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L’Inutilità della manovra finanziaria governativa e la Genesi della crisi economica italiana ed europea spiegata ai non addetti ai lavori

 

 

 

 

Dopo il risibile vertice di Arcore del 29 agosto 2011, com’era prevedibile, è stata partorita una manovrina insulsa e incolore.
Persino nella logica suicida (e recessivo-depressiva) di un governo italiano che, invece di presentarsi in Europa e battere i pugni invocando una vera governance politica corale della crisi economica in atto, si macera in mille squallide conflittualità (come degli internati in un campo di concentramento che disputano su chi debba essere giustiziato per primo, per secondo e per terzo…), le decisioni di questo summit risultano inadeguate.
Neanche ci va di indugiare minuziosamente sul perché, tanto appare evidente che le misure concepite non spostano una virgola dei cronici problemi italiani, non incidono sull’amministrazione virtuosa delle risorse disponibili, non creano sviluppo, danneggiano i soliti noti e deprimono la già agonizzante comunità nazionale.

Ma il punto è un altro.
Quali che siano le decisioni prese ora, a fine agosto/primi di settembre 2011 (con il concorso o meno di un’opposizione garrula quanto sterile di contro-proposte intelligenti), a breve servirà un’altra manovra di nuovi tagli, amputazioni, super-tasse, distruzione definitiva di quel che rimane dello stato sociale.
Perché?
Perché né il governo di oggi né le forze oppositive che si candidano a governare in futuro hanno capito fino in fondo a che gioco stiamo giocando.
E quei pochi che lo hanno capito o che lo hanno sempre saputo, tacciono o per viltà politica (non hanno gli attributi per schierarsi contro il conformismo imperante e contro la Santissima Trinità costituita da Sua Maestà Imperiale la Banca Centrale Europea e i due reucci Nicolas Sarkozy e Angela Merkel) o per convenienza personale (sono a libro paga di banchieri e gruppi finanziari che dalla crisi e dalla privatizzazione dell’Europa traggono e trarranno immensi profitti).

Perciò, care concittadine e concittadini italiani dei ceti medi e medio-bassi (ma presto e sempre di più saranno risucchiati tragicamente nella recessione anche quei professionisti, commercianti e imprenditori delle classi medio-alte, che finora avevano resistito, più fortunati di colleghi già al palo), preparatevi a tempi cupi, molto cupi.
Con questo spassoso siparietto di tutti contro tutti a determinare chi debba pagare e cosa occorra tagliare, che si ripeterà fra qualche tempo, quando ancora le ferite sociali provocate da queste misure sciamannate saranno belle aperte e purulente.

In realtà, distogliendo lo sguardo da questo patetico e infame teatrino delle marionette di Arcore e dintorni e usando quel pregiato sale in zucca che alberga copioso tra gli italiani- nonostante le omissioni e le manipolazioni dei media nazionali-converrà concentrarsi sulla vera GENESI di quello che sta accadendo.
Per farlo, proponiamo alla lettura due testi di un giornalista/opinionista che da tempo stiamo sponsorizzando su questo sito ufficiale (www.democraziaradicalpopolare.it ), così come sul sito imparentato www.grandeoriente-democratico.com
Pur non essendo un fratello massone, certamente può essere annoverato come un simpatizzante di Grande Oriente Democratico e altrettanto indubbiamente-in virtù delle sue salde concezioni socialiste, libertarie e liberal-democratiche- come un compagno di strada di  Noi cittadine e cittadini di Democrazia Radical Popolare.
Parliamo di Sergio Di Cori Modigliani.
E gli articoli che proponiamo alla lettura in questo caso sono:

“Come mai in Italia non c’è nessun economista che spiega come stanno le cose?” del 28 agosto 2011, by Sergio Di Cori Modigliani (clicca sopra per leggere)

“Alla guida di 189 economisti tedeschi (su 200), il prof. Wilhelm Noelling è andato all’attacco della Banca Centrale Europea e delle banche private che stanno strozzando l’economia del Vecchio Continente” del 29 agosto 2011, by Sergio Di Cori Modigliani (clicca sopra per leggere)

Naturalmente, facciamo al secondo e più recente dei summenzionati articoli la seguente chiosa: Noi di D.R.P. siamo a favore di un’unica forma di Euro-Bond (legata all’EURO quale MONETA SOVRANA di un’UNIONE EUROPEA davvero POLITICA) e non riteniamo (come l’amica di nostri amici Cristina Romer, economica statunitense di larga fama che speriamo di vedere presto di nuovo alla Casa Bianca…) che sussista il problema di dividere gli attuali stati europei in cicale spendaccione (Irlanda, Portogallo, Grecia, Spagna, Italia, etc.) e formiche rigorose (Germania, Francia, Olanda, Finlandia, etc.).
Con una governance politico-economica in mano ad organi comunitari democraticamente eletti e revocabili (legittimati dal popolo sovrano europeo, al contrario della BCE), gli Euro-Bond stimolerebbero la crescita di tutte le nazioni del continente e l’aumento del PIL complessivo sarebbe la base migliore per drenare risorse utili a ridurre il debito pubblico (grazie all’aumento della base imponibile per il fisco).
In tale contesto, poi, con un sensibile aumento dello sviluppo, si potranno anche diminuire le imposte dirette e indirette (anche ciò contribuirà a nuovo rilancio industriale e commerciale), essere più legittimati ad una lotta sistematica all’evasione ed elusione fiscale, ridurre gli sprechi nella spesa pubblica senza deprimere il welfare, anzi aumentandone le prestazioni utili alla collettività.
Autorevoli studi statistici dimostrano che una tassazione più bassa ed equa (accompagnata da severità nelle sanzioni per chi evade, sistemi più raffinati per determinarlo e la certezza che non vi saranno condoni e sanatorie) produce già di per sè un maggiore virtuosismo fiscale presso tutte le categorie professionali, con conseguente elevazione di introiti per le casse degli stati.
Infine, il criterio del pareggio di bilancio e del rigore contabile a tutti i costi ha senso come norma che intervenga in periodi di vacche grasse e di notevole inflazione, essendo una misura che può ridurla e che, in epoche di notevole floridezza e liquidità, può essere agevolmente sostenuta dalle popolazioni senza rischi di macelleria sociale.
Ma proporla in tempi recessivi-depressivi significa essere dei criminali efferati, degli incompetenti patetici o degli avvoltoi che hanno un privato interesse nella speculazione sui debiti sovrani e sulla privatizzazione/svendita di beni, imprese e servizi pubblici.

E sempre a proposito di Europa, Democrazia e Crisi economica, vogliamo proporre un acutissimo e profetico intervento pubblico del premio Nobel per l’economia 1998, Amartya Sen, filosofo ed economista indiano-bengalese che insegna all’Università di Harvard.
Questo intervento fu pubblicato dal prestigioso quotidiano inglese The Guardian in data 22 giugno 2011, con il titolo: “It isn’t just the euro. Europe’s democracy itself is at stake” (traduz. letterale: “Non è soltanto l’euro. La stessa democrazia dell’Europa è al palo”) e riproposto dalla testata europea multilingue on line Presseurop (www.presseurop.eu )in traduzione italiana di Anna Bissanti, in questa versione:

“Amartya Sen: riprendiamoci la democrazia” del 24 giugno 2011 su Presseurop (clicca sopra per leggere).

D’altronde, tutti questi interessanti contributi citati e proposti ai nostri lettori si inscrivono perfettamente nella Weltanschauung dell’Internazionale liberal-socialista di cui Noi di Democrazia Radical Popolare siamo parte integrante e costitutiva.
Parimenti, si collegano alle analisi che da tempo (sia Noi che gli amici di Grande Oriente Democratico) andiamo svolgendo sulle cause, gli effetti e le possibili soluzioni della crisi economico-finanziaria iniziata nel 2007-2008 e mai terminata, anzi in via di aggravamento per le popolazioni euro-atlantiche.

In proposito, si ripassino contenuti e sub-contenuti di:

L'Italia: una Repubblica fondata sulle chiacchiere e su una delle peggiori classi dirigenti del pianeta (con qualche sguardo a cosa si pensa della crisi italiana all'estero e una chiosa sull'infame esito della Guerra in Libia)

 

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per comunicazioni, scrivete a: info@democraziaradicalpopolare.it