Content Banner  

 

Fabio Scacciavillani e la MMT. Commento di Democrazia Radical Popolare a “Forza Zecca! Berlusconi lancia la MMT”, articolo del 4 giugno 2012 by Fabio Scacciavillani per IL FATTO QUOTIDIANO

 

 

 

 

L’altra volta, del prode Scacciavillani, Chief Economist Fondo d'investimenti dell'Oman prestato al giornalismo, si occuparono da par loro i Fratelli Massoni di Grande Oriente Democratico (www.grandeoriente-democratico.com) con il sagace

Commento di Grande Oriente Democratico a "MMT, per i miracoli ci stiamo attrezzando", articolo del 6 marzo 2012 by Fabio Scacciavillani per IL FATTO QUOTIDIANO (clicca sopra per leggere).

Questa volta, brevemente (perché tanto il gioco di cotanto cerbero del neoliberismo dogmatico è scoperto e persino grottesco), ci occuperemo Noi di indirizzargli qualche adeguato pensierino.

Intanto, osserviamo che Scacciavillani pare francamente ossessionato dalla MMT.
Anche quando la Modern Money (o Monetary) Theory centra poco o nulla.
Come mai questa ossessione?
Forse che i danti causa di questo signore sono alquanto preoccupati che una simile teoria (elaborata da economisti di prestigio, mentre al massimo le competenze del “nostro” sono quelle di un “friedmaniano” all’amatriciana) possa incrinare il patrimonio teologico-economico imperante da decenni in Occidente?
Come che sia, Scacciavillani si è prodotto nel seguente pezzo:

“Forza Zecca! Berlusconi lancia la MMT”, articolo del 4 giugno 2012 by Fabio Scacciavillani per IL FATTO QUOTIDIANO (clicca sopra per leggere).

Mediante esso, il suo autore cerca pateticamente di buttarla in caciara, inviando messaggi obliqui (e nemmeno troppo) agli amici del Fatto Quotidiano e all’intellighenzia economica di sinistra.
Il nostro valoroso investitore dei fondi dell’Oman (un paese asiatico governato da un Sultano assolutista) ammicca a sinistra e cerca di imbrogliare le carte con i suoi sillogismi difettosi (diconsi paralogismi): Berlusconi lancia la MMT, Berlusconi è cattivo, immorale, poco credibile, dunque questa è la prova definitiva che anche la MMT è cattiva, immorale e poco credibile…
Invece sarebbe buono, morale e credibile il Sultano dell’Oman con ì suoi cortigiani asserviti di vario rango (tra cui campeggia lo stesso Scacciavillani)…
Peccato che le cose non stiano esattamente come ci racconta questo pseudo-giornalista e cattivo imitatore della logica aristotelica.
Berlusconi non ha affatto lanciato la MMT.
Non l’ha nemmeno menzionata.
Si è limitato a fare osservazioni un po’ imprecise (la Banca d’Italia non può stampare euro, semmai potrebbe farlo con la lira, se si tornasse a tale valuta), ma sostanzialmente ragionevoli intorno al disastro provocato dalle tecnocrazie europee con la loro politica austera, deflattiva, recessiva e depressiva.
Oppure Scacciavillani non si è accorto che i dogmi imperanti nell’attuale UE sono gli stessi cari alla sua Weltanschauung da “Chicago Boy”, applicati urbi et orbi negli ultimi decenni dal Fondo Monetario Internazionale e fonte ovunque di immani disastri sociali per le popolazioni interessate?
Naturalmente Berlusconi non è credibile –come lo è poco anche Tremonti – quando dice ora o diceva in passato peste e corna della governance europea in termini sostanzialmente stucchevoli e velleitari.
Ciò, perché il compito di uno statista, di un ministro o di un capo di partito non è ululare alla luna, bensì tradurre in pratica i propri convincimenti teorici, ammesso che li abbia.
E quando Berlusconi era Presidente del Consiglio e Tremonti Super- Ministro dell’Economia, a parte qualche mugugno malmostoso, non ci sembra che siano andati in Europa a sbattere i pugni sul tavolo, dicendo:  o si cambia registro o noi usciamo dall’eurozona.
Tremonti, nel suo ultimo e apprezzabile libro Uscita di sicurezza, Rizzoli Editore, ha riprodotto diversi documenti che testimoniano del suo antico dissenso rispetto alle politiche globali imposte dalla Finanza Mondiale iper-mercatista e avallate dalle principali Istituzioni Finanziarie Sovra-Nazionali. Ma poiché il suo ruolo, negli ultimi anni, non è stato quello di un intellettuale salottiero, bensì quello di un influente politico (rispettato e apprezzato a livello internazionale), in quella veste avrebbe dovuto difendere le sue idee in modo meno blando e facendone il presupposto della stessa strategia diplomatica dell’Italia, in Europa e in Occidente, pronto a dimettersi se tale linea non fosse stata accolta.
Invece, tutti rammentiamo che, mentre Tremonti si limitava a mugugnare all’estero sui mali di una globalizzazione mal interpretata, in patria realizzava una politica di puro rigorismo contabile (a base di scellerati tagli lineari alla spesa pubblica), che nulla ha da invidiare all’isteria da austerità imposta dal Governo Monti.
E tanto basti per i maggiori protagonisti delle politiche economiche del PDL e i loro seguaci e sodali, i quali, nonostante le postume lamentele, a fine estate 2011 avevano comunque interiorizzato i diktat del famigerato Memorandum BCE e, insieme al PD, hanno votato recentemente il Pareggio di Bilancio Costituzionale senza battere ciglio.
Gente screditata, dunque, anche se si fa sempre in tempo a rinsavire.
Ma sia il Memorandum di Draghi e Trichet che la follia del Pareggio di Bilancio Costituzionale (tutte cose certamente gradite allo Scacciavillani) sono lontani anni luce dalla MMT.
Tornando a “Forza Zecca! Berlusconi lancia la MMT”, articolo del 4 giugno 2012 by Fabio Scacciavillani per IL FATTO QUOTIDIANO (clicca sopra per leggere), l’autore di questo pezzo, come è suo solito, racconta i fatti in modo superficiale, distorto e mistificatorio.
Scacciavillani asserisce che “Raiset” (cioè Rai berlusconizzata e Mediaset) avrebbero lanciato Paolo Barnard prima a Canale 5, poi su Rai 2.
Il nostro astuto e bugiardo ometto, tuttavia, omette di raccontare che l’unica presenza di Barnard a Canale 5, nella trasmissione “Matrix”, risale ad un bel po’ di tempo fa. E che in quell’occasione, il conduttore Alessio Vinci ebbe per Barnard un’accoglienza tutt’altro che amichevole, costringendo quello che viene sprezzantemente definito “guru della moneta filosofale” (in realtà un uomo scontroso e ostico, ma anche coraggioso, contro-corrente, solitario e privo dei finanziamenti miliardari del Sultano dell’Oman…) a difendersi alla meno peggio rispetto all’ostilità in studio per sé e per le proprie idee.
Più degna e corretta la recente conduzione di Gianluigi Paragone a “L’ultima parola” su RAI 2.
Peccato che Scacciavillani si scordi di dire che, nel frattempo, tra una trasmissione televisiva e l’altra sono passati molti mesi e che nessuno straccio di giornale (a parte un trafiletto sul Fatto Quotidiano) rivista o trasmissione televisiva Mediaset, Rai, Sky, de La7 o di altri circuiti si sia presa la briga di menzionare all’opinione pubblica (come sarebbe stato suo dovere) l’evento del Summit MMT che si è svolto a fine febbraio 2012 in quel di Rimini.
Strano modo di sponsorizzare qualcuno sulle bancarelle Raiset, quello di censurarlo in modo assoluto anche quando invita in Italia economisti di fama mondiale per discutere di temi di rilevanza attualissima.
Ma, appunto, a Scacciavillani difetta la logica o, più plausibilmente, interessa spacciare la sua retorica mistificatrice a qualunque costo, da buon sofista spregiudicato e arrogante.
Ora se per la demistificazione delle critiche di costui (argomentate in modo inconsistente e risibile) alla MMT rimandiamo ad una puntuale lettura di

Commento di Grande Oriente Democratico a "MMT, per i miracoli ci stiamo attrezzando", articolo del 6 marzo 2012 by Fabio Scacciavillani per IL FATTO QUOTIDIANO (clicca sopra per leggere),

per concludere questo nostro contributo odierno, vogliamo ricordare l’ultima performance televisiva dello stesso Scacciavillani, qualche settimana fa, durante la trasmissione Piazza Pulita su La7.
Intervistato sul punto dal bravo Formigli, il nostro “Chicago Boy” ha spiegato che gli investimenti dell’Oman (da lui coordinati) vanno in paesi africani e asiatici, non certo in Occidente.
Capito bene?
Gli investimenti dell’Oman vanno in quei territori dove non esiste sindacato né diritti dei lavoratori, dove bambini e adulti vengono sfruttati come bestie con salari da fame e dove la democrazia liberale non ha mai nemmeno lontanamente attecchito.
E questo è stato consentito da una globalizzazione delle merci e dei capitali (a favore della quale Noi siamo e sempre saremo) che non è stata accompagnata da una globalizzazione dei diritti politici ed economici (che Noi riteniamo parimenti imprescindibile), con il risultato che la de-localizzazione della produzione genera concorrenza sleale ai danni dell’Occidente democratico, liberale e sindacalizzato, mantenendo in condizioni servili e subumane i ceti proletari del Terzo e Quarto Mondo.
Il “Paese della cuccagna”, che secondo Scacciavillani sarebbe l’orizzonte fumoso dei propositi di Berlusconi e della MMT (indebitamente accostati), è invece, concretamente, ogni nazione che disciplini il lavoro in modo da favorire spregiudicati negrieri del Terzo Millennio, come i simpatici cortigiani del Sultano dell’Oman, che vanno ad investire ovunque si possa adoperare manodopera servile e senza tutele.
E in luogo di dare con facile ironia del “satrapetto” a Berlusconi, codesto Villan rifatto di Fabio Scacciavillani si preoccupi del suo status di manutengolo di un Sultanato asiatico dispotico, liberticida e arcaico, spregiatore della dignità umana sia in patria che all’estero, come pure tale dignità era disprezzata nel Cile di Pinochet ammirato da Milton Friedman, Friedrich von Hayek e Margaret Tatcher.

 

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE (www.democraziaradicalpopolare.it)

[ Articolo del 4-6 giugno 2012 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per comunicazioni, scrivete a: info@democraziaradicalpopolare.it