Content Banner  

 

DRP presenta e commenta: “A proposito di ciò che il PD dovrebbe essere o non essere… fare o non fare”, articolo by Sergio Magaldi per LO ZIBALDONE DI SERGIO MAGALDI

 

 

 

 

Ci riferiamo all’interessante scambio dialettico originato da

“Napolitano e la regia nella commedia dell’arte”, articolo del 21 marzo 2013 by Sergio Magaldi per LO ZIBALDONE DI SERGIO MAGALDI (clicca per leggere),

proseguito con

DRP presenta: "Napolitano e la regia della commedia dell'arte, articolo by Sergio Magaldi" (clicca per leggere),

e ancora con

“A proposito di ciò che il PD dovrebbe essere o non essere…fare o non fare”, articolo del 23 marzo 2013 by Sergio Magaldi per LO ZIBALDONE DI SERGIO MAGALDI (clicca per leggere).

Circa quest’ultimo, interessante contributo di Magaldi Senior, osserviamo che, certo, Democrazia Radical Popolare, quale Movimento politico meta-partitico d’opinione, nato per favorire la “riunione di ciò che è sparso” nell’area progressista di centro-sinistra (vedi Chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo, clicca per leggere, e Oltre le Destre, i Centri e le Sinistre del XX secolo: un Nuovo Centro-Sinistra per l’Italia del XXI secolo, clicca per leggere, e 10 Serie di Proposte per il Governo dell’Italia dal 2013 in poi, da Democrazia Radical Popolare al Nuovo Centro-Sinistra (da costruire sulle ceneri del Vecchio), clicca per leggere), si occupa costitutivamente, fra le altre cose, di

“suggerire al PD e a Bersani che cosa debbano fare”,

tanto più dopo che gli stessi massimi dirigenti del Partito Democratico hanno dimostrato, a partire dall’autunno 2011 e fino ad oggi, di “avere sbagliato tutto quello che potevano sbagliare”, finendo per “non vincere pienamente” delle elezioni parlamentari che avrebbero potuto stravincere, se solo avessero interiorizzato le teorie e le prassi suggerite da Noi di DRP come centro “intellettuale/ideologico collettivo progressista” in numerosi interventi e le raffinatissime analisi e proposte orientative contenute in famosi editoriali di Gioele Magaldi, quali

Editoriale del 14 ottobre 2011: "Se esistesse un Nuovo Centro-Sinistra, italiano, europeo e statunitense, avrebbe un'autostrada e archi di trionfo davanti a sè, in questi tempi di fallimento del neoliberismo di destra e dei suoi derivati" di Gioele Magaldi (clicca per leggere)

Editoriale del 22 febbraio 2012: "Socialismo Liberale. Non Socialdemocrazia in senso classico e nemmeno Terza Via di Anthony Giddens e della defunta ditta Bill Clinton-Tony Blair", di Gioele Magaldi (clicca per leggere)

Editoriale del 7-9 maggio 2012: "I veri anti-europeisti Merkel, Sarkozy, Draghi, Van Rompuy, Monti, Papademos, Rajoy, etc., agenti e/o ascari della Tecnocrazia, e il Socialismo Liberale per un'Europa unita a sovranità popolare", di Gioele Magaldi (clicca per leggere).

D’altronde, Noi non abbiamo contestato a Sergio Magaldi di aver suggerito al PD cosa dovrebbe fare o non fare, essere o non essere (anzi, riteniamo un arricchimento del dibattito pubblico il contributo personale di Magaldi Senior a questo proposito), abbiamo solo detto di non condividere

“alcune analisi e giudizi di Sergio Magaldi, specie a proposito di cosa dovrebbero fare o non fare (e per quali ragioni) il Partito Democratico e Pierluigi Bersani.”

Quanto al novello ragionamento di Magaldi Padre in

“A proposito di ciò che il PD dovrebbe essere o non essere…fare o non fare”, articolo del 23 marzo 2013 by Sergio Magaldi per LO ZIBALDONE DI SERGIO MAGALDI (clicca per leggere),

allorché scrive

“Se non ho dato gli stessi “consigli” di DRP è unicamente perché avevo presente che il PD è un partito assai composito, formato di “amici” e “compagni”, tra loro divisi trasversalmente in correnti e sottocorrenti e che il presidente Napolitano, in virtù della scrupolosa osservanza delle norme costituzionali che da sempre ne caratterizza l’azione, mai avrebbe dato a Bersani un mandato pieno, mancando di fatto una maggioranza precostituita.”

E qui, possiamo dire di non condividere granché l’idea che, “in virtù di una scrupolosa osservanza delle norme costituzionali”, non sarebbe stato giusto e opportuno dare a Bersani un mandato pieno.
Infatti, Bersani è il leader della Coalizione che ha la maggioranza assoluta alla Camera dei Deputati e quella relativa al Senato della Repubblica.
Come abbiamo illustrato e spiegato anche in

DRP e la mezza cazzata di Pierluigi Bersani (clicca per leggere),

il Presidente Napolitano aveva, se non l’obbligo (in questo campo egli ha delle prerogative non vincolanti in senso assoluto), quantomeno il diritto-dovere di dare al Segretario PD un incarico più forte e autorevole (cioè senza condizioni), proprio per favorire con maggiori possibilità di successo il traguardo di un voto di fiducia in entrambi i rami del Parlamento.
Che dire, invece, delle considerazioni finali di Sergio Magaldi, contenute nel suo utilissimo intervento di poche ore fa,

“A proposito di ciò che il PD dovrebbe essere o non essere…fare o non fare”, articolo del 23 marzo 2013 by Sergio Magaldi per LO ZIBALDONE DI SERGIO MAGALDI (clicca per leggere):

“Senza contare che, in una simile congiuntura, come una parte sempre crescente in questi giorni di coloro che militano nel suo partito di provenienza, egli vede di buon occhio un governo di “larghe intese” che, affrontando i problemi più immediati del Paese,  approvi una nuova legge elettorale e indìca nuove elezioni nell’arco di un paio d’anni. Prospettiva che giustamente i “giovani turchi” ritengono dannosa perché svuoterebbe ancora l’elettorato del PD a vantaggio del M5S, ma che nei disegni di altri, nel PD, trova consensi e rappresenterebbe persino una strategia vincente: con l’adozione di provvedimenti importanti [?!] e soprattutto con l’introduzione di una legge elettorale che ripristini il voto di preferenza e istituisca magari il doppio turno, si spunterebbero le armi del M5S, riducendo di molto la sua consistenza parlamentare. Proprio ad evitare sia le elezioni a breve tempo, che a mio giudizio e come ho scritto nel post in questione, favorirebbero il centro-destra, sia il governo delle “larghe intese” ma del “nessun cambiamento”, auspicavo, non da parte di Bersani o del PD, ma direttamente dal capo dello stato, l’emergenza di un governo che, nello spirito adottato nel dopo-voto dalla coalizione “Italia, bene comune”, rappresentasse l’occasione storica di un reale mutamento della politica italiana.”

Lasciando da canto – ce ne occuperemo nei prossimi giorni –  ciò che si muove all’interno del PD (ivi compresa la querelle relativa a quel Matteo Renzi amatissimo dalle stesse oligarchie massoniche conservatrici e reazionarie che dall’autunno 2011 avevano sostenuto il loro diretto proconsole fraterno, Mario Monti), dopo la sciagurata operazione con la quale Giorgio Napolitano ha nominato un masnadiero funesto come Mario Monti Senatore a vita e gli ha dato sostegno incondizionato sino a poche ore prima del voto di fine febbraio 2013 (andando persino a vantarne le lodi sperticate alla Casa Bianca, in visita a Obama, con pochissima “osservanza delle norme costituzionali” e anzi commettendo un palese abuso delle prerogative quirinalizie), DIO ci guardi e liberi da un altro “Governo del Quirinale” e da altri “esecutivi di emergenza o salute pubblica”.
Noi di DRP, invece, inseriti come siamo nella consolidata tradizione democratica e liberale occidentale, invochiamo un Governo politico con relativa maggioranza politico-parlamentare ben definita e il più possibile coerente, la quale legiferi (per qualche mese o per qualche anno, a secondo di quanto durerà questa legislatura) in nome del POPOLO SOVRANO e non a rimorchio di NOTABILATI TECNICI di nomina quirinalizia e ascendenza sovra-nazionale.
Se non c’è alcuna maggioranza politico-parlamentare coerente almeno su una serie di priorità per il Bene del Paese (vedi la trasfigurazione degli asfittici 8 punti bersaniani nei 14 punti illustrati in Comunicato ufficiale di DRP: Bersani accetti soltanto un mandato pieno come presidente del consiglio incaricato, per cercare con la calma e il tempo necessari una maggioranza anche in Senato (alla Camera i progressisti e democratici sono già maggioritari, non si dimentichi, da essi non si può prescindere). Altrimenti rinunci e il PD chieda il ritorno alla urne in tempi rapidissimi, eventualmente varando prima una nuova legge elettorale maggioritaria a doppio turno, clicca per leggere, e ribaditi in DRP e la mezza cazzata di Pierluigi Bersani, clicca per leggere), allora si torni al voto, e anche il più presto possibile.

 

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE (www.democraziaradicalpopolare.it)

[ Articolo del 23-24 marzo 2013 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per comunicazioni, scrivete a: info@democraziaradicalpopolare.it