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Democrazia Radical Popolare, per le primarie del Centro-Sinistra sceglie senz’altro di votare Pierluigi Bersani (pur con tutti i limiti e gli errori fatti nell’appoggiare il Governo Monti e nel far approvare fiscal compact, pareggio di bilancio costituzionale, etc.), ritenendo sinora inadeguate le candidature di Renzi, Vendola ed altri. E si complimenta per l’esordio di PUBBLICO, giornale diretto da Luca Telese

 

 

 

 

Le posizioni critiche di Democrazia Radical Popolare rispetto al centro-sinistra italiano attuale (privo di un vero collante ideologico-programmatico e di una visione strategica comune, ancorché magari articolata e pluralistica) sono note.
Altrettanto note le parti sin qui pubblicate delle 10 Serie di Proposte per il Governo dell’Italia dal 2013 in poi, da Democrazia Radical Popolare al Nuovo Centro-Sinistra (da costruire sulle ceneri del Vecchio) (clicca per leggere), che andremo completando a tamburo battente nei prossimi giorni.
Del resto, mentre alcuni ritengono che le posizioni dei liberal-socialisti italiani debbano essere quelle rappresentate dalla ormai screditata Terza Via di Giddens-Blair-Clinton (accreditata come la piattaforma progettuale di Matteo Renzi), Noi proponiamo invece come illuminanti e rigorose le posizioni su una proposta di Socialismo Liberale per il XXI secolo, espresse dal nostro leader Gioele Magaldi in:

Editoriale del 14 ottobre 2011: "Se esistesse un Nuovo Centro-Sinistra, italiano, europeo e statunitense, avrebbe un'autostrada e archi di trionfo davanti a sè, in questi tempi di fallimento del neoliberismo di destra e dei suoi derivati" di Gioele Magaldi (clicca per leggere)

Editoriale del 22 febbraio 2012: "Socialismo Liberale. Non Socialdemocrazia in senso classico e nemmeno Terza Via di Anthony Giddens e della defunta ditta Bill Clinton-Tony Blair", di Gioele Magaldi (clicca per leggere)

Risulta altresì di dominio pubblico la nostra idea che il PD debba guardare non soltanto ad una necessaria alleanza con SEL, Socialisti, Radicali e altre forze progressiste minori, ma anche recuperare un’intesa con l’Italia dei Valori guidata da Antonio Di Pietro.
Tutto ciò, senza abdicare alla possibilità, una volta in Parlamento, di dialogare in modo proficuo anche con quella che sarà un nutrita schiera di deputati e senatori del Movimento 5 Stelle.
Insomma, Noi auspichiamo (e stiamo lavorando per, dall’interno e all’esterno dei singoli partiti sedicenti progressisti italiani) che, in futuro, il centro-sinistra attuale diventi un Nuovo Centro-Sinistra (maiuscolo nei caratteri tipografici utilizzati per denominarlo, così come nel carattere combattivo e nello spessore politico)autosufficiente e maggioritario nel Paese come in Parlamento, senza bisogno di inciuci ambigui con il conservatorismo e il moderatismo senza contenuti di partiti come l’UDC.
In passato, abbiamo ritenuto Pierluigi Bersani inadatto a guidare una coalizione di centro-sinistra che volesse risultare vincente e convincente.
Ritenevamo per lui - dotato di arguzia e intelligenza ma non di carisma in senso classico- inopportuno il ruolo di massimo front-office e megafono della proposta politica progressista.
Pensavamo fosse più adatto ad un ruolo di regia, di tessitura e coordinamento, ma non da centravanti di sfondamento dell’etere.
Oggi abbiamo cambiato alquanto opinione, tanto su Bersani che su Renzi e Vendola, che avevamo immaginato come i possibili Dioscuri (presidente e vicepresidente del consiglio) di un Governo di coalizione innovativo e riformatore.
Oggi, in assenza di grandi leaders autenticamente carismatici e trascinatori alla Franklin Delano Roosevelt, riteniamo salutare almeno radicarsi in una politica forte sul piano programmatico-ideologico. Una politica che sia espressione di una dirigenza collegiale, ma rappresentabile anzitutto da persone solide ed equilibrate, piuttosto che da istrioni populisti e pseudo-carismatici.
Su Renzi, d’altronde, esprimemmo già molte riserve in Matteo Renzi, l’illusione del cambiamento e il Libero Arbitrio della gioventù (clicca per leggere), articolo che risale al 1 novembre 2011.
Di Vendola possiamo dire che ci piace la sua decisa avversione per il Neoliberismo e il Berlusconismo e che ci piace la sua eleganza dialettica. Dobbiamo però aggiungere che non basta saper contestare con efficacia le altrui narrazioni politico-culturali, bisogna avere anche un proprio progetto in positivo, limpido e ben articolato. Bisogna dire con chiarezza quali misure si vogliono prendere in campo economico, in tema di politica estera, rispetto all’euro, all’Europa, etc.
E Vendola, da questo punto di vista, latita e cincischia, ripetendo tautologie e locuzioni estetizzanti quanto generiche.
Dunque, ben vengano nella futura coalizione di centro-sinistra gli apporti differenti di Renzi e Vendola (soprattutto di quest’ultimo, in chiave di insistenza su temi occupazionali), ma ci sembra arrischiato immaginarli come i candidati giusti da votare alle primarie.
Meglio allora il buon Bersani (prudente più per eccesso di tatticismo che per cattiva volontà…), che ultimamente ci è parso più preciso – mediante alcune analisi critiche rispetto all’operato del Governo Monti e della Ministra Fornero - nel delineare una possibile svolta progressista fattiva e concreta del PD e dei suoi futuri alleati di coalizione , anche nella prospettiva di una battaglia comune a favore dell’occupazione e per il rilancio degli investimenti pubblici, da spostare sul fronte europeo.
Anzi, possiamo dire che non ci sono affatto dispiaciute alcune dichiarazioni progettuali rese da Bersani durante la trasmissione BALLARO’ del 18 settembre 2012, così come quelle riportate nell’intervista concessa a Tommaso Labate per il nuovo giornale diretto da Luca Telese, PUBBLICO, uscito la prima volta in edicola nella stessa data.
Certo, sulla coscienza di Bersani (e del PD nella sua interezza) gravano le enormi e scellerate responsabilità di aver votato a favore delle leggi più sado-masochistiche che l’Italia abbia mai conosciuto da decenni: pareggio di bilancio costituzionale e fiscal compact.
Di questo, Bersani dovrà un giorno rendere conto a tutti gli elettori progressisti (trattandosi non soltanto di misure legislative scriteriate e omicide per il sistema economico italiano, ma anche di provvedimenti tradizionalmente legati a visioni di destra iper-conservatrice europea e statunitense: la stessa che con Herbert Hoover trascinò gli Stati Uniti verso il baratro della depressione post 1929, prima che l’intelligenza geniale di Roosevelt desse inizio al New Deal).
C’è almeno da sperare che, prima o dopo le elezioni, Bersani faccia una severa autocritica sul comportamento suo e del PD in merito a questi punti. Magari, anche cercando di porvi rimedio con l’abrogazione delle leggi votate e/o con lo spostamento sul piano europeo della responsabilità di fare quei necessari investimenti pubblici per il rilancio del sistema economico, che le rigide e ottuse discipline di bilancio imposte da UE e BCE ai singoli stati non consentiranno mai più di realizzare (in assenza di abolizione delle stesse).
Quindi, in assenza di candidati migliori e/o di una improvvisa fiammata vendoliana (finora non pervenuta) che conferisca chiarezza, slancio, senso e prospettiva alla sua peculiare proposta politica, Noi di DRP voteremo e faremo votare alle primarie di coalizione dell’attuale centro-sinistra (ancora ben lontano dal Nuovo Centro-Sinistra che auspichiamo), il segretario in carica del Partito Democratico, Pierluigi Bersani.

Passando oltre tale questione pre-elettorale, concludiamo questo intervento salutando con piacere l’esordio di PUBBLICO, quotidiano diretto dall’ottimo Luca Telese.
E’ sempre confortante, per il pluralismo mediatico di un sistema istituzionale liberale e democratico, assistere ad iniziative editoriali che intendono caratterizzarsi per autonomia, libertà di pensiero, libertà di dare informazioni non condizionate da proprietari invasivi o da pregiudizi settari.
E’ sempre confortante, persino quando un quotidiano nasce per scissione polemica di uno o più giornalisti dalla linea editoriale di un'altra ottima testata (anch’essa caratterizzata da notevole libertà, autonomia e autodeterminazione di chi vi lavora) come il FATTO QUOTIDIANO.
Per di più, nel caso dell’uscita del primo numero di PUBBLICO, non possiamo non evidenziare la nostra piena condivisione (compiaciuta) delle idee enunciate da Luca Telese nell’incipit del suo editoriale, icasticamente titolato Controvento:

“Questo piccolo grande giornale, lo abbiamo fondato, senza palazzinari alle spalle. Lo abbiamo acceso nel buio, nel tempo del grande nulla, per schierarci: dalla parte degli ultimi e dei primi. Con gli ultimi quando scegli dove stare, quando scegli la prospettiva del racconto, quando parli di questa Italia terremotata dalla crisi. Con i primi – ovvero con la religione del talento – quando devi ricostruire il Paese, estraendolo dalle macerie in cui l’hanno abbandonato gli statisti falliti del ventennio breve e i tecnici saccenti dell’Annozero. Saremo caustici con la politica per salvarla, non per distruggerla. Saremo spietati nel demolire l’Italia babbiona che uccide il merito, e appassionati nel ricostruire, cercando germogli sepolti nella neve. Questo giornale lo abbiamo imbandierato con colori antichi e idee nuove, per stare con i ragazzi dei call center, gli schiavi del terzo millennio che nel racconto dei media non hanno mai un volto. Per stare – per esempio – con i minatori del Sulcis, e gli operai dell’Alcoa, ma anche con gli imprenditori del Veneto assassinati dal credito a strozzo, con le maestre di Torino (a cui hanno rubato dieci asili), con i tassisti impoveriti dalle accise assassine. E con tutti gli altri che racconteremo, in questi mesi, con l’Italia  a schiena dritta. L’abbiamo chiamata l’Italia del coraggio, l’Italia 2.0. Non per concederle un rituale premio di consolazione. Ma per imparare da lei…”

Sottoscriviamo queste efficaci e non banali considerazioni con simpatia e amicizia, augurando un sentito IN BOCCA AL LUPO a Telese e a tutti quelli che si sono imbarcati con lui nella bella avventura di PUBBLICO.

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE (www.democraziaradicalpopolare.it)

[ Articolo del 15-20 settembre 2012 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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