Content Banner  

 

Il Partito che serve all’Italia: PDP, PSL, UDS o cosa? Il nome conta relativamente, ma la sostanza non potrà non essere democratica, popolare, progressista e social-liberale

 

 

 

Sono giorni in cui, auspicabilmente, si andrà formando un governo Lega-M5S.
Sappiamo che il Movimento Roosevelt, in quanto metapartito trasversale, offrirà ai costruttori del nuovo esecutivo tutti i supporti (più o meno discreti) di cui costoro dovessero aver bisogno, sia sul fronte nazionale che, soprattutto, su quello internazionale, dove non poche cancellerie, centri di potere pubblici e privati, ambienti Nato, agenzie di intelligence si interrogano (talora con ansia) sulle implicazioni di questo nuovo corso politico italiano.
Ma la domanda che davvero conta è: la montagna partorirà un topolino…oppure il nuovo governo leghista-pentastellato sarà in grado di operare una significativa soluzione di continuità rispetto al paradigma neoliberista e postdemocratico che sinora ha devastato tanto il sogno europeista condiviso all’origine da milioni di italiani, che la prosperità stessa del Bel Paese, afflitto da problemi gravissimi di disoccupazione, de-industrializzazione, alta conflittualità economico-sociale tra i più deboli, sia autoctoni che immigrati?
Quale che sia la risposta a questo fondamentale interrogativo, una cosa è certa: l’Italia ha bisogno di liberarsi dei rappresentanti più biechi e molesti della Seconda Repubblica ormai moribonda, e cioè di quei soggetti politici di centrodestra e centrosinistra che, da circa un quarto di secolo, hanno condotto una grande potenza industriale dell’Occidente in uno stato di decadenza gravissimo e ormai cronico.
Lega e M5S hanno una chance. E ora vedremo come se la giocheranno.
PD, LEU, Forza Italia ed altri non ne meritano più alcuna.
In tale contesto, al di là dell’azione paziente, metaparatitica, pedagogica e super-partes del Movimento Roosevelt (il quale, a quanto pare, sta per rilanciare la sua prospettiva in molteplici direzioni), appare ormai inevitabile la costruzione di un nuovo soggetto politico.
Un soggetto politico che non può essere una lista elettorale contingente e precaria e men che meno un’accozzaglia di movimentini, partitini e associazioni pre-esistenti, ma che deve costituirsi come un Partito politico di tipo “pesante”, radicato in un preciso orizzonte ideologico e ricco di progetti lungimiranti per il futuro dell’Italia, dell’Europa e della stessa comunità globale.
Alcuni di noi di DRP, insieme ad alcuni rooseveltiani e a cittadini non rooseveltiani, hanno sin qui investito (pacatamente e molto in sordina) sul progetto del PDP, Partito Democratico Progressista, rispetto al quale rinviamo al sito ufficiale www.partitodemocraticoprogressista.it  e ad iniziali documenti esplicativi come questi:

PDP (Partito Democratico Progressista). Il primo principio guida: preminenza della politica sull’ economia. Se condividi, iscriviti all’Assemblea costituente

PDP (Partito Democratico Progressista). Il secondo principio guida: riabilitazione e rilancio della politica e della classe politica. Se condividi, iscriviti all’Assemblea costituente

PDP (Partito Democratico Progressista). Il terzo principio guida: la costituzionalizzazione del diritto al lavoro. Se condividi, iscriviti all’Assemblea costituente

PDP (Partito Democratico Progressista). Il quarto principio guida: globalizzazione dei valori e dei diritti fondamentali dell’uomo. Se condividi, iscriviti all’Assemblea costituente

Inserire

Considerazioni di Sergio Magaldi sul Partito Democratico Progressista (PDP

PDP (Partito Democratico Progressista). Il quinto principio guida: eliminazione dalla costituzione del pareggio/equilibrio di bilancio. Se condividi, iscriviti all’Assemblea costituente

Perché il Partito Democratico Progressista?

https://www.movimentoroosevelt.com/news/per-dipartimento/redazione/perche-il-mr-e-perche-anche-il-pdp-partito-democratico-progressista.html

Democrazia fantasma

http://zibaldone-sergio.blogspot.it/2017/12/il-come-e-il-perche-di-un-nuovo.html

PDP (Partito Democratico Progressista). Il settimo principio guida: tutela della libertà e di un reale pluralismo dei mezzi di informazione

PDP (Partito Democratico Progressista). L’ottavo principio guida: realizzazione di politiche ambientali per la tutela del territorio nazionale, europeo e mondiale .

Altri cittadini, pur condividono tutto l’impianto di fondo del costituendo PDP (cosi come presentato in 21 landmarks scaricabili da www.partitodemocraticoprogressista.it), pensano però che il nome di questo nuovo soggetto dovrebbe piuttosto essere PSL, Partito Social Liberale.
C’è poi chi propone altri nomi.
E ci sono anche i cittadini, i partiti, i movimenti e le associazioni riuniti in consorzi provvisori come “Unione di Scopo” (ed altri raggruppamenti simili, da tempo dialoganti con la comunità rooseveltiana) che ancora non hanno deciso quale nome dovrebbe avere una nuova soggettività politica come quella di cui stiamo parlando.
Il nome definitivo lo decideranno i costituenti, appositamente riuniti in Assemblea.
Ma “Il Partito che serve all’Italia” non potrà che essere sostanzialmente democratico, radicalmente popolare (che è altra cosa rispetto a “populista”), libertario, pluralista, laico e social-liberale.
E sarà un Partito con molte correnti, tutte legittime ed esplicitamente ammesse e incoraggiate a rappresentare le differenti articolazioni di una proposta politica fortemente unitaria, seria e lungimirante.
Una corrente sarà appunto quella di coloro che vorrebbero dare all’intero partito il nome di PDP. E che se anche alla fine non riuscirà ad imporre tale denominazione come generale, per la “casa di tutti”, la terrà per sé come “componente correntizia”.
Un’altra, che vedrà presto la luce, cercherà di far prevalere il nome di “Partito Social Liberale”.
Gli amici di “Unione di Scopo” (coordinati da Roberto Quaranta) ed altri soggetti analoghi saranno invitati ad iscriversi all’Assemblea costituente di questa “Cosa” ancora senza nome ratificato, ufficiale e definitivo, con la prospettiva di affermare il proprio nome o altro che volessero proporre.
E lo stesso avverrà per tutti quegli ex appartenenti a partiti e movimenti di varia collocazione sullo spettro politico italiano o per i titolari di partiti, movimenti e associazioni desiderose di partecipare alla costruzione di qualcosa di più grande e utile per l’Italia.

PS: invitiamo anche alla lettura di:

A proposito di Enrico Berlinguer, Aldo Moro, del patto Lega- 5 Stelle e dell’Italia che vogliamo nel XXI secolo

 

 

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE (www.democraziaradicalpopolare.it)

[ Articolo del 12 maggio 2018 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per comunicazioni, scrivete a: info@democraziaradicalpopolare.it