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Democrazia Radical Popolare solidarizza con l’Appello “Furto d’informazione” sottoscritto da Alberto Burgio, Mario Dogliani, Gianni Ferrara, Luciano Gallino, Giorgio Lunghini, Alfio Mastropaolo, Guido Rossi, Valentino Parlato, rilanciato nel pezzo di Francesco Toscano per IL MORALISTA (www.ilmoralista.it), “Ladri di informazione”

 

 

 

 

La nostra formazione, socialista-liberale o liberal-socialista, nel senso moderno e avanguardistico (oltre il pur ammirevole socialismo liberale novecentesco alla Carlo Rosselli, etc.) descritto magistralmente dal nostro leader Gioele Magaldi in

Editoriale del 14 ottobre 2011: "Se esistesse un Nuovo Centro-Sinistra, italiano, europeo e statunitense, avrebbe un'autostrada e archi di trionfo davanti a sè, in questi tempi di fallimento del neoliberismo di destra e dei suoi derivati" di Gioele Magaldi (clicca sopra per leggere)

Editoriale del 22 febbraio 2012: "Socialismo Liberale. Non Socialdemocrazia in senso classico e nemmeno Terza Via di Anthony Giddens e della defunta ditta Bill Clinton-Tony Blair", di Gioele Magaldi (clicca sopra per leggere),

non ha alcunché da spartire con la storia de Il Manifesto, quotidiano di ispirazione comunista (frondista e indipendente/critico rispetto al PCI) fondato nel 1969.
Così come ha ancor meno da condividere con le avventure alla Partito di Unità Proletaria per il comunismo (esperimento politico del 1974 al quale aderirono i giornalisti de Il Manifesto).
Noi di DRP siamo e sempre saremo anti-comunisti (così come siamo anti-fascisti), proprio in quanto liberali, democratici e socialisti favorevoli alla libera economia di mercato e ad un capitalismo perfettamente integrato con i principi inalienabili di giustizia sociale e redistribuzione economica, invocando per le istituzioni statuali e pubbliche (legittimate dalla sovranità popolare) un ruolo di fondamentale regia e propulsione per la prosperità dell’intero sistema sociale, senza conculcare il sacrosanto diritto al profitto privato e alla proprietà privata dei mezzi di produzione.
Nella nostra visione prospettica, players legittimi nel sistema economico globale sono gli operatori finanziari e industriali, ma anche lo Stato ha il diritto-dovere di intervenire nella libera dinamica dei “mercati” con misure regolative ed eventuali partecipazioni ad attività produttive strategiche per la coesione sociale, la piena occupazione, la capacità di spesa e risparmio dei ceti medi e bassi e l’incremento del benessere generale.
Siamo, dunque, neo-keynesiani e neo-rooseveltiani convinti e determinati (se Barack Obama avesse avuto anche solo il 10% del coraggio, della lungimiranza e dell’intelligenza di Franklin Delano Roosevelt, i circuiti sovra-nazionali oligarchici e antidemocratici che impongono da decenni il pensiero unico neoliberista e stanno attuando una involuzione tecnocratica e antidemocratica della governance europea e occidentale, avrebbero avuto pane per i loro denti).

Dunque, non è per contiguità ideologica con certe pulsioni anti-capitalistiche che ancora aleggiano nell’area culturale di riferimento di tale noto quotidiano di antica ispirazione comunista, che esprimiamo piena solidarietà e condivisione per l’

Appello relativo al “Furto d’informazione”, sottoscritto il 24 luglio 2012 da Alberto Burgio, Mario Dogliani, Gianni Ferrara, Luciano Gallino, Giorgio Lunghini, Alfio Mastropaolo, Guido Rossi, Valentino Parlato, e pubblicato su IL MANIFESTO (clicca sopra per leggere),

consultabile sul Sito www.ilmanifesto.it.

Piuttosto, compiaciuti per la presenza - tra i suoi firmatari - di pensatori di sicuro prestigio, competenza e onestà intellettuale, aderiamo idealmente, come Democrazia Radical Popolare, a questo APPELLO, il cui testo riportiamo integralmente di seguito:

“La politica è scontro d'interessi, e la gestione di questa crisi economica e sociale non fa eccezione. Ma una particolarità c'è, e configura, a nostro avviso, una grave lesione della democrazia.
Il modo in cui si parla della crisi costituisce una sistematica deformazione della realtà e una intollerabile sottrazione di informazioni a danno dell'opinione pubblica. Le scelte delle autorità comunitarie e dei governi europei, all'origine di un attacco alle condizioni di vita e di lavoro e ai diritti sociali delle popolazioni che non ha precedenti nel secondo dopoguerra, vengono rappresentate, non soltanto dalle forze politiche che le condividono (e ciò è comprensibile), ma anche dai maggiori mezzi d'informazione (ivi compreso il servizio pubblico), come comportamenti obbligati ("non-scelte"), immediatamente determinati da una crisi a sua volta raffigurata come conseguenza dell'eccessiva generosità dei livelli retributivi e dei sistemi pubblici di welfare. Viene nascosto all'opinione pubblica che, lungi dall'essere un'evidenza, tale rappresentazione riflette un punto di vista ben definito (quello della teoria economica neoliberale), oggetto di severe critiche da parte di economisti non meno autorevoli dei suoi sostenitori.
Così, una teoria controversa, da molti ritenuta corresponsabile della crisi (perché concausa degli eccessi speculativi e degli squilibri strutturali nella divisione internazionale del lavoro e nella distribuzione della ricchezza sociale), è assunta e presentata come autoevidente, sottraendo a milioni di cittadini la nozione della sua opinabilità e impedendo la formazione di un consenso informato, presupposto della sovranità democratica.
Non possiamo sottacere che, a nostro giudizio, a rendere particolarmente grave tale stato di cose è il fatto che la sottrazione di informazione che riteniamo necessario denunciare coinvolge l'operato delle stesse più alte cariche dello Stato, alle quali la Costituzione attribuisce precise funzioni di garanzia e vincoli d'imparzialità. Tutto ciò costituisce ai nostri occhi un attacco alla democrazia repubblicana di inaudita gravità, che ai pesantissimi effetti materiali della crisi e di una sua gestione politica volta a determinare una redistribuzione del potere e della ricchezza a beneficio della speculazione finanziaria e dei ceti più abbienti assomma un furto di informazione e di conoscenza gravido di devastanti conseguenze per la democrazia.

Alberto Burgio, Mario Dogliani, Gianni Ferrara, Luciano Gallino, Giorgio Lunghini, Alfio Mastropaolo, Guido Rossi, Valentino Parlato”

Inoltre, potrà essere utile, sempre su www.ilmanifesto.it, leggere un articolo che è una sorta di prosecuzione argomentativa del citato appello (benché il suo autore, Alberto Burgio, a sua volta ometta di rappresentare, entro il paradigma alternativo a quello neoliberista, posizioni neokeynesiane legittimate scientificamente altrettanto delle altre, come ad esempio la Modern Money Theory/MMT, la quale esclude la necessità di imposizioni fiscali -vagamente punitive- ai danni di patrimoni e rendite e anche la necessità di tagliare tale o talaltra spesa pubblica; considerando le tasse soltanto uno strumento per garantire unità valutaria a una collettività e controllare l’inflazione, e il debito pubblico di uno Stato a moneta sovrana “fiat” un falso problema):

“Il nostro appello e l’ordine del discorso”, articolo del 30 luglio 2012 by Alberto Burgio (clicca sopra per leggere)

E contestualmente, per ampliare ed approfondire il dibattito critico, invitiamo alla lettura di

“Ladri di informazione”, articolo del 30 luglio 2012 by Francesco Maria Toscano per IL MORALISTA (clicca sopra per leggere)

 

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE (www.democraziaradicalpopolare.it)

[ Articolo del 30 luglio-1 agosto 2012 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per comunicazioni, scrivete a: info@democraziaradicalpopolare.it