Content Banner  

 

In Memoria di Bettino Craxi (24 febbraio 1934-19 gennaio 2000), politico di razza con diverse ombre ma anche con molte luci,  by Daniele Cavaleiro e a cura di Democrazia Radical Popolare

 

 

 

 

I più maturi e anziani fra di Noi, quando Bettino Craxi era vivo, vegeto e potente, esprimevano molte riserve critiche rispetto al suo autoritarismo dispotico, rispetto al suo lassismo verso imponenti sacche di corruzione che contrassegnavano il PSI, rispetto a scelte politiche opinabili come l’appoggio all’OLP di Arafat, rispetto ad un mancato progetto coerente nel solco di una larga alternativa progressista, laica e libertaria da contrapporre all’egemonia della Democrazia Cristiana e del Vaticano sulle Istituzioni italiote
Tuttavia, Craxi, se commisurato ai sedicenti progressisti e democratici attuali, appare davvero un “gigante”.
Un politico di razza che, certamente, se fosse vivo oggi, mai e poi mai avrebbe mostrato la subalternità al pensiero unico neoliberista che impera da qualche decennio in Occidente, né si sarebbe prostrato dinanzi agli euro-tecnocrati che stanno mettendo in ginocchio i popoli europei a forza di rigore, austerità e fiscal compact.
Negli anni ’80, quando ancora i dirigenti del PCI (compresi alcuni dirigenti di ora del PD, che all’epoca non trovavano di meglio che cianciare di “eurocomunismo”) esaltavano l’austerità anti-consumistica e lanciavano strali contro il capitalismo e il libero mercato occidentale, Craxi si attestava su una pacifica e convinta accettazione dell’economia di mercato, senza però mai dimenticare il ruolo cruciale dello Stato e della spesa pubblica per esigenza di welfare, giustizia sociale, regolazione e propulsione del sistema nel suo complesso.
Adesso, mentre Craxi e il suo riformismo lungimirante (rispetto ad una sinistra italiana arcaica che, prima della caduta del Muro di Berlino, in maggioranza ancora guardava al Comunismo, a Marx e all’URSS come a punti di riferimento non negoziabili, pur fra sofistici e ipocriti “distinguo”) non ricevono nemmeno l’onore delle armi, gli eredi di Togliatti, Longo, Berlinguer e Natta mostrano tutta la loro pochezza intellettuale e morale rivelandosi belanti servitori di un modello di capitalismo che non è quello equilibrato e progressista di Keynes, bensì quello truce, predatore e neoclassico di von Mises, von Hayek, Friedman, Stigler, etc.

Ecco perché, in tempi di rimozione di qualunque seria alternativa democratica progressista e socialista-liberale al modello tecnocratico-oligarchico-neoliberista-neoclassico, riteniamo utile rilanciare il seguente ricordo di un autentico socialista (pur con tutti i suoi limiti e le sue ombre) come Bettino Craxi, così come appare dalla penna di Daniele Cavaleiro. Per completezza, rinviamo i lettori a

“Quando nel 1988 Bettino Craxi venne a Gubbio…”, articolo del 19 gennaio 2013 per LIVE GUBBIO(clicca per leggere),

ma, dal medesimo articolo collectaneo apparso su LIVE GUBBIO ( www.livegubbio.it), riportiamo integralmente le perspicaci valutazioni di Cavaleiro, giovane consigliere comunale socialista di Gubbio:

 

Daniele Cavaleiro (consigliere comunale Psi Gubbio)
“L'anniversario della morte di Bettino Craxi, 19 gennaio 2000, porta noi socialisti inevitabilmente indietro nel tempo. Ancora oggi, da giovane socialista, non riesco a capire perché un ex Primo Ministro della Repubblica Italiana, leader del Psi, sia diventato l'unico capro espiatorio di un intero sistema politico corrotto.
Mi chiedo se tutte le vicende giudiziarie legate a mani pulite e tangentopoli, siano servite a qualcosa e abbiano reso meno corrotta e più trasparente la politica di oggi. Ma soprattutto, con la voglia e la volontà di guardare avanti, con una forte ottica riformista e socialista, mi chiedo se la politica attuata dal Psi di Craxi sia stata del tutto inadeguata, fuori tempo o ancora oggi attuale.
In una intervista televisiva il leader socialista dichiarava: ‘l'Europa si presenta a noi come una sorta di paradiso terrestre, arriveremo al paradiso terrestre. L'Europa per noi nella migliore delle ipotesi sarà un limbo, e nella peggiore delle ipotesi l'Europa sarà un inferno. Quindi bisogna riflettere su cosa si sta facendo perché la cosa più ragionevole di tutte era quella di richiedere e di pretendere, essendo noi un grande Paese. Perché se l'Italia ha bisogno dell'Europa, l'Europa ha bisogno dell'Italia, non dimentichiamolo. Pretendere la rinegoziazione dei parametri di Maastricht’.
Io penso che oggi più di ieri queste affermazioni di Bettino Craxi siano attuali. L'Europa che noi tutti avremmo voluto era una Europa dei popoli, delle comunità e dei cittadini liberi, legittimata dal popolo sovrano. Invece oggi ci ritroviamo ad avere un Europa di banche e banchieri dominata dalla Germania, sul filo di un disastro sociale, economo e finanziario. L'unico modo per uscirne è creare veramente un Europa dei popoli, dove sia il popolo a decidere, sia il popolo ad essere rappresentato nelle istituzioni europee. Anche oggi rivedere e riformare l'Unione Europea negli Stati Uniti d'Europa è fondamentale per il nostro futuro.
Ricordo il discorso fatto da Bettino Craxi alla Camera il 3 luglio 1992, dove il leader socialista dichiarava: ‘I partiti, specie quelli che contano su apparati grandi, medi o piccoli, giornali, attività propagandistiche, promozionali e associative, e con essi molte e varie strutture politiche operative, hanno ricorso e ricorrono all’uso di risorse aggiuntive in forma irregolare od illegale. Se gran parte di questa materia deve essere considerata materia puramente criminale, allora gran parte del sistema sarebbe un sistema criminale. Non credo che ci sia nessuno in quest’aula, responsabile politico di organizzazioni importanti, che possa alzarsi e pronunciare un giuramento in senso contrario a quanto affermo: presto o tardi i fatti si incaricherebbero di dichiararlo spergiuro’.
In quel momento storico, denso di populismo e ricco di tensioni, ricordo anche importanti esponenti politici che passano alla storia per aver mostrato il cappio in aula alludendo alle forche per i politici corrotti, oppure coloro che si trovavano all'Hotel Raphael gettando monetine addosso al leader socialista.
Tutte queste vicende e queste parole riportate ai giorni nostri ci dovrebbero far riflettere sulla figura politico istituzionale di Bettino Craxi e su questa pseudo seconda Repubblica. Come ha più volte dichiarato Craxi: ‘La seconda Repubblica, se costruita sulla menzogna e se non sarà vero rinnovamento, franerà’.
Aveva proprio ragione, la seconda Repubblica è franata. Dopo tangentopoli, e la fine della così detta prima Repubblica, il nostro Paese ha vissuto e sta vivendo tutt'ora il periodo più buio e difficile dal dopo guerra ad oggi, sia dal punto di vista economico che politico. Il vuoto politico che la fine della prima Repubblica ha lasciato è immenso. Partiti politici con una storia, un’ideologia ed una cultura sono spariti.
Personalità politiche e non, in grado di avere una visione politico economica del nostro Paese che vada ben oltre il quotidiano sono sparite. Ma chi ci governa oggi, chi ci traghetta fuori da questa grande crisi economica politica e sociale? Naturalmente non possono farlo persone, personalità e partiti che in questa seconda Repubblica non hanno fatto altro che continuare le ‘abitudini’ peggiori dei loro predecessori”.

 

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE (www.democraziaradicalpopolare.it)

[ Articolo del 13-23 gennaio 2013 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per comunicazioni, scrivete a: info@democraziaradicalpopolare.it