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“Draghi, la seconda grande svolta”, di Piergiorgio Gawronski  (con commento di DRP)

 

 

 

 

Qualche giorno fa, supponiamo tra il serio e il faceto (specie quando presentava come buona notizia l’inserimento di un trombone sfiatato come Guido Tabellini nella cosiddetta squadra economica di Renzi), l’ottimo PierGiorgio Gawronski pubblicava

“Draghi, la seconda grande svolta”, articolo dell’8 settembre 2014 by PierGiorgio Gawronski per IL FATTO QUOTIDIANO (clicca per leggere).

Riteniamo tutto il pezzo, appunto, semi-serio e ricco di allusioni sottili alquanto ironiche e umoristiche, con quella finezza è consueta all’autore.
Ce lo fa pensare anche il riferimento gawronskiano a un suo passato contributo come

“La dittatura di Draghi”, articolo del 27 luglio 2012 by PierGiorgio Gawronski per IL FATTO QUOTIDIANO (clicca per leggere),

dove si articolava icasticamente il ragionamento - in rapporto a Mario Draghi (presidente BCE) a a Edwald Nowotny (membro austriaco del consiglio direttivo BCE e governatore della Banca nazionale dell’Austria) - in questi termini:

 

“Il rialzo di ieri nei corsi della borsa e dei titoli di stato agonizzanti dimostra – meglio di qualsiasi discorso – chi sono i responsabili della crisi finanziaria, qual è la sua natura, e come si risolve.
E’ bastato che Draghi e Novotny parlassero, senza fare nulla, senza spendere un Euro, perché i mercati finanziari passassero dall’ennesimo crollo all’euforia.
Figuriamoci cosa succederà se dalle parole lor signori si degneranno di passare ai fatti. Sta lì, nella BCE, il potere di risolvere o meno la crisi. Il che implica una responsabilità morale enorme: finora non lo hanno fatto. Potevano farlo, ma non lo hanno fatto.”

 

Se così non fosse, però, se davvero Gawronski nutrisse speranze (molto mal riposte) nei riguardi del Mario Draghi reduce da Jackson Hole e di tutti quegli economisti italioti di matrice neoliberista (variamente declinata, da pseudosinistra a pseudodestra), tardivamente e solo in modo stucchevole guadagnati a piccoli frammenti di buon senso (che non significa che siano diventati keynesiani, perché tutti continuano comunque ad insistere con sciagurata sicumera sulla necessità di tagli alla spesa pubblica, sul mantra ossimorico, tautologico e imbecille che recita: “ci vuole la crescita, ma anche il rigore”: tutte cose che il buon J.M. Keynes avrebbe bollato come degli atteggiamenti folli e gravemente inopportuni in un periodo di deflazione e recessione/depressione), dovremmo rimarcare in termini perentori che non vi è stata alcuna vera svolta draghiana né nel 2012 né oggi.
Né poteva esserci, dal momento che Mario Draghi e la sua BCE sono stati coscientemente tra gli artefici della crisi politico-economica europea, senza alcuna reale vocazione a risolverla, ma piuttosto armati del cinico e subdolo intendimento di aggravarla.
L’intervento della BCE nel 2012, per far abbassare lo spread dei vari titoli sovrani europei in sofferenza, è stato messo in atto soltanto dopo che svariate nazioni erano state ormai “commissariate” e avviate verso una tristissima spirale di decadenza  e destrutturazione socio-economica.
Una spirale inaugurata e consolidata proprio tramite il pilota automatico delle famigerate “riforme strutturali” (taglio del welfare, blocco e riduzione dei salari, precarizzazione del lavoro mascherata da flessibilità, peggioramento delle condizioni pensionistiche, drastica riduzione della spesa pubblica con effetti recessivi e deflazionistici inevitabili, accoglimento delle ricette suicidi e infami del Fiscal Compact, nuove privatizzazioni e dismissioni da mettere in cantiere, etc.), aggravate da nuove imposizioni fiscali per abbattere il debito pubblico (che invece è aumentato ovunque, anche grazie alla caduta del PIL…) e dalla reiterata e proterva ignavia nel non prendere alcuna misura efficace per aumentare e migliorare l’accesso al credito da parte delle imprese.
Un pilota automatico, guarda caso,evocato a più riprese proprio dall’ineffabile presidente della Banca Centrale Europea.
E quei commissariamenti (con l’invio di tecnocrati rapaci e/o tramite l’insediamento di politici cortigiani e non meno masnadieri e devastatori) furono scientemente propiziati dal panico da aumento di spread: un’operazione artificiosa e subdola determinata da una cabina di regia di cui lo stesso Draghi era pars magna.
La BCE sarebbe dovuta intervenire tempestivamente nel 2011 o al massimo nei primi mesi del 2012. Nell’estate del 2012, i buoi erano ormai già scappati…mentre i grandi volumi di massa monetaria concessi sempre più a buon mercato sono finiti e continueranno a finire nelle casse del sistema bancario (indifferente alle sorti dell’ “economia reale” e piuttosto propenso ad accantonare riserve e/o a re-investire in qualunque buono del tesoro o mera operazione speculativa abbia un rendimento superiore al costo del denaro preso dalla BCE a tassi ormai prossimi allo zero), non nella pancia di imprese sull’orlo del fallimento per mancanza di finanziamenti e di capacità di consumo delle famiglie, e a causa del mancato pagamento di  crediti vantati da anni presso le pubbliche amministrazioni morose.
Le pseudo-ammissioni implicite su alcuni errori commessi e le vane chiacchiere di Draghi a Jackson Hole (l’incontro annuale dei vari banchieri centrali, che per l’occasione si riuniscono nella suddetta località del Wyoming) e nei giorni successivi, si spiegano chiarissimamente con la necessità di accreditarsi presso l’opinione pubblica europea e mondiale, in questa fase, come il solito “poliziotto buono, o quasi buono o moderatamente cattivo” che si rapporta alla “poliziotta cattiva” Angela Merkel, al “poliziotto più cattivo ancora” Wolfgang Schaüble, a “poliziotti cattivissimi” come Jens Weidmann e compari.
Ecco, allora, che per comprendere il senso degli atteggiamenti attuali di Draghi (che saranno privi di conseguenze sulla ripresa economica, ne stia certo l’ottimo PierGiorgio Gawronski), sarà utile leggersi

Merkel e Draghi, Totò e Peppino uniti a Berlino...(a cura di GOD) (clicca per leggere).

e per rimanere saldi nella corretta percezione di chi sia e cosa persegua Mario Draghi, appare imprescindibile meditare e rimeditare quanto esplicato in

Luigi Pandolfi demistifica magistralmente le ambiguità di Matteo Renzi, gli inganni di Mario Draghi e le ipocrite giaculatorie di tanti contro l'austerity (articolo del 25-30 giugno 2014, clicca per leggere)

Il Fratello Massone Contro-Iniziato Mario Draghi getta la maschera e, con il conforto dei Massoni Tecnocrati in servizio attivo all’ OCSE/OECD (Fratello José Angel Gurria in testa) detta una linea ferocemente austera, neoliberista, recessiva e depressiva per l’economia europea, spacciata subdolamente e falsamente come l’unica via percorribile (articolo del 27 febbraio 2012, clicca per leggere)

Un Massone Manipolatore, Masnadiero, Contro-Iniziato ed Eversivo peggiore di Mario Monti: il Fratello Mario Draghi (articolo del 25-27 luglio 2012, clicca per leggere)

La Raffinata “Truffa” del Venerabilissimo Maestro Mario Draghi & dei suoi Sodali (articolo del 24 agosto-11 settembre 2012, clicca per leggere)

Il Venerabilissimo Mario Draghi, Gran Maestro dell’Austerità e di tutte le province europee (articolo del 12-16 dicembre 2012, clicca per leggere)

Ancora a proposito del Massone contro-iniziato Mario Draghi. GOD presenta “Draghi massacrato dalla tv tedesca”, mentre in Italia tutti o quasi trattano con servilismo il supertecnocrate della BCE (articolo del 12-14 febbraio 2014, clicca per leggere).

Altre che “seconda grande svolta”…non è mai esistita neanche la “prima”…
Tenere basso il livello degli spread tramite la minaccia di un intervento illimitato di ultima istanza è il minimo che una Banca centrale degna di questo nome possa dare.
Far abbassare gli spread solo dopo che il panico artificioso prodotto in loro nome abbia determinato svariate esperienze di golpe politico-tecnocratico e/o di consociativismo al ribasso per destrutturare e impoverire i sistemi economici di diversi paesi, è esattamente il comportamento che ci si poteva attendere da un masnadiero subdolo e manipolatore come Mario Draghi.
Infine, pompare reiteratamente liquidità a bassissimo costo nei forzieri delle banche (misura monetarista e non keynesiana) con l’ingannevole e stralunata motivazione che costoro la faranno poi girare a favore delle imprese e del bene collettivo, rientra perfettamente nel medesimo progetto di destrutturazione e devastazione dell’economia reale del Vecchio Continente implicito nelle politiche di austerity.
Infatti, tale sovrabbondante eccesso di liquidità non sarà utilizzata per migliorare e facilitare l’accesso al credito di famiglie e imprese o per realizzare investimenti strategici in infrastrutture e grandi, medie e piccole opere, ma soltanto per ennesime speculazioni finanziarie e/o per un selvaggio shopping di beni pubblici e di aziende private (ad opera di amici e amici degli amici di Draghi e compagni di merende), condotte al fallimento da coloro i quali, dal 2008/2011 ad oggi, si sono impegnati soprattutto ad aggravare la crisi per finalità inconfessabili e infami.
Come giustamente sintetizza un lucido Giulio Tremonti (per altri versi analista fuorviante della crisi e inadeguato Ministro dell’Economia ai tempi che furono) nel suo ultimo libro:

“L’eccesso di liquidità creata dalla Banca centrale europea abbatte gli spread e spinge verso l’alto i listini di Borsa. Ma è la stessa Bce ad informarci che, nel novembre 2013, ‘i prestiti alle imprese sono calati del 5,9%. La caduta più forte nelle serie storiche disponibili.’ Tutto ciò è applicazione di una stessa formula: più l’economia rischia di stagnare, più si immette liquidità nella finanza. Ma più si immette liquidità nella finanza, più si producono e accumulano all’interno del sistema ulteriori fattori e rischi di crisi. […] si noterà che la stagnazione e la perdurante deflazione impediscono di proseguire nel sentiero di riduzione del nostro debito pubblico. Allora ci diranno che la nostra economia si indebolisce, che il nostro debito pubblico cresce, che così l’Italia non lo può più onorare, che per questo sale lo spread, che per questo dobbiamo fare ‘ancora di più’. Magari sotto la guida e con l’aiuto della Troika.” ( Giulio Tremonti, Bugie e Verità, Mondadori, Milano 2014, pp.41-42 ).

 

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE (www.democraziaradicalpopolare.it)

[ Articolo del 15-17 settembre 2014 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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