liberali e democratici.
Costoro sono le prime vittime di quei turpi e ignobili figuri che, sin dall’alba della Repubblica, fedeli soltanto al proprio portafoglio e a poteri nazionali eversivi, oppure extra e sovra-nazionali di natura oligarchica, illiberale e anti-democratica, hanno INQUINATO la normale dialettica politica e sociale sul territorio italiano.
Quanti erano, ieri, 15 ottobre 2011, fra i protagonisti violenti della Manifestazione degli Indignati, i violenti imbecilli e mentecatti in buona fede e i violenti infiltrati in mala fede?
O meglio: a monte dell’azione violenta (stranamente lasciata imperversare tranquillamente per diverso tempo, come accadde a Genova 2001, dove le Forze del (dis) Ordine intervennero tardivamente e contro manifestanti inoffensivi, lasciando tranquilli i Black-Block) che anche stavolta ha tentato di distrarre l’opinione pubblica dal carattere pacifico e sacrosanto delle rivendicazioni degli Indignati, quante menti perverse e corrotte-di stato e para-stato- hanno pianificato sin dall’inizio le devastazioni e i roghi?
Solo che, stavolta, la musica è molto diversa dal 2001.
Non si ha a che fare con un movimento di ingenuo no-globalismo, confuso ideologicamente e genericamente anti-sistema capitalistico.
Stavolta, in tutto il Mondo, sta maturando la consapevolezza-anche fra i sindacati e gli uomini migliori della Forze di Sicurezza- che esiste un potere oligarchico e tecnocratico che vuole rubare lavoro, dignità e speranze a tutta la società e a tutte le classi, fatti salvi gli interessi di alcune (nemmeno tutte, e presto faremo nomi e cognomi e sigle, con l’aiuto dei Fratelli di GOD) elites finanziarie-industriali e della loro pletora di cortigiani di destra, di centro e di sinistra.
Pensare di arginare una simile protesta (condivisa in Italia, anche da quei poliziotti, carabinieri, finanzieri etc., che non hanno i soldi nemmeno per la benzina delle macchine o per i computer in ufficio) con i mezzucci degli anni ’70 e ’80 del Novecento, è come sperare di frenare uno TSUNAMI con una diga di pochi metri.
Mettetevi l’anima in pace, cari triplogiochisti mascherati da agenti dei servizi o da scalmanati Black-Block, e anche VOI, colletti bianchi dalle tempie grigie, che da Roma, Milano, Parigi, Londra, Berlino, Francoforte, Bruxelles, etc., pensate di fare il bello e il cattivo tempo come durante il XX° secolo.
Se continuerete a barare e a giocare sporco, ben presto le rivelazioni di WIKILEAKS saranno roba da bambini rispetto a quello che Noi - insieme agli amici di GOD - saremo in grado di diffondere su di VOI e sulle vostre attività sovversive, subdole e negatrici dello Stato di diritto.
Non ci saranno altri avvertimenti, la prossima volta procederemo d’ufficio.
Per inciso, se facciamo eccezione per altri contenuti di questa testata pacifista (che NON CONDIVIDIAMO, ma ce ne sono nondimeno diversi condivisibili), sarà opportuno riflettere sulle sagaci e penetranti considerazioni svolte negli articoli:

“Indignados. Un fallimento tutto italiano. Una meravigliosa occasione perduta” del 15 ottobre 2011, by Nicola Sessa per PEACE REPORTER, it.peacereporter.net (clicca sopra per leggere)

“Indignati e indegni. Le solite vecchie e consunte dinamiche rovinano la festa degli indignati italiani. Guastatori a volto coperto e disordine pubblico in divisa” del 15 ottobre 2011, by Angelo Miotto, per PEACE REPORTER, it.peacereporter.net (clicca sopra per leggere)

 

W l’Italia repubblicana, democratica, liberale e non-violenta!
W i VERI INDIGNATI!
W le VERE FORZE DELL’ORDINE, composte da padri e madri di famiglia o da ragazzi al primo impiego che credono nella Democrazia e nella Legalità.
Abbasso i teppisti in divisa e i loro sodali mascherati da Black-Block!

 

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE

[ Articolo del 16 ottobre 2011 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per comunicazioni, scrivete a: info@democraziaradicalpopolare.it