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Democrazia Radical Popolare irride ai patetici e gravemente insufficienti provvedimenti del Governicchio Letta

 

 

 

 

Il Governo Letta si è infine presentato per quello che è: un miserabile e funesto governicchio che, nell’ipotesi della buona fede (che non è la nostra chiave di lettura, com’è noto), non ha la più pallida idea di cosa fare e come farlo per rilanciare il sistema economico italiano.
Nell’ipotesi della mala fede, invece (che è quella nostra, ispirata alle sapienti lezioni dei Fratelli di Grande Oriente Democratico, vedi sito ufficiale: www.grandeoriente-democratico.com), l’esecutivo Letta semel/Monti bis sa benissimo cosa fare e come ottenerlo.
E , cioè, al pari del primo Governo Monti in carica dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013, la vera finalità di questo ministero di Letta Junior è far finta di affrontare i problemi, in realtà non affrontarne e non risolverne nemmeno uno, nel frattempo lasciar passare il tempo e lasciare che la situazione economico-sociale dell’Italia, delle sue imprese, dei suoi imprenditori, lavoratori, artigiani, professionisti, dei suoi cittadini e delle sue famiglie in generale degeneri, si destrutturi, si impoverisca materialmente ma anche psicologicamente.
Ciò, in omaggio ai desiderata ormai nemmeno più tanto occulti di quei potentati che realmente decidono le grandi linee politiche ed economiche mediante le quali, attualmente, l’eurozona e l’UE sono così mal-governate.
Del nesso di questi potentati anche con l’attuale Governicchio Letta, Noi di DRP e i Massoni di GOD abbiamo parlato recentemente in

DRP: Matteo Renzi, al pari di Enrico Letta e di tutto il sedicente centrosinistra italiano, mena il can per l'aia sulle politiche economiche per uscire dalla crisi (clicca per leggere)

DRP e GOD denunciano la morte in Europa dei valori che dovrebbero ispirare periodicamente la Festa del 1°maggio (clicca per leggere)

GOD e DRP presentano tre articoli di Francesco Maria Toscano rispettivamente sulla cifra politica e metapolitica di Enrico Letta, sui festeggiamenti del 25 aprile e sull'eclissi, in Italia, del pensiero socialista democratico e liberale di ispirazione keynesiana e rooseveltiana (clicca per leggere)

Enrico Letta, un Para-Massone diligente, mediocre, subalterno e servizievole, all'Obbedienza dei circuiti massonici sovranazionali più reazionari e antidemocratici (clicca per leggere)

Il para-massonico governo del Para-Massone Enrico Letta si configura come un Monti-bis con qualche foglia di fico, segnato dalla pesante tutela tecnocratica e anti-crescita del Massone Mario Draghi, esercitata per mezzo del suo fido scudiero, il Massone Fabrizio Saccomanni, nominato Ministro dell'Economia in barba ai desiderata del Massone Berlusconi (clicca per leggere)

Il Massone di rito draghiano Fabrizio Saccomanni conferma subito le previsioni di Grande Oriente Democratico sul tipo di politiche economiche del Governo Letta (clicca per leggere)

Ma in queste ore, la “non notizia” è quella data da tutti i principali media.
Il primo de…cretino del Governicchio Letta.
Non si tratta nemmeno della montagna che partorisce il topolino.
Si tratta del topolino che non riesce neanche a defecare…
Un po’ come veniva detto di Don Argante/Alberto Sordi nel “Il malato immaginario”, divertente film del 1979 girato da Tonino Cervi su ispirazione della celebre commedia di Moliere.
Nel commentare l’attività malamente defecatoria del “malato”, i medici dicono: “molta flatulenza, poca consistenza”.
Analogamente ci esprimiamo noi a proposito del primo atto ufficiale del Governicchio Letta.
Eccole, le grandi misure prese:

“Imu sospesa e Cig rifinanziata. Al termine di un Consiglio dei ministri durato un mattino, il premier Enrico Letta annuncia lo stop al pagamento della rata di giugno dell’Imu sulla prima casa e gli alloggi popolari fino al 16 settembre. Non è certo la restituzione del già pagato, ma una prima boccata d’ossigeno per quella che lo stesso Letta chiama una pausa di 100 giorni «per riformare» la tassa. Insieme al miliardo di euro stanziati per il rifinanziamento della Cig ora si può «dare fiducia, prestare attenzione alle famiglie e far calare la pressione fiscale». Ma per rilanciare l’economia serve qualcosa di più, «uno stimolo all’economia reale».  Lo stesso Renato Brunetta, che ieri aveva indicato agosto come termine ultimo per una soluzione della questione Imu, oggi parla di «grande soddisfazione per il decreto approvato oggi in Consiglio dei ministri». Ancora più ottimista Angelino Alfano: «il superamento dell’Imu è a portata di mano e darà una boccata di ossigeno a famiglie e imprese». Nel pomeriggio anche Silvio Berlusconi rivendica la misure varate oggi dal governo: «E’ intanto il nostro primo successo perché già a giugno non dovremo più pagarla - annuncia in un videomessaggio su Facebook -. La sinistra era sicura di vincere ed invece deve fare i conti con il nostro programma».  
La sospensione del pagamento riguarderà la prima casa ma non le ville, i castelli, e gli immobili signorili e di pregio. Niente pagamento anche per gli immobili usati da famiglie a basso reddito come abitazioni principali, gli alloggi regolarmente assegnati dagli Istituti autonomi per le case popolari (Iacp) o da enti di edilizia con le stesse finalità.  Sempre Alfano spiega: i soldi necessari «provengono al 100% da tagli e non ci sono nuove tasse», e questo vale anche per la Cig. Ancora Letta ci tiene a precisare che parte della copertura di un miliardo di euro per rifinanziare la cassa integrazione in deroga arriva dai fondi per la produttività che «a legislazione vigente e per la situazione attuale del nostro bilancio quest’anno non si sarebbero potuti utilizzare e vengono usati come copertura temporanea con l’impegno a rimettere queste risorse nel momento in cui faremo l’operazione complessiva». Insomma, ci si tiene a sottolineare che i saldi restano quelli di prima. Sarà invece rinviata al 31 dicembre 2013 la scadenza dei contratti dei precari della pubblica amministrazione prevista per luglio. Stop pure al doppio stipendio per i ministri-deputati «anche per il futuro», ha spiegato il presidente del Consiglio evidenziando che il provvedimento «dà prime risposte a famiglie, imprese e lavoratori» ed auspicando che «l’Ue coglierà gli sforzi dell’Italia per rimanere virtuosa».  (da www.lastampa.it)

Simpatizziamo sempre meno per i chiacchieroni a 5 Stelle, ma come dargli torto quando dicono:

«Letta aveva detto che non sarebbe stato il decreto dei miracoli, ma non pensavamo certo che si sarebbe trasformato nel decreto degli struzzi»., è invece il commento dei deputati del Movimento 5 Stelle sul provvedimento d’urgenza. Su questioni di importanza vitale per famiglie, lavoratori e imprese il governo fa come i grandi uccelli che non volano: infila la testa sotto la sabbia e rinvia la soluzione a data da destinarsi».  

Del resto, della pochezza di queste prime misure dell’esecutivo lettiano, pare si rendano conto anche giornali filo-governativi.
Si legga in proposito

“Letta, no ai miracoli. Ma il governo batta un colpo”, articolo del 17 maggio 2013 by Raffaella Cascioli per EUROPA QUOTIDIANO (clicca per leggere).

Non ci resta che piangere.
O ridere amaramente, pensando da un lato a quei marpioni in mala fede che plaudono all’inconsistenza manifesta del Governicchio Letta.
Pensando da un altro lato a quei minchioni in buona fede che si fanno un vanto del fatto di aver varato le nuove misure grazie ad ulteriori tagli alla spesa pubblica.
Questi ultimi ancora non hanno capito che persino il taglio ai doppi emolumenti per i ministri già parlamentari contribuisce – seppure in piccola parte- al crollo generale dei consumi.
Qualunque taglio di spesa ha quest’effetto.
Si tratta di soldi che non vengono erogati e che dunque non entrano in circolazione presso fornitori privati di beni e servizi.
La “spending review”, in tempi di recessione-depressione, non dovrebbe mai comportare una diminuzione di risorse messe in campo nei vari settori di pubblico interesse.
Quando si ciancia di diminuire i costi di questo o quell’altro organo istituzionale, o di contrarre le indennità e le diarie di alcuni rappresentanti delle stesse istituzioni, si diminuisce anche la capacità di spesa di questi organi o soggetti individuali, con danni collaterali per albergatori, ristoratori, negozianti e altri fornitori di beni e servizi.
Non ci se ne rende conto, ma tutta questa retorica “contro gli sprechi della casta”, contro gli eccessivi “costi della politica”, se da un lato corrisponde ad una giusta esigenza di equità (non dare troppo ad alcuni privilegiati, per di più incapaci…), dall’altro diminuisce ulteriormente la circolazione di denari per i consumi e si inserisce perfettamente nella Weltanschauung dell’Austerità che sta strangolando l’Italia e l’Europa.
La “risposta” che ci si attende da un governo serio non è tagliare doppi stipendi, tagliare voci di spesa qui o li, agitare pannicelli caldi come la “sospensione” dell’IMU (lasciando tale odiosa tassa sulle teste di molti imprenditori, peraltro, proprietari di capannoni e costruzioni non esentate), e amenità simili.
La risposta è una revisione totale e radicale del paradigma generale che sta portando al suicidio (non assistito) di quello che un tempo fu il benessere europeo.
Peccato che di questo paradigma (austero, conservatore, ufficialmente e parzialmente neoliberista, ma in gran parte neomercantilista, dogmaticamente iniquo e devastatore sul piano socio-economico) tanto Mario Monti che Enrico Letta siano fervidi seguaci.
Il rilancio dell’economia italiana non può avvenire a saldi invariati del bilancio pubblico, saldi invariati che per definizione non aiutano ad aumentare la ricchezza in circolazione, stante anche l’assenza di capacità di investimento da parte del settore privato nostrano, depresso dal calo di consumi e dunque di profitti, nonché dalla stretta creditizia delle banche.
Occorrono grandi investimenti strategici della sfera pubblica per dare fiato anche alla capacità di investimento privato.
Occorre che in Italia e in Europa la valuta euro sia resa moneta sovrana e che nel dibattito pubblico si spieghi e si comprenda che una entità statuale a moneta sovrana può indebitarsi senza problemi, perché il Debito Pubblico non è come il debito privato di una famiglia.
Le famiglie non hanno facoltà (nemmeno limitata) di stampare moneta.
Le entità statuali con valuta sovrana possono stampare moneta e indebitarsi illimitatamente (si vedano i casi recenti di Giappone e USA), con l’unica avvertenza di evitare derive inflattive. E per evitare tali derive, esiste lo strumento della tassazione, da elevare solo in caso di alta inflazione e vacche grasse dell’economia in genere.
In Italia, invece, quel masnadiero di Mario Monti ha alzato le tasse (IMU e IVA) in piena recessione.
Ecco perché è così “confortante”… sapere che il più grande estimatore piddino del Becchino della Bocconi, Enrico Letta da Pisa, adesso siede a Palazzo Chigi…

 

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE (www.democraziaradicalpopolare.it)

[ Articolo del 15-18 maggio 2013 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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