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DRP presenta e commenta “Keynes e l’Europa: una relazione complicata”, articolo by Giacomo Bracci

 

 

 

 

Non c’è che dire, Giacomo Bracci si conferma un giovane analista e attivista (presso EPIC, Economia per i cittadini, www.economiapericittadini.it, su questioni di rilevanza politica, economica e civile) talentuoso e brillante.
Infatti, anche

“Keynes e l’Europa: una relazione complicata”, articolo del 30 gennaio 2014 by Giacomo Bracci per IL MORALISTA (clicca per leggere),

ci è molto piaciuto per lucidità espositiva, capacità sintetica, chiarezza ermeneutica.
Con un unico appunto.
Quando Bracci scrive:

 

La speranza di FED e BCE, perciò, è che fornendo liquidità al sistema bancario sia possibile far arrivare fondi all’economia reale sotto forma di maggiori prestiti. Il combinato disposto di grandi masse di liquidità e tassi d’interesse sempre più bassi praticati dalle banche centrali dovrebbe, nell’idea dei banchieri centrali, incentivare il settore privato ad indebitarsi di più per far ripartire i consumi e gli investimenti, e riattivare la crescita dei redditi grazie ad una maggiore inflazione.
Ma non è andata poi così bene. I risultati sono quelli che potete osservare nelle Figure 1 e 2, che prendono in considerazione l’andamento dei prestiti al settore privato non finanziario e del tasso d’inflazione core per l’Italia:


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Figura 1: Prestiti al settore privato non finanziario (fonte: Banca d’Italia).


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Figura 2: Tasso di inflazione core per l’Italia (fonte: ISTAT).


             La ragione sottostante al fallimento di questa politica è chiara: i modelli teorici con cui la BCE ha finora analizzato il contesto macroeconomico ritengono che il semplice aggiustamento del tasso di inflazione e dei tassi d’interesse (ovvero, la politica monetaria) possa di per sé riattivare la crescita economica, come ha spiegato ad esempio l’economista Marco Veronese Passarella in un’intervista concessa ad Economia Per I Cittadini.

 

, commette un grosso errore di valutazione sul piano politologico, rimanendo all’interno di un’ottica esclusivamente economicistica.
Bracci, cioè (ma questo è un errore comune a tantissimi analisti della situazione dell’eurozona, compreso l’economista Marco Passarella, talvolta spacciato per keynesiano, quando invece si tratta di un vetero-marxista anche un po’ sopravvalutato come economista tout-court) mostra di credere alla narrazione di coloro che presentano la crisi economica dell’area europea come il frutto dell’applicazione insipiente di modelli teorici sbagliati.
I poveri euro-tecnocrati- Mario Draghi in testa- e tutti quei governanti del Vecchio Continente che ne avallano l’operato, secondo questa narrazione ingenua e grottesca, hanno soltanto applicato delle ricette economiche sbagliate, per intrinseca stupidità e ottusa affezione a un certo tipo di pensiero monetarista e neoliberista.
Dunque, proseguono i corifei di tale narrazione, basterà che i governanti dell’eurozona aprano gli occhi sulla fallacia dei loro modelli e, come per magia, essi potranno auto-emendarsi e mettere in atto nuove politiche economiche salvifiche dell’interesse generale.
Ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da piangere.
Le cose non stanno così.
Le cose, purtroppo, sono molto più complicate.
Noi crediamo che Bracci lo sappia/abbia già avuto modo di comprenderlo e saperlo, ma che, alla fine, il conformismo imperante di questa versione soft della crisi (un mero errore economicistico di valutazione, cui porre presto rimedio con la forza ragionevole della logica keynesiana…), lo abbia indotto ad accodarsi- almeno nel contesto del contributo che stiamo esaminando- ad una interpretazione tremendamente ingenua delle vere dinamiche del potere, in Europa e altrove.
In realtà, quello che sta accadendo è esattamente quanto alcuni desiderano che accada.
Si tratta di un progetto, non di una cospirazione o di un complotto.
Ne parliamo spesso, dalle pagine di questo sito (www.democraziaradicalpopolare.it) e ne parlano diffusamente anche i Massoni di GOD dal loro sito ufficiale (www.grandeoriente-democratico.com).
Ne abbiamo parlato – congiuntamente ai Massoni democratici - in contributi lontani come

La Catastrofe europea e occidentale. Grande Oriente Democratico e Democrazia Radical Popolare avevano previsto per tempo (dall’estate 2011) quello che sarebbe accaduto, e l’avevano ribadito anche all’indomani degli stolti commenti ottimisti sul vertice europeo di Bruxelles del 28-29 giugno 2012:… (clicca per leggere),

ed anche in altri recenti come

DRP rilancia e chiosa "Ecco come Merkel e Draghi cuociono l'Italia e gli altri PIIGS", articolo by Guido Iodice per KEYNES BLOG (clicca per leggere)

DRP presenta e commenta "La disoccupazione di massa è una scelta politica?", articolo by Piergiorgio Gawronski e Giorgio La Malfa per IL FATTO QUOTIDIANO, presentato prima su IL SOLE 24 ORE con il titolo "Serve un acceleratore della crescita" (clicca per leggere).

Soprattutto, se ne era parlato in una intervista in cui il buon Giacomo Bracci ha messo più che uno zampino…, e cioè in

“La crisi economica e il Back-Office del Potere: incontro con Gioele Magaldi”, articolo del 6 maggio 2012 per AIRESIS:YOUR CHOICE (clicca sopra per leggere),

cui fece seguito

Commento di Grande Oriente Democratico a "La crisi economica e il Back-Office del Potere: incontro con Gioele Magaldi", articolo del 6 maggio 2012 per AIRESIS: YOUR CHOICE (clicca per leggere).

Speriamo tanto che, nel dibattito sulle cause della crisi economica in corso in Europa, la si smetta di attribuire tutto alla (inesistente) incompetenza e alla (presunta) ottusità di tecnocrati e politicanti (l’ottusità riguarda le pedine del “progetto”, non i suoi ideatori o i suoi esecutori più blasonati), ma si metta da parte anche l’altra soluzione della “necessità metafisica” e dell’intervento imperscrutabile dello Spirito Santo…
La storia umana, se la si voglia interpretare e raccontare con senso critico, rigore filologico e acribia laica, si articola secondo la dialettica (non in senso hegeliano-marxiano, ma semplicemente intesa come relazione significativa e incontro/scontro tra entità) di idee, progetti e gruppi di interesse diversificati fra loro, talora convergenti, talaltra in stridente e feroce conflitto.
Quello che accade oggi in Europa non è frutto del Caso, della Provvidenza o dell’insipienza.
E’ frutto di un progetto lungamente preparato negli anni ’70, ’80 e ‘90, e infine messo in incalzante esecuzione, con diverse tappe, in questi primi anni del XXI secolo.
Prima si aprono definitivamente gli occhi su tutto ciò, meglio sarà per tutti.

 

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE (www.democraziaradicalpopolare.it)

[ Articolo del 31 gennaio-1 febbraio 2014 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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