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DRP loda il Movimento 5 Stelle per il nuovo spirito dialogico inaugurato con la presentazione del Democratellum

 

 

 

 

In attesa di commentare adeguatamente gli accenni di un nuovo corso per il Movimento 5 Stelle, DRP loda lo spirito dialogico e costruttivo – al di là del merito della proposta elettorale pentastellata - inaugurato e ufficializzato nella

“Lettera aperta a Matteo Renzi”, articolo del 16 giugno 2014 per IL BLOG di BEPPE GRILLO (clicca per leggere).

Lodiamo e apprezziamo, perché sembra che, finalmente, qualcuno abbia iniziato ad interiorizzare le critiche costruttive - ancorché sferzanti - da Noi e da altri vicini a Noi espresse in diversi interventi.
Di questi interventi, ricordiamo, tra i più recenti:

Beppe Grillo:  E se domani… la smettessi di comportarti come un cialtrone pseudofascista, pseudoleghista, filoborbonico e opportunista, trasformando il M5S in un movimento serio, democratico e pluralista? (clicca per leggere)

“Il Movimento 5 Stelle è ora ufficialmente invotabile. Casaleggio ha gettato la maschera”, articolo del 20 aprile 2014 by Francesco Maria Toscano (clicca per leggere)

“La rete dovrebbe potersi esprimere sull’espulsione di Gianroberto Casaleggio”, articolo del 21 aprile 2014 by Francesco Maria Toscano (clicca per leggere)

“Grillo educhi i suoi seguaci al pensiero critico. ‘Credere, obbedire, combattere’ ha fatto il suo tempo”, articolo del 27 aprile 2014 by Francesco Maria Toscano (clicca per leggere)

“Il Movimento 5 Stelle è il partito peggiore. Ad eccezione di tutti gli altri”, articolo del 5 maggio 2014 by Francesco Maria Toscano (clicca per leggere)

“E’ meschino paragonare Grillo a Hitler. Semmai è Casaleggio che somiglia a Schacht”, articolo del 19 maggio 2014 by Francesco Maria Toscano (clicca per leggere)

Democrazia Radical Popolare e le Elezioni Europee del 25 maggio 2014: indicazione di voto in continuità coerente con le elezioni politiche italiane del 24-25 febbraio 2013 (clicca per leggere)

La bolla elettorale e la dispotica insipienza di Matteo Renzi e compari (clicca per leggere).

In particolare, in quest’ultimo contributo, scrivevamo, tra le altre cose:

 

all’opposizione del consociativismo PD+NCD e altri+ appoggio esterno di Forza Italia, si staglia l’infecondo Movimento 5 Stelle, il quale, poco importa che prenda il 20, il 25, il 30 o il 35%, dal momento che, con il suo settarismo e la sua indisponibilità puritano-tribale ad allearsi con altri partiti-movimenti sulla base di un comune progetto riformatore e progressista, si auto-condanna ipso facto a giammai pervenire al diretto governo del Paese, dimostrandosi così il miglior partner occulto (se in termini inconsapevoli oppure dolosi, lo illustreranno magari in appositi contributi i massoni di GOD) degli esecutivi inciucisti e trasversali benedetti dai vari Napolitano, Draghi e altri agenti delle potenti oligarchie massoniche reazionarie che attualmente egemonizzano la governance europea. […]qualora il Movimento 5 Stelle accettasse di riformarsi in senso democratico-liberale e pluralista o, anche nel caso che i dirigenti e attivisti pentastellati non fossero in grado di auto-riformarsi e di abbandonare prospettive isolazioniste settarie, perdenti e anti-democratiche (l’idea di spazzare via tutti gli altri partiti e quella di volersi fare unici interpreti legittimi e purificati della totalità della società civile ha una chiara matrice giacobino-fascista, incompatibile con la democrazia liberale), nel momento in cui verrà scoperto il bluff renziano, basterà che qualcuno riannodi i fili di una larga coalizione progressista (con un progetto solido, lungimirante e ben strutturato), perché milioni e milioni di cittadini (già votanti delusi del PD renziano e bersaniano; già elettori di ogni altra latitudine politica, nominalmente di destra, centro o sinistra; già astenuti dal voto da una o più tornate elettorali) finalmente trovino l’occasione adeguata per impegnarsi direttamente in una nuova proposta di governo della Res Publica italiana, lontana sia dalle illusioni truffaldine di Matteo Renzi e compari che dalle velleità infeconde dell’attuale gestione pentastellata.
Esistono, naturalmente, anche altre due possibilità.
La prima è quella secondo cui, prima del (loro) disastro, sia Matteo Renzi che la coppia Grillo/Casaleggio trovino la forza, il coraggio e la lungimiranza di abbandonare le rispettive posizioni attuali (l’isolazionismo indisponibile ad alleanze per il M5S e la vocazione ad allearsi con nefaste larve politiche come l’NCD, Scelta Civica e alcuni fiancheggiatori di Forza Italia, per il PD), onde approdare invece alla comune costituzione di una coalizione progressista, insieme anche all’area politica che di recente ha espresso la Lista Tsipras e con il supporto di tutti quei dirigenti, militanti o semplici elettori di destra, centro e sinistra che, stufi di etichette partitiche nominalistiche e prive di sostanza, anelino ad un autentico
New Deal per la politica, la società e l’economia italiana. […]La seconda implica che, maturando comunque una metanoia democratizzante e pluralista nel M5S (resosi disponibile ad alleanze su precisi punti programmatici utili alla rigenerazione del Paese), una volta che Renzi fosse disarcionato in virtù della scoperta del suo bluff, dall’interno del PD venga fuori una nuova classe dirigente genuinamente riformista e progressista, in grado di emanciparsi per sempre dalle fisime (conservatrici) post-comuniste e post-democristiane, e capace di scegliere una via diversa sia da quella incarnata dalla ditta bersaniana che dall’altra, non meno funesta, del rampantismo brillante ma parolaio e inconcludente di Renzi e dei renziani.

 

In un prossimo intervento, comunque, analizzeremo in modo più approfondito e ravvicinato cosa sta avvenendo all’interno del M5S.

 

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE (www.democraziaradicalpopolare.it)

[ Articolo del 15-24 giugno 2014 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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