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Donald Trump a proposito della Germania merkeliana e delle sue predazioni antieuropeiste per conto terzi…

 

 

 

Tenendo a mente come presupposto quanto veniva illustrato già in

“Germania 1933-1938 e 2005-2012. Da Hitler alla Merkel. Cioè quando i tedeschi diventano teste di ponte di esperimenti oligarchici ed egemonici ai danni dei popoli europei”, articolo pubblicato su GOD il 26 maggio 2012 (clicca per leggere)

 

e poi ribadito con tanti altri interventi sia di GOD che nostri, siamo lieti di mettere in evidenza quanto di recente dichiarato dal nuovo Presidente Usa (entrerà in carica ufficialmente tra una manciata di giorni), il massone ‘maverick & free dog’ Donald Trump.
Trump, infatti, ponendosi da questo punto di vista in termini antitetici rispetto all’ambiguo e inconcludente Obama (che a parte qualche sferzata del Dipartimento al Tesoro statunitense durante la sua presidenza, ha flirtato spesso e volentieri con Angela Merkel, condonandole tutto il condonabile, alla prova dei fatti), ha espresso quanto riportato, ad esempio, in:

“Trump: attacco alla Germania”, articolo pubblicato su Trend on Line da Andrea Mazzalai il 3 gennaio 2016 (clicca per leggere l’articolo in versione integrale).

Riportiamo alcuni stralci del pezzo sopra citato, che rilancia alcune decise prese di posizione del neo-Presidente Usa:

 

In chiusura della sua conferenza stampa prima di partire per il viaggio in Europa, il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha definito il cancelliere tedesco Angela Merkel «il più mio più stretto partner internazionale di questi otto anni» […]
Trump torna all’attacco ma questa volta lo fa dal versante economico e finalmente dal lato giusto, ovvero quello dell’imperialismo economico tedesco…
Donald Trump contro la Germania: «Manipolatrice valutaria, l’Euro ha fatto quello che il Marco libero non avrebbe potuto fare. Se ciò non cesserà, saremo pronti a imporre dazi doganali».
Il Presidente eletto Donald Trump ha dichiarato “guerra” alla Germania. Una guerra economica, ovviamente, com’è tipico del mondo democratico del XXI secolo. Nel suo programma economico, l’allora candidato Repubblicano alla corsa presidenziale metteva in evidenza il grande inganno della Moneta Unica europea: ossia che il suo valore non è dato dal semplice output economico, bensì dalla media delle varie ex-monete precedenti all’unificazione valutaria. In questo modo la Germania si liberò dell’enorme peso del suo vecchio Marco, adottando un Euro molto più leggero – a discapito delle economie sud europee che, al contrario, dovettero sostituire le loro deboli monete con una molto più forte da sopportare.
Non per nulla, nel suo programma Trump denunciava che «la debolezza delle economie dell’Europa meridionale nell’Unione Monetaria Europea tiene un tasso di cambio inferiore rispetto a quello che avrebbe avuto il Marco tedesco come valuta indipendente». Attaccava inoltre il fatto che proprio questo giochetto economico è la ragione principale per cui il deficit commerciale degli Stati Uniti nei confronti della Germania è sempre più aumentato negli ultimi anni.
Da qui la minaccia finale: «Donald Trump ha promesso di usare il suo Dipartimento del Tesoro per marcare ogni Paese che manipola la sua valuta. Ciò consentirà agli Stati Uniti di imporre difensive e compensative tariffe se la manipolazione valutaria non cesserà». Una vera e propria rivalsa verso una Germania che, da quando è entrata in vigore la Moneta Unica, l’ha fatta da padrona in Europa e in tutto il mercato internazionale.
Un per nulla velato attacco non solo al Paese guidato da Angela Merkel, ma a tutto l’apparato tecnocratico dell’Unione Europea. Il senso è chiaro: «L’Euro è un imbroglio nell’economia mondiale, e qualcuno in particolare ci sta guadagnando violando le regole. Quindi, o d’ora in poi seguite le regole o ve la faremo pagare presto».
Le ragioni di questa aggressività verso lo Stato tedesco da parte di The Donald è palese: il suo popolo elettorale è per lo più composto dal ceto medio, categoria sociale più di tutte colpite da questa crisi finanziaria senza fine. Per rispettare gli impegni presi di «fare l’America grande ancora!» e consolidare il proprio consenso deve dare qualche segnale forte, e uno di questi è fronteggiare a viso aperto chi vìola le regole economiche internazionali.

 

Consigliamo comunque la lettura dell’intero:

“Trump: attacco alla Germania”, articolo pubblicato su Trend on Line da Andrea Mazzalai il 3 gennaio 2016 (clicca per leggere l’articolo in versione integrale).

 

LE CITTADINE DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE (www.democraziaradicalpopolare.it)

[ Articolo del 4 gennaio 2017 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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