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Il Direttorio Generale del Movimento Roosevelt e i Paradigmi istituzionali della Rivoluzione francese e della stagione napoleonica che tuttora influenzano la politica planetaria: appello ai Fratelli di GOD affinché illustrino meglio le vicissitudini massoniche e profane che condussero dalla Monarchia costituzionale alla Repubblica e dalla Repubblica al Consolato e poi all’Impero napoleonico

 

 

 

Innanzitutto invitiamo a prendere confidenza con la nascita di un importante organo esecutivo in seno alla comunità rooseveltiana.
Ci riferiamo al Direttorio Generale MR, finora ufficializzato con i seguenti comunicati:

“Direttorio generale MR: organo esecutivo di collegamento tra Ufficio Gabinetto di Presidenza, Consiglio di Presidenza e nuclei regionali e locali rooseveltiani italiani ed esteri”, articolo pubblicato il 2 marzo 2016 sul sito MR (clicca per leggere)

“Direttorio Generale MR: prime nomine e incarichi dell’organo esecutivo del Movimento Roosevelt”, articolo pubblicato il 9 marzo 2016 sul sito MR (clicca per leggere)

“Direttorio Generale MR: seconda serie di nomine e incarichi nel nuovo organo esecutivo rooseveltiano e nell’Ufficio di Presidenza”, articolo pubblicato il 10 marzo 2016 sul sito MR  (clicca per leggere).

Dopo di che, al lume di quanto scriveva uno dei neo-nominati Direttori Generali MR, Davide Crimi, in

“Considerazioni inattuali”, articolo pubblicato il 13 marzo 2016 sul sito MR (clicca per leggere):


“Si può provare ad incidere all'interno dell'attuale scenario confuso, precario e inaffidabile, prendendo parte al generale abbaiare di questa stagione. In questo caso, si devono ottenere i numeri per dimostrare di stare nella competizione.
Oppure, si può tentare un approccio filosofico, assumendo una funzione di avanguardia, volta, più che a contendere sul momento, a spostare il focus del lavoro sul piano prolungato delle idee, per contribuire a creare una nuova classe intellettuale capace di riportare in attenzione ed esprimere gli interessi del ceto medio e delle classi lavoratrici e del lavoro precario.
È evidente quale sia l'idea di chi scrive e, senza alcuna pretesa né interesse sull'aver ragione, piuttosto si spera di sollecitare altri contributi d'intelletto perché, per cambiare un po' il mondo, occorre cambiare un po' sé stessi.”  In questo percorso di cambiamento, le parole sono importanti. Dunque, guardando all'interno del nostro MR, dovremmo chiederci se "Direttorio", con tutto il carico di restaurazione napoleonica che è inerente il suo inevitabile portato storico, sia il più adatto come termine per indicare l' "insieme dei direttori"

 

intervento che ha reso necessarie le delucidazioni contenute in

“Direttorio Generale MR e le Considerazioni inattuali di Davide Crimi”, articolo pubblicato il 14 marzo 2016 sul sito MR (clicca per leggere),

e cioè che:

 

Il metapartitico Movimento Roosevelt, da Statuto, non ha da scegliere tra le due alternative stringenti richiamate da Crimi.

Il MR non intende “abbaiare”, né alla luna, né ad altri astri…

E non deve ottenere numeri nello stesso modo in cui dovrebbe fare un partito o un movimento politico tradizionale.

Il MR può scegliere e sceglierà, secondo i casi, di formare


“…liste o coalizioni politico-civiche denominate “Coalizioni Roosevelt”, “Liste Roosevelt” o “Coalizioni New Deal” , le quali concorrano in modo altrettanto contingente, sui vari territori italiani ed extra- italiani, a specifiche competizioni elettorali di natura comunale, provinciale, regionale, nazionale o sovranazionale, da sole o in alleanza di altri movimenti, partiti, analoghe liste civiche, singoli candidati a tale o tal altra carica elettiva.” (ARTICOLO 2 dello Statuto MR)

oppure di cercare di collocare dei soci rooseveltiani e dei simpatizzanti MR tra le fila dei candidati e/o degli eletti di vari partiti e movimenti, cosi che, in sede di consigli municipali, comunali, regionali, Parlamenti, ecc., le benigne istanze ideali e pratiche da esso propugnate possano contaminare tutti i contesti istituzionali raggiunti.

Nel primo caso, mai e poi mai ci si presenterà a competizioni elettorali come un qualsiasi partitino o movimentino che cerchi un suo spazio in termini narcisistici e autoreferenziali, ma piuttosto si cercherà di assumere la guida e la regia di ampie Coalizione progressiste, inclusive e trasversali rispetto a una pluralità di forze politiche e sociali distinte, in quanto tali, dal MR stesso.

Nel secondo caso, si tratta di rooseveltianizzare le schiere di candidati e di eletti che poi andranno a occupare le assemblee titolate democraticamente a governare la res publica e gli interessi collettivi.

Certamente, il MR intende assumere anche un ruolo filosofico-pedagogico-ideologico di “avanguardia” (e, in questa prospettiva, il MASTER ROOSEVELT IN SCIENZE DELLA POLIS di ormai più che imminente realizzazione, potrà svolgere un ruolo importantissimo e strategico, accanto ad altre strutture interne al Movimento o ad esso collegate), ma non esclusivamente e non in alternativa a concreti cimenti politico-istituzionali diretti o indiretti, come quelli esemplificati sopra.

Il MR, insomma, non è e non vuole essere un salotto di “anime belle” che filosofeggiano e che si accontentano di

“creare una nuova classe intellettuale capace di riportare in attenzione ed esprimere gli interessi del ceto medio e delle classi lavoratrici e del lavoro precario…”

come, forse con qualche eccesso di prudenza e minimalismo, suggerisce Davide Crimi.

Che il MR non si accontenti di “filosofeggiare” lo si evincerà da alcuni risultati politici importanti sulle piazze di Milano, Roma e Napoli (ecc.), su cui da tempo la dirigenza MR lavora, e di cui esistono alcuni accenni in

“Il MR, le sue priorità sostanziali e le sue iniziative contingenti su Roma, Milano, Napoli e altri comuni dove si vota a fine Primavera 2016”, articolo pubblicato il 7 marzo 2016 sul sito MR (clicca per leggere).

 

e soprattutto che



Non esiste alcun “carico di restaurazione napoleonica inerente il suo portato storico”, anzi.

Il Direttorio, piuttosto, fu un organo costituzionale della Repubblica francese istituito a partire dalla sconfitta del Terrore dispotico e liberticida di Robespierre, Saint-Just, Couthon, Le Bas, ecc.

Dopo la destituzione di costoro (27-28 luglio 1794/9-10 Termidoro) ad opera dei cosiddetti “termidoriani” capeggiati da Paul Barras (1755-1829) vi un periodo di intenso lavorio costituzionale che portò, nell’autunno 1795, alla promulgazione di una nuova Costituzione.

Tale Costituzione, proprio per evitare le derive illiberali e tiranniche del periodo del Terrore giacobino-robespierriano, era stata realizzata in modo da concretizzare una sapiente ed equilibrata separazione dei poteri.

L’organo esecutivo che emergeva da questa Costituzione cosiddetta di Fruttidoro era appunto il Direttorio, da cui dipendeva l’azione dei vari ministri, distinti da esso. I membri del Direttorio (rinnovabili per un quinto con cadenza annuale) erano nominati dal Consiglio degli Anziani (organo legislativo) sulla base di una lista selezionata da un’altra assemblea legislativa (erano state concepite due Camere parlamentari), cioè il Consiglio dei Cinquecento.

Il Direttorio, inoltre, non aveva né il comando delle forze armate, né capacità legislativa.

Esso, come organo esecutivo con specifiche ed equilibrate limitazioni costituzionali, era stato ideato da Paul Barras, che ne fu anche il membro più eminente.

E’ ben vero che Barras fu colui che nominò Napoleone Bonaparte comandante delle truppe di Parigi, con il fine di impedire che la controrivoluzione monarchico-borbonica abbattesse le istituzioni repubblicane. Ed è anche vero che lo stesso Barras propiziò la nomina di Napoleone prima a generale di corpo d’armata e poi quale capo dell’Armata d’Italia (che nella Penisola avrebbe portato il vento fresco e progressista della Rivoluzione francese, in un momento storico in cui Bonaparte non aveva ancora avuto una involuzione “cesarista”), ma è altrettanto lampante che quando Napoleone realizza il famoso colpo di stato del 18 Brumaio (9 novembre 1799), abbatte proprio il Direttorio e manda Barras in esilio, costituendo semmai il Consolato, insieme a Pierre-Roger Ducos ed Emmanuel Joseph Sieyès.

Dunque, ci pare che l’eccellente Crimi abbia confuso il Consolato bonapartista con il Direttorio termidoriano, che è stato invece un organo esecutivo perfettamente rispondente a quei principi di equilibrio democratico e liberale propugnati da Montesquieu ne L’esprit de loi (Lo spirito delle leggi) del 1748, e inseriti anche tra i presupposti ideologici del Movimento Roosevelt.

Pertanto, ribadiamo la bontà terminologico-evocativa del lemma Direttorio (Generale) per indicare il nuovo organo esecutivo apicale MR e ci congratuliamo con Davide Crimi, nominato tra i Direttori Generali,

 

chiediamo a questo punto che, proprio in nome di quelle alte finalità intellettuali e pedagogiche invocate da Davide Crimi (e da tanti altri rooseveltiani insieme a lui), i Fratelli e le Sorelle di GOD mettano a disposizione della comunità rooseveltiana e dell’opinione pubblica in genere una narrazione puntuale delle vicissitudini massoniche che, tra il 1789 (inizio della Rivoluzione francese, con tutto ciò che di pregresso si realizzò a partire dal 1776, anno della Dichiarazione d’Indipendenza americana e della pubblicazione del best-seller Common Sense del massone Thomas Paine) e 1814 forgiarono quei paradigmi della dialettica politica che sono giunte sino al Novecento e che tuttora impregnano pervicacemente di sé il mondo globalizzato del XXI secolo, come anche raccontato in contro-luce nella saga cinematografica di Star Wars-Guerre stellari.

Fratelli e Sorelle di GOD, dateci qualche lume, sviluppate e integrate quanto aveva già intuito in forma embrionale Gian Mario Cazzaniga con la sua opera La religione dei moderni,del 1999.

 

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE (www.democraziaradicalpopolare.it)

[ Articolo del 10-14 marzo 2016 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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