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Democrazia Radical Popolare (insieme a Grande Oriente Democratico) chiede Giustizia, Ascolto e Rispetto per il “Movimento dei Forconi” e per le necessità del Popolo Siciliano in rivolta nei giorni passati (e in quelli futuri, se non si cambia musica). E meno trionfalismi vacui sui presunti effetti delle pseudo-liberalizzazioni del governo Monti

 

 

 

 

Erano stati profetici, gli scanzonati creativi Massimo Merighi e Tony Troja, i quali, già a dicembre 2011, avevano anticipato una sorta di corrosivo inno alla Pacifica Rivoluzione Siciliana di questi giorni di gennaio 2012.
Eccola, questa divertente canzone, pregna di icastici rimandi alla legittima rabbia popolare per il fatto che, da un governo all’altro, non cambia minimamente la solita musica infingarda, ingannatrice, subdola, parolaia e inefficiente di chi pretende di giustificare la propria permanenza a Palazzo Chigi (o a Palazzo dei Normanni, sede dell’Assemblea regionale siciliana, che esprime fiducia o sfiducia alla Giunta di governo dell’isola) con annunci di virtuali e futuribili aumenti del PIL,  di benessere virtuale che dovrebbe essere garantito da pseudo-liberalizzazioni di basso profilo, e di rilancio/crescita dell’economia sempre all’insegna della virtualità e della declinazione dei verbi latini spero, promitto, iuro
Mentre nel frattempo, nella vita reale, malessere sociale ed economico, recessione che minaccia di diventare depressione, affliggono diverse categorie produttive e lavoratrici.
Ecco l’inno “SPUNTA IL FORCONE CON MONTI” del duetto ME.TRO composto da Massimo Merighi e Tony Troja, nel video circolante su www.youtube.com :

 

 

 

In effetti, specie dopo il “decretone” o “decretino” partorito nella giornata di ieri dal Consiglio dei Ministri presieduto da Mario Monti, non c’è da stare allegri.
Occorreva calmierare le tariffe dei notai e prevederne molti di più che 500 in tutta Italia (una bazzecola, rispetto a decine di milioni di abitanti). Occorreva intervenire sui settori bancario-assicurativi e non sulla marginale questione delle licenze dei tassisti o sull’inconsistente problema delle tariffe di avvocati, architetti e altre categorie di liberi professionisti già operanti in condizioni di disagio e penuria (salvo pochi privilegiati dagli studi adiacenti alle stanze del potere).
E così via.
Ma soprattutto, bisognerebbe essere seri e onesti intellettualmente, e non mettersi ad affermare che

“il pacchetto di misure è in grado "nel breve termine" di portare l'Italia fuori dalla palude della recessione” (dichiarazione di ieri, 21 gennaio 2012, da parte del Governo presieduto da Mario Monti).

Bubbole, panzane, millantato credito politico-economico.
Gli italiani, comunque, potranno giudicare ben presto sulla propria pelle quanto queste pseudo-liberalizzazioni saranno in grado di portarli fuori (o meno) dalla palude della recessione e dalle fosse comuni della imminente depressione.
Rinviamo alle considerazioni che facevamo in

Democrazia Radical Popolare (insieme a Grande Oriente Democratico) esprime sostegno e solidarietà ai tassisti, agli avvocati, agli architetti e a tutte quelle categorie rispetto alle quali c'è ben poco da liberalizzare. Si alle liberalizzazioni, ma per notai, farmacisti, servizi finanziario-bancari e assicurativi, etc.. (clicca sopra per leggere)

o a quelle, ad esempio, che ha iniziato a faro un giovane esponente del PSI umbro, Daniele Cavaleiro, nel suo breve ma efficace testo apparso sul sito www.psiperugia.it :

“LIBERALIZZAZIONI”, articolo di Daniele Cavaleiro pubblicato sul Sito del PSI della Federazione Provinciale di Perugia (clicca sopra per leggere).

Ma torniamo alla Sicilia e al pacifico ancorché democraticamente rivoluzionario Movimento dei forconi.
Al di là della strumentalizzazione che di esso vorrebbero/potrebbero fare interessi mafiosi o forze politiche della estrema destra o della estrema sinistra radicale e anti-democratica, le rivendicazioni del popolo siciliano (in occasione di questa protesta rappresentato da molteplici classi sociali, a testimonianza del carattere ubiquo della disperazione di una cittadinanza, quella isolana, abbandonata dalle Istituzioni sia regionali che nazionali) ci sono sembrate quasi tutte sacrosante e legittime.
Per un approfondimento delle varie questioni relative alle “richieste” del Movimento, citiamo da un pezzo Redazionale del 20 gennaio 2012 del CORRIERE DEL MEZZOGIORNO (dal titolo “Forza d’urto: sarà sciopero ad oltranza” ) il seguente passaggio:

 

LE RICHIESTE DEL MOVIMENTO - «Il movimento Forza d'urto si propone di restituire fiducia e dignità ai siciliani e a tal fine volendo rilanciare l'economia dell'isola chiede al governo regionale e nazionale di voler intervenire su una serie di punti, sulla base delle necessità comuni e specifiche delle Categorie, che il movimento rappresenta». Comincia così la bozza delle richieste, presentate dal movimento al presidente della Regione Raffaele Lombardo nell'incontro di giovedì 19 gennaio. Ecco l'elenco delle richieste contenute nella bozza: «Defiscalizzazione del carburante. Miglioramento e tutela del tenore di vita e delle condizioni generali delle famiglie insistendo su una riforma sul


I «Forconi»

I «Forconi»

controllo dei costi fissi delle utenze ed i bisogni fondamentali (metano, acqua, energia elettrica). Rilascio del Durc anche in presenza di pendenze che verranno regolarizzate con un piano di rientro (Serit, Empaia, Inps) in anni 10 con interesse legali e senza spese aggiuntive (sanzioni accessorie, diritti di notifica, interessi per ritardato pagamento). Abolizione dell'Imu sui fabbricati rurali ed insediamenti produttivi che interessano il prodotto locale. Dotare la Crias di maggiori risorse finanziarie da destinare al mondo agricole e delle aziende. No agli interessi usurai della Serit, sanzioni accessorie, diritti di notifica, interessi per tardato pagamento, blocco per due anni delle cartelle esattoriali». La bozza prosegue per le categorie della produzione agricola: «Arginare con leggi le strategie commerciali messe in atto dalla Gdo. Leggi ferree per scongiurare il taroccamento dei prodotti e conseguente intenso monitoraggio della guardia di Finanza sui traffici merci alle frontiere ed ai porti. Applicazione di una tassa per chilogrammo agli importatori di ortofrutta devolvendo tale introito ad un fondo di riserva per l'agricoltura italiana e la pesca. Abolizione degli sconti che la grande distribuzione richiede alle imprese commerciali, che riforniscono, e pagamenti più celeri secondo il modello francese. Perequazione dei maggiori costi di produzione che sostengono le aziende. Erogazione immediata di tutte le spettanze delle calamità naturali. Istituire una legge in base alla quale nei supermercati si limiti ad un numero la presenza di prodotti ortofrutticoli ed ittici di provenienza non siciliana».

 

Rinviamo poi ai seguenti interventi di Sergio Di Cori Modigliani, per afferrare altri angoli visuali della faccenda:

“Dal 16 al 20 gennaio 2012 la Sicilia bloccata dalla prima imponente reazione collettiva contro le manovre volute dalla BCE. E’ la prova generale del “Movimento dei Forconi” ideatore dell’evento di protesta”, articolo del 15 gennaio 2012 by Sergio Di Cori Modigliani (clicca sopra per leggere)

“Che cosa succede in Sicilia? Chi sono questi dei ‘forconi’? Un testimonianza diretta da Catania ci illumina sullo stato reale delle cose in quel di Sicilia”, articolo del 18 gennaio 2012 by Sergio Di Cori Modigliani (clicca sopra per leggere)

“Basta con le farse. Abbiamo il diritto e la maturità per vivere una tragedia. Dalla Concordia alla Sicilia: per la ripresa nazionale. Che questa volta siano i tiranni a tremare”, articolo del 19 gennaio 2012 by Sergio Di Cori Modigliani (clicca sopra per leggere).

Così come, consigliamo vivamente la lettura delle seguenti, interessanti riflessioni di Massimo Merighi e Tony Troja, tanto efficaci in senso estetico-satirico quanto lucidi e puntuali sul piano dell’analisi critica:

“Forconi, tra reale e virtuale”, articolo del 21 gennaio 2012 by Massimo Merighi e Tony Troja per IL FATTO QUOTIDIANO (clicca sopra per leggere)

In conclusione, comunque, Democrazia Radical Popolare come Movimento specificamente politico trans-partitico (insieme a Grande Oriente Democratico, quest’ultimo da una prospettiva di supporto metapolitico e civile) chiede Giustizia, Ascolto e Rispetto per le necessità del Popolo Siciliano in rivolta nei giorni passati (e in quelli futuri, se non si cambia musica).

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE

(con il supporto meta-politico e civile dei FRATELLI DI GRANDE ORIENTE DEMOCRATICO )

[ Articolo del 22-23 gennaio 2012 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per comunicazioni, scrivete a: info@democraziaradicalpopolare.it