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L’infame mistificazione del Governo Monti e dei suoi sodali sul passato, il presente e il futuro dell’Italia

 

 

 

 

Riallacciandoci alle riflessioni compiute dai Massoni di Grande Oriente Democratico in

GOD avvisa: il Massone contro-iniziato Mario Monti aspira al Quirinale nel 2013, per portare meglio a termine la sua opera di devastazione politico-sociale ed economica dell’Italia (+ qualche avvertimento al Fratello Barack Obama se non vuole perdere le elezioni) (clicca sopra per leggere),

e in numerosi altri articoli recenti sia di GOD che di DRP, non possiamo fare a meno di osservare schifati e indignati l’ultima performance del Governo Monti e dei suoi sodali, cortigiani e fiancheggiatori (in questo caso la platea dei banchieri italiani).
Senza pudore e ritegno, nel corso dell’Assemblea ABI dell’11 luglio 2012, da Monti a Mussari (Presidente ABI), passando per Ignazio Visco (Governatore della Banca d’Italia) e altri oratori e/o commentatori esterni che si sono aggiunti al coro innalzato da tale parterre, è stata riscritta la storia passata, con la pretesa di ipotecare anche quella futura.
Per la storia passata, è stato ribadito che l’Italia è in recessione/depressione a causa del suo Debito Pubblico, della concertazione tra le forze produttive, della pace sociale, del welfare state, del troppo benessere di cui hanno goduto gli italiani dal Secondo Dopoguerra all’estate 2011.
L’Italia non è in crisi industriale perché da anni è in corso una globalizzazione di merci e capitali senza globalizzazione di diritti e tutele dei lavoratori, la quale rende impossibile a gran parte dei paesi dell’Occidente liberale, democratico e sindacalizzato competere con la delocalizzazione semi-schiavile offerta in piazze asiatiche, africane e sudamericane.
No, la crisi industriale è colpa dei sindacati, delle pretese dei lavoratori italiani di non avere salari da fame e condizioni subumane di lavoro come nell’Europa dell’Est o nei Paesi del Terzo o Quarto Mondo, della vocazione di galantuomini come Carlo Azeglio Ciampi ed altri (altro che Monti…) a promuovere la concertazione fra gli attori socio-economici.
L’Italia ha problemi con lo spread e con il pagamento degli interessi sui buoni del Tesoro non perché l’euro è una moneta senza sovrano e la BCE non è una normale Banca Centrale, ma perché abbiamo vissuto al di sopra dei nostri mezzi e poi Berlusconi faceva troppi bunga-bunga, rendendosi poco credibile e sobrio dinanzi alle cancellerie europee…
L’Italia e la sua classe politica del Secondo Novecento sono colpevoli moralmente per avere impostato il proprio sistema economico sui principi keynesiani di benessere diffuso e solido welfare state ispirati e consentiti dalle suggestioni iniziali del Piano Marshall e poi implementati per legittimare la democrazia e la libertà contro i fantasmi fascisti del passato e quelli comunisti del presente.
In realtà, suggeriscono implicitamente Monti & Comari, sarebbe stato meglio sospendere la democrazia e impiantare la tecnocrazia neoliberista sin dagli anni ’70, un po’ come fece il Cile di Pinochet e dei “Chicago Boys”, fedeli (a suon di randellate, cannonate e rastrellamenti) alla teologia di Milton Friedman ed epigoni.
Guai ai partiti dell’Italietta novecentesca e a quel che ne rimane nell’epoca attuale, che invece del DIO NEOLIBERISTA, AUSTERO E RIGOROSO (i cui fedeli ripetono il mantra: “ci vuole rigore e crescita”, un po’ come dire, nelle attuali condizioni europee: “cacati addosso, ma non ti sporcare le mutande”), talvolta hanno invocato (ora sempre meno, perché si vede che sono stati ben rieducati alla NUOVA FEDE) il DIO dell’armonia e della giustizia sociale, il DIO della redistribuzione economica, il DIO di una libera economia di mercato declinata con autentico spirito solidaristico e welfare state.
E così via, dimenticando tra le altre cose che se la “crazia” non è dei partiti democratici tradizionali, radicati sul territorio, attenti alle parti sociali e aperti alla partecipazione attiva dei miltanti (partiti imperfetti quanto si vuole, ma su questi bisognerebbe operare, riformandoli, non spazzarli via in nome dell’antipolitica demagogica e/o della auspicabile egemonia del consociativismo a guida tecnocratica), allora è dei “notabili e degli ottimati”, i quali si creano liste o piccoli e grandi partiti/aziende a proprio uso e consumo e se ne fottono della rappresentanza popolare classica, rivendicando un ruolo oligarchico e privo di controllo efficace da parte della sovranità popolare.

Ma Monti & Comari non si accontentano di riscrivere il passato, rimpiangendo implicitamente che in Italia non vi sia stato un regime come quello di Pinochet o Videla, magari benedetto in modo equanime da Massoneria reazionaria e Vaticano.
No, essi pretendono di esercitare una nefasta influenza diretta e pervasiva anche sul futuro.
Ecco quindi partire diffide, scomuniche e avvertimenti mafiosi anche a coloro che dovessero vincere le elezioni della primavera 2013.
Chiunque vinca –questo è il succo delle intimazioni sobrie ma minacciose di Monti e paraninfi – non dovrà discostarsi da quanto ha fatto e sta facendo l’attuale Governo dei Tecnici/Commissari caldeggiato dalla Troika UE, BCE e FMI.
In sostanza, secondo costoro (e non avevamo dubbi in proposito) è inutile e anche potenzialmente dannoso andare a votare, sarebbe meglio farsi inviare direttamente via fax le istruzioni governative da parte dei burocrati non eletti di Bruxelles e Francoforte.
Ciò, naturalmente, in vista di un fine supremo e sublime: rendere il popolo italiano (sinora pretenzioso, spendaccione, consumista e produttivo) più rassegnato, austero, disponibile a cedere le proprie aziende pubbliche e private ai grandi gruppi finanziari e industriali esteri amici di Mario Monti, Mario Draghi, Angela Merkel, Wolfgang Schaeuble, etc., nonché abbastanza disperato da accettare le condizioni di lavoro de-sindacalizzato e neo-schiavile in auge presso nazioni meno arroganti e orgogliose dell’Italia…,nazioni dove non si hanno tanti grilli per la testa e i ceti più umili si accontentano del minimo indispensabile senza troppe proteste e senza rivendicare cose astratte come la democrazia, la libertà, la giustizia sociale e la dignità.

Infine, perla stupenda del Nuovo Credo imposto/proposto agli italiani, per comprendere se le misure “europee” contro la crisi vanno bene, non bisogna valutare quante aziende falliscono, quanto aumenta la disoccupazione, quanto crollano i consumi e i risparmi, quanto peggiorano i servizi sociali e le infrastrutture.
No.
Bisogna guardare i MERCATI  e le operazioni di BORSA.
Ma la popolazione italiana ed europea vive in stato di recessione e imminente depressione anche se gli scambi finanziari qualche giorno mostrano un segno positivo, obietta qualcuno…
La risposta arriva, forte e chiara, da tutti i TEOLOGI NEOLIBERISTI uniti in concistoro: “è un problema di fede, cari figlioli, abbiate fede, non mettete in discussione il Verbo dei Tecnocrati…credete quia absurdum, come diceva il grande Tertulliano…”.

Intanto, in Spagna, il prode Mariano Rajoy (emulo e alleato di Monti) mette in opera uno scandaloso e suicida nuovo piano di austerità a base di tagli alla spesa sociale, eliminazione delle tredicesime, taglio a sussidi strategici (il che determinerà fallimenti e licenziamenti nei settori interessati) sensibile aumento dell’iva che deprimerà ancora i consumi e con essi lo stesso gettito iva, e così via.
Ecco un altro bel regalino proveniente dal fruttuoso lavoro del vertice (anti) europeo di Bruxelles del 28-29 giugno 2012.
Complimenti a Obama, che come un minchione continua a dare corda a mediatori (Monti, Rajoy ) che sono peggio di coloro con cui dovrebbero mediare, mentre François Hollande risulta non pervenuto, forse troppo impegnato a sedare le liti tra la sua attuale compagna, la ex moglie e i figli.

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE

[ Articolo del 9-12 luglio 2012 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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