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Democrazia Radical Popolare aderisce ufficialmente all’Appello di RID, “Rivolta il Debito” (www.rivoltaildebito.org), prende le distanze dall’attuale impostazione del Governo Monti e invita Grande Oriente Democratico a “sfiduciare” un esecutivo evidentemente incapace di liberarsi dalle fallimentari fisime neoliberiste. L’AUSTERITA’ imposta in tutta Europa dal Governo Merkel  (e dai suoi Mandanti Oligarchi sovra-nazionali , mentre  il popolo tedesco in quanto tale è incolpevole) condurrà il popolo italiano ed europeo, dopo la Recessione già in atto, anche alla Depressione economica più catastrofica mai conosciuta in Occidente dal 1929 in avanti

 

 

 

 

Attendiamo ancora qualche ora per pubblicare un testo di riflessioni piuttosto rilevanti sulla crisi economica occidentale in corso.
Tale contributo era stato da Noi annunciato alla Redazione del sito ufficiale di Grande Oriente Democratico ( www.grandeoriente-democratico.com ), la quale ne aveva anticipato l’imminente pubblicazione (nell’ambito di:  Grande Oriente Democratico, sulla scia dell'utile Memento about Goldman Sachs' Lodges, Fellows, Masters and Grand Masters (Logge, Compagni, Maestri e Gran Maestri) espresso dal francese LE MONDE e ripreso da DAGOSPIA, rammenta al Fratello Massone Mario Monti che è tempo di scelte. O si decide di servire il popolo italiano ed europeo, o si fanno gli interessi di quelle Oligarchie contro-iniziatiche che utilizzano Grandi Banche private, FMI, BCE e altre istituzioni finanziarie internazionali per realizzare immensi profitti economici speculativi e progetti macropolitici inconfessabili. O il Governo Monti sostiene subito gli EUROBOND e un NEW DEAL rooseveltiano per l'Europa (questo darebbe CRESCITA), oppure si continua con l'AUSTERITA' e si va tutti in RECESSIONE/DEPRESSIONE.), fornendone però un titolo errato, e cioè:

 Paolo Barnard e “Il più grande crimine”, Matrix di Alessio Vinci, la crisi economica occidentale e italiana, il Massone Mario Monti e Democrazia Radical Popolare. Cioè a proposito di un grottesco malinteso relativo alle intenzioni e alla natura umana e politica di Silvio Berlusconi, cui un  confuso  Barnard rivolgeva l’altro giorno l’accorato e ingenuo grido: “Presidente Berlusconi, per il bene dell’Italia, NON SI DIMETTA”. E a proposito di alcune buone analisi del suddetto Paolo Barnard, accompagnate da cattive sintesi

In realtà, il titolo esatto del contributo in questione sarà noto a breve, una volta che sarà stato effettivamente pubblicato.

Con il presente intervento, invece, intendiamo dichiarare ufficialmente, come Movimento politico d’opinione “Democrazia Radical Popolare”, la nostra adesione all’APPELLO rivolto da RID “Rivolta il Debito” ( www.rivoltaildebito.org ), Movimento molto interessante di cui riportiamo di seguito l’auto-presentazione (dalla Sezione “Chi Siamo” del sito www.rivoltaildebito.org ):

 Chi siamo

Servirebbe una bella botta, una rivoluzione. Mario Monicelli
Siamo lavoratori e lavoratrici, studenti, precari, attivisti e attiviste dei movimenti sociali, di difesa dei beni comuni, delle donne, lgbt, della solidarietà internazionale, convinti che occorra sollevarsi contro il capitalismo e la sua crisi. Ci sentiamo parte del Movimento spagnolo 15M, della rivolta greca, delle rivoluzioni arabe, dei movimenti americani e di tutti coloro che hanno deciso di prendere parola, di mettersi in gioco, di sollevarsi contro l’ingiustizia.
La crisi economica globale è una crisi del capitalismo, dei suoi politici e delle caste che lo difendono, dei suoi meccanismi interni di funzionamento: massimizzazione del profitto e compressione dei diritti sociali, distruzione ambientale, guerra e povertà.
Noi pensiamo che le nostre vite valgono più dei loro profitti.
Rivolta il debito è più di uno slogan, è campagna nel movimento che vuole ribaltare il tavolo su cui giocano banchieri e capitalisti per far pagare a noi questa crisi.
Rivolta il debito è una iniziativa aperta, virale, contagiosa, fatta di azioni dirette e dibattiti, approfondimenti e manifestazioni, partecipata da tutti e tutte coloro che la condividono e vogliono utilizzarla per organizzare la rivolta!
Vogliamo costruire una grande campagna per l’annullamento del debito e ci sentiamo parte della grande assemblea del 1 ottobre nata sull’onda dell’appello “Dobbiamo fermarli”. Facciamo riferimento all’esperienza internazionale del Cadtm, il movimento per l’Annullamento del debito del terzo mondo che ormai si è concentrato sui debiti dei paesi del “nord” del mondo.
Ma vogliamo andare ancora oltre: puntiamo a un grande movimento di massa, plurale, democratico e soprattutto, autorganizzato come metodo decisivo dell’azione politica.
Rivoltare il debito per attraversare, suscitare e mettere in rete tutti i nodi dello scontro sociale e dei movimenti, come premessa indispensabile per difendere i diritti del lavoro, spezzare la precarietà, affermare i diritto allo studio, garantire la dignità e i diritti delle donne, la libertà sessuale, garantire i territori dall’assalto del profitto. Vogliamo costruire un movimento generale per la trasformazione del nostro paese e di un mondo che sembra non reggere più il peso delle proprie contraddizioni.
Vogliamo un altro mondo fondato sui bisogni e non sui profitti. Vogliamo un'altra società, alternativa al capitalismo, al suo sfruttamento unito ad autoritarismo e corruzione. Una società fondata sulla democrazia radicale, la partecipazione e in cui a ciascuno sia dato secondo i suoi bisogni e da ciascuno provenga a seconda delle proprie capacità. “Servirebbe una bella botta, una rivoluzione” ha detto il grande Monicelli. Noi vogliamo esserne parte.

e appunto il testo dell’APPELLO da sottoscrivere andando sul Sito www.rivoltaildebito.org  e riempiendo l’apposito formulario:

Appello per un audit dei cittadini sul debito pubblico

Dalla Francia ( http://www.audit-citoyen.org/ ) proviene un appello per creare una commissione di audit del debito pubblico in grado di visionare come è fatto quel debito, come è stato contratto a favore di chi e di quali interessi. Noi vogliamo fare nostra questa proposta per rivedere in profondità l'entità del debito pubblico italiano accumulato nel tempo per favorire rendite, profitti, interessi di casta e di una ristretta elite e non certo per favorire le spese sociali, l'istruzione, la cultura, il lavoro. Una proposta che serve per impostare un'altra politica economica, del tutto alternativa a quella avanzata in questi anni dai vari governi che si sono succeduti e improntata alla redistribuzione della ricchezza, alla valorizzazione dei beni comuni, del lavoro, del welfare, dell'ambiente contro gli interessi del profitto e della speculazione finanziaria. Una politica economica per il 99% contro l'1% del pianeta.
 
APPELLO PER UN AUDIT DEI CITTADINI SUL DEBITO PUBBLICO
Scuole, ospedali, alloggi d’urgenza…Pensioni, disoccupazione, cultura, ambiente…viviamo quotidianamente l’austerità finanziaria e il peggio deve venire. “Noi viviamo al di sopra dei nostri mezzi”, questo è il ritornello che ci viene ripetuto dai grandi media. Ora “occorre rimborsare il debito” ci si ripete mattina e sera. “Non abbiamo scelte, occorre rassicurare i mercati finanziari, salvare la buona reputazione, la tripla A”. Non accettiamo questi discorsi colpevolizzanti. Non vogliamo assistere da spettatori alla rimessa in discussione di tutto ciò che ha reso ancora vivibile le nostre società, anche in Europa. Abbiamo speso troppo per la scuola e la sanità oppure i benefici fiscali e sociali dopo venti anni hanno prosciugato i bilanci? Questo debito è stato contratto nell’interesse generale oppure può essere considerato in parte come illegittimo? Chi possiede questi titoli e approfitta dell’austerità? Perché gli Stati devono essere obbligati a indebitarsi presso i mercati finanziari e le banche mentre queste possono farsi concedere prestiti direttamente e a un costo più basso dalla Banca centrale europea? Non accettiamo che queste questioni siano eluse o affrontate alle nostre spalle da esperti ufficiali sotto l’influenza delle lobbies economiche e finanziarie. Vogliamo dire la nostra nel quadro di un ampio dibattito democratico che deciderà del nostro avvenire comune. In fine dei conti, siamo dei giocattoli nelle mani degli azionisti, degli speculatori e dei creditori oppure cittadini, capaci di deliberare insieme sul nostro avvenire? Noi ci mobiliteremo nelle nostre città, nei quartieri, nei villaggi, nei nostri luoghi di lavoro, lanciando l’idea di un grande audit del debito pubblici. Vogliamo creare sul piano nazionale e locale dei collettivi per un audit dei cittadini con i nostri sindacati e associazioni, con esperti indipendenti, con i nostri colleghi, i vicini, i concittadini. Prenderemo in mano i nostri destini perché la democrazia riviva.
 
Marie-Laurence Bertrand (CGT); Jean-Claude Chailley (Résistance sociale); Annick Coupé (Union syndicale Solidaires); Thomas Coutrot (Attac); Pascal Franchet (CADTM); Laurent Gathier (Union SNUI-Sud Trésor Solidaires); Bernadette Groison (FSU); Pierre Khalfa (Fondation Copernic); Jean-François Largillière (Sud BPCE); Philippe Légé (Économistes atterrés); Alain Marcu (Agir contre le Chômage!); Gus Massiah (Aitec); Franck Pupunat (Utopia); Michel Rousseau (Marches européenne); Maya Surduts (Collectif national pour les droits des femmes); Pierre Tartakowsky (Ligue des droits de l'homme); Patricia Tejas (Fédération des Finances CGT); Bernard Teper (Réseau Education Populaire); Patrick Viveret (Collectif Richesse) ; Philippe Askénazy, économiste; Geneviève Azam, économiste; Étienne Balibar, philosophe; Frédéric Boccara, économiste; Alain Caillé, sociologue; François Chesnais, économiste; Benjamin Coriat, économiste; Cédric Durand, économiste; David Flacher, économiste; Susan George, écrivain; Jean-Marie Harribey, économiste; Michel Husson, économiste; Stéphane Hessel, écrivain; Esther Jeffers, économiste; Jean-Louis Laville, sociologue; Frédéric Lordon, économiste; Marc Mangenot, économiste; Dominique Méda, sociologue; Ariane Mnouchkine, artiste; André Orléan, économiste; Dominique Plihon, économiste; Christophe Ramaux, économiste; Denis Sieffert, journaliste; Henri Sterdyniak, économiste.

Ovviamente, Noi di Democrazia Radical Popolare, come può facilmente constatare chiunque frequenti il nostro sito ufficiale www.democraziaradicalpopolare.it e i suoi contenuti, e/o chiunque in ogni caso ci conosca da vicino, Non siamo affatto anti-capitalisti, come invece pare siano alcuni promotori dell’Appello appena citato.
Noi di DRP, semmai, siamo contro il fallimentare tipo di CAPITALISMO NEOLIBERISTA DOGMATICO e IPER-IDEOLOGICO che sta conducendo alla catastrofe economica tutto l’Occidente.
Siamo certi che la risposta adeguata alla crisi economica e politica in atto dal 2007-2008 e pianificata da determinate oligarchie massoniche e paramassoniche da circa quarant’anni (come ci insegnano i Fratelli di Grande Oriente Democratico, al di là di ogni becero e paranoide complottismo, fondandosi invece su dati, nomi, cognomi, sigle e circostanze), sia un ritorno a quel capitalismo democratico, temperato e regolamentato, autenticamente liberal-socialista, teorizzato dal Massone John Maynard Keynes e messo in atto non soltanto dal Massone Franklin Delano Roosevelt  (presidente Usa dal 1933 al 1945 ) con il suo New Deal, ma anche dalle politiche più illuminate dei Paesi dell’area euro-atlantica nel secondo dopoguerra e fino agli anni ’70.
E sul liberal-socialismo e la sinistra del futuro, rinviamo a quanto molto lucidamente ne ha scritto di recente il nostro portavoce Gioele Magaldi in Editoriale del 14 ottobre 2011: "Se esistesse un Nuovo Centro-Sinistra, italiano, europeo e statunitense, avrebbe un'autostrada e archi di trionfo davanti a sè, in questi tempi di fallimento del neoliberismo di destra e dei suoi derivati" di Gioele Magaldi (clicca sopra per leggere).
Parimenti specifichiamo che, sulla questione del Debito Pubblico, condividiamo assolutamente l’idea di un AUDIT che informi, discrimini e determini chi ha fatto/voluto/ottenuto cosa e a profitto/svantaggio di chi, ma, complessivamente, non riteniamo che la soluzione all’isteria e ai problemi effettivi relativi al Debito Sovrano e al Deficit di Bilancio sia costituita dal rifiuto tout-court di riconoscere tale Debito e dal suo totale annullamento, come pure paiono suggerire almeno alcuni fra i promotori di RID (vedi su www.rivoltaildebito.org ). Infatti, esistono molte famiglie di lavoratori e cittadini di tutte le classi sociali che hanno investito fiduciosamente i propri risparmi in buoni del tesoro nazionali: non crediamo affatto che sarebbe giusto privare queste persone dei loro soldi. E in linea generale, riteniamo che il problema di fondo sia un cambio di PARADIGMA teorico-pratico con il quale interpretare l’economia e la finanza contemporanea.
Da questo punto di vista, pur non condividendone le conclusioni finali sull’abbandono dell’euro e sul ripudio di una prospettiva europeista unitaria (e ritenendo semplicistiche e poco articolate alcune pur felici intuizioni sulla storia del Potere contemporaneo), apprezziamo decisamente le analisi su “Spesa a Deficit Positiva” e “Spesa a Deficit Negativa”, obiettivamente corrette, di cui parla Paolo Barnard in diversi suoi scritti (riportati sul suo sito ufficiale www.paolobarnard.info ). E basterebbe coniugare tali analisi “barnardiane” con la ferma opzione a favore dell’euro come moneta sovrana, della BCE come prestatrice di ultima istanza e degli EUROBOND come elemento di stabilità e strumento per investimenti pubblici europei per finanziare la crescita (infrastrutture e opere grandi, medie e piccole per rilanciare imprese, commerci, occupazione e consumi in tutto il territorio europeo), per inaugurare un New Deal del XXI secolo e sconfiggere i progetti devastanti di oligarchie criminali, le quali stanno lucrando e intendono continuare a lucrare sul default europeo, con la connivenza e l’aiuto di alcuni politici e tecnocrati prezzolati.
Ma, appunto, di Paolo Barnard e degli elementi a nostro parere utilizzabili della sua prospettiva ermeneutica della crisi politico-economica in corso, parleremo diffusamente a breve con un apposito e approfondito contributo.

Dopo il fallimento del vertice “trilaterale” di Strasburgo e in seguito alle notizie sulle misure recessivo-depressive che si annunciano per l’Italia (crescita ed equità a volontà nelle chiacchiere; austerità, tagli, ingiustizia sociale e compressione degli investimenti pubblici nella realtà), pur volendo attendere ancora qualche giorno per avere conferma dell’impostazione (tragicamente errata) che il Governo Monti intende perseguire, se tutto verrà confermato, prendiamo decisamente le distanze da un esecutivo che, in tal caso, si dimostrerebbe persino peggiore di quello presieduto da Berlusconi (che almeno, nel suo non far nulla, operava solo i danni in negativo dell’inazione, ma non quelli in positivo dell’azione distruttiva mascherata da misura risanatrice).
Ci riallacciamo, in questo, a quanto già dicemmo in

Democrazia Radical Popolare esprime alcune riserve e dubbi sulla fiducia parlamentare da dare a Mario Monti e sull'intervento di Grande Oriente Democratico dell'11-12 novembre 2011: "Grande Oriente Democratico avvisa cordialmente Giorgio Napolitano e Mario Monti che, in merito al felice o infelice esito di un Esecutivo Monti benedetto dal Quirinale, tutto dipende dagli obiettivi reali che vengano posti e dalla buona fede con cui si intenda perseguirli" (articolo del 13 novembre 2011, clicca sopra per leggere).

Certo, sappiamo bene che, tra i Fratelli di Grande Oriente Democratico, vige (pur all’interno di posizioni differenti e articolate) la tentazione di aspettare e di concedere ancora un po’ di credito al loro Fratello Monti. Ma Noi di Democrazia Radical Popolare (anche qui, nel pluralismo delle posizioni e con Gioele Magaldi a cercare di mediare fra quelle più “estreme”) riteniamo, in maggioranza, che a breve bisognerà prendere atto del fallimento di questo esperimento di “tecnocrazia illuminata” (esecutivo Monti-Passera) e combattere e smascherare con forza i potenti interessi oligarchici (sovra-nazionali, non solo tedeschi) che hanno impedito una saggia e adeguata governance politicadella crisi economica europea ed occidentale in corso.

In conclusione, se persino il Governo Monti non sarà capace, di concerto con il Presidente della Banca Centrale Mario Draghi e con altri uomini di buona volontà, di arginare lo strapotere della nefasta coppia “Merkozy” e soprattutto il prepotere della sciagurata Cancelliera di Berlino (che non sta facendo gli interessi del popolo tedesco né di quello europeo nel suo complesso), allora sarà bene che Grande Oriente Democratico ne prenda atto e che “sfiduci” ufficialmente il neo-premier italiano - con tutto ciò che ne potrà conseguire - avanzando anche risolutamente verso una denuncia alla Corte Penale Internazionale dell’Aia dei crimini contro l’umanità che determinati personaggi (della politica e della tecnocrazia) con nomi e cognomi precisi stanno perpetrando impunemente da troppo tempo.

 

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE

[ Articolo del 1 dicembre 2011 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per comunicazioni, scrivete a: info@democraziaradicalpopolare.it