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Democrazia Radical Popolare in Difesa di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio (pur non condividendone per diversi aspetti il progetto e talune idee)

 

 

 

 

Com’è noto, il progetto politico meta-partitico di Democrazia Radical Popolare è finalizzato a rilanciare un Nuovo Centro-Sinistra in Italia, in Europa e in Occidente, secondo le direttrici ideologiche chiaramente espresse in

Editoriale del 14 ottobre 2011: "Se esistesse un Nuovo Centro-Sinistra, italiano, europeo e statunitense, avrebbe un'autostrada e archi di trionfo davanti a sè, in questi tempi di fallimento del neoliberismo di destra e dei suoi derivati" di Gioele Magaldi (clicca sopra per leggere)

Editoriale del 22 febbraio 2012: "Socialismo Liberale. Non Socialdemocrazia in senso classico e nemmeno Terza Via di Anthony Giddens e della defunta ditta Bill Clinton-Tony Blair", di Gioele Magaldi (clicca sopra per leggere)

e in diversi altri documenti costitutivi di DRP, consultabili sotto la dicitura HOME che appare nella Home Page del nostro Sito ufficiale www.democraziaradicalpopolare.it.

Come è altresì risaputo, Noi di DRP abbiamo espresso alcuni rilievi critici espliciti rispetto ad alcune improvvide esternazioni di Beppe Grillo (vedi, cliccando per leggere, Beppe Grillo, il Capitalismo e la Democrazia. Parte I), mentre i Massoni di Grande Oriente Democratico hanno usato toni anche più duri in

Grande Oriente Democratico a proposito di Beppe Grillo, Iran, Israele, la Donna iraniana al centro della famiglia e altre simili parole in libertà (clicca sopra).

D’altra parte, se andiamo a guardare più da vicino quello che finora è emerso del progetto politico di Grillo e del Movimento 5 Stelle, individuiamo sia suggestioni condivisibili (ad esempio l’idea di istituire referendum propositivi senza quorum, l’idea di sottoporre a referendum l’adesione a questo tipo malnato di UE e/o qualunque decisione nazionale che chiami in causa la sovranità degli italiani; tutta una serie di altre positive istanze democratiche dal basso, concretizzabili mediante il web;  la volontà di implementare controlli rigorosi della gestione politica e burocratica della res publica e di governare diversamente la dialettica fra parlamento e governi, tra popoli sovrani e interessi finanziari sovranazionali, etc.), sia una serie di luoghi comuni populistici, neo-qualunquisti e persino reazionari (demonizzazione della politica come professione e della sua remunerazione; talora demonizzazione del capitalismo e talaltra del debito pubblico, a rimorchio del conformismo economico imperante di stampo neoliberista; rifiuto dello ius soli per i figli dei migranti nati in Italia, una gestione paternalistico-verticistico-autoritaria dello stesso Movimento; suggestioni strampalate filo-iraniane/filo-palestinesi e anti-israeliane; un certo maschilismo strisciante, etc. ).
Quanto a tutto ciò, ossia analizzare in modo concreto e minuzioso tutto quello che di prezioso o detestabile sussiste al momento nel patrimonio programmatico del Movimento 5 Stelle, o, per converso, sottolineare i numerosi aspetti di carenza e indeterminatezza progettuale (ad esempio: zero piattaforma economica complessiva, zero visione strategica di come l’Italia debba inserirsi, in soluzione di continuità rispetto a statisti manipolatori e distruttivi come Berlusconi prima e Monti dopo, nel contesto dell’Europa attuale e di un mondo globalizzato, zero chiarezza sulle possibilità di future alleanze politiche del Movimento con altri soggetti, magari emendati rispetto al presente, visto che appare chimerica l’idea che i grillisti possano raggiungere il 51% dei suffragi), ce ne occuperemo quanto prima.
In questa sede, ci limitiamo ad osservare che sussistono molte delle ragioni apologetiche a favore di Beppe Grillo e di Gianroberto Casaleggio, espresse sia in diretta a “Piazza Pulita”, sia successivamente tramite DAGOSPIA, dall’inossidabile e beffardo Roberto D’agostino.
Molte, ma non tutte.
D’Agostino ha ragione quando dichiara insopportabili e ipocrite le critiche in fatto di democrazia interna rivolte al Movimento 5 Stelle, se a fare queste critiche è un ceto politico-partitico che per primo vive di leaderismi assolutistici (Berlusconi in primis) o di caste oligarchiche e di “centralismo democratico” neo-stalinista, declinato in salsa varia. Per non parlare del commissariamento de facto del Parlamento italiano, infeudato e appecoronato ai diktat di Bruxelles, Berlino e Francoforte.
D’Agostino ha meno ragione, quando chiede implicitamente di sorvolare sul quoziente di pluralismo o autoritarismo, libertà o costrizione, tolleranza del dissenso o trattamento inquisitorio di chi contesta anche parzialmente le indicazioni di vertice, vigente all’interno del Movimento 5 Stelle.
Il male della Democrazia, sempre e comunque, è l’assenza di partiti politici aperti alle correnti interne, al dissenso ragionato, alla dialettica solare fra le varie anime che dovrebbero comporli, alla partecipazione dal basso della cittadinanza.
Se il Movimento di cui Grillo detiene il maschio ha un non statuto e si presenta come un non partito, è legittimo che la pubblica opinione sia curiosa di sapere se quella che viene proposta è una ipotesi di non democrazia non rappresentativa
La pubblica opinione ha diritto di sapere se il Movimento 5 Stelle è una potenziale fucina di benefico rinnovamento della società politica italiana (e questo può esserlo soltanto se anche al suo interno i principi di democrazia, libertà, pluralismo, tolleranza e anzi favore per il dissenso e l’eresia vengono praticati), oppure l’ennesimo esperimento di creazione politica personalistica e verticistica, per quanto ricco di fascino e appeal.
Al netto di queste considerazioni, Democrazia Radical Popolare, nel vuoto pneumatico di rinnovamento del centro-sinistra e del centro-destra attuali, al lume delle gravi responsabilità che il Governo Monti, il PD, il PDL e l’UDC hanno relativamente allo stato comatoso della società e dell’economia italiana, si schiera IN DIFESA di Beppe Grillo e di Gianroberto Casaleggio. Costoro, infatti, almeno hanno saputo ideare e mettere in piedi dal nulla un Movimento politico capace di contestare l’odioso conformismo politico trasversale che ha reso l’Italia un paese asservito e privo di qualsivoglia sovranità politico-economica.
IN DIFESA di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, perché non ha senso contestare il loro comune (anche di Casaleggio, certo) diritto alla leadership in un Movimento che hanno saputo inventare, gestire e accrescere.
Semmai, si spera che questa leadership possa esercitarsi nel rispetto del pluralismo delle opinioni interne, nel rispetto della libertà di dissentire da questa o da quella decisione del vertice senza essere demonizzati o cacciati, nel rispetto di una discussione orizzontale del progetto politico di fondo, in luogo di gestirlo per via verticale e gerarchica.
IN DIFESA di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, se sapranno tollerare e integrare le critiche rivolte loro da Giovanni Favia e/o da altri militanti del Movimento, in luogo di scomunicare ed espellere di fatto chi devia da un certo tipo di ambigua ortodossia.
IN DIFESA di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, se sapranno implementare alla luce del sole il loro progetto politico (degnandosi di concedersi al contraddittorio con altri attori politici e con i giornalisti, e degnandosi di non impedire in modo autoritario e squadrista che i rappresentanti del Movimento parlino ai media) e se sapranno dargli un’adeguata e precisa pars costruens, invece di limitarsi a lucrare sul generico e sgangherato malcontento popolare.
Per quel che ci riguarda, Noi di DRP seguiamo un’altra strada: quella lunga ma non effimera della costruzione di un Nuovo Fronte Progressista italiano, europeo ed occidentale che possa fronteggiare in modo credibile le sfide della Globalizzazione, dando a questo processo storico una direzione ben diversa da quella sinora seguita.
Ci auguriamo che il Movimento 5 Stelle possa recare anch’esso qualche buon mattone per un simile progetto, invece di imboccare una via post-leghista dai lucori sfavillanti nell’immediato, ma effimeri, provinciali e destinati all’oblio nel volgere di qualche anno.

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE (www.democraziaradicalpopolare.it)

[ Articolo del 24 agosto-11 settembre 2012 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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