Content Banner  

 

Democrazia Radical Popolare, il Socialismo Liberale e l’imminente disfatta del Partito Democratico italiano

 

 

 

 

Saremo brevi, precisi e concisi.
Nei prossimi giorni, a tamburo battente, completeremo rapidamente il famoso elenco delle 10 Serie di Proposte per il Governo dell’Italia dal 2013 in poi, da Democrazia Radical Popolare al Nuovo Centro-Sinistra (da costruire sulle ceneri del Vecchio) (clicca per leggere).
Così come proseguiremo e completeremo l’analisi cominciata con il

Commento n.1 di Democrazia Radical Popolare (DRP) al Patto dei Democratici e dei Progressisti. Carta d’intenti.  Documenti sottoscritti il 13 ottobre 2012 da PD-SEL-PSI (clicca per leggere).

In effetti, non c’è traccia alcuna, né in Italia né in Europa, di un Nuovo Centro-Sinistra.
La patetica coalizione guidata da Bersani e composta da PD-SEL-PSI si appresta (forse) a conseguire una buona vittoria alla Camera dei Deputati, ma altrettanto probabilmente a non conseguire analoga vittoria al Senato, dove la pur non brillante Lista Monti eleggerà un gruzzolo di senatori in grado di condizionare il futuro esecutivo nazionale.
Ma anche se le truppe guidate da Bersani, Vendola e Nencini (in questo caso un piccolo drappello) dovessero conseguire una vittoria in entrambi i rami del Parlamento, già è stata annunciata una richiesta di collaborazione con i sedicenti riformisti di UDC, FLI e Lista civica per Monti.
E se nemmeno questa collaborazione dovesse realizzarsi?
Poco male.
Bersani e Fassina hanno già rassicurato chi di dovere –tramite Washington Post e Financial Times – di poter essere ancora più realisti del re, più montiani di Monti, di fatto rivendicando le presunte meraviglie di passati esecutivi centro-sinistrorsi (Amato, Ciampi, Prodi), gli stessi governi che hanno avallato la sottoscrizione di trattati europei stolti, suicidi e contrari agli interessi del popolo italiano (anche se il famigerato Trattato di Maastricht, firmato il 7 febbraio 1992, vedeva ancora in carica il Governo Andreotti).
Comunque la si voglia mettere, l’Italia è condannata al declino sociale ed economico per la stragrande maggioranza della sua popolazione.
Al pari dell’Europa.
Non per caso.
Infatti, né in Italia né in Europa i partiti e le coalizioni sedicenti progressiste intendono discostarsi – a parte questioni ornamentali per far fessi i gonzi o misure aberranti come le tassazioni abnormi di redditi elevati- da quelle agende di governo che sono state imposte dal partiti e dalle coalizioni di centro-destra e/o da tecnocrati ancora più destrorsi dei politicanti legati al Partito Popolare europeo.
Ma, allora, a che serve votare?
Se Bersani cercherà l’alleanza con Monti, perché mai non votare direttamente Monti?
Se Bersani seguirà più o meno l’Agenda Monti/Agenda BCE (Fiscal Compact/Pareggio di Bilancio costituzionale, tagli alla spesa pubblica, privatizzazione di beni e servizi,  etc.), perché mai incomodarci a votare un esecutivo di sedicenti “Democratici e Progressisti”?
Piuttosto, si chieda direttamente a Francoforte, a Berlino e a Bruxelles di inviare un altro proconsole come Mario Monti, nominandolo “Super Commissario per la Provincia italica”, il quale possa finire il suo lavoro e distruggere definitivamente quel che resta del tessuto sociale ed economico italiano.
Eh già, ma Bersani vuole il suo pennacchio.
Così come Fassina, D’Alema, la Bindi, la Finocchiaro e tutte quelle altre “aquile” che costituiscono la classe dirigente (si fa per dire) del PD.
Peccato che i suddetti Bersani, Fassina, D’Alema, Bindi, Finocchiaro, Franceschini, Letta, etc. non abbiamo capito una cosa.
Vinceranno le elezioni, questo è assai probabile.
Ma dopo un anno di non-governo (perché il programma di governo non esiste, essendo soltanto un aggiornamento della citata Agenda Monti/Draghi/Merkel), dopo un anno in cui tale sedicente coalizione dei “Democratici e Progressisti” avrà dimostrato ampiamente di non essere in grado di migliorare la condizione delle aziende e dei cittadini italiani, che succederà?
La Disfatta del Partito Democratico italiano, accozzaglia di post-comunisti e post-democristiani nata male e destinata a morire peggio, con il futuro presidente del consiglio dei ministri – Pierluigi Bersani- che sarà inseguito a pernacchie e pomodori in faccia dagli stessi militanti di base, finalmente consapevoli di essere stati rappresentati per anni da una casta di anime morte.
In effetti, come è accaduto con Berlusconi (dicevamo: la migliore ricetta per toglierselo di torno è lasciarlo governare, lasciargli mostrare che non è uno statista, ma solo un abile mercante e manipolatore di masse), come è accaduto con Monti (abbiamo previsto per filo e per segno, quando tutti lo applaudivano, quali sarebbero state le conseguenze nefaste del suo governo, e che la sua popolarità si sarebbe ridotta al lumicino), così accadrà per il governo Bersani o Bersani-Monti.
Avendo scelto la stessa strada di Holland (cioè di appecoronarsi ai poteri oligarchici che stanno dettando l’Agenda europea all’insegna della decrescita, della recessione e della futura depressione), Bersani avrà in sorte lo stesso, repentino, calo dei consensi cui sta andando incontro il francese.
E il Partito Democratico sprofonderà nelle sue contraddizioni, fra discredito, diaspore e autoconsunzione inesorabile.
In cambio di un po’ di oro del diavolo (l’effimera conquista di Palazzo Chigi), vi sarà molta crusca e letame per i lustri successivi, per tutto il centro-sinistra italiota.
D’altronde, il nostro leader Gioele Magaldi l’aveva detto per tempo.
Negli editoriali seguenti

Editoriale del 14 ottobre 2011: "Se esistesse un Nuovo Centro-Sinistra, italiano, europeo e statunitense, avrebbe un'autostrada e archi di trionfo davanti a sè, in questi tempi di fallimento del neoliberismo di destra e dei suoi derivati" di Gioele Magaldi (clicca per leggere)

Editoriale del 22 febbraio 2012: "Socialismo Liberale. Non Socialdemocrazia in senso classico e nemmeno Terza Via di Anthony Giddens e della defunta ditta Bill Clinton-Tony Blair", di Gioele Magaldi (clicca per leggere),

aveva parlato con chiarezza dei paradigmi vincenti e lungimiranti di cui avrebbero dovuto dotarsi il PD e un Nuovo Centro-Sinistra.
Altro che Agenda Monti, altro che Fiscal Compact, altro che parole vane e ossimori fasulli del tipo “rigore e crescita”, “austerità espansiva”.
Socialismo Liberale.
New Deal europeo.
Riscoperta di John Maynard Keynes e Franklin Delano Roosevelt.
Studio critico della Modern Money Theory, in luogo di interiorizzare come imbecilli l’isteria sul Debito Pubblico.
Tradotto: l’economia europea ripartirà soltanto se e quando vi sarà un gigantesco e capillare Progetto per la costruzione e la modernizzazione di infrastrutture, opere grandi, medie e piccole, dalla Grecia all’Italia , dalla Spagna al Portogallo e all’Irlanda, dalle nazioni più in difficoltà a quelle che ancora vanno benino (ma per quanto, con il prevedibile calo di tutti i consumi europei dei Paesi schiacciati dall’austerità?).
Massicci investimenti pubblici virtuosi (e cosa è più virtuoso che investire nella creazione e nella modernizzazione delle infrastrutture, con un New Deal di lungo respiro in grado di assicurare profitti e occupazione sine die rispettivamente per imprese, professionisti e lavoratori?), rilancio del sistema creditizio (con l’attivazione anche di banche nazionali al servizio di imprese e cittadini), unione fiscale, eurobond, BCE resa banca centrale garante di ultima istanza e subordinata al potere pubblico di Istituzioni statuali europee, euro moneta sovrana dell’eurozona, centralità del Parlamento europeo e dei processi democratici per il governo dell’Europa, defenestrazione di qualsiasi forma di tecnocrazia scellerata e non legittimata dal suffragio popolare.
Questi dovrebbero essere i punti fermi di un programma “progressista e democratico”, altro che timido aggiornamento dell’Agenda Monti, conservazione del Fiscal Compact e introduzione di tasse patrimoniali più o meno feroci.
Questo sarebbe un programma degno di Socialisti Liberali, amanti del libero mercato e di un sano capitalismo, ma in grado di ben utilizzare la forza propulsiva e regolatrice/riequilibratrice delle Istituzioni pubbliche.
E invece, in Italia e in Europa, ci troviamo piccoli politicanti senza vigore, senza coraggio e senza idee, senza una visione e una autentica narrazione alternativa al Neoliberismo dello Stato Minimo in salsa Robert Nozick prima maniera.
Uomini che saranno ricordati dalla storia per la loro viltà, la loro mediocrità, il loro opportunismo di piccolo cabotaggio: personaggi come François Hollande, Peer Steinbrück, Martin Schulz, Pierluigi Bersani, Stefano Fassina e compagnia cantante, dai socialisti greci felloni e imbecilli a quei fresconi dei socialisti spagnoli, per completare con gli altri ominicchi del Vecchio Continente che – salvo rare eccezioni attualmente molto minoritarie – compongono la sciamannata famiglia denominata (con rara faccia di bronzo) “Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici”.
IN MONA… cari sventurati concittadini italiani ed europei.

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE (www.democraziaradicalpopolare.it)

[ Articolo del 13-23 gennaio 2013 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per comunicazioni, scrivete a: info@democraziaradicalpopolare.it