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L’Italia del “PAPA TEDESCO”

 

 

 

 

Indubbiamente, per caratterizzare l’Italia contemporanea, anzi, quella recentissima di questi giorni, il titolo di questo articolo calza a pennello.
Il titolo calza alla perfezione, in una duplice prospettiva.
Quella che esprimevamo il 16 luglio scorso, con 14 luglio all'italiana. Cioè dell'asservimento parlamentare alla pseudo-bioetica vaticana. Commento a "Biotestamento: il si della Camera. Ultime volontà non vincolanti" by Francesca Schianchi per LA STAMPA del 13 luglio e quella che si può esprimere in queste ore, avendo a mente la tristissima vicenda parlamentare del deputato Alfonso Papa (PDL) e del Senatore Alberto Tedesco (PD).
Nel caso della legge sul biotestamento clericale, il nostro sempre più squinternato Parlamento mostra (senza vergognarsene, e ce ne vuole per non vergognarsene) il sigillo di proprietà e predominio di Sua Santità Benedetto XVI°, al secolo Joseph Ratzinger, per l’appunto “PAPA TEDESCO”.
Nel caso dell’ignominiosa vicenda del voto congiunto Camera-Senato sull’autorizzazione a procedere per due parlamentari, egualmente si può parlare di un’Italia (attraverso i rappresentanti del suo popolo riuniti a Montecitorio e a Palazzo Madama) caratterizzata dal problema “Papa-Tedesco”.
Mirabile la faccia di bronzo con la quale un ramo del Parlamento ha concesso l’autorizzazione a procedere della magistratura versus Alfonso PAPA e l’altro ramo ha negato tale autorizzazione nei confronti di Alberto TEDESCO.
Tutto molto squallido, complimenti.
A Noi di D.R.P. non piacciono nemmeno un po’ né l’onorevole Papa né il senatore Tedesco.
Ma non ci piace nemmeno l’anomalia per la quale si finisce spesso e volentieri in galera prima che sia accertata la colpevolezza in qualche reato, salvo poi regalare assoluzioni, prescrizioni o vanificazioni di pena a profusione a quei privilegiati che possono permettersi fior di avvocati, mentre il popolo bue non riceve né il conforto dei sedicenti garantisti quando è indagato/imputato, né la scrupolosità della magistratura civile o penale quando è parte lesa.
Abbiamo difeso e difenderemo sempre la Magistratura in quanto ordine/potere istituzionale che deve avere adeguati fondi e personale (adesso non ce li ha), conservare il massimo di autonomia da altri poteri, preservare la serenità funzionale per compiere il suo ruolo essenziale senza essere insultato, insidiato o sbeffeggiato da politici irresponsabili e insolenti come Berlusconi e i  suoi cortigiani.
Ma le manette a gogò non ci piacciono né per i parlamentari né per la gente comune.
Non ci piacciono le carcerazioni (semmai meglio gli arresti domiciliari, se proprio c’è la necessità di un arresto), tranne nei casi debiti di sentenze passate in giudicato o quando effettivamente (ma sul serio) c’è l’urgenza di evitare una fuga o l’inquinamento di elementi probatori.
E meno ancora ci piacciono le carcerazioni facili in una nazione che dovrebbe vergognarsi dei suoi carceri e del suo sistema carcerario, per denunciare il quale l’81enne Marco Pannella ha dovuto ancora una volta ricorrere ad usuranti scioperi della fame e della sete.
Certo, la legge è uguale per tutti.
E i parlamentari godono già di tutele superiori a quelle dei comuni cittadini: per arrestarli, appunto, ci vuole un voto dell’assemblea di appartenenza. Ciò ha consentito a Tedesco di farla franca, infatti, magari proprio grazie ai buoni uffici di qualche amico influente, che avrebbe avuto tutto da perdere da una gola profonda alla mercé dei pubblici ministeri…
Quindi non ci accodiamo al garantismo peloso e ipocrita di quei legulei che starnazzano solo in favore di amici di merende e compagni di partito o di casta.
Vorremmo, semmai, un Parlamento senza figuri come Alfonso Papa o Alberto Tedesco, le cui virtù politiche e il cui apporto alla collettività sono molto dubbi, almeno quanto alcune condotte malsane già dimostrate da parte di entrambi, anche a prescindere dagli aspetti di rilevanza penale.
Noi non siamo moralisti nemmeno un po’.
Infatti, avremmo preferito che Papa e Tedesco (e i loro colleghi Saverio Romano e Marco Milanese, insieme a tanti altri che frequentano le Camere con una presenza di dubbia utilità per il popolo e di sicuro profitto per se stessi) avessero partecipato a qualche Bunga-Bunga con il Gran Sultano di Arcore (vicende a nostro parere di nessun interesse politico, ma solo antropologico-culturale e di costume), piuttosto che essere implicati in indagini che, se portassero ad effettive condanne, mostrerebbero la ben nota miseria etica della politica nostrana.
Già, ma questa è l’Italia, almeno per ora (e chissà fino a quando).
Un paese egemonizzato da un Papa Tedesco e dalla sua curia vaticana che lo rende arretrato culturalmente, socialmente e civilmente rispetto agli altri paesi industriali; una nazione in cui il dibattito politico, mentre in Europa e nel Mondo accadono evenienze di portata epocale sul piano della grande finanza speculativa e della macroeconomia (con ricadute tragiche sulle presenti e future generazioni), viene monopolizzato da mille chiacchiere cortigiane sul caso “Alfonso PAPA - Alberto TEDESCO”.
L’unico commento adeguato, per una comunità simile (la nostra) è il famoso dito medio alzato spesso dal senescente secessionista Bossi.
Sveglia, sorelle e fratelli italiani!
Altrimenti fra la tomba europea (di questo parleremo presto) e il loculo italiano, lo spazio di manovra per chi aspira a nuove epopee risorgimentali (locali e globali) si restringerà drammaticamente.
Mirabile, in tutto ciò, l’afasia, la passività, l’inconsistenza e l’immobilità dei sedicenti leaders del sedicente centro-sinistrina italico attuale.
Il loro, più che un sonno apatico pare ormai un letargo pluriennale.

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