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DRP presenta e rilancia “Il barrito di Barroso e le noccioline di Renzi”

 

 

 

 

Abbiamo particolarmente apprezzato alcuni ragionamenti contenuti in

“Il barrito di Barroso e le noccioline di Renzi”, articolo del 20 marzo 2014 by Francesco Maria Toscano per IL MORALISTA (clicca per leggere).

Specie quando Toscano scrive:

 

“Il Presidente della Commissione europea è nominato proprio dai rappresentanti di quei Paesi, facenti parte dell’Unione, periodicamente bacchettati a beneficio di telecamera . In sostanza si tratta di una immensa messa in scena che serve per spostare l’astio popolare dal primo livello, quello composto dai governanti dei Paesi membri della Ue ancora (per poco?) eletti a suffragio universale, al secondo, quello cioè formato da una serie di grigi burocrati che, su mandato dei primi, si assumono l’ingrato compito di recitare la parte dei cattivi. A cosa serve questa sapiente costruzione? Serve a creare una finta contrapposizione dialettica che permetta a quelli come Renzi di continuare ad affamare il popolo spacciandosi però quale strenuo difensore degli interessi dei  cittadini minacciati dall’eccessivo zelo dei tecnocrati (che lui stesso, in qualità di premier eletto,  nomina e in parte legittima). E’ chiaro il giochino? Proviamo a fare un esempio facile facile. Mettiamo che ognuno di voi abbia degli interessi da difendere e da perseguire, e che per farlo decida di avvalersi della collaborazione di un professionista.  A questo punto, scelto un rappresentante di fatto, quale risultato otterrete agli occhi  dei terzi? Quello di poter comodamente dirottare/scaricare tutte le responsabilità che gravitano intorno alla vostra personalissima sfera di competenza invocando sempre, comunque e a prescindere la libera determinazione del “fantomatico esperto” al quale, per ragioni di pratica convenienza, conferire carta bianca. Che sia vero o no poco importa. Basta la verosimiglianza del racconto e il gioco è fatto. Ora avete tutti gli strumenti per capire come non esista in realtà nessuna frizione tra Renzi e Barroso, tra Renzi e Merkel o tra Renzi e Topo Gigio. Sono tutte maschere della stessa commedia che recitano, da copione, parti differenti…”,

 

constatiamo compiaciuti che egli ha centrato in pieno il meccanismo del “gioco delle parti fra diversi players del potere in questa Europa matrigna e anti-europeista”, così come spesso denunciato da Noi di DRP e/o dai Massoni di GOD, i quali proprio poche ore fa ribadivano il concetto con le analisi contenute in

L'aspirante massone Matteo Renzi, La Gabbia di Gianluigi Paragone, Nessuno, Dagoreport, e i reali rapporti del premier italiano con i massoni oligarchici Mario Draghi e Giorgio Napolitano (clicca per leggere).

In particolare, ci riferiamo a questi passaggi di tale intervento dei “massoni democratici”:

 

“Con poca fantasia e ancor minore cognizione di “come stiano realmente le cose nelle stanze del potere”, anche il fantomatico “Nessuno” - il quale pretende di saper disvelare i più remoti “penetrali dell’establishment” italiano ed extra-italiano a beneficio dei telespettatori de La Gabbia di Gianluigi Paragone - ha clamorosamente toppato sul senso reale della strana coincidenza fra i richiami di BCE e FMI all’Italia su deficit e conti pubblici, nello stesso momento in cui Matteo Renzi illustrava le sue (flebili) manovre per rilanciare i consumi e dare qualche soldo più in busta paga a lavoratori con basso reddito.
Mentre Dagoreport e “Nessuno” si immaginavano un conflitto tra Napolitano-Draghi-Lagarde e Matteo Renzi, “richiamato all’ordine” in quanto intenzionato ad elevare il rapporto Deficit/PIL da 2,6% al 3% (sai che grande cosa!), la realtà era piuttosto quella del ben collaudato format che vede periodicamente Mario Draghi
far finta di confliggere con Jens Weidmann della Bundesbank, mentre Angela Merkel simula di fare da moderata mediatrice.
In queste messinscene, d’altronde, ci guadagnano tutti gli attori coinvolti.
Ci guadagnano, lucrando sulla pelle del popolo, trattato per di più come minchione.
Il massone reazionario Weidmann, che recita il ruolo del cattivissimo e arcigno custode della super-ortodossia dei conti tedeschi ed europei, si limita a fare se stesso, mentre il massone altrettanto reazionario Mario Draghi viene presentato come l’
eroe buono che cerca di attenuare quel rigore (ma proprio non può, oltre un certo limite, perché Weidmann vigila e abbaia…) e di utilizzare la BCE per salvare le nazioni…Alla sorella Angela Merkel, invece, il ruolo di mediatrice, sempre un po’ cattivella, ma infinitamente meno terribile ed estremistica di Weidmann.
Risultato: poiché spinte uguali e contrarie si bilanciano e neutralizzano fra loro, tutto rimane sempre come prima e la BCE prosegue indisturbata a prestare miliardi di euro a tassi bassissimi alle banche (le quali utilizzano questi soldi, sempre e soltanto quando e se glielo impone Draghi, per acquisire titoli di Stato dei paesi europei, e/o per farsi i propri privati affari), ma non impegna nemmeno un euro per finanziare in modo diretto o indiretto la ripresa dell’economia reale. Meglio ancora, dall’EuroTower di Francoforte si minacciano costantemente i governi delle nazioni europee in crisi che, se non provvedono rapidamente a smantellare welfare e servizi sociali, se non avviano massicce privatizzazioni e dismissioni di aziende e beni pubblici, se non praticano sanguinosissime
spending review, il Venerabilissimo Maestro della BCE provvederà a ripetere ad hoc il trattamento a suo tempo riservato all’ultimo governo Berlusconi: ovvero cessazione sistemica nell’acquisto di titoli di Stato di questo o quel paese e moral suasion verso banche e investitori per vendere i medesimi titoli, provocando così un progressivo e logorante aumento dello “spread” con i titoli tedeschi…
D’altra parte, dopo aver imposto all’Italia, alla Grecia, alla Spagna, al Portogallo e all’Irlanda governi tecnocratici e/o politici guidati da fedeli esecutori di politiche recessive e depressive, l’astutissimo Mario Draghi (che nulla aveva fatto per mesi, onde abbassare lo spread dei titoli statali europei in sofferenza) ha avuto anche l’impudenza di presentarsi e farsi rappresentare dai media compiacenti e asserviti come “il salvatore dell’economia europea”…
In virtù di cosa?
In virtù del fatto che, con colpevole, doloso e scientifico ritardo, si è limitato a far presente che la BCE avrebbe anche potuto agire come “Banca prestatrice/acquirente secondaria di ultima istanza” rispetto ai titoli statali europei in sofferenza.
Peccato che ormai molte società ed economie europee (compresa quella italiana) erano state “commissariate” e macellate allegramente a suon di tagli, aumento delle tasse, altri provvedimenti volutamente recessivi.
Ebbene, la pantomima fra Matteo Renzi e Napolitano/Draghi/Lagarde/Merkel è analoga.
L’aspirante massone Matteo Renzi partorisce il “topolino” di pochi miliardi che non cambieranno una virgola nello stato disastroso dei consumi italiani (i famosi 80 euro in più ad alcuni lavoratori -ampiamente compensati in senso recessivo da tagli vari alla spesa pubblica e dunque da sottrazione di reddito a fornitori e prestatori d’opera coinvolti in tale “spesa rivista”- più altri simili pannicelli caldi) ma, siccome anche queste inoffensive e insignificanti misure vengono stigmatizzate da BCE, UE e FMI come “non allineate” all’obiettivo di far calare ulteriormente il livello del rapporto Deficit/PIL, ecco che Renzi viene rappresentato come un coraggioso e gagliardo premier che “osa sfidare” la famigerata Troika e tutta l’euro-tecnocrazia al seguito di essa.
Cazzate.
Cazzate mistificatorie, manipolatrici e anche infami.
Non esiste alcun conflitto o differenza di vedute sostanziale tra Napolitano/Draghi/Lagarde, etc. e Matteo Renzi.
Tutti insieme appassionatamente recitano i ruoli dei “poliziotti buoni o cattivi” a secondo delle circostanze (come quando il Fratello contro-iniziato Napolitano andò a tuonare contro l’austerità all’Europarlamento…e poi, ancora adesso, difende come assoluti i parametri del Fiscal Compact che di quella austerità sono l’espressione operativa più brutale e assurda).”

 

Passando oltre, siamo curiosi di sapere come risponderà Francesco Maria Toscano agli interrogativi che egli stesso si è posto alla fine del suo pezzo

“Il barrito di Barroso e le noccioline di Renzi”, articolo del 20 marzo 2014 by Francesco Maria Toscano per IL MORALISTA (clicca per leggere):

 

“C’è una razionalità in tutto ciò? Parrebbe di no. E invece la risposta esatta è sì. I nostri politici non sono liberi. Selezionati proprio in ossequio al criterio della “ricattabilità” utilizzano i media solo per parlarsi in codice. Berlusconi è un caso limite, ma anche gli altri non scherzano. Ricordate il Fassina che poco prima delle elezioni politiche dello scorso anno si precipitava in Inghilterra per giurare dalle colonne del Financial Times che il suo centrosinistra avrebbe continuato a fare da cameriere ai consessi massonici reazionari serviti dal becchino Monti? O, più recentemente, le parole di Renzi che invitava Letta a sforare il 3%, salvo immediata e squallida retromarcia una volta varcato il portone di Palazzo Chigi? Ci vuole molto a capire che non abbiamo a che fare con uomini liberi, ma con figuranti pagati a peso d’oro per interpretare una tragedia scritta da autori nascosti e malefici ma intelligenti? Vi lascio con due interrogativi buoni per la notte. Questa mia lettura è vera? E, nel caso fosse vera, il termine “democrazia” (anche nella sua versione minimalista e ammaccata) rimarrebbe compatibile con l’accettazione di simili premesse? Domani proverò (proveremo?) ad affrontare la faccenda. Spero in termini chiari, limpidi, forti, virulenti e netti. Senza indulgenze né retorica. I deboli di cuore tornino dopodomani. Grazie.”

 

O meglio: al primo interrogativo, quando Toscano si domanda se la sua lettura è veritiera, per parte nostra rispondiamo di “si”, al netto di tutte le iperbole ed esagerazioni retoriche della prosa del “Moralista”.
Più interessante conoscere la risposta al secondo interrogativo:

 

“il termine “democrazia” (anche nella sua versione minimalista e ammaccata) rimarrebbe compatibile con l’accettazione di simili premesse?”.

 

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE (www.democraziaradicalpopolare.it)

[ Articolo del 21 marzo 2014 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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