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L’immoralità politica e i calcoli sbagliati di Massimo D’Alema

 

 

 

 

Molto brevemente.
Quando leggiamo il seguente lancio dell’Agenzia di stampa tedesca REUTERS, (it.reuters.com) ci viene il voltastomaco:

Voto, D'Alema: Pd al governo con Monti e Vendola, ora propaganda

giovedì 7 febbraio 2013 09:10

ROMA (Reuters) - Al netto della propaganda elettorale, l'unica maggioranza politica in grado di dare un solido governo all'Italia e di rappresentarla degnamente all'estero avrà come perno il Pd e alle ali i centristi di Mario Monti e la sinistra di Sel.
Ne è convinto Massimo D'Alema, ex premier e dirigente del Pd di lungo corso, che in un'intervista al Messaggero esorta però Monti ad accettare che il prossimo governo "faccia anche cose di sinistra".
"Io penso che le campagne elettorali non vadano mai prese molto sul serio, perché la gente fa propaganda e la propaganda... non può sostituire la politica", esordisce D'Alema, che non è candidato alle elezioni del 24 e 25 febbraio, essendo la vittima più illustre della campagna di "rottamazione" lanciata dal più giovane compagno di partito, Matteo Renzi.
Ieri si è assistito ad una scoppiettante serie di dichiarazioni di Monti e del leader del Sel Nichi Vendola, ognuno dei quali vorrebbe escludere l'altro come partner di governo del Pd, il primo partito nei sondaggi.
"Ebbene la politica dice che l'unica maggioranza in grado di dare una prospettiva al Paese e di rappresentare con forza l'Italia nello scenario internazionale è una maggioranza ampia, rappresentativa e guidata dal Pd", ha detto D'Alema.
"Ma, fattore decisivo di cui Monti fatica ancora a prendere consapevolezza, deve essere una maggioranza che comprenda anche la sinistra".
D'Alema aveva riservato nel dicembre scorso l'affondo più duro da parte del Pd contro la candidatura di Monti, definendo tale prospettiva "moralmente discutibile", perché percepita come ostile alla principale forza politica che aveva sostenuto il premier tecnico nel suo programma di risanamento.
Ma il dirigente del Pd è da tempo anche uno dei più convinti sostenitori di un'alleanza politica del suo partito con le forze di centro.
"La vera scommessa delle elezioni sta qui, nella possibilità del Pd di affermarsi come elemento di garanzia della stabilità e della possibilità di realizzare una maggioranza ampia", ha detto oggi D'Alema.  
"Quel che accade in queste ore, il filo del dialogo tra Bersani e Monti, è positivo. Fa capire che esiste una prospettiva di governo forte e credibile, internazionalmente accettata. Gli elettori sono messi di fronte a questa scelta, le elezioni sono anche un momento di responsabilità".
Ma per D'Alema, Monti sbaglia nell'indicare in Vendola e nella Cgil il pericolo principale per il Paese.
"Non è immaginabile che chi è forte del 12% di consenso (un riferimento alla stima dei centristi secondo i sondaggi, ndr.) decida di governare contro un sindacato che ha più iscritti dei voti che quello schieramento può prendere".
Per il nuovo governo, secondo D'Alema, la priorità da affrontare subito è quella del lavoro.
"Un grande piano per il lavoro, in particolare per quello giovanile, deve essere il primo impegno del governo, magari riprendendo esperienze positive del passato, come il credito d'importa per i nuovi assunti, il finanziamento delle cooperative giovanili e dei contratti di formazione-lavoro su vasta scala".
(Roberto Landucci)

Nel dedicare queste poche righe a quello che ritenevamo l’ormai “rottamato” Massimo D’Alema (invece si ipotizzano per lui persino incarichi ministeriali…W il rinnovamento del centro-sinistra…), facciamo seguito a quanto abbiamo scritto in

Sotto gli auspici dei Piccoli Architetti reazionari di Germania e nel contesto del para-massonico German Council on Foreign Relations, Bersani ha l'impudenza di proporre un'alleanza con il becchino dell'Italia, Mario Monti (clicca per leggere).

Com’è noto, non ci accomuniamo al vizio italiota di fare moralismo sulla vita privata dei nostri concittadini, tanto che non abbiamo mai apprezzato la pagliacciata dell’inchiesta su “Ruby Rubacazzi” (copyright di Dagospia per questa definizione) ai danni di Silvio Berlusconi.
Ma di morale, o meglio ethos, ci permettiamo di parlare quando si tratta di questioni pubbliche, relative alla vita della Polis.
Ora, che moralità politica c’è negli immondi ragionamenti – sopra riportati – di Massimo D’Alema?
Zero virgola zero.
Il discorso di D’Alema è il seguente, in sostanza: “lasciate andare la pantomima per prendere in giro quei fessi di elettori, tanto a urne chiuse ce ne infischieremo di tutte le contrapposizioni fasulle e propagandistiche e faremo il solito inciucio all’italiana tra finti vincitori e finti perdenti”.
Palmiro Togliatti non avrebbe saputo proporre di meglio, al tempo in cui soccorreva spregevolmente le forze filo-vaticane e reazionarie, consentendo di inserire nella nuova Costituzione Italiana del 1948 (sedicente laica) il Concordato clerical-fascista del 1929 (Patti Lateranensi).

Ma c’è di peggio dell’immoralità politica, specie quando si sia amorali o immorali politicamente come Massimo D’Alema.
Il peggio è che questi bizantinismi spregevoli e sleali ostentati senza ritegno dinanzi al corpo elettorale fanno perdere voti.
Massimo D’Alema (e con lui Bersani, che continua imperterrito a cianciare di accordi imminenti con Monti, Fini e Casini, perdendo consensi ad ogni dichiarazione in questo senso) ha fatto calcoli sbagliati.
E’ da tempo che li fa, conducendo il centro-sinistra alla sconfitta e al discredito.
Forse sarebbe tempo che si dedicasse a tempo pieno a fare il Vice-Conte Vaticano, producendo vino con la sua azienda agricola, o accompagnando quell’altro bel tanghero di Walter Veltroni in Africa, a fare qualcosa di buono nella vita, una volta tanto.

 

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE (www.democraziaradicalpopolare.it)

[ Articolo del 7-9 febbraio 2013 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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