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Democrazia Radical Popolare, John Locke, Patriots & Citoyens, Eleanor Roosevelt, Giulio Tremonti e la legittima Resistenza del Popolo Sovrano alla Tirannide delle Oligarchie tecnocratiche

 

 

 

 

Noi di Democrazia Radical Popolare riteniamo senza alcun dubbio che la violenza, come atto di lotta politica, sia senz’altro inaccettabile ed esecrabile all’interno di società democratiche.
Ciò, anche nelle democrazie sempre più nominalistiche e svuotate di sostanzialità in cui sono ridotti a vivere molti popoli europei - tra cui quello greco ed italiano - commissariati de facto da rappresentanti di poteri tecnocratici e anti-democratici non legittimati da alcun voto popolare, con il consenso consociativo, servile, strumentale e in mala fede di ceti politici corrotti, cortigiani e ampiamente delegittimati.
Tale rifiuto della violenza nella lotta politica si fonda sul principio - per Noi intangibile - che, in contesti sociali ispirati allo stato di diritto e ai valori della democrazia liberale, l’unico uso legittimo della forza fisica sia appannaggio delle istituzioni pubbliche cui i cittadini abbiano demandato la rappresentanza (pro-tempore) della propria sovranità.
Tutto questo, almeno fino a quando una democrazia, per quanto nominalistica provvisoriamente, non si tramuti definitivamente in una sostanziale tecnocrazia oligarchica.
A quel punto si ritorna al sacrosanto diritto del popolo di ribellarsi alla Tirannide anche con sollevazioni rivoluzionarie violente, con tanto di forconi e altri strumenti di maggior capacità offensiva.
Dio non voglia che l’arroganza delle Oligarchie sovranazionali che stanno tentando una palese involuzione anti-democratica e illiberale della vita dei popoli europei, servendosi come teste di ponte (per non dire teste di qualcos’altro) di personaggi come Angela Merkel, Nicolas Sarkozy,  Mario Draghi, Herman Van Rompuy, Mario Monti, Lucas Papademos, et alii, non conduca i cittadini europei esasperati (dalle tasse esorbitanti, dalle ingiustizie sociali, dalla mancanza di lavoro e di crescita economica, dalla recessione-depressione, dall’attentato costante alla propria dignità e aspettativa di vita, benessere e felicità, dall’espropriazione quotidiana di sovranità) ad imboccare la via rivoluzionaria e resistenziale violenta cui furono costretti i propri avi vessati dalle aristocrazie dispotiche di Ancien Régime e i propri nonni e bisnonni martoriati dal totalitarismo nazi-fascista e comunista.
Tanto per rinfrescare la memoria a chi di dovere sui diritti inalienabili del POPOLO SOVRANO, citiamo da alcuni testi dei passaggi molto utili per una riflessione contemporanea sui limiti che qualunque governante sedicente democratico deve auto-imporsi nella gestione della RES PUBLICA.
Limiti oltrepassati i quali, anche l’INSURREZIONE VIOLENTA del POPOLO SOVRANO diventa legittima e anzi doverosa.

 

I seguenti sono alcuni passi tratti dai paragrafi tra 199 e 209 del Second Tract of Government scritto da Locke sin dal 1662 e pubblicato solo nel 1690 (un anno dopo la conclusione della Gloriosa Rivoluzione Inglese del 1688-89 che stabilì definitivamente il primato del parlamento sulla monarchia), insieme al Primo Trattato sul Governo scritto nel 1660, sotto la dicitura di Two Treatises of Government :

“Come l'usurpazione è l'esercizio di un potere a cui un altro ha diritto, cosi la tirannide è l'esercizio del potere oltre il diritto, a cui nessuno può aver diritto. E ciò consiste nel far uso del potere che uno ha nelle mani non per il bene di quelli che vi sottostanno, ma per il suo distinto vantaggio privato, quando cioè il governante, di qualunque titolo sia insignito, fa norma non della legge ma della propria volontà, e i suoi comandi e le sue azioni sono dirette non alla conservazione delle proprietà del suo popolo, ma alla soddisfazione delle proprie ambizioni, vendette, cupidigie o altre passioni sregolate [...]
Là dove la legge finisce, comincia la tirannide, quando la legge sia trasgredita a danno di altri, e chiunque nell'autorità ecceda il potere conferitogli dalla legge e faccia uso della forza che ha al proprio comando per compiere nei riguardi dei sudditi ciò che la legge non permette, cessa, in ciò, d'esser magistrato, e, in quanto delibera senza autorità, ci si può opporre a lui come ci si oppone a un altro qualsiasi che con la forza viola il diritto altrui [...]
Se gli atti legali si sono estesi alla maggioranza del popolo, o se il maltrattamento e l'oppressione hanno toccato soltanto poche persone, ma in casi tali, che essi costituiscono un precedente e hanno conseguenze che sembrano minacciare tutti gli altri, e se questi sono persuasi nelle loro coscienze, che le leggi e con esse le loro proprietà, libertà e vite sono in pericolo […] non saprei dire come si possa impedir loro di far resistenza alla forza illegale usata nei loro confronti. Questo è un inconveniente, lo ammetto, che minaccia tutti i governi, quando i governanti sono arrivati a questo punto, di essere generalmente sospettati dal loro popolo. Questo è lo stato più pericoloso nel quale essi si possono mettere; ma è anche lo stato nel quale meno meritano di essere compianti, perché è cosi facile evitarlo. È impossibile che si veda e si senta un governante in questa luce, se egli realmente tende al bene del suo popolo e alla conservazione del popolo e insieme della sua legge, proprio come per un padre di famiglia è difficile non lasciar vedere ai bambini che li ama e che si prende cura di essi.” (John Locke, Due trattati sul governo, UTET, Torino 1960, pp. 401 e 403 )

 

Le seguenti, invece, sono alcune delle prime affermazioni di The Unanimous Declaration of the thirteen United States of America (L’unanime dichiarazione dei tredici Stati Uniti d’America del 4 luglio 1776):

“ Noi riteniamo che queste verità siano di per sé evidenti, che tutti gli uomini sono creati uguali e che sono dotati dal loro Creatore di certi inalienabili diritti fra i quali quelli alla vita, alla libertà e al perseguimento della felicità;
che per salvaguardarli vengono istituiti fra gli uomini i governi, i quali derivano i propri giusti poteri dal consenso dei governati;
che ogni qual volta una forma di governo tende a distruggere questi fini è diritto del popolo modificarla o abolirla e istituire un nuovo governo, fondandolo sui principi e organizzandone i poteri nel modo che gli paia più conveniente a realizzare la propria sicurezza e felicità. La prudenza senza dubbio detterà di non cambiare per ragioni lievi e transitorie governi che esistono da lungo tempo, e infatti l’esperienza mostra che l’umanità è disposta a soffrire, finché i mali sono tollerabili, più che a farsi giustizia abolendo le forme di governo a cui è avvezza; ma quando una lunga serie di abusi e di arbitrii, perseguendo invariabilmente lo stesso scopo, mostra un disegno volto a ridurla in uno stato di assoluto dispotismo è suo diritto, è suo dovere liberarsi di un simile governo e garantirsi in altro modo protezione per il futuro” ( Dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti d’America, a cura di Tiziano Bonazzi, Marsilio, Venezia 2003, pp. 71 e 73. )

 

E se dai PATRIOTS americani passiamo ai CITOYENS francesi:

I Rappresentanti del Popolo Francese, costituiti in Assemblea Nazionale, considerando che l’ignoranza, l’oblio o il disprezzo dei diritti dell’uomo sono le uniche cause delle sciagure pubbliche e della corruzione dei governi, hanno stabilito di esporre, in una solenne dichiarazione, i diritti naturali, inalienabili e sacri dell’uomo, affinché questa dichiarazione, costantemente presente a tutti i membri del corpo sociale, rammenti loro incessantemente i loro diritti e i loro doveri; affinché maggior rispetto ritraggano gli atti del potere legislativo e quelli del potere esecutivo dal poter essere in ogni istanza paragonati con il fine di ogni istituzione politica; affinché i reclami dei cittadini, fondati da ora innanzi su dei principi semplici ed incontestabili, abbiano sempre per risultato il mantenimento della Costituzione e la felicità di tutti. In conseguenza, l’Assemblea Nazionale riconosce e dichiara, in presenza e sotto gli auspici dell’Essere Supremo, i seguenti diritti dell’uomo e del cittadino: […]
La garanzia dei diritti dell’uomo e del cittadino ha bisogno di una forza pubblica; questa forza è dunque istituita per il vantaggio di tutti e non per l’utilità particolare di coloro ai quali essa è affidata. […]
La società ha il diritto di chieder conto ad ogni agente pubblico della sua amministrazione. […]
Ogni società in cui la garanzia dei diritti non è assicurata, né la separazione dei poteri determinata, non ha costituzione. […]
( Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1789, Preambolo e articoli 12, 15 e 16)

 

Questi invece sono alcuni degli altissimi principi per la cui approvazione all’ONU si batté (vittoriosamente) la valorosa vedova del Massone Franklin Delano ROOSEVELT, sua moglie ELEANOR, (con il sostegno, ci viene suggerito dagli amici di Grande Oriente Democratico, di diversi energici Liberi Muratori progressisti statunitensi e dell’intera ecumene planetaria):

 

Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo


adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 Dicembre 1948


Preambolo

Considerato che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo;
Considerato che il disconoscimento e il disprezzo dei diritti dell'uomo hanno portato ad atti di barbarie che offendono la coscienza dell'umanità, e che l'avvento di un mondo in cui gli esseri umani godono della libertà di parola e di credo e della libertà dal timore e dal bisogno è stato proclamato come la più alta aspirazione dell'uomo;
Considerato che è indispensabile che i diritti dell'uomo siano protetti da norme giuridiche, se si vuole evitare che l'uomo sia costretto a ricorrere, come ultima istanza, alla ribellione contro la tirannia e l'oppressione;
Considerato che è indispensabile promuovere lo sviluppo dei rapporti amichevoli tra le Nazioni;
Considerato che i popoli delle Nazioni Unite hanno riaffermato nello Statuto la loro fede nei diritti fondamentali dell'uomo, nella dignità e nel valore della persona umana, nell'eguaglianza dei diritti dell'uomo e della donna, ed hanno deciso di promuovere il progresso sociale e un migliore tenore di vita in una maggiore libertà;
Considerato che gli Stati membri si sono impegnati a perseguire, in cooperazione con le Nazioni Unite, il rispetto e l'osservanza universale dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali;
Considerato che una concezione comune di questi diritti e di queste libertà è della massima importanza per la piena realizzazione di questi impegni;


L'Assemblea Generale
proclama

la presente Dichiarazione Universale dei Diritti Dell'Uomo come ideale da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni, al fine che ogni individuo e ogni organo della società, avendo costantemente presente questa Dichiarazione, si sforzi di promuovere, con l'insegnamento e l'educazione, il rispetto di questi diritti e di queste libertà e di garantirne, mediante misure progressive di carattere nazionale e internazionale, l'universale ed effettivo riconoscimento e rispetto tanto fra popoli degli stessi Stati membri, quanto fra quelli dei territori sottoposti alla loro giurisdizione.


Articolo 1

Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.


Articolo 2

1. Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciati nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.
2. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del Paese o del territorio cui una persona appartiene, sia che tale Paese o territorio sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi altra limitazione di sovranità.

Articolo 21

1. Ogni individuo ha diritto di partecipare al governo del proprio Paese, sia direttamente, sia attraverso rappresentanti liberamente scelti.
2. Ogni individuo ha diritto di accedere in condizioni di eguaglianza ai pubblici impieghi del proprio Paese.
3. La volontà popolare è il fondamento dell'autorità del governo; tale volontà deve essere espressa attraverso periodiche e veritiere elezioni, effettuate a suffragio universale ed eguale, ed a voto segreto, o secondo una procedura equivalente di libera votazione.

Articolo 22

Ogni individuo in quanto membro della società, ha diritto alla sicurezza sociale nonchè alla realizzazione, attraverso lo sforzo nazionale e la cooperazione internazionale ed in rapporto con l'organizzazione e le risorse di ogni Stato, dei diritti economici, sociali e culturali indispensabili alla sua dignità ed al libero sviluppo della sua personalità.

Articolo 23

1. Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell'impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione.
2. Ogni individuo, senza discriminazione, ha diritto ad eguale retribuzione per eguale lavoro.
3. Ogni individuo che lavora ha diritto ad una remunerazione equa e soddisfacente che assicuri a lui stesso e alla sua famiglia un'esistenza conforme alla dignità umana ed integrata, se necessario, ad altri mezzi di protezione sociale.
4. Ogni individuo ha il diritto di fondare dei sindacati e di aderirvi per la difesa dei propri interessi.

Articolo 24

Ogni individuo ha il diritto al riposo ed allo svago, comprendendo in ciò una ragionevole limitazione delle ore di lavoro e ferie periodiche retribuite.

Articolo 25

1. Ogni individuo ha il diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all'alimentazione, al vestiario, all'abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari, ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità vedovanza, vecchiaia o in ogni altro caso di perdita dei mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà.
2. La maternità e l'infanzia hanno diritto a speciali cure ed assistenza. Tutti i bambini, nati nel matrimonio o fuori di esso, devono godere della stessa protezione sociale.

 

Infine, pur nutrendo diverse riserve critiche (per usare un eufemismo) sul lungo operato di governo di Giulio Tremonti alla corte di Silvio Berlusconi e Umberto Bossi e pur ravvisando alcune palesi contraddizioni insite nelle sue analisi politico-economiche di ieri e di oggi, riportiamo dei passaggi molto efficaci e di per sé condivisibili del suo libro Uscita di sicurezza:

“Per essere chiari: una volta il pronunciamiento lo facevano i militari. Occupavano la radio-tv, imponevano il coprifuoco di notte eccetera. Oggi, in versione post-moderna, lo si fa con l’argomento della tenuta sistemica dell’euro, con il connesso capo d’accusa spiccabile contro un Paese di fare fallire per sua specifica colpa l’intero euro sistema, come se questo da solo e per suo conto fosse invece davvero stabile ( ! ); lo si fa condizionando e commissariando governi e parlamenti; sperimentando la cosiddetta nuova governance europea ‘rafforzata’. Ed è la finanza a farlo, il pronunciamiento, imponendo il proprio governo, fatto quasi sempre da gente con la sua stessa uniforme, da tecnocrati apostoli cultori delle loro utopie, convinti ancora del dogma monetarista; ingegneri applicati all’economia, come era nel Politburo prima del crollo; replicanti totalitaristi alla Saint-Simon […] Gli strumenti normalmente utilizzati sono la turbativa, la manipolazione preventiva del mercato finanziario. Il messaggio trasmesso alla gente è quello tipico dell’ingiunzione forte, tanto forte che nessuno, Stato o cittadino, davvero nessuno può rifiutare di adeguarsi, se non a proprio rischio. E’ così che si veicola la paura. Il coprifuoco è di giorno, con l’angoscioso incombente messaggio, trasmesso a tutti i livelli della popolazione, sugli spread, sui differenziali di interesse fatti crescere verticalmente a carico degli Stati bersaglio. Una tecnica per cui i tassi di interesse diventano la forma di prosecuzione della politica con altri mezzi. L’obiettivo è quello del Parliament Holiday, al posto del Bank Holiday. Con la conseguente possibile sostituzione delle vecchie con ‘nuove’ e non precisamente democratiche forme di governo. E’ così che oggi in Europa la democrazia non è solo debilitata dall’eccesso di sperequazioni interne, con i ricchi che sono sempre più ricchi e i poveri che sono sempre più poveri, ma anche oggetto di nuove forme di pressione esterna. Con la conseguente aggiuntiva perdita di quote della vecchia sovranità nazionale. Ciò che finora si è visto in Europa e in alcuni Stati è solo l’avvio di quello che, se non si prende coscienza, se non si fa resistenza, si vedrà prendere forma in una crescente traslazione di potere fuori dal campo della democrazia repubblicana, in una non scritta – non serve nemmeno più scriverla- Ermächtigungsgesetz . La legge per i pieni poteri d’emergenza ispirata da Carl Schmitt, e con questa l’emergenza – si ripete – di una nuova forma di fascismo, il fascismo finanziario, il fascismo bianco” ( Giulio Tremonti, Uscita di sicurezza, Rizzoli, Milano 2012, pp. 118-120. ).

 

Tanto si doveva per avvisare chi di dovere e anche l’opinione pubblica del POPOLO SOVRANO.

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE (www.democraziaradicalpopolare.it )

[ Articolo del 18-19 marzo 2012 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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