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DRP, l’MR e la diffusione di idee non solo economicamente keynesiane, ma anche politicamente rooseveltiane, fra i progressisti sedicenti e tra quelli autentici

 

 

 

Negli ultimi mesi di silenzio disciplinato, consapevolmente e strategicamente perseguito, le cittadine e i cittadini di DRP si sono occupati di diffondere capillarmente, pervasivamente e con una certa discrezione, il benefico virus di idee keynesiane in primis (trattandosi del campo d’azione originariamente scelto da DRP nel 2010, quale Movimento d’opinione per quell’area) presso entità politiche e civili del cosiddetto centro-sinistra, quindi presso partiti e soggetti politici e associativi del cosiddetto centro-destra. Ormai, in effetti, il ruolo di DRP sarà soprattutto quello di energica mosca cocchiera, presso movimenti e partiti politici tradizionali di ogni area (a partire dal centro-sinistra, ma non soltanto) delle istanze e delle iniziative progressiste del metapartitico Movimento Roosevelt: una entità politica trasversale e di ampio respiro che, com’è noto, non bada alla provenienza politico-culturale e/o alle tessere partitiche possedute da coloro che desiderino diventarne soci. Nel MR sono ben accetti cittadine e cittadini appartenenti ad esperienze politiche di sedicente destra, centro o sinistra, purché ideologicamente convergenti e simpatetici con i principi e le finalità enunciati all’articolo 3 dello Statuto rooseveltiano (vedi la Sezione Statuto - clicca per accedere - del sito www.movimentoroosevelt.com).
Ciò premesso, se nell’inconsistente, sgangherato e virtuale (mancano le adesioni, salvo quattro gatti spelacchiati…) Movimento Federale Keynesiano immaginato (ma solo immaginato…senza possibilità di realizzazione effettiva…) dal Dott. Francesco Stranamore Toscano e in altri contesti marginali ma meno virtuali del mondo politico e civile-associativo italiano, si diffonde sempre di più un generico richiamo all’ispirazione del (massone) progressista John Maynard Keynes, è forse merito dei discreti ma chirurgici interventi degli attivisti di DRP se, anche in alcuni partiti maggiori del palcoscenico italiota, la figura e le idee del grande economista britannico, dopo essere state rimosse per decenni, hanno ripreso a prendere quota e considerazione generale.
Naturalmente, parlare di keynesismo in riferimento a imbonitori da fiera di provincia come Francesco Stranamore Toscano (uno che di questo massone liberal ha appreso i rudimenti dopo aver incontrato Gioele Magaldi, certo non prima, quando si dilettava con ben altri maîtres à penser…di ispirazione neoliberista pecoreccia…), significa solo che nella fulgida mente dell’Assessore alla Cultura del Comune di Gioia Tauro il tutto dovrebbe tradursi in erogazioni di maggior denaro a vacca…, cioè non tanto per realizzare migliori infrastrutture materiali e immateriali, gestire una decorosa manutenzione di territori abbandonati a se stessi e/o creare nuovi posti di lavoro e sviluppo concreti per le cittadinanze calabresi e italiane in genere, bensì per finanziare le velleità personalistiche di guitti da avanspettacolo che, tramite stucchevoli rappresentazioni culturali sempre diverse e sempre uguali, si illudono o pensano di poter illudere gli altri di stare realizzando un impegno per il “cambiamento keynesiano”…
Pfui e doppio pfui, direbbe il nostro leader Gioele Magaldi.

Ad un altro livello, ben più elevato (e lasciando da canto quello infimo di cui, fino a quando non sarà- presto- cacciato a pedate dalla popolazione di Gioia Tauro, stufa di essere presa in giro, appare come tronfio e vacuo interprete Francesco Stranamore Toscano…), si parla con più cognizione di causa di teorie, suggestioni, istanze e ricette keynesiane.
Facciamo alcuni esempi pregiati e fecondi, come i seguenti:

“Keynes e il rifiuto di una crescita economica senza valori umani”, articolo del 14 settembre 2015 by Carlo Patrignani per L’Huffington Post (clicca per leggere)

“Quando eravamo ricchi, con la lira e l’inflazione a mille”, articolo del 30 ottobre 2015 per LIBRE IDEE(clicca per leggere)

“Keynes: piena occupazione, senza valori niente crescita”, articolo del 1 novembre 2015 per il sito LIBRE IDEE(clicca per leggere, e si tratta del rilancio dell’articolo precedente di Carlo Patrignani, ad opera del brillantissimo e utilissimo sito LIBRE IDEE, www.libreidee.org , curato dall’ottimo Giorgio Cattaneo)

Ebbene, è questo adeguato livello di analisi, riflessioni e proposte che, per la prima volta da decenni, specie grazie all’impegno pluriennale e discreto, spesso sotto-traccia, delle cittadine e dei cittadini di DRP, si sta diffondendo vieppiù in ambienti politici, salotti culturali e contesti associativi italiani.
Ma non basta la lezione “keynesiana”, anche a buon livello, senza un’adeguata contestualizzazione politico-culturale e ideologica di riferimento.
Non convince nemmeno un po’, naturalmente, il keynesismo pecoreccio di Francesco Stranamore Toscano il quale, vittima di un regresso narcisistico ben esemplificato dalla prosopopea con cui, novello Nietzsche…, si affatica a proporre aforismi giornalieri (degni di miglior causa) dalla sua pagina facebook, ha del tutto espunto qualsiasi istanza autenticamente progressista dal suo orizzonte politico, tornato in tutto e per tutto tardo-democristiano. Stranamore Toscano, ormai, piagnucolando in privato sul patente insuccesso del suo Movimento Federale Keynesiano (simile al “Bambino mai nato” di Oriana Fallaci…), si limita ad invocare blaterate proposte economicistiche keynesian-fanfaniane, ma si dimentica del fatto che la democrazia liberale, laica e ricca di lungimiranza e giustizia sociale ha bisogno anche di landmarks “rooseveltiani”, cosi come Amintore Fanfani invocava il generico benessere popolare ma, privo di una solida Weltanschauung democratico-progressista, firmava noncurante il vergognoso “Manifesto della Razza” che avallò la deportazione di numerosi esseri umani di stirpe israelitica.

E però non convincono nemmeno le inserzioni di elementi keynesiani in otri della vecchia politica politicante, anche quando si tratti di contesti minimamente solidi e non macchiettistici, come quello toscaniano.
In realtà, per questo complesso ed esplosivo XXI secolo, appaiono più che mai necessarie le istanze di democrazia sostanziale, libertà ed armonia sociale distillate non solo all’ombra del New Deal propugnato da Franklin Delano Roosevelt (ricco di sfumature keynesiane), ma anche e soprattutto tra le pieghe della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, matrocinata da Eleanor Roosevelt.

C’è un solo soggetto politico, al Mondo (e un domani se ne aggiungessero altri, questa entità cui alludiamo manterrebbe la primazia ideologica sul punto, avendo fatto da apripista e avanguardia in senso assoluto), che abbia tra i suoi principi e scopi statutari la rooseveltiana Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, per di più con l’obiettivo di perfezionarne e ampliarne i contenuti.
Stiamo parlando, ovviamente, del Movimento Roosevelt ideato e fondato da Gioele Magaldi, insieme ai gloriosi avanguardisti di Perugia (21 marzo 2015).
E l’MR, dunque, l’entità politica (ancorché metapartitica e trasversale) cui spetta l’onere di instaurare un nuovo paradigma per il Terzo Millennio, economicamente keynesiano e ideologicamente rooseveltiano.
Noi di DRP saremo lieti di stare accanto al Movimento Roosevelt, in questa complicata, ambiziosa, ma nobilissima battaglia del nostro tempo.

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE (www.democraziaradicalpopolare.it)

Invitiamo anche alla meditazione di

Presentazione del libro MASSONI e del MOVIMENTO ROOSEVELT a Gorizia. Video del 9 ottobre 2015 (clicca per visionare)

Terza Presentazione del libro MASSONI e del Movimento Roosevelt a Milano (di fronte all'EXPO), domenica 8 novembre 2015", articolo pubblicato il 4 novembre 2015 sul sito MR (clicca per leggere)

Massoneria progressista, GOD, il Movimento Roosevelt, una nuova Guerra mondiale (?) e l’autunno 2015: worldwide. Parte I (clicca per leggere)

 

[ Articolo del 7 novembre 2015 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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