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DRP presenta e chiosa “Segreti di Pulcinella”, articolo by Sergio Magaldi

 

 

 

 

Dopo aver proposto alla lettura, in queste stesse ore,

“Renzi, il canto delle sirene e Beppe Grillo”, articolo del 10 febbraio 2014 by Sergio Magaldi per LO ZIBALDONE DI SERGIO MAGALDI (clicca per leggere),

commentato brevemente in

DRP presenta “Renzi, il canto delle sirene e Beppe Grillo”, articolo di Sergio Magaldi (clicca per leggere),

suggeriamo ai nostri lettori di esaminare anche i contenuti di

“Segreti di Pulcinella”, articolo dell’11 febbraio 2014 by Sergio Magaldi per LO ZIBALDONE DI SERGIO MAGALDI (clicca per leggere).

Contenuti interessanti, ricchi di arguzia e ironia.
Che ci suggeriscono nondimeno un paio di chiose.
Poiché il sistema mediatico italiota è totalmente ipocrita e mistificatorio, finché tutti gli addetti ai lavori almeno minimamente informati dei fatti sapevano benissimo ciò che era accaduto nella primavera del 2011 (prima ancora del mese di giugno “incriminato” dalle rivelazioni di Alan Friedman), ma nessun diretto interessato (come Monti ed altri) ne aveva mai parlato pubblicamente, il problema era come se non esistesse…
Un minuto dopo il falso e ipocrita scoop dell’agente di molti padroni Alan Friedman, ecco tutti a scoprire l’acqua calda o i Segreti di Pulcinella, come osserva beffardo Sergio Magaldi.
Ma è la legge aurea del giornalismo asservito, censorio, auto-censorio, mistificatorio e manipolatorio: parlare della realtà che si nasconde sotto i veli della distrazione di massa quotidiana solo quando qualcuno di abbastanza potente lo ordini o lo propizi…
Come esplicato in

L’aspirante massone Matteo Renzi a Palazzo Chigi, fra spinte massoniche reazionarie e auspici massonici progressisti. Sottotitolo: Come sono andate effettivamente le cose nei mesi e nei giorni scorsi, a partire dalla graduale bastonatura del Fratello Napolitano…(clicca per leggere).

qualcuno ha avuto interesse a bastonare Napolitano (senza fargli troppo male, peraltro) e allora finalmente si parla di ciò che tutti sapevano ufficiosamente ma nessuno ammetteva ufficialmente.
Seconda chiosa: forse Sergio Magaldi, mosso da generosità d’animo e benevola indulgenza, ha voluto condonare molte questioni a Giorgio Napolitano, scrivendo

“Scrive giustamente L’Unità di questa mattina “Giù le mani da Napolitano”, nell’inconscia autocritica di dover difendere da accuse ingiustificate un uomo di quasi novant’anni che, magari sbagliando, ha cercato in buona fede di agire a vantaggio dell’Italia e nell’intento di coprire un sistema politico corrotto e vergognoso, incapace persino di darsi una legge elettorale in grado di garantire la governabilità.”

Abbiamo creduto anche Noi per molto tempo agli “sbagli in buona fede di Napolitano” dal 2011 in poi.
Solo che… errare humanum est, perseverare autem diabolicum….
La buona fede poteva valere per la chiamata di Mario Monti.
Non certo per la costruzione pervicace e proterva del Governo Monti-bis, cioè dell’esecutivo guidato con esiti disastrosi da Enrico Letta (non fare nulla in tempo di gravissima crisi è la cosa più devastante che esista, persino più esiziale dell’analogo non-governo di Monti, caratterizzato però dalle funeste “leggi Fornero” su pensioni e lavoro, da tasse odiose e controproducenti come quelle sulla casa e l’aumento dell’iva, dal suicidio politico-economico del sistema-Italia per mezzo dell’approvazione del fiscal compact e del pareggio di bilancio costituzionale, e così via).
In realtà, le cose sono ancora più complesse, perché Napolitano, al contrario di Draghi, Monti e Letta (pienamente consapevoli di dover determinare la de-industrializzazione dell’Italia  e il suo impoverimento costante e inesorabile, per le finalità che abbiamo spiegato in tanti altri contributi: disoccupazione generalizzata significa manodopera a basso prezzo per coloro che compreranno le aziende italiane pubbliche e private in svendita; la crisi facilità l’accelerazione sul ricco business delle privatizzazioni; l’Italia deve diventare il laboratorio principe europeo per mostrare che la vera governance è ormai passata ad un livello tecnocratico ed elitario, mentre il popolo se la può anche andare a prendere nel c…, e scordarsi qualsivoglia forma di sovranità, etc.), ha sempre ritenuto che l’austerity su base nazionale e la stessa perdita di sovranità economico-finanziaria del Paese sarebbero state compensate da politiche più “espansive” sul piano europeo.
Così gli era stato spiegato.
E lui ci aveva creduto, con la stessa disciplina obbediente con la quale nel 1956 aveva creduto agli ordini impartiti da Mosca sulla bontà, giustezza e utilità filantropica… della repressione militare sovietica ai danni del popolo ungherese…
Ma il popolo italiano ha davvero bisogno di un simile presidente?
Di un individuo così esiziale nel suo operato, sia che ne si voglia considerare il comportamento in buona, oppure in cattiva fede?
Ai posteri e a Sergio Magaldi l’ardua sentenza…

 

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE (www.democraziaradicalpopolare.it)

[ Articolo del 7-14 febbraio 2014 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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