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Il Governo degli ZOMBIES e l’Opposizione delle MUMMIE

 

 

 

 

Che tristezza, concittadine e concittadini.
Sono morti viventi e non lo sanno.
Ci riferiamo alla malinconica combriccola al seguito del Fratello Berlusconi che, tra Palazzo Grazioli, Palazzo Chigi, Montecitorio, Palazzo Madama e altri ameni luoghi, credono ancora di costituire un governo e una maggioranza politica in grado di gestire una nazione industriale complessa come l’Italia.
Illusi.
Illusi, ma fortunati.
Infatti, la loro morte incompleta, la loro agonia vigile rischia di protrarsi ancora per qualche tempo - con danni esiziali per il popolo italiano - grazie all’inconsistenza strategica e tattica delle cosiddette opposizioni.
Non solo.
C’è di peggio, in prospettiva.
C’è il rischio che, quando nel 2012 o 2013 si andrà finalmente a votare per eleggere un nuovo Parlamento, il cittadino che volesse con il suo voto determinare un cambiamento, la vittoria di una coalizione alternativa a quella guidata (si fa per dire) da Berlusconi, Tremonti, Bossi e soci, non saprà a che santo votarsi.

Dove sono le opposizioni? Chi le guida? Che progetto hanno per l’Italia?
C’è un’opposizione di centro-sinistra e una di centro-destra, oppure esiste solo una melassa caotica e indistinta di anti-berlusconiani e/o aspiranti occupatori di poltrone ministeriali in cerca d’identità e senza idee proprie?
Per l’ennesima volta, consigliamo Futuro e Libertà (FLI), l’Unione di Centro (UDC) e Alleanza per l’Italia (API) di uscire dal semplicistico appello alla moderazione e di proporre un progetto politico di centro-destra antagonista e alternativo al berlusconismo/bossismo.
Ma a noi di Democrazia Radical Popolare, com’è noto a partire dai tratti costitutivi di questo Movimento (vedi in proposito: Chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo e Statuto aperto e potenziale di “DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE” e Oltre le Destre, i Centri e le Sinistre del XX secolo: un Nuovo Centro-Sinistra per l’Italia del XXI secolo) sta soprattutto a cuore la rigenerazione di quell’area politica che, dalla caduta del muro di Berlino (1989) e nonostante le effimere vittorie del 1996 e 2006, non ha saputo creare le basi di un grande percorso politico coerente, radicato, autosufficiente, lungimirante e ricco di appeal per vecchie e giovani generazioni.

Giustamente, all’indomani dello pseudo-vertice di Palazzo Grazioli (28 giugno 2011) tra un PDL sempre più diviso in bande e una Lega in latente guerra civile interna, di fronte alle squinternate misure economiche partorite dalla fucina tremontian-berlusconian-bossiana, le sedicenti opposizioni si sono scatenate in un coro di facile disapprovazione.
Tutto qui?
E voi, cari Casini, Fini, Rutelli e amici, cosa avreste in serbo per rilanciare il sistema Italia?
Le solite chiacchiere sull’abolizione delle provincie, i generici richiami a “tagli non lineari”, l’altrettanto generica invocazione di una più dura lotta all’evasione fiscale, etc., etc.?
E voialtri dell’ormai sempre più sbrindellato centro-sinistra, a parte la condivisione di quegli stessi stanchi luoghi comuni fatti propri anche da FLI, UDC e API, avreste, se foste al governo domani mattina, un progetto convincente e di ampio respiro peril governo della res publica?
Non ci consta.
Anzi, ci sembra che, di giorno in giorno, le divisioni tra PD, SEL e IDV vadano approfondendosi e aggravandosi.
L’unico denominatore comune è la coscienza del decadimento di Berlusconi e Camerati e l’attesa oziosa che prima o poi la legislatura finisca.
Eppure, l’italica storia politica recente dovrebbe insegnare molto a molti.
Non vi ricordate, cari Bersani, Vendola, Di Pietro, etc., quanto Berlusconi e Fini fossero giunti sull’orlo di una spaccatura irrimediabile durante gli ultimi mesi del secondo governo Prodi?
Poi, una volta sentito il puzzo dell’altrui disfacimento (caso Mastella, crisi di governo e via discorrendo), come per miracolo, brigate finiane e berlusconiane si ricompattarono nel neo-costituito Popolo delle Libertà.
Com’è andata a finire?
Che PDL e Lega vinsero le elezioni (2008) con una maggioranza stratosferica, ma dopo appena due anni non furono più in grado di governare.
Perché?
Perché non avevano idee e proposte politiche coraggiose, lungimiranti e convincenti, certo, ma soprattutto perché non c’era un progetto condiviso.
Ebbene, il centro-sinistruccia attuale, non ne dubitiamo, appena suonerà il gong per nuove elezioni, si affretterà a ricompattarsi, esprimerà un leader di coalizione purchessia e si appresterà ad una nuova conquista di poltrone e prebende.
Poi, se dovesse vincere (ma è anche possibile che, con simili presupposti, alla prossima tornata elettorale, fra Senato e Camera, vi sia sostanziale ingovernabilità), appronterà un governicchio di mediocri personaggi che vivrà alla giornata, dando modo e tempo a qualcuno della famiglia Berlusconi (forte di un immutato impero mediatico) di riorganizzare un nuovo centro-destra sempre berlusconizzato che, nel volgere di qualche tempo, tornerà alla conquista (e allo scempio) delle Istituzioni.

E l’Italia, in tutto questo?
E gli italiani?
Possibile che a nessuno, da sinistra a destra, passando per il centro, interessi alcunché della sorte della nostra disgraziata Nazione e del futuro dei nostri figli e nipoti?
Soprattutto di quei figli e nipoti di povera gente che assiste impotente al proprio regresso economico, sociale e culturale?
Certo, Noi di Democrazia Radical Popolare non staremo a guardare mentre tutto continua ad andare a rotoli.
Qualcosa ci inventeremo e non la faremo passare liscia agli affossatori della speranza degli italiani, specie a quei sedicenti notabili del centro-sinistra che, quanto ad immobilismo, a retorica inconcludente e sterile, a cinica ipocrisia, non hanno nulla da invidare al Grande Fratello di Arcore e alla teppaglia di pseudo-eversivi che guida la Lega, ingannando gli elettori leghisti in buona fede.
Nei prossimi giorni pubblicheremo le parti mancanti delle 10 Serie di Proposte per il Governo dell’Italia dal 2011 in poi,  da Democrazia Radical Popolare al Nuovo Centro-Sinistra (da costruire sulle ceneri del Vecchio), auspicando che non soltanto diversi quadri e militanti di area centro-sinistrorsa - come già accade - si rendano conto della necessità di proposte almeno analoghe a queste (per metodo e contenuti), ma che tale consapevolezza raggiunga in termini adeguati anche i massimi vertici di PD, SEL e IDV, prima che sia troppo tardi.

Intanto, si metta in comparazione il pacchetto di insulse misure economiche partorite dal decadente vertice di Palazzo Grazioli di martedì 28 giugno 2011 con le suggestioni precise e analitiche da noi tracciate nella citate 10 Serie di Proposte…sotto il titolo: Per il Risorgimento Economico e Sociale del Paese.
Da tale comparazione e da quella che si potrebbe fare con i balbettii velleitari delle attuali opposizioni, emerge tutto lo scarto che sussiste tra un progetto di governo della cosa pubblica e il progetto di occupare inutilmente delle poltrone o di sostituirsi a chi le ha occupate prima di te…

Concludiamo perciò la nostra analisi odierna con un appello (che torneremo a reiterare, fino alla nausea), rivolto soprattutto a Pierluigi Bersani e agli amici del PD:

  1. Se si andrà a votare con l’attuale legge elettorale, fate del Partito Democratico l’architrave di una coalizione che comprenda Sinistra Ecologia e Libertà e Italia dei Valori. Tutti e tre insieme, con la variegata offerta politica che siete in grado di offrire agli elettori, sarete autosufficienti e perfettamente in grado di conquistare una maggioranza parlamentare. Se, invece, ci fossero i margini per elaborare già durante questa legislatura una nuova legge per l’elezione dei rappresentanti del popolo, fate tesoro di quanto da noi suggerito in Riforma Elettorale al più presto e basta con le inconcludenti sceneggiate leghiste e le blandizie alla Lega da parte di centrodestra berlusconiano e centrosinistra e comportatevi di conseguenza.
  2. Lasciate che FLI, UDC e API si costituiscano autonomamente come coalizione di centro-destra de-berlusconizzata, alternativa sia al Nuovo Centro-Sinistra che al decrepito cartello elettorale composto da PDL+Lega
  3. Se poi l’esito delle nuove elezioni nel 2012 o 2013 esprimesse la necessità di una alleanza costituente insieme a tutti coloro che ci stanno, allora e solo allora sarà legittimo e proficuo cooperare con forze politiche che devono rimanere distinte a alternative rispetto alla Coalizione di Centro-Sinistra, pena il danneggiamento degli uni e degli altri, a vantaggio di PDL e Lega o dell’astensionismo.
  4. Si determini da SUBITO il prossimo leader/portavoce della Coalizione, attraverso un fecondo dibattito con la società civile e con tutti i militanti e simpatizzanti della base: non importa il nome, l’importante è cominciare a condividere un programma chiaro e forte, unitamente alla squadra di governo che dovrà metterlo in esecuzione. Con questo spirito, si leggano e studino attentamente le 10 Serie di Proposte per il Governo dell’Italia dal 2011 in poi,  da Democrazia Radical Popolare al Nuovo Centro-Sinistra (da costruire sulle ceneri del Vecchio), sia quelle già pubblicate, sia quelle di imminente pubblicazione. Non convincono Nichi Vendola o Matteo Renzi come portavoci/leaders di Coalizione? Se ne individuino degli altri, attraverso un’ampia dialettica consultiva con il popolo di centrosinistra. Bersani, lo ripetiamo, potrebbe dare moltissimo al PD e al Paese, rafforzandosi, negli anni, come operoso, duttile, efficiente ed autorevole Segretario di quello che potrebbe diventare il più importante partito di governo (posizione ben più solida e stabile di quella di un leader di un’alleanza pluripartitica) piuttosto che “bruciarsi” in un ruolo di avanguardia politico-mediatica che, in caso di insuccesso sul breve o medio termine, ne segnerebbe la sorte in modo irrimediabile. Si ricordi, Bersani, di quanto accadde al pur “mediaticissimo” Walter Veltroni, allorché decise in modo prematuro di assommare su di sé il doppio ruolo di Segretario del PD e Candidato a Palazzo Chigi…

 

A Vendola, invece, raccomanderemmo di essere un po’ più serio e credibile in termini di politica internazionale (il pacifismo d’accatto, in rottura con gli alleati storici dell’Italia, non porta a Palazzo Chigi, semmai incatena a fare il leader di provincia a vita) e di esposizione pratica di proposte di governo.
Non basta tuonare contro il precariato o contro la Grande Manipolazione narrativa dell’era berlusconiana. Non basta evocare l’esigenza (sacrosanta) di una Nuova narrazione politico-culturale. Servono progetti precisi e minuziosi che spieghino agli alleati e ai concittadini elettori come si vuole fare (attraverso quali riforme e misure legislative)quello che si annuncia di voler fare, specie se si parla di un nuovo modello economico per l’Italia post-berlusconiana.

Quanto al dinamico Antonio Di Pietro (dinamico ed eclettico da sempre e particolarmente in questi giorni), spezziamo una lancia in suo favore.
Cosa ha detto o fatto di tanto clamoroso e/o inaccettabile?
Ha chiesto a Bersani e al PD di darsi una svegliata, di uscire da uno stato catatonico e attendista, di riunire gli alleati e di determinare una politica concreta, unitaria e coesa, che possa sin da subito prospettare agli italiani un’alternativa al morente governo Berlusconi.
E allora? Cosa c’è di sbagliato?
Ci sembra, in effetti, che l’unico ad aver recepito sinora, almeno in parte, lo spirito della nostra opera e delle nostre 10 Serie di Proposte per il Governo dell’Italia dal 2011 in poi,  da Democrazia Radical Popolare al Nuovo Centro-Sinistra (da costruire sulle ceneri del Vecchio), quanto meno sulla necessità di far presto e con concretezza, sia proprio il leader dell’IDV.

Meditate, amici del centro-sinistra, meditate.

 

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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