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Giusto Rigore e/o Demagogia nella Repubblica degli sprechi? Commento a “Così fanno la cresta sui portaborse” by Cristina Cucciniello per l’ESPRESSO del 20 luglio 2011 e a “Gli stipendi da dimezzare”by Mario Pirani per REPUBBLICA del 20 luglio 2011

 

 

 

 

Alla fine della lettura di “Così fanno la cresta sui portaborse” by Cristina Cucciniello per l’ESPRESSO del 20 luglio 2011 (lettura che caldamente raccomandiamo), non c’è nulla da aggiungere o da eccepire.
Bello il pezzo, lucida e sagace l’autrice, convincenti le conclusioni implicite ed esplicite, che rimandano ad una delle tante condotte truffaldine e predatorie dalla squalificata casta politica italiana attuale.

Se si passa all’analisi di “Gli stipendi da dimezzare” by Mario Pirani per REPUBBLICA del 20 luglio 2011, le considerazioni sono invece più variegate.
Ottimi la penna e lo stile del blasonato Pirani, uno dei “grandi vecchi” del giornalismo nostrano, non tutte condivisibili le riflessioni, pur all’interno di una generale onestà intellettuale di chi le propone.
Il fatto è che è diventato insopportabile dover leggere o ascoltare (non dalla penna di Pirani, certo, ma da quella di politici o cortigiani di regime, si, eccome) questa nenia inconcludente a proposito dei tagli della politica, che tutti in teoria approvano e nessuno si sogna di fare ( e se la facesse, sarebbe anche peggio).
Addirittura, tagli delle rappresentanze parlamentari (da ridurre drasticamente di numero, secondo il genio di alcuni) oltre che di stipendi e di indennità.
Puttanate.
Squallide, ipocrite e demagogiche puttanate, sopportabili se espresse in buona fede da un opinionista di valore come Pirani, assolutamente indigeribili nella formulazione truffaldina che ne offrono alcuni mediocri protagonisti della vita pubblica.
Alle cittadine e ai cittadini italiani non andrà mai giù il ladrocinio legalizzato e lo sfruttamento del lavoro altrui, così come viene illustrato nel bell’articolo di Cristina Cucciniello sopra citato.
Capiamo e condividiamo anche la logica coerente di Mario Pirani, allorché dice che, se tutte le categorie di lavoratori e pensionati italiani vengono tartassati e penalizzati da nuove tasse o tagli al welfare e ai vari servizi pubblici, allora anche la classe politica deve dare il buon esempio, sacrificando parte delle sue entrate e benefits.
Ma il punto è che, a monte, NOI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE NON CONDIVIDIAMO questa politica dissennata e condivisa BIPARTISAN da destra a sinistra, di una assoluta necessità di massacrare ulteriormente lo stato sociale e la capacità di sopravvivenza e consumo delle classi medie, per non parlare di quelle medio-basse, basse e bassissime.
Depressione, deflazione, future svendite di beni e servizi pubblici mascherate da sagge PRIVATIZZAZIONI, abbassamento a livelli ridicolo del costo della manodopera, sfruttamento delle classi lavoratrici?
NO, GRAZIE!
Proponiamo altre ricette NOI, per il rilancio economico della penisola italiana (e in futuro ne proporremo per l’Europa tutta, giacché certe questioni macroeconomiche non si possono più affrontare e risolvere a livello soltanto nazionale).
In proposito, si leggano le parti già rese pubbliche delle 10 Serie di Proposte per il Governo dell’Italia dal 2011 in poi,  da Democrazia Radical Popolare al Nuovo Centro-Sinistra (da costruire sulle ceneri del Vecchio).
E a tutto ciò, a questo SFASCIO dei servizi e dei consumi, per sovra-mercato, si vorrebbe aggiungere anche la riduzione subdola del valore rappresentativo dei Parlamenti, demagogicamente snelliti di diverse unità (con risparmi risibili sul bilancio statale), così da renderli ancor più deboli e servili nei confronti di capi partito e di lobbies nazionali e sovra-nazionali?
NO, GRAZIE!
Noi di D.R.P. crediamo nella DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA.
E più parlamentari si eleggono (entro i limiti del buon senso e del corretto funzionamento assembleare di essi), meno oligarchico è il potere legislativo che deve tradurre in provvedimenti iniziative volte al bene della collettività; meglio possono essere testimoniati a livello nazionale i bisogni delle singole comunità che non trovano adeguato spazio a livello locale o regionale, per ragioni varie.
E vorremmo/esigeremmo deputati e senatori che non si impiccino di tangenti, consulenze e favoritismi vari, alla continua ricerca di denari extra per fare politica (oltre che per arricchirsi personalmente).
No, caro buon Pirani, Noi e il popolo italiano i parlamentari saremmo anche disposti a pagarli il doppio (altro che stipendi da dimezzare) di quanto sono pagati attualmente, ma pretendendo contestualmente che, per ogni giorno non giustificato (seriamente e rigorosamente) di assenza dall’aula perdessero una quota di emolumenti.
Saremmo disposti a pagarli di più di ora, così da consentirne l’assoluta autonomia politica e rappresentativa (altrimenti la politica, che costa, finirebbero per farla solo i notabili ricchi di risorse private), ma a patto di porre fine ad una serie di micro-conflitti di interesse che riguardano tutte le categorie professionali che si costituiscono in “cartelli corporativi” tra Camera e Senato (avvocati, giudici, medici, professori universitari, imprenditori di specifici settori, etc.)
Vorremmo rappresentanti del popolo che fossero professionisti della politica, ben remunerati, dotati dei necessari benefits, ma in grado di legiferare rapidamente e liberamente su materie di interesse pubblico, senza essere ricattati da ordini/gruppi di avvocati, giudici, medici, etc. che ne controllino e limitino l’operato in nome di interessi privati e corporativi.
Soprattutto, vorremmo leggi draconiane contro la corruzione dei rappresentanti del popolo che, una volta condannati per abusi connessi al proprio ruolo, fossero interdetti automaticamente in perpetuo dai pubblici uffici.
Diciamo invece basta a queste maleodoranti litanie in ordine al dimezzamento dei parlamentari (sai che risparmio?! Basta una mezz’oretta di speculazioni mirate contro il debito sovrano italiano per annullarne il beneficio…) e a pesanti decurtazioni dei loro stipendi.
Questa sarebbe soltanto la via maestra per rendere ancora più deboli, ricattabili e corruttibili deputati e senatori, necessitati ancor più di adesso ad infeudarsi e noleggiarsi o vendersi ai migliori offerenti fra i gruppi di interesse particolare che gli ronzano attorno.
Meditate gente, meditate.
E facciamola finita con la facile demagogia.

 

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per comunicazioni, scrivete a: info@democraziaradicalpopolare.it