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Democrazia Radical Popolare in Difesa (parziale) di Pierluigi Bersani. Ma Bersani faccia una svolta precisa in direzione del Socialismo Liberale e contro i Neoliberisti Reazionari di destra e di sinistra (PD incluso), scegliendo anche i candidati giusti per le primarie e le elezioni di oggi e di domani e sconfessando, anche a posteriori, il Fiscal Compact europeo e il Pareggio di Bilancio costituzionale italiano, destinati ad essere superati da nuove normative continentali per l’investimento, in un nuovo patto costitutivo federale

 

 

 

 

Su Pierluigi Bersani e l’attuale segreteria del Partito Democratico hanno infierito un po’ tutti, dopo l’ennesima sconfitta delle primarie palermitane.
Se nel pezzo pubblicato da DAGOSPIA (con un titolo a commento di un articolo di Tommaso Labate per IL RIFORMISTA )

“PD, CONTA O SCISSIONE? - LA PALERMO CONNECTION APRE LA CRISI DEL PD…”, pezzo del 6 marzo 2012 per DAGOSPIA (clicca sopra per leggere),

si fotografava il disagio di una situazione interna (al PD) conflittuale e lacerata, e un lucido e severo Francesco Maria Toscano evidenziava le troppe incertezze, titubanze e scelte auto-lesioniste del Segretario piddino in

“Ti prego non guardarmi”, articolo del 5 marzo 2012 by Francesco Maria Toscano (clicca sopra per leggere),

dal berlusconiano IL GIORNALE si menavano fendenti pesanti e irriguardosi, come evidenziato in

“IN-CULATELLO SENZA PIETÀ - COME FA IL PD A SOPPORTARE ANCORA UN SEGRETARIO CHE LO MENA DA DUE ANNI E MEZZO DA UNA SCONFITTA VIA L’ALTRA? - TUTTE LE CANDIDATURE PROPOSTE ALLE PRIMARIE SONO STATE UN FLOP: MORCONE, VINCENZI, BOERI - A PALERMO PER NON PERDERE S’È ACCODATO A VENDOLA SU RITA BORSELLINO E HA PERSO LO STESSO - HA LOTTATO CONTRO IL BANANA CHIEDENDOGLI DI “FARE UN PASSO INDIETRO” POI È ARRIVATO MONTI E GLI FA TRANGUGIARE LE STESSE POLITICHE ANZI PEGGIO…” pezzo di DAGOSPIA del 6 marzo 2012 da Giancarlo Perna per Il Giornale (clicca sopra per leggere).

Ora, a parte il fatto che l’articolo eccessivo e screanzato di Perna denota anche un certo nervosismo del mondo pidiellin-berlusconiano rispetto a possibili evoluzioni azzeccate e vincenti (future) della segreteria Bersani (che come spiegheremo subito, avrebbe grandi potenzialità dinanzi a sé), risulta evidente come il problema delle sconfitte, alle primarie del centro-sinistra, dei candidati stricto sensu PD, è una questione molto marginale rispetto alla questione primaria dell’identità politico-ideologica del primo partito italiano.

Ed è qui che casca l’asino.
O meglio è qui che potrebbero cascare tutti gli asini che criticano Bersani e la sua segreteria da destra, in nome di uno sciagurato progetto neocentrista (subalterno culturalmente alla tecnocrazia neoliberista di Monti & Brethren).
Lo ribadiamo per l’ennesima volta: sarebbe consigliabile che i vari Enrico Letta, Giuseppe Fioroni, Paolo Gentiloni ed epigoni (il cui appeal elettorale è prossimo allo 0,1 % ) se ne andassero direttamente nell’UDC, senza troppo tirarla per le lunghe.
E sarebbe opportuno che anche Walter Veltroni ( capace, come segretario dei DS dal 1998 al 2001, di portare il partito ai minimi storici di consenso, e come segretario PD di destrutturare/abbattere il governo Prodi bis e poi di regalare la vittoria a Berlusconi nel 2008) si affrettasse a raggiungere quell’Africa dove in tempi lontani aveva promesso di volersi trasferire, in modo tale da poter fare qualcosa di veramente utile per il suo prossimo.
Ciò premesso, Noi di DRP (e questa è l’ultima occasione) riteniamo che, nonostante i molti errori strategici e tattici compiuti da Bersani (troppo altalenante e ambiguo, come lucidamente scrive Francesco Maria Toscano), costui sia ancora in grado di imprimere una epocale svolta al presente e al futuro del Centro-Sinistra italico.
Bisogna fare una scelta, caro Bersani, e poi portarla sino in fondo, sino alle estreme conseguenze.
Altrimenti il Tuo Destino è giù segnato: sarai lacerato dalle menadi del tuo stesso Partito e disarcionato alla prima occasione buona, regalando per di più il Paese ad una duratura egemonia culturale di un rinnovato Centro-Destra imperniato su un asse Draghi-Monti-Berlusconi-Casini+ utili idioti del PD capeggiati da Veltroni, Letta, etc.
Per questo oggi interveniamo in Tua (parziale) Difesa: perché la causa delle sconfitte dei vari candidati PD (da te sostenuti) alle primarie è un grossolano equivoco, che solo Tu puoi risolvere.
L’equivoco si basa sul fatto che, finora, nella scelta dei “tuoi” candidati (perdenti), si sono privilegiati equilibrismi grigi, burocratici e compromissori senza alcuno slancio ideale e programmatico chiaro, che ponesse quei prescelti nella condizione di rappresentanti di un chiaro indirizzo politico-ideologico affascinante e lungimirante.
E’ la stessa ambiguità compromissoria ed auto-lesionistica mediante la quale, da un lato Tu Bersani invochi la fine delle politiche neoliberiste europee della Merkel e di Sarkozy –responsabili tanto della crisi economica in corso, quanto della sua mancata risoluzione- dall’altro il Tuo PD approva come un asino, in parlamento,il principio del Pareggio di Bilancio Costituzionale (fortemente voluto proprio dalla coppia “Merkozy”), che di quelle politiche neoliberiste è insieme il presupposto e la finalizzazione.
E’ la stessa ambiguità auto-distruttiva e auto-squalificante in nome della quale per un verso si invoca un’alleanza europea con i vari Hollande, Schulz e Miliband e poi, alla prima occasione sostanziale (appunto il voto sul Pareggio di Bilancio Costituzionale), si delibera in senso contrario proprio alle posizioni (lungimiranti) dei socialisti francesi guidati da Hollande.
Caro Bersani, ricomincia da tre, con Stefano Fassina, Matteo Orfini e Andrea Orlando + tutti coloro che possano aiutarti/vi in questa epocale impresa di fare del PD il vero architrave di una svolta progressista e illuminata per l’Italia.
Ricomincia dalla traccia (seppur ancora insufficiente) segnata da Fassina, Orfini, Orlando e altri nelle ultime settimane e fotografata dal seguente articolo de IL FOGLIO:

“No, non siamo l’Udc”, articolo del 9 febbraio 2012 by Claudio Cerasa per IL FOGLIO (clicca sopra per leggere).

Comincia/cominciate di li e andate oltre.
Oltre la Social-Democrazia classica e verso il Socialismo Liberale, l’unica ideologia contemporanea in grado di sconfiggere i conservatorismi reazionari neoliberisti senza complessi di inferiorità e subalternità culturale.
Cosa intendiamo per Socialismo Liberale?
Ti aiuterà a meglio comprenderlo la lettura di

Editoriale del 22 febbraio 2012: "Socialismo Liberale. Non Socialdemocrazia in senso classico e nemmeno Terza Via di Anthony Giddens e della defunta ditta Bill Clinton-Tony Blair", di Gioele Magaldi (clicca sopra per leggere).

Caro Bersani, inizia/iniziate a scegliere i futuri candidati (appoggiati dalla tua segreteria) per primarie ed elezioni con il semplice principio della nettezza ideologica e programmatica dei profili personali, dopo aver rivoluzionato la stessa grammatica ermeneutica della crisi in corso.
Molla il Governo Monti, esecutore di politiche austere, recessive e inique.
Altro che rigore combinato con crescita ed equità: qui si vede solo recessione, decrescita, calo dei consumi, inflazione, disoccupazione e stretta del credito, sotto dettatura della TROIKA neoliberista FMI- Finta UE (in realtà duopolio Merkel-Sarkozy benedetto da personaggi alla Van Rompuy, mentre Barroso conta meno di niente) e BCE.
Molla il Governo Monti, caro Bersani, e lascialo in mano a UDC e PDL.
Lascia che nel 2013 UDC e PDL rendano conto da soli, agli elettori, dell’impostura inconcludente rappresentata dall’attuale esecutivo parolaio e infingardo.
Un PD (anche perdesse i pezzi di coloro che invocano l’abbraccio con l’UDC: vogliamo vedere che perdita, che sarebbe, anche in termini elettorali, forse lo 0.1%?) che potesse rivendicare: “Noi ci abbiamo provato, con lealtà e dedizione, a sostenere Monti e il suo governo. Abbiamo aspettato per vedere la crescita, ma la crescita non è venuta. Questo governo ha fallito, perché le sue politiche sostanzialmente neoliberiste stanno fallendo in tutta Europa. E’ tempo di cambiare. Apriamo un fronte dei Progressisti e Riformisti per l’Italia guidato dal PD. Chi ci sta è benvenuto !”
O pensi, caro Bersani, che nel 2013 i cittadini italiani vorranno premiare i sostenitori di un governo (quello di Monti & Company, per l’appunto) che sarà risultato non meno retorico, impostore e illusionista di quelli berlusconiani?
Quanto potrà durare l’equivoco e la presa per i fondelli fondata sugli slogan “SALVA ITALIA” e “CRESCI ITALIA”, allorché gli italiani si renderanno conto che, dal novembre 2011 al momento in cui si andrà a votare, il benessere e le speranze di questo popolo (specie delle nuove generazioni e dei ceti più deboli) non sono stati né SALVATI né ACCRESCIUTI, con una RECESSIONE che sarà divenuta DEPRESSIONE?
Che se ne faranno gli italiani di una eventuale discesa ulteriore dello spread fra titoli di stato italiani e tedeschi (come all’epoca in cui regnava ancora Berlusconi, prima dell’estate 2011, non ce lo scordiamo) se nel frattempo si sarà realizzato un disastro sociale ed economico del Paese?
Avete fatto la sciocchezza di approvare il principio del Pareggio di Bilancio Costituzionale?
Poco male.
Dichiarate di averci ripensato e denunciate il clima di pesante ostilità e intimidazione che regna in Europa contro i contestatori del Fiscal Compact, come esemplificato nel caso di François Hollande nemmeno ricevuto dalla Merkel, quale odiosa ritorsione per la posizione critica del socialista francese rispetto alle fallimentari ricette neoliberista cucinate oggi sia all’Eliseo che a Berlino.
Sveglia, caro Bersani, indossa la camicia rossa garibaldina (dunque socialista, liberale e democratica) e inizia a lottare per un PD più forte e coerente (anche perdendo pezzi inutili) e per un’Italia e un’Europa più giuste, solidali e lungimiranti.
Sposa un progetto di NEW DEAL rooseveltiano.
Studiati le elaborazioni della Modern Monetary Theory, tra le altre cose, e abbandona la scolastica iper-mercatista di destra e di sinistra, fra terze vie morte e sepolte e sepolcri imbiancati che fanno il gioco di oligarchie sovra-nazionali ciniche e spregiudicate.

Noi di “Democrazia Radical Popolare” siamo qui a disposizione, per dare una mano e delle sponde in tutti i modi possibili e immaginabili, anche oltre l’orizzonte italico.

Se invece, caro Bersani, intendi galleggiare ancora in questo mare di ambiguità compromissoria, fai pure.
Ma sappi che, in questo caso, hai il destino politico segnato.
E sarà un destino melanconico e perdente, fino al botto finale.

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE

P.S. Se proprio dovessimo dirla tutta, il Fiscal Compact e il principio del Pareggio Costituzionale di Bilancio sono un po’ come la permanenza di Berlusconi a Palazzo Chigi dal dicembre 2010 al novembre 2011: il miglior strumento ( a mo’ di boomerang) per dimostrare l’inefficacia e la pericolosità sociale ed economica delle sciagurate dottrine neoliberiste. I cittadini e gli enti locali e nazionali (italiani ed europei) che avranno assaggiato l’assurdità di tale principio saranno vaccinati relativamente ad esso ed immunizzati dal canto delle sirene di quei masnadieri felloni che lo hanno imposto; finalmente smascherati quali corifei di interessi altri rispetto a quello dei popoli che li avevano designati loro rappresentanti. Accadrà tutto secondo lo stesso principio per il quale gli italiani si sono infine disgustati del Governo Berlusconi proprio vedendolo in sella ad operare contro l’interesse generale, fra inerzie, vacui proclami retorici, iniziative infeconde.
Peccato che tutto ciò avrà comunque dei costi sociali altissimi.
Ma è il prezzo della consapevolezza: l’uomo è spesso un animale stupido, che ha bisogno di rompersi il grugno prima di imparare durevoli lezioni storiche.
Per quel che attiene all’Italia, d’altronde, e alla responsabilità morale e politica individuale, ribadiamo che i firmatari dell’approvazione parlamentare di questo semi-golpe tecnocratico i quali non si dissoceranno per tempo da se stessi, si condanneranno per sempre alla damnatio memoriae, così come annunciato in

Avviso di Democrazia Radical Popolare ai Parlamentari ancora liberi e non asserviti alla Tecnocrazia golpista: chi approva il Pareggio di Bilancio costituzionale è come se sottoscrivesse nuove leggi discriminatorie (non razziali, ma sociali e generazionali ). Per chi si macchierà di tale infamia, si prepara una inevitabile damnatio memoriae (clicca sopra per leggere)

[ Articolo dell’8 marzo 2012 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per comunicazioni, scrivete a: info@democraziaradicalpopolare.it