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Gioele Magaldi appoggia Pierluigi Bersani?

 

 

 

 

Riceviamo dal nostro leader Gioele Magaldi la seguente comunicazione pervenutagli come aggiornamento e-mail proveniente da facebook:

“Ciao Gioele,
Fabio Castellucci ha commentato il tuo stato.
Fabio ha scritto: "davvero DEMORALIZZANTE vedere Gioele Magaldi che appoggia Bersani...

Fesso io che mi ero illuso che esistessero diverse massonerie...

Una sola ne è rimasta.
Quella che fa finta di essere tante cose ma alla fine appoggia solo il POtere che opprime..."

Ora, se qualcuno è interessato a sapere ufficialmente come la pensa Gioele Magaldi su Pierluigi Bersani e le sue scelte politiche come segretario PD, può chiedergli un’intervista pubblica oppure sottoporgli un interrogativo privato tramite mail, sms, messaggio fb e così via. Ammesso che Magaldi abbia il tempo e la voglia di rispondere, sia in termini privati che pubblici.
Per quanto ci risulta, infatti, non esiste una presa di posizione recente di Magaldi su questo tema.
E nemmeno esiste un pronunciamento simile da parte di Grande Oriente Democratico che, in quanto movimento massonico d’opinione, si interessa di faccende della POLIS soltanto da un punto di vista meta-politico, meta-partitico, civile e culturale.
Pertanto, ci viene in mente che il buon Fabio Castellucci evocato nella comunicazione facebook riportata sopra, credendo di riferirsi a Gioele Magaldi o ai Massoni di GOD, in realtà facesse riferimento a

Democrazia Radical Popolare, per le primarie del Centro-Sinistra sceglie senz'altro di votare Pierluigi Bersani (pur con tutti i limiti e gli errori fatti nell'appoggiare il Governo Monti e nel far approvare fiscal compact, pareggio di bilancio costituzionale, etc.), ritenendo sinora inadeguate le candidature di Renzi, Vendola ed altri. E si complimenta per l'esordio di PUBBLICO, giornale diretto da Luca Telese (clicca per leggere).
Ma, e lo ribadiamo per l’ennesima volta, non è corretto confondere le posizioni di GOD con quelle di DRP (Democrazia Radical Popolare ha fra i suoi sostenitori e simpatizzanti soprattutto cittadine e cittadini profani, oltre che alcuni e solo alcuni liberi muratori di area GOD ed extra-GOD).
Né è corretto immaginarsi che qualunque cosa venga pensata e scritta a firma redazionale di DRP debba essere automaticamente coincidente con le idee del suo leader Magaldi o con quelle di tutti i simpatizzanti di questo meta-partitico movimento d’opinione.
Perciò, facciamo presente al buon Fabio Castellucci e a tutti coloro che in queste ore discettano in modo saccente – senza averlo personalmente consultato in merito – su quali siano le ultime impressioni di Gioele Magaldi intorno al PD e al suo segretario Pierluigi Bersani, che prima di mettere in bocca a qualcuno determinate convinzioni è sempre meglio essere molto prudenti.
Anche perché il rapporto di Gioele Magaldi con coloro che si muovono nell’area di GOD o di DRP non è affatto analogo a quello di Paolo Barnard con i suoi seguaci più adoranti e pretoriani o di Beppe Grillo con i suoi grillini più acritici.
Gioele Magaldi, cioè, è un uomo che ama sinceramente la libertà (anzitutto quella altrui), la democrazia e il pluralismo: perciò gli ripugnerebbe che i suoi collaboratori e simpatizzanti si sentissero obbligati a pensarla esattamente come lui o, peggio, ad auto-censurarsi quando dissentono o diversificano il proprio pensiero da quello del “capo”.
Naturalmente, però, anche lui si riserva di prendersi la piena responsabilità unicamente di quelle affermazioni che provengono direttamente dalla sua penna o dalla sua bocca.
Il che non toglie l’ovvia vicinanza (ma non assoluta coincidenza) tra le idee di tutti coloro che fanno capo a DRP sul piano politico e a GOD sul piano massonico, Magaldi incluso.

Nella specifica fattispecie, Fabio Castellucci (preso come esempio di una casistica più ampia) non attribuisca alla massoneria di GOD o a Gioele Magaldi posizioni che essi non hanno mai esplicitato.

Alcuni di Noi di DRP, invece, rivendicano pienamente le prospettive politiche enucleate in

Democrazia Radical Popolare, per le primarie del Centro-Sinistra sceglie senz'altro di votare Pierluigi Bersani (pur con tutti i limiti e gli errori fatti nell'appoggiare il Governo Monti e nel far approvare fiscal compact, pareggio di bilancio costituzionale, etc.), ritenendo sinora inadeguate le candidature di Renzi, Vendola ed altri. E si complimenta per l'esordio di PUBBLICO, giornale diretto da Luca Telese (clicca per leggere)

DRP a Pierluigi Bersani (e a Stefano Fassina, Matteo Orfini, Andrea Orlando, con gli altri aspiranti progressisti del PD): attenzione al progetto oligarchico, tecnocratico e consociativo di Mario Monti (clicca per leggere)

DRP: Bersani, Renzi, Vendola, Fassina, bene così, tra sana dialettica, pluralismo e proposte alternative all’Agenda Monti. Ma si inviti anche Di Pietro a partecipare alle primarie di coalizione (clicca per leggere).
Ma a patto che si sappia anche ricordare che Democrazia Radical Popolare non ha mai fatto sconti a nessuno su nulla, e ben prima di altri ha denunciato l’insopportabile stoltezza del PD (e di Pierluigi Bersani in testa) nell’avallare le politiche economiche del Governo Monti, approvazione del pareggio di bilancio costituzionale e del fiscal compact prima di ogni altra cosa.
Si vedano in proposito

Due Asini, un Mezzo Marpione e uno Spregiudicato Manipolatore: Angelino Alfano e Pierluigi Bersani, Pierferdinando Casini, Mario Monti (clicca per leggere)

DRP: Domande del 10-11 marzo 2012 ai Parlamentari Felloni e Insipienti (specie a quelli sedicenti progressisti) che hanno approvato il Pareggio di Bilancio Costituzionale (clicca sopra per leggere)

Bersani, Fassina, D’Alema Progressisti per interposta persona (Hollande) (clicca per leggere)

e altri numerosi interventi simili.

Dopo di che, nella nostra ostinazione a voler rigenerare il Partito Democratico in senso autenticamente progressista, cioè nella direzione – questa si esplicitamente indicata dal nostro leader Gioele Magaldi- prospettata in

Editoriale del 14 ottobre 2011: "Se esistesse un Nuovo Centro-Sinistra, italiano, europeo e statunitense, avrebbe un'autostrada e archi di trionfo davanti a sè, in questi tempi di fallimento del neoliberismo di destra e dei suoi derivati" di Gioele Magaldi (clicca per leggere)

Editoriale del 22 febbraio 2012: "Socialismo Liberale. Non Socialdemocrazia in senso classico e nemmeno Terza Via di Anthony Giddens e della defunta ditta Bill Clinton-Tony Blair", di Gioele Magaldi (clicca per leggere),

c’è evidentemente una convinzione di fondo che a cittadini pur carichi di passione e slancio civile (uniti a sdegno generalizzato contro i “vecchi partiti”) come Fabio Castellucci sfugge.
La convinzione è la stessa che ci ha spinto a scrivere

Un Nuovo Fronte Progressista per l'Italia (e l'Europa). Parte I (clicca per leggere).

La questione è molto semplice.
Se alle prossime elezioni il Movimento 5 Stelle da una parte prende un risultato grandioso (vogliamo fare il 20%?, vogliamo azzardare anche superiore al 20%?), ma il fronte (finora solo sedicente) progressista (PD+SEL+IDV+ Socialisti + altri) ottiene un risultato mediocre, la conseguenza sarà la formazione di un nuovo governo consociativo e tecnocratico, con Mario Monti al Quirinale, e un suo uomo di fiducia a Palazzo Chigi.
Viceversa, se il fronte progressista diventa tale di nome e di fatto, integrando e ampliando le considerazioni fatte da Stefano Fassina a proposito della necessità di “rottamare l’Agenda Monti” (e perché ciò accada è necessario che le primarie le vincano Pierluigi Bersani o Nichi Vendola, non Matteo Renzi), allora sarà possibile un nuovo scenario che rivendichi un cambio di paradigma politico-economico per il Bel Paese (dentro una nuova casa europea, come preferiamo Noi, o uscendo fuori dall’UE come auspicano i sovranitaristi di varie latitudini).
E nel contesto di un fronte progressista vittorioso, ma comunque soggetto alle mille pressioni extra-italiane che cercheranno di minarne l’eventuale maggioranza parlamentare, sarà anche pensabile che il Movimento 5 Stelle, in luogo di aspirare ad un impossibile 51% di consensi nel lontano 2050, accetti di collaborare hic et nunc con altri partiti (progressisti) alla rigenerazione politica, civile e culturale della Penisola.
Perché si, Noi di DRP crediamo che la vita democratica richieda la mediazione e l’accordo politico tra più partiti di area progressista da una parte, contrapposti a partiti di ispirazione conservatrice dall’altra, in un agone pubblico dove ciascuno cerchi liberamente il consenso elettorale dei cittadini.
Quando invece sentiamo dire che le differenze tra sinistra e destra (in senso democratico), tra progressisti e conservatori, non esistono più e che bisogna affidarsi a nuovi movimenti post-moderni che non sono né di destra né di sinistra, non solo dissentiamo, ma ci dichiariamo preoccupati per il futuro della democrazia.
Infatti, i movimenti che non sono né di destra né di sinistra finiscono per diventare formazioni al servizio di leadership autoritarie, manipolatrici e personalistiche che ripugnano alla nostra visione della vita della POLIS.
In questa prospettiva, auspichiamo che Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio possano trasformare il MOV. 5 Stelle in una formazione politica con uno statuto chiaro e pluralista (altro che “non statuto”, il quale serve a rendere il movimento una monarchia assoluta in cui tutti i sudditi sono uguali, ma c’è il leader carismatico/monarca con il suo consigliori che sono più uguali degli altri) e con una piattaforma programmatica meno vaga, generica, qualunquista e studiatamente ingenua.
Dichiariamo d’altronde, in ciò pienamente d’accordo con Grillo e grillisti, che l’eventuale permanenza dell’Italia in una diversa forma di Stato europeo (non certo questa UE matrigna, vessatrice e tecnocratica) andrà verificata mediante consultazione referendaria del popolo sovrano e non già deciso mediante intesa fra alcuni gruppi oligarchici sovra-nazionali e un pugno di governanti eletti pro-tempore.
Meglio ancora, se c’è una cosa che ci piace molto delle proposte grilline è la richiesta di aumentare il tasso di partecipazione reale di tutti i cittadini alle dinamiche decisionali della POLIS. Ciò, da conseguirsi anche attraverso forme di referendum propositivi su ogni genere di materia legislativa ed eliminando il quorum sia per questi che per i referendum abrogativi.
In questo modo, tanto i sostenitori dei “no” che quelli dei “si” rispetto a qualsivoglia quesito referendario sarebbero costretti a mobilitarsi in prima persona e a non poter cavalcare la disinformazione mediatica e la conseguente diserzione delle urne come strumento per rendere nulla la consultazione popolare.

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE (www.democraziaradicalpopolare.it)

[ Articolo del 10-14 ottobre 2012 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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