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DRP presenta  “LA CRISI IN PORTOGALLO”, articolo di DANIELE CAVALEIRO

 

 

 

 

Nel contributo scritto il 07 marzo 2012 sulla crisi economica che stava attraversando il Portogallo, mi chiedevo: le politiche di rigore che la troika sta imponendo ai vari Stati funzionano davvero?
(NDR: il contributo in questione è "L'austerità della TROIKA (UE, BCE, FMI) che fallisce in Portogallo e la MMT per la ripresa dell'Europa", articolo del 7 marzo 2012 by Daniele Cavaleiro , clicca per leggere)

Da quel mio modestissimo contributo è passato più di un anno, ma purtroppo la situazione del popolo lusitano non è affatto cambiata, o meglio, non è migliorata.
Il premier portoghese ha annunciato l'ennesimo piano di austerità, per cercare di far fronte alla spesa pubblica e per soddisfare le richieste dei creditori internazionali. Tale piano prevede un allungamento dell'età pensionabile fino a 65 anni di età, la soppressione di circa 30 mila impieghi pubblici e l'aumento delle ore di lavoro da 35 a 40 ore settimanali.
Il risultato ottenuto, a parer mio, è disastroso.
Il popolo portoghese ha dato di nuovo dimostrazione del suo malcontento e disagio il 25 maggio 2013, manifestando in piazza a Lisbona contro le politiche di austerità e chiedendo a gran voce le dimissioni del governo. In questi giorni stanno protestando anche gli insegnanti delle scuole superiori, mettendo in grande crisi oltre 75 mila studenti che devono sostenere gli esami di stato per il diploma.
Questo piano è la evidente dimostrazione di come il premier portoghese, Pedro Passos Coelho, sia un umile esecutore delle richieste della Troika (Ue, BCE e FMI). Nominato Primo Ministro dopo la vittoria alle elezioni del Partito Socialdemocratico, Pedro Passos Coelho guida una coalizione di centro-destra ultra conservatrice, totalmente inadeguata nel gestire ed attuare le grandi riforme di cui il Portogallo e l'Europa intera hanno fortemente bisogno.
La situazione sociale del Portogallo è veramente al limite dell'esplosione e della sopportazione.
Da un sondaggio condotto dall'Istituto Eurosondages, su un campione rappresentativo, si evince che l'82% dei portoghesi ritiene utile chiedere la ri-negoziazione dell'accordo sottoscritto con la Troika; il 47,8% ritiene che l'attuale governo di centro-destra non avrebbe mai dovuto firmare l'accordo con la Troika; il 55,1% sostiene che la situazione economica si sia aggravata e che si aggraverà ulteriormente. La Fondação Manuel Francisco do Santos, attraverso l'elaborato “Ritratto del Portogallo”,  equivalente al nostro rapporto ISTAT, descrive il Portogallo come un paese a terra, con una disoccupazione al 17,3%; un elevato numero di pre-pensionamenti (oltre 170 mila); una spesa pubblica per l'istruzione pari al 4% del PIL tra il 2011 ed il 2012 (l'anno precedente era dell'8,5%) e quella per la Sanità ridotta al 6,3% rispetto al 9,8% dell'anno precedente.
Questi numeri non possono e non devono lasciarci disinteressati di fronte alla difficile situazione economica e sociale che stanno affrontando i nostri concittadini europei.
Inoltre, vanno segnalate, oltre alle forti proteste del popolo lusitano in generale, anche le numerose prese di posizione di autorevoli intellettuali portoghesi, come ad esempio quelle espresse nel libro dell'economista João Ferreira – Porque dovemos sair do Euro (Perchè dobbiamo uscire dall'Euro).
Personalmente, da europeista convinto, non ritengo giusto attuare politiche di fuoriuscita dall'euro, come consigliato dall'economista João Ferreira nel suo libro, ma credo fortemente necessaria l'attuazione di serie politiche di riforma dell'Euro e soprattutto dell'Europa, la quale deve diventare sempre più una Europa di popoli, chiudendo definitivamente questa Europa di banche e banchieri. Quindi, invito il popolo e gli intellettuali portoghesi, ad approfondire, divulgare e promuovere nuove e lungimiranti teorie economiche di stampo neo-kenesyano, in grado di far uscire il Portogallo e l'Europa dalla Grande Crisi nella quale ci troviamo incastrati.
Non riesco a spiegarmi perché gran parte dei mass-media non prendano minimamente in considerazione la profonda crisi che sta attraversando il Portogallo. Forse per la scarsa dimensione del paese? Non saprei, so soltanto che la protesta sociale diventa ogni giorno più forte, i cittadini portoghesi stanno scendendo nelle piazze in massa intonando canti rivoluzionari, ed a volte sembra proprio di essere tornati indietro nel tempo, al 1974.

DANIELE CAVALEIRO

[ articolo scritto il 18 giugno 2013]

 

POST SCRIPUTM  a cura della Redazione di DRP:

L’articolo di Daniele Cavaleiro è stato scritto qualche giorno fa, ma, nel frattempo, la situazione portoghese si è ulteriormente aggravata, come ben illustrato in

“E DUE! ANCHE IL MINISTRO DEGLI ESTERI PORTOGHESE SI È DIMESSO, QUESTA VOLTA I DERIVATI NON C'ENTRANO, NON HA GRADITO LA SCELTA DELLA NUOVA MINISTRA DELL'ECONOMIA TROPPO IN LINEA CON LE POLITICHE DI AUSTERITÀ E RIGORE IMPOSTE DALLA UE - 2. LA CRISI È PIÙ GRAVE DI QUANTO SI PENSI, LA CURA MERKEL HA RIDOTTO IL PORTOGALLO AD UNA LANDA ECONOMICA DESOLATA IN CUI SI EMIGRA COME NELL'ITALIA DEGLI ANNI ‘30 E SI LAVORA SOLO PER PAGARE TASSE CHE SERVIRANNO A PAGARE GLI INTERESSI SUL DEBITO - 3. LISBONA È LO SPECCHIO DEL NOSTRO FUTURO, LO DICE CHIARAMENTE IL MINISTRO DELLO SVILUPPO ZANONATO"LA CRISI STA PER PASSARE UN PUNTO DI NON RITORNO”, pezzo del 3 luglio 2013 per DAGOSPIA (clicca per leggere).

 

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE (www.democraziaradicalpopolare.it)

[ Articolo del 30 giugno- 5 luglio 2013 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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