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Enrico Letta:  un magliaro con il pennacchio e il cappello in mano, che va in giro a svendere quote strategiche di aziende pubbliche ad amici e ad amici degli amici e pretende anche il plauso dei suoi connazionali per gli spiccioli racimolati su Alitalia

 

 

 

 

Ci si ricordi sempre chi è Enrico Letta e quale sia il suo mandato a Palazzo Chigi.
Per ricordarselo, di tanto in tanto si rilegga

Enrico Letta, un Para-Massone diligente, mediocre, subalterno e servizievole, all'Obbedienza dei circuiti massonici sovranazionali più reazionari e antidemocratici (clicca per leggere)

Il para-massonico governo del Para-Massone Enrico Letta si configura come un Monti-bis con qualche foglia di fico,  segnato dalla pesante tutela tecnocratica e anti-crescita del Massone Mario Draghi, esercitata per mezzo del suo fido scudiero, il Massone Fabrizio Saccomanni, nominato Ministro dell’ Economia in barba ai desiderata del Massone Berlusconi (clicca per leggere).

Ebbene, in queste ore si parla tanto dei “soldi degli emiri” che arriverebbero in Italia, recando posti di lavoro (ma de che?) e grandi benefici per la collettività (ma quali?).
Tutto ciò (ma cosa?) grazie alla sapiente azione diplomatica di Letta Junior…
Roba da pazzi!
I veri interessi in campo sono invece correttamente riassunti in

“I VU CUMPRÀ SIAMO NOI - NELL'ANSIA DI SALVARE LA SCASSATISSIMA ALITALIA DEI PATRIOTI IN BALLO LA VENDITA AL FONDO SOVRANO DEL KUWAIT DI UNA QUOTA DI CDP RETI (A CUI SONO INTERESSATI ANCHE I CINESI), CHE DETIENE IL 30% DI SNAM…”, pezzo del 4 febbraio 2014 per DAGOSPIA (clicca per leggere).

Ma il titolo dato da Dagospia all’originario articolo di Stefano Sansonetti per “La Notizia” (www.lanotiziagiornale.it) non è del tutto appropriato.
Infatti, il succo delle transazioni con gli Emirati Arabi non consiste effettivamente nella vendita di quote Alitalia che il governo, come un “vu’cumprà” qualsiasi, sarebbe ansioso di sbolognare. Questo, semmai, è solo lo specchietto per le allodole italiche…
La vera sostanza degli affari in campo è ben altra, e si tratta di qualcosa che va a tutto vantaggio degli Emiri, trattandosi di dismissioni per pochi denari di assets strategici di proprietà pubblica.
Ne parla lucidamente proprio un altro articolo apparso su www.lanotiziagiornale.it:

“Regali di Stato per salvare la faccia”, articolo del 4 febbraio 2014 by Gaetano Pedullà su LA NOTIZIA (clicca per leggere/visionare),

che integralmente riportiamo:

 

di Gaetano Pedullà

“Il premier Letta è tornato dal Golfo cantando vittoria. Come riportano in bella evidenza i giornali di oggi, gli arabi investiranno in Italia. Ma c’è davvero da festeggiare? Ai petrodollari qui siamo abituati da tempo, da quando la Fiat non storceva certo il naso davanti a un socio come Gheddafi. Dunque ben vengano – e ci mancherebbe, con questi chiari di luna – i soldi degli Emirati. Il punto però è un altro: quanti soldi arriveranno davvero? E in cambio di cosa? A quanto riferito dallo stesso governo l’investimento del Fondo sovrano sarà di 500 milioni. Meglio di un pugno nello stomaco, è chiaro, ma parliamo di una somma assolutamente insufficiente per dare uno stimolo significativo alla nostra economia. Va be’, chi spende poco perlomeno prenderà poco, direte voi. E invece qui le cose cambiano, ovviamente a svantaggio dell’Italia. Se gli arabi faranno una mossa di grande effetto mediatico, salvando l’Alitalia con i soldi della loro compagnia Etihad, in modo molto più discreto hanno ottenuto di poter comprare a due soldi asset strategici e redditizi, soprattutto nelle reti di energia (settore che conoscono bene) in Snam e Terna. Di regali, insomma, non ce ne fa nessuno. A rendersene conto, usando parole inedite a Strasburgo, è stato ieri il nostro Capo dello Stato, grande sponsor dei governi del rigore (Monti) e della stabilità (Letta). Appurato che di troppo rigore si muore e la stabilità serve a poco se si resta immobili, Napolitano ha messo in guardia tardivamente l’Europa, chiedendo meno vincoli per far ripartire il Paese. I buoi però ormai sono scappati e alle prossime elezioni nel parlamento europeo ci sarà ben altro che i quattro contestatori euroscettici della Lega visti ieri in azione. Perché mentre i grandi capitali ci conquistano e l’Europa ci dissangua gli elettori hanno capito che andando avanti così non si va più molto lontano.

 

Insomma, dopo Poste Italiane e in attesa di dismettere/regalare ai soliti amici e amici degli amici (e questi regali non si fanno gratis, da parte dei maggiordomi e camerieri che siedono nel Consiglio dei Ministri, ma ricevendo tanti bei bonifici estero su estero da parte dei compratori…) anche quote importanti di Eni, Enel e Finmeccanica, ecco che ci apprestiamo a svendere rilevanti porzioni di SNAM e TERNA.
E quel mascalzone magliaro di Enrico Letta vorrebbe anche il plauso dei suoi connazionali?

 

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE (www.democraziaradicalpopolare.it)

[ Articolo del 3-5 febbraio 2014 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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