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DRP loda Matteo Renzi e il Movimento 5 Stelle per il dialogo politico-istituzionale appena avviato. Ma ci vuole ben altro: da una parte e dall’altra

 

 

 

 

Facciamo seguito a quanto scritto in

DRP loda il Movimento 5 Stelle per il nuovo spirito dialogico inaugurato con la presentazione del Democratellum (clicca per leggere)

e salutiamo con favore le prove di collaborazione politico-istituzionale tra Matteo Renzi e pentastellati, ben raccontate in

“Legge elettorale, Renzi a M5S: ‘Pronti a ragionare su preferenze se c’è governabilità’”, articolo del 25 giugno 2014 by Martina Castigliani per IL FATTO QUOTIDIANO (clicca per leggere).

Ma ci vuole ben altro.
Lo abbiamo detto e lo ripeteremo costantemente, fino alla nausea: l’Italia e anche l’Europa hanno bisogno che si creino, in ciascuna nazione della UE e dell’eurozona, cosi come nel Parlamento europeo, delle ampie coalizioni progressiste.
Delle coalizioni che, raccogliendo indistintamente progressisti e riformisti collocati contingentemente, ad oggi, in partiti di sinistra, centro e destra, si raccolgano tuttavia anche attorno a formazioni politiche già esistenti, e però bisognose di grandi riforme e rigenerazioni interne.
Tipico il caso italiano, dove tale coalizione progressista dovrebbe far perno su un’alleanza tra un PD completamente trasmutato, un Movimento 5 Stelle democratizzato e disponibile a collaborare con altri partiti/movimenti per obiettivi comuni, un’area genericamente a sinistra del PD (eccezion fatta per i rifondatori del comunismo, che invece auspichiamo vadano in malora con le loro fisime illiberali vecchie e nuove) che non può certo pensare di trovare adeguata rappresentanza né nella deludentissima esperienza di SEL, né in quella farraginosa, incoerente, magmatica e puerilmente litigiosa della Lista Tsipras.
Si tratta della prospettiva che tracciammo già in interventi come

Democrazia Radical Popolare, turandosi il naso, voterà e farà votare sia PD PSI SEL - Patto dei (sedicenti) Democratici e Progressisti- che RIVOLUZIONE CIVILE E MOVIMENTO 5 STELLE. L'importante è che ci sia una solida maggioranza di deputati e senatori progressisti e riformatori in Parlamento, alla faccia di Mario Monti, Mario Draghi, Angela Merkel, Herman Van Rompuy, Oli Rehn, Wolfgang Schaeuble e Compari (clicca per leggere)

Democrazia Radical Popolare e le Elezioni Europee del 25 maggio 2014: indicazione di voto in continuità coerente con le elezioni politiche italiane del 24-25 febbraio 2013 (clicca per leggere)

La bolla elettorale e la dispotica insipienza di Matteo Renzi e compari (clicca per leggere).

Si tratta di una prospettiva, soprattutto, che presuppone, oltre ad una rinnovata e aumentata disponibilità del M5S, anche una profonda metanoia di Renzi e dei renziani da apologeti della terza via giddensian-blairian-clintoniana (una variante sedicente di sinistra del neoliberismo tardo-novecentesco) in convinti interpreti di una svolta keynesiana e rooseveltiana.
E al lume di questa prospettiva, anche in Europa, sarebbe auspicabile che il PSE abbandonasse ogni alleanza e collaborazione con i conservatori di PPE e dintorni, cominciando piuttosto a costruire un’area di progressisti e democratico-libertari per gli Stati Uniti d’Europa.
Per gli Stati Uniti d’Europa concretamente e nei fatti, non a chiacchiere. E, certo, non immaginando che un’Europa federale e sostanzialmente democratica e popolare, connotata da giustizia sociale a tutti i livelli, si possa edificare senza prima buttare nel cesso i vari trattati europei vigenti, a partire dal Trattato di Maastricht per finire con il cosiddetto Fiscal Compact.

 

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE (www.democraziaradicalpopolare.it)

[ Articolo del 25-30 giugno 2014 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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