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Democrazia Radical Popolare e Dossier TAV/NOTAV del 30 gennaio 2012

 

 

 

 

Lo scorso luglio, accennavamo alla questione “TAV- NO TAV” in Val di Susa, sulla quale, come Movimento politico d’opinione “Democrazia Radical Popolare”, sia allora che oggi, non abbiamo ancora assunto una posizione netta, convinta e definita a favore o a sfavore di questa controversa “Grande Opera”.
Ne parlavamo brevemente in

Democrazia Radical Popolare: Flash News del 9-10 luglio 2011 ("ATTENTI AL CAIMANO PIDUISTA", "LA COPPIA TREMONTI-MILANESE E QUELLA LETTA-BISIGNANI" e "TAV-NO TAV IN VAL DI SUSA")  (clicca sopra per leggere).

La questione, poi , alla data del 12 luglio 2011, veniva ripresa dai nostri amici di Grande Oriente Democratico con un accenno nella Sezione Proposte e Battaglie culturali degne di Liberi Muratori del sito www.grandeoriente-democratico.com , che qui di seguito riportiamo:

“Sempre a proposito del dilemma TAV/NO TAV, ecumenicamente, mettiamo in evidenza sia la Lettera Aperta di Ivan Cicconi a Pierluigi Bersani, pubblicata su IL FATTO QUOTIDIANO dell'11 luglio 2011 (fieramente NO TAV), sia le 100 ragioni a favore della TAV in Val di Susa, sul Blog planet.studentipolitecnico.it, sia l'articolo No TAV in Val di Susa: le ragioni del no e quelle del si sul sito www.haisentito.it  Ciò, ricordando che, almeno per il momento, la nostra posizione è assolutamente assimilabile a quella espressa nel contributo degli amici di DRP : Democrazia Radical Popolare: Flash News del 9-10 luglio 2011 ("ATTENTI AL CAIMANO PIDUISTA", "LA COPPIA TREMONTI-MILANESE E QUELLA LETTA-BISIGNANI" e "TAV-NO TAV IN VAL DI SUSA")

Ora, confermando che invitiamo tutti i cittadini italiani all’attenta valutazione di

Lettera Aperta di Ivan Cicconi a Pierluigi Bersani, pubblicata su IL FATTO QUOTIDIANO dell'11 luglio 2011 (fieramente NO TAV, clicca sopra per leggere)

100 ragioni a favore della TAV in Val di Susa (SI TAV, clicca sopra per leggere), sul Blog planet.studentipolitecnico.it,

dell'articolo No TAV in Val di Susa: le ragioni del no e quelle del si sul sito www.haisentito.it,

è tuttavia indubbio che, al momento, le ragioni del SI alla TAV sono “vincenti” e incarnate dal fatto che appunto questa grande e controversa infrastruttura è in corso di implementazione e realizzazione.
Quindi, per un sistema necessario di “pesi e contrappesi” della vita democratica, cui noi di DRP siamo particolarmente sensibili, pubblicheremo di seguito le ragioni di chi, esprimendo attualmente posizioni NO-TAV, è in questo momento “perdente” e dunque merita tutta l’attenzione degli altri cittadini italiani e delle Istituzioni repubblicane, al fine di valutare (lontano da qualsivoglia opzione violenta di opposizione al Progetto TAV in Val di Susa) se sia opportuno o meno un ripensamento sulla fattibilità della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione.

Di seguito, pubblichiamo dunque i contenuti informativi di alcune comunicazioni che ci sono giunte da nostri lettori e, per ultima, un Epistola dal titolo “A proposito di Tav in Val di Susa by GIEMME dal Piemonte”, di una cittadina, nostra corrispondente, particolarmente preoccupata e sensibile sulla questione.
Ovviamente, forniamo in questo caso un’opera di informazione neutrale, riportando pensieri altrui e dissociandoci preventivamente, quindi, in quanto DRP, da qualsivoglia elemento calunnioso o diffamatorio che taluno dovesse ravvisare nelle riflessioni di chi scrive.

LE  CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE

[ Articolo Introduttivo del 30 gennaio 2012 ]

 


 

Cari amici No TAV e No Grandi Opere Inutili,
   da qualche giorno  Sergio Ulgiati,  Ivan Cicconi,  Luca Mercalli e Marco Ponti hanno preparato un Appello al Presidente del Consiglio Mario Monti, per chiedere un ripensamento sul progetto dell'alta velocità ferroviaria Lione-Torino.
   L'appello è aperto a universitari e professionisti in grado di esprimere una propria competenza di tipo tecnico, energetico, ambientale ed economico e spingere verso una trasparente revisione critica circa l'utilità del progetto.    
   L'appello, che può essere letto e firmato sul sito  http://www.notav.eu/
ha già raggiunto, al momento, un centinaio di firme. 
   Lo stesso sito ospita anche la relativa documentazione scientifica, nazionale e internazionale (cfr.: www.lalica.net/Appello_a_Monti). 
   Per assicurare il successo dell'iniziativa è necessario raggiungere il maggior numero di firme possibile.
   Pertanto, vi invitiamo a farvi parte attiva per la diffusione dell'appello. 
   Il Movimento No TAV sostiene l'Appello e si prepara a dare allo stesso la pubblicità che merita attraverso la sua pubblicazione sui siti e altre iniziative. 
   Invitiamo tutti  a segnalare l'Appello ai propri contatti personali che abbiano questa caratteristica:
- docenti universitari,
- ricercatori di Centri di Ricerca pubblici e privati,
- professionisti tecnici ed economici. 
   Ciascun sottoscrittore dovrà dichiarare accanto al suo nome la Professione e l'Istituzione di appartenenza.
   Le informazioni relative agli aderenti all'appello (in particolare l'indirizzo di posta elettronica) verranno utilizzate solo a questo scopo, evitandone la diffusione indiscriminata.
   L'Appello sarà consegnato al Presidente del Consiglio in forma tuttora da decidere, nella speranza di poterlo recapitare di persona.
   Vi ringraziamo per la vostra attenzione e vi salutiamo con amicizia,  
Sergio Ulgiati, a nome dei redattori dell’Appello

 


 

Appello per un ripensamento del progetto di nuova linea ferroviaria Torino–Lione al Presidente del Consiglio Mario Monti
Gennaio 2012

Al Presidente del Consiglio dei Ministri
On. Prof. Mario Monti
Palazzo Chigi
ROMA
Gennaio 2012
Oggetto: Appello per un ripensamento del progetto di nuova linea ferroviaria Torino – Lione, Progetto Prioritario TEN-T N° 6, sulla base di evidenze economiche, ambientali e sociali.
    Onorevole Presidente,
ci rivolgiamo a Lei e al Governo da Lei presieduto, nella convinzione di trovare un ascolto attento e privo di pregiudizi a quanto intendiamo esporLe sulla base della nostra esperienza e competenza professionale ed accademica. Il problema della nuova linea ferroviaria ad alta velocità/alta capacità Torino-Lione rappresenta per noi, ricercatori, docenti e professionisti, una questione di metodo e di merito sulla quale non è più possibile soprassedere, nell’interesse del Paese. Ciò è tanto più vero nella presente difficile congiuntura economica che il suo Governo è chiamato ad affrontare.
Sentiamo come nostro dovere riaffermare - e nel seguito di questa lettera, argomentare - che il progetto1 della nuova linea ferroviaria Torino-Lione, inspiegabilmente definito “strategico”, non si giustifica dal punto di vista della domanda di trasporto merci e passeggeri, non presenta prospettive di convenienza economica né per il territorio attraversato né per i territori limitrofi né per il Paese, non garantisce in alcun modo il ritorno alle casse pubbliche degli ingenti capitali investiti (anche per la mancanza di un qualsivoglia piano finanziario), è passibile di generare ingenti danni ambientali diretti e indiretti, e infine è tale da generare un notevole impatto sociale sulle aree attraversate, sia per la prevista durata dei lavori, sia per il pesante stravolgimento della vita delle comunità locali e dei territori attraversati.
Diminuita domanda di trasporto merci e passeggeri
Nel decennio tra il 2000 e il 2009, prima della crisi, il traffico complessivo di merci dei tunnel autostradali del Fréjus e del Monte Bianco è crollato del 31%. Nel 2009 ha raggiunto il valore di 18 milioni di tonnellate di merci trasportate, come 22 anni prima. Nello stesso periodo si è dimezzato anche il traffico merci sulla ferrovia del Fréjus, anziché raddoppiare come ipotizzato nel 2000 nella Dichiarazione di Modane sottoscritta dai Governi italiano e francese. La nuova linea ferroviaria Torino-Lione, tra l’altro, non sarebbe nemmeno ad Alta Velocità per passeggeri perché, essendo quasi interamente in galleria, la velocità massima di esercizio sarà di 220 km/h , con tratti a 160 e 120 km/h , come risulta dalla VIA presentata dalle Ferrovie Italiane. Per effetto del transito di treni passeggeri e merci, l’effettiva capacità della nuova linea ferroviaria Torino-Lione sarebbe praticamente identica a quella della linea storica, attualmente sottoutilizzata nonostante il suo ammodernamento terminato un anno fa e per il quale sono stati investiti da Italia e Francia circa 400 milioni di euro.
Assenza di vantaggi economici per il Paese
Per quanto attiene gli aspetti finanziari, ci sembra particolarmente importante sottolineare l’assenza di un effettivo ritorno del capitale investito. In particolare:
1. Non sono noti piani finanziari di sorta
Sono emerse recentemente ipotesi di una realizzazione del progetto per fasi, che richiedono nuove analisi tecniche, economiche e progettuali. Inoltre l’assenza di un piano finanziario dell’opera, in un periodo di estrema scarsità di risorse pubbliche, rende ancora più incerto il quadro decisionale in cui si colloca, con gravi rischi di “stop and go”.

2. Il ritorno finanziario appare trascurabile, anche con scenari molto ottimistici.
Le analisi finanziarie preliminari sembrano coerenti con gli elevati costi e il modesto traffico, cioè il grado di copertura delle spese in conto capitale è probabilmente vicino a zero. Il risultato dell’analisi costi-benefici effettuata dai promotori, e molto contestata, colloca comunque l’opera tra i progetti marginali.

3. Ci sono opere con ritorni certamente più elevati: occorre valutare le priorità
Risolvere i fenomeni di congestione estrema del traffico nelle aree metropolitane così come riabilitare e conservare il sistema ferroviario "storico" sono alternative da affrontare con urgenza, ricche di potenzialità innovativa, economicamente, ambientalmente e socialmente redditizie.

4. Il ruolo anticiclico di questo tipo di progetti sembra trascurabile.
Le grandi opere civili presentano un’elevatissima intensità di capitale, e tempi di realizzazione molto lunghi. Altre forme di spesa pubblica presenterebbero moltiplicatori molto più significativi.

5. Ci sono legittimi dubbi funzionali, e quindi economici, sul concetto di corridoio.
I corridoi europei sono tracciati semi-rettilinei, con forti significati simbolici, ma privi di supporti funzionali. Lungo tali corridoi vi possono essere tratte congestionate alternate a tratte con modesti traffici. Prevedere una continuità di investimenti per ragioni geometriche può dar luogo ad un uso molto inefficiente di risorse pubbliche, oggi drammaticamente scarse.
Bilancio energetico-ambientale nettamente negativo.
Esiste una vasta letteratura scientifica nazionale e internazionale, da cui si desume chiaramente che i costi energetici e il relativo contributo all’effetto serra da parte dell’alta velocità sono enormemente acuiti dal consumo per la costruzione e l’operatività delle infrastrutture (binari, viadotti, gallerie) nonché dai più elevati consumi elettrici per l’operatività dei treni, non adeguatamente compensati da flussi di traffico sottratti ad altre modalità. Non è pertanto in alcun modo ipotizzabile un minor contributo all’effetto serra, neanche rispetto al traffico autostradale di merci e passeggeri. Le affermazioni in tal senso sono basate sui soli consumi operativi (trascurando le infrastrutture) e su assunzioni di traffico crescente (prive di fondamento, a parte alcune tratte e orari di particolare importanza).
Risorse sottratte al benessere del Paese
Molto spesso in passato è stato sostenuto che alcuni grandi progetti tecnologici erano altamente remunerativi e assolutamente sicuri; la realtà ha purtroppo dimostrato il contrario. Gli investimenti per grandi opere non giustificate da una effettiva domanda, lungi dal creare occupazione e crescita, sottraggono capitali e risorse all’innovazione tecnologica, alla competitività delle piccole e medie imprese che sostengono il tessuto economico nazionale, alla creazione di nuove opportunità lavorative e alla diminuzione del carico fiscale. La nuova linea ferroviaria Torino-Lione, con un costo totale del tunnel transfrontaliero di base e tratte nazionali, previsto intorno ai 20 miliardi di euro (e una prevedibile lievitazione fino a 30 miliardi e forse anche di più, per l’inevitabile adeguamento dei prezzi già avvenuto negli altri tratti di Alta Velocità realizzati), penalizzerebbe l’economia italiana con un contributo al debito pubblico dello stesso ordine all’entità della stessa manovra economica che il Suo Governo ha messo in atto per fronteggiare la grave crisi economica e finanziaria che il Paese attraversa. è legittimo domandarsi come e a quali condizioni potranno essere reperite le ingenti risorse necessarie a questa faraonica opera, e quale sarà il ruolo del capitale pubblico. Alcune stime fanno pensare che grandi opere come TAV e ponte sullo stretto di Messina in realtà nascondano ingenti rischi per il rapporto debito/PIL del nostro Paese, costituendo sacche di debito nascosto, la cui copertura viene attribuita a capitale privato, di fatto garantito dall’intervento pubblico.
Sostenibilità e democrazia
La sostenibilità dell’economia e della vita sociale non si limita unicamente al patrimonio naturale che diamo in eredità alle generazioni future, ma coinvolge anche le conquiste economiche e le istituzioni sociali, l’espressione democratica della volontà dei cittadini e la risoluzione pacifica dei conflitti. In questo senso, l’applicazione di misure di sorveglianza di tipo militare dei cantieri della nuova linea ferroviaria Torino-Lione ci sembra un’anomalia che Le chiediamo vivamente di rimuovere al più presto, anche per dimostrare all’Unione Europea la capacità dell’Italia di instaurare un vero dialogo con i cittadini, basato su valutazioni trasparenti e documentabili, così come previsto dalla Convezione di Århus2.
Per queste ragioni, Le chiediamo rispettosamente di rimettere in discussione in modo trasparente ed oggettivo le necessità dell’opera.
Non ci sembra privo di fondamento affermare che l’attuale congiuntura economica e finanziaria giustifichi ampiamente un eventuale ripensamento e consentirebbe al Paese di uscire con dignità da un progetto inutile, costoso e non privo di importanti conseguenze ambientali, anche per evitare di iniziare a realizzare un’opera che potrebbe essere completata solo assorbendo ingenti risorse da altri settori prioritari per la vita del Paese.
Con viva cordialità e rispettosa attesa,
Sergio Ulgiati, Università Parthenope, Napoli
Ivan Cicconi, Esperto di infrastrutture e appalti pubblici
Luca Mercalli, Società Meteorologica Italiana
Marco Ponti, Politecnico di Milano

Riferimenti bibliografici: cfr. http://www.lalica.net/Appello_a_Monti
Note
1 L'accordo del 2001 tra Italia e Francia, ratificato con Legge 27 settembre 2002, n. 228, prevede all'art. 1 che "I Governi italiano e francese si impegnano (…) a costruire (…) le opere (…) necessarie alla realizzazione di un nuovo collegamento ferroviario merci-viaggiatori tra Torino e Lione la cui entrata in servizio dovrebbe avere luogo alla data di saturazione delle opere esistenti." Non ostante la prudenza contenuta in questo articolo, i Governi italiani succedutisi hanno fatto a gara per dimostrare che la data di saturazione della linea storica era dietro l'angolo. I fatti hanno dimostrato il contrario, ma – inspiegabilmente - non vi sono segnali di ripensamento da parte dei decisori politici.
2 http://www.unece.org/fileadmin/DAM/env/pp/documents/cep43ital.pdf

 


 

 

 

 

News N° 10

AMBIENTEVALSUSA 

26 gennaio 2012

 


LA VALLE NON SI ARRESTA 
NOI E LA CRISI DA QUESTA PARTE; LE OPERE INUTILI I POLITICANTI, I PROFESSORI E I BANCHIERI DEL GOVERNO DALL'ALTRA.
Ancora arresti, ancora provvedimenti ad orologeria, 2 giorni prima di una manifestazione NO TAV che si svolgerà sabato 28 nella città di Torino per informare sulla truffa  colossale del TAV, fonte inesauribile di nuovo debito pubblico, per noi, nuovo mangime per la pappatoria della politica (citazione del Giudice Imposimato), per quelli che stanno dall'altra parte. 
Una ferrovia da 130 milioni a km a preventivo, 1300 a centimetro, un colossale spreco di risorse pubbliche per un'opera che non serve e che è già tecnicamente obsoleta anche se viene maldestramente venduta come icona della modernità dai faccendieri, lobbisti e corte politica.
La madre di tutte le truffe, capace di infiltrare non solo la politica corrotta, ma anche gran parte della carta stampata e alcuni settori dell'industria, generando contemporaneamente illusioni in tanti piccoli padroncini e tanti disoccupati. Una truffa che ha una sponda irresponsabile nella UE che promette briciole di finanziamento. Un'opera in grado di muovere più denaro che terra, di cui le grandi banche sono i principali beneficiari dal momento che i capitali dati in prestito produrrebbero enormi interessi con rischio pari a zero visto che i capitali utilizzati sono i nostri depositi bancari e a garantire le banche ci sarebbe lo Stato, cioè sempre gli stessi, noi contribuenti, coi nostri risparmi che copriranno i loro interessati debiti.
Una torta spartita tra chi ha la pancia già piena che se la ride pensando ai cittadini che la finanziano e ne pagheranno i costi per decenni. Diciamocelo, pagare non sarebbe neppure un dramma, ma un conto è pagare per avere servizi efficienti, un altro se dobbiamo pagare lo spreco studiato compiutamente a tavolino, un colposo tentativo di  drenare risorse  togliendole a scuola, sanità, trasporti, pensioni per fregare noi che lavoriamo che stiamo di qua e arricchire loro di là... Un piano delinquenziale che mira semplicemente a trasferire risorse dentro le tasche delle banche, dei Contraenti generali e loro amici, nelle saccocce delle imprese coinvolte, sicuramente in quelle  di molti politicanti corrotti. 
Ormai sappiamo che i politici in buona fede favorevoli all'opera non esistono.

LA POLITICA E' UN'ALTRA COSA.
Sia chiaro, non c'è nulla di politico in queste nostre considerazioni, il concetto è troppo semplice: quando ti viene un ladro in casa e ti ruba tutto non stai a guardare se era di destra o di sinistra. E' un ladro, un malvivente. Si tratta di un'opera pubblica di cui non si sa ancora nulla, neppure se è realizzabile, e nel caso non prima del 2030. Un'opera da 10, 20, 30, forse 40 miliardi di Euro (80.000 miliardi di lire)che invece di creare benessere provocherà ulteriore debito pubblico. Non si tratta solo di truffa e furto, ma di un'organizzazione delinquenziale specializzata che ha lo scopo di prolungare il furto nel tempo. Semplifichiamo per analogia: è come per la Salerno Reggio Calabria, dove a nessuno importa nulla dell'opera e della sua utilità, ma ai soliti noti interessa solo che i finanziamenti pubblici, pagati dai cittadini si prolunghino all'infinito. Il Professor Angelo Tartaglia ha chiarito con una battuta: “Vogliono solo aprire il rubinetto, e tenerlo aperto all'infinito”. La “Salerno - Reggio Calabria del Nord”....

NON SI PUO' APPROVARE UN SIMILE PROGETTO.
C'è molto di politico quando invece si parla di “prescrizioni”. Le prescrizioni ad un progetto come quello della tratta internazionale della Torino Lyon hanno due particolarità: 1) Evidenziano gravi mancanze progettuali causando una enorme lievitazione dei costi. 2) Vengono richieste dagli organi di controllo tecnici e ribadite dai decisori politici. Ognuno ha fatto formalmente il suo compito, ma nessuno controlla che le prescrizioni vengano rispettate. Controllori e controllati sono lo stesso soggetto, coincidono con i costruttori... Un bel timbro e via? Come se non bastasse la Magistratura può intervenire solo a “danno conclamato”, non prima.

LE PRESCRIZIONI, ESPRESSIONE DI UN DISASTRO ANNUNCIATO. 
A nessuno deve sfuggire che la Commissione VIA ha dato parere favorevole al progetto sulla tratta tra Chiusa San Michele ed il confine di Stato condizionandolo all'ottemperanza di 63 prescrizioni e 6 raccomandazioni di tipo ambientale. Lo strano è che nella fase successiva di approvazione la regione Piemonte ha approvato lo stesso progetto condizionandolo a oltre 150 prescrizioni. Tante prescrizioni equivalgono ad un progetto fatto coi piedi, per legge andrebbe rifatto, ma cosa fa il CIPE (Comitato Interministeriale Programmazione Economica che deve stanziare le risorse necessarie)? Approva il 3 agosto 2011 lo stesso progetto preliminare, ma con 222 prescrizioni e 5 raccomandazioni “proposte dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti”.

222 prescrizioni, come a dire che quel progetto preliminare ha lacune terribili, forse insanabili... ma approvano. Perché? semplice, se non approvassero la UE bloccherebbe la procedura di finanziamento, le famose briciole. Sta scritto proprio nella delibera CIPE... “al fine di evitare il definanziamento del contributo comunitario assegnato all'opera in  esame, si rende necessaria la sollecita approvazione del progetto in esame”.

Possiamo dire che il progetto è da rifare e che chiedere il finanziamento sulla base di queste carte è una truffa? Possiamo ribadire che l'opera non è necessaria visto che la linea attuale è utilizzata al 30%? Possiamo definire questa procedura un grande Bluff?
Ma c'è una terza truffa in questa faccenda. E' facile verificare e lo ha spiegato benissimo Ivan Cicconi, esperto di appalti pubblici: i debiti del TAV sono fuori dalla contabilità nazionale anche se lo Stato viene regolarmente chiamato a ripianarli. Una truffa contabile sconosciuta alla UE. Si tratta di tanti debiti, roba da far accapponare la pelle, ma vengono contabilizzati a parte. Famosa in tal senso la denuncia della Corte dei Conti che metteva in guardia da questa procedura... Tutto documentato da tempo.
Orbene, sapete che c'è di nuovo?  Il Professor Monti, bocconiano doc, professionista politico travestito da tecnico, Presidente del Consiglio di uno “strano governo” fatto di banchieri per nulla pentiti, ha già la soluzione in tasca. I prossimi debiti per infrastrutture cercheremo di finanziarli con Bond europei... almeno così ha detto in TV intervistato da Fabio Fazio alcune settimane fa. Le banche li piazzeranno, come al solito guadagnandoci una bella commissione. E i cittadini sottoscriveranno (se ci sarà ancora liquidità...).
Siamo alla frutta? Forse se la sono già mangiata, ma non disperiamo, continuiamo a ragionare con la nostra testa opponendoci pacificamente ma con fermezza, come sempre, diffondiamo per quanto possibile le nostre ragioni... spieghiamo cosa rappresenta la militarizzazione di Maddalena... spieghiamo perché i pensionati, gli artigiani, i giovani, i contribuenti attenti girano con le bandiere NO TAV. Prima o poi qualche giudice come Falcone e Borsellino risorgerà. Non c'è verso! Comunque la truffa TAV di qui non passerà. Non c'è verso! Lo sanno, perciò vanno in giro nelle case dei contribuenti a perquisire ed arrestare... Nessuno che indaghi sui lacrimogeni sparati in faccia alla gente! SARA' DURA, ma di qui non passeranno.
 
Le prossime manifestazioni:
28 gennaio a Torino: manifestazione No Tav "Una garanzia per il Futuro".
Scarica l'appello con le motivazioni dell'iniziativa.
Sesta edizione del Grande Cortile 2012. Vai al sito.
Prossimamente grande manifestazione nazionale No Tav in valle di Susa con la partecipazione dei sindaci. 

 

La redazione: Ambiente Valsusa

Scrivi a: info@ambientevalsusa.it

 

 

 


 

A proposito di Tav in Val di Susa

By GIEMME dal Piemonte

 

Abito in Piemonte, molto vicino alla Valle di Susa e vorrei esprimere il mio dissenso verso l' indispensabile opera prevista in questa Valle, tanto pubblicizzata come possibilità di creare posti di  lavoro dai “politicanti “ nostrani e dai media di regime.
Premetto che, per informazioni tecniche e non solo , mi sento di suggerire la lettura del libro “ Corruzione ad alta velocità”  di Ferdinando Imposimato e “Il libro nero della Tav “ di Ivan Cicconi, pubblicato a capitoli in pdf, sul Fatto Quotidiano on-line.
Esprimo il mio disgusto verso un'accurata propaganda a favore di quest’opera da parte degli organismi geneticamente modificati che siedono in parlamento. Da costoro abbiamo solo avuto, per anni, la dimostrazione che la poltrona da loro occupata permette la creazione di “cricche” dedite a creare inciuci di vario genere.
Inciuci finalizzati alla costruzione di strategie dalle quali i nostri politicanti intendono ricavare ingenti somme di denaro che possano assicurare benessere per se stessi e per le proprie popolose famiglie  (amanti comprese).
Dopo 20 anni di insistenza, verrebbe in mente a qualsiasi cittadino sano di mente e non obnubilato nel sensorio dalle televisioni arcoriane e minzoliniane, di incominciare a documentarsi in relazione a quest'opera, inutile ed economicamente quanto ambientalmente insostenibile.
Nessuno dei propagandisti doc dice mai che nella Valle di Susa esiste già una ferrovia, e che i treni merci potrebbero transitare sino in Francia potenziando una linea già realizzata, senza distruggere una valle le cui montagne sono cariche di smarino e amianto.
Ammesso e non concesso che lor signori conoscano l'effetto che avrebbero polveri di detti metalli sulla salute della popolazione -visto che le scorie dovranno pur metterle da qualche parte ( lago del Moncenisio)- ammesso che della popolazione possa importare loro qualcosa, anche quando non ci sono le elezioni politiche.
I treni merci passano sull'attuale linea vuoti o semivuoti, perché ne serve un'altra ex novo?
Per trasportare che cosa?
Dissento da stupidi slogan del tipo “ se non si fa la TAV in Val di Susa stiamo fuori dall'Europa” . Sarebbe bene far curare con qualche farmaco adeguato chi non è più in grado di intendere  e di volere e chi ha la mente confusa dal proprio delirio di onnipotenza, perché fuori dall'Europa ci siamo da sempre a causa di incapaci e rapaci OGM di cui siamo ostaggi da anni.
Dissento dallo slogan “ Ma l'Europa ci da i finanziamenti”.  Spieghino perché la parte italiana di tale opera a noi costa di più che ai francesi, ma soprattutto siano onesti e dicano che la TAV sarà a spese nostre perché i soldi che l'Europa darà per quest'opera finiranno nelle tasche dei soliti noti, i quali sono accomodati nelle svariate cricche di regime coalizzate . E ci venga spiegato anche come mai molte opere che hanno ottenuto finanziamenti non sono ancora ultimate e giacciono come cattedrali nel deserto a scapito di servizi ai cittadini; persone che hanno versato allo stato- sotto forma di tasse- i denari che si sono guadagnati lavorando per 40 anni anziché per due o per cinque…come alcuni privilegiati di regime che poi si godono ricche pensioni e vitalizi.
Qualcuno ci spieghi le origine della morte di Falcone e Borsellino.
Hanno per caso a che fare con la questione TAV?
Da troppo tempo, questo paese è gestito da persone incompetenti, da predatori, banditi e briganti. I cittadini informati non sono più disposti a credere a tesi costruite per essere divulgate dalle televisioni e dai giornali di regime. Tutti i partiti indistintamente sostengono la costruzione della TAV in Valle di Susa: c'è qualcosa che non va, tutto ciò crea molto sospetto. L'unica certezza che abbiamo è che tutti coloro che la vogliono non sanno di cosa stanno parlando; sanno però cosa ne ricaveranno in termini di denaro.
Indubbiamente, le menti più “eccelse”, o quelle che solitamente fanno mera demagogia ripetendo le frasi sentite da altri, in questo momento molto particolare a livello economico cercano di imbonire il popolo con lo slogan: “ La Tav in Val di Susa creerebbe molti posti di lavoro!” Quando sarà il momento, vorrò sapere quanti insegnanti, ricercatori,  operai e altri tipi di lavoratori verranno assunti per distruggere una valle e costruire l'ennesima bufala italiana a tempo indeterminato.
E' bene comprendere che molti cittadini non si lasceranno imbambolare da gente incapace persino di mantenere un'etica ed una propria dignità. Il popolo è sovrano, ma la legge elettorale “porcellum” permette agli pseudo-parlamentari e agli pseudo-partiti di depredare i cittadini anche dei loro diritti. A questo punto facciamo un referendum per la TAV in Val di Susa: in fondo, secondo i principi democratici, se il popolo è sovrano ha diritto di scegliere.
La maggioranza dei politicanti nostrani dice di essere vicino alla gente e con la gente, come mai qui non vi abbiamo mai visti?
Forse è più comodo salire sull'auto blu quando si esce da casa, circondati da 10 guardie del corpo, entrare direttamente in parlamento, sedersi su comode poltrone, giocare con l'i-Pad ricevuto in regalo e dire agli altri cosa devono fare. Tutto questo sempre a spese nostre, ovvio: comodo fare i ricchi con i soldi degli altri.  Non è vero?
Mediamente, un italiano che si reca al lavoro usa l'auto a spese proprie, oppure mezzi pubblici sporchi e vecchi come i treni dei pendolari che proprio dalle Valle scendono a Torino. Paghiamo servizi che non abbiamo e non possiamo nemmeno detrarre le spese  dalle tasse, perché non esiste più questa opportunità.
Loro (i potenti in auto blu) invece possiedono case senza saperlo o non pagano nemmeno l'affitto in quelle in cui abitano. Perché glielo pagano altri, spesso a loro insaputa. Le auto blu  le paghiamo noi, così come tutto il resto. Questo lo sanno?
I cittadini che non guadagnano i loro stipendi, vengono sfrattati se rimangono senza soldi per pagare l'affitto, o rimangono senza casa se sono stati licenziati e non pagano il mutuo.
Sono stati fatti ingenti tagli alla sanità, mentre i potenti di stato hanno un'assicurazione che permette di farsi curare dove vogliono, con famiglie al seguito ed ogni conforto. Molti cittadini non hanno più soldi per pagare i ticket , ma con i soldi dei cittadini i potenti di stato vanno a farsi curare all'estero. E poi, data la loro qualità di vita, è pure difficile che si ammalino, o che cadano dal predellino dell'auto sulla quale scorrazzano, infortunandosi “ sul lavoro”.
Qualcuno spieghi ai cittadini italiani perchè i farmaci in Italia costano anche 8-10 volte più che nel resto d'Europa. Ma non siamo anche noi in Europa? Ahh no, scusate, siamo senza Tav in Valle Susa, dimenticavo....
Sono stati fatti tagli a tutti su tutto, ma i soldi per la TAV ci sono. Come mai?
Non voglio scrivere altro, perché mi pare sufficiente tutto questo per guardare con sospetto coloro che vogliono a tutti i costi quest'opera. Abbiamo avuto una politica piemontese che anni fa scrisse che la Tav in Val di Susa sarebbe stata un disastro da tutti i punti di vista. Poi, quando ha governato lei la regione, non era più così: l'opera divenne indispensabile e prioritaria.
Adesso abbiamo un governatore che appartiene al partito di coloro che dicono che al nord la mafia non esiste. Se lo dicono loro, ci crediamo subito.
Invito con molta pacatezza tutti coloro che non sono informati su questa faccenda a documentarsi seriamente, come ha fatto il popolo della Val di Susa. Inviterei anche tutti coloro che identificano i NO TAV come delinquenti, a guardarsi bene intorno, perché forse i veri criminali stanno da un'altra parte.
L'ennesima prova di quanto sopra descritto è stata riproposta in parlamento tempo fa: trattasi del tentativo di bavaglio all'informazione: se i cittadini non sanno è meglio, si possono saccheggiare meglio le loro tasche.
In Val di Susa non siamo disposti a permettere tutto questo, abbiamo una nostra dignità.

GIEMME dal Piemonte

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per comunicazioni, scrivete a: info@democraziaradicalpopolare.it