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DRP invita Bersani a chiedere la fiducia (e a impostare il futuro politico dei Democratici e Progressisti) sulle seguenti 14 PRIORITA’ e non sui precedenti (mediocri e scialbi) 8 punti. Altrimenti il Segretario PD andrà di nuovo a sbattere il grugno…

 

 

 

 

Il principio del cupio dissolvi è sempre in agguato.
Per la generalità delle persone.
E anche per i politici.
Tanto più per Pierluigi Bersani che, nell’ultimo anno e mezzo, ha sbagliato tutto quello che poteva sbagliare, nonostante la positiva investitura ricevuta alle primarie del PD, ottenuta più in virtù della impresentabilità (presso la base piddina e sellina) del filo-montismo piacione di Matteo Renzi, che per ragioni di chiaro appeal programmatico e carismatico.
Così, ad evitare l’ennesima débâcle, suggeriamo al Presidente del Consiglio pseudo-incaricato di trasfigurare i suoi precedenti 8 punti nelle 14 PRIORITA’ da Noi indicate in

Comunicato ufficiale di DRP: Bersani accetti soltanto un mandato pieno come presidente del consiglio incaricato, per cercare con la calma e il tempo necessari una maggioranza anche in Senato (alla Camera i progressisti e democratici sono già maggioritari, non si dimentichi, da essi non si può prescindere). Altrimenti rinunci e il PD chieda il ritorno alla urne in tempi rapidissimi, eventualmente varando prima una nuova legge elettorale maggioritaria a doppio turno (clicca per leggere)

e ribadite in

DRP e la mezza cazzata di Pierluigi Bersani (clicca per leggere).

Esortiamo, anzi, tanto Bersani che altri players della Coalizione (sedicente) Progressista coinvolta con lui nelle scellerate scelte che hanno condotto a “non vincere” elezioni in cui si sarebbe potuto trionfare, a mettere ancora e sempre a confronto la mediocrità ambigua dei citati 8 punti con il vigore progettuale delle 14 PRIORITA’.
Questi sono gli 8 punti:

“Lavoro, ambiente, social, insomma. Ecco gli 8 punti che il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, ha presentato alla Direzione del partito (che li ha approvati in diretta web) da presentare ai grillini per la formazione di un eventuale governo.
1 - CRISI: «Portare il Paese fuori dalla gabbia dell'austerità», con tra l'altro la revisione e redistribuzione dell'Imu.
2 - LAVORO: «Misure urgenti» sul sociale e il lavoro (compresa la «rivisitazione delle procedure di Equitalia»). Pagamenti della Pubblica Amministrazione alle imprese con emissione di titoli del tesoro dedicati e potenziamento a trecentosessanta gradi degli strumenti di Cassa Depositi e Prestiti per la finanza d'impresa. Allentamento del Patto di stabilità degli Enti locali per rafforzare gli sportelli sociali e per un piano di piccole opere a cominciare da scuole e strutture sanitarie. Programma per la banda larga e lo sviluppi dell'ICT. -Riduzione del costo del lavoro stabile per eliminare i vantaggi di costo del lavoro precario e superamento degli automatismi della legge Fornero. - Salario o compenso minimo per chi non ha copertura contrattuale.
3 - RIFORME: «Riforma della politica e della vita pubblica», con il dimezzamento dei parlamentari, l'abolizione delle province, la «revisione degli emolumenti dei parlamentari», la legge sui partiti e la riforma della legge elettorale con il doppio turno di collegio. Norme costituzionali per il dimezzamento dei Parlamentari e per la cancellazione in Costituzione delle Province. Revisione degli emolumenti di Parlamentari e Consiglieri Regionali con riferimento al trattamento economico dei Sindaci.
4 - GIUSTIZIA: «Giustizia e equità», con una legge sulla corruzione, riciclaggio, falso in bilancio, voto di scambio e frodi fiscali.
5 - CONFLITTO D'INTERESSE: Conflitto di interesse, sull'incandidabilità, l'ineleggibilità e sui doppi incarichi. Le norme sui conflitti di interesse si propongono sulla falsariga del progetto approvato dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera nella XV Legislatura che fa largamente riferimento alla proposta Elia-Onida-Cheli-Bassanini.
6 - GREEN: Economia verde e sviluppo sostenibile. Estensione del 55% per le ristrutturazioni edilizie a fini di efficienza energetica. Programma pubblico-privato per la riqualificazione del costruito e norme a favore del recupero delle aree dismesse e degradate e contro il consumo del suolo. Piano bonifiche. Piano per lo sviluppo delle smart grid. Rivisitazione e ottimizzazione del ciclo rifiuti (da costo a risorsa economica). Conferenza nazionale in autunno.
7 - EXTRACOMUNITARI: Diritti e cittadinanza. Norme sull'acquisto della cittadinanza per chi nasce in Italia da genitori stranieri e per minori nati in Italia. - Norme sulle unioni civili di coppie omosessuali secondo i principi della legge tedesca che fa discendere effetti analoghi a quelli discendenti dal matrimonio e regola in modo specifico le responsabilità genitoriali
8 - ISTRUZIONE: Istruzione e ricerca. Contrasto all'abbandono scolastico e potenziamento del diritto allo studio con risorse nazionali e comunitarie. Adeguamento e messa in sicurezza delle strutture scolastiche nel programma per le piccole opere. Organico funzionale stabile, piano per esaurimento graduatorie dei precari della scuola e reclutamento dei ricercatori”

E queste le 14 PRIORITA, accompagnate da alcune considerazioni integrative:

“Il mio governo, se lo appoggerete, affronterà anzitutto queste priorità: 1) Rinegoziazione dei trattati europei vigenti in modo strutturale, di concerto con la Francia di Hollande (se ci sta) e di altri governi dell’eurozona interessati; e mentre si rinegozia, allentamento “interpretativo” dei vincoli di austerità finora posti in essere. 2) Costituzione di una grande Banca nazionale italiana – a partire dalla Cassa Depositi e Prestiti – in grado di tornare a finanziare attività imprenditoriali e famiglie. 3) Allentamento immediato del suicida vincolo di stabilità per gli enti locali (più che di stabilità bisognerebbe parlare di paralisi mortuaria…), sia per finanziare opere piccole e medie sul territorio, che per saldare i debiti verso imprese e liberi professionisti. 4) Nuova legge elettorale, da definire con sapienza e, se i senatori dell’area “grillina” non sono d’accordo sul sistema maggioritario a doppio turno (ma perché, poi, di cosa hanno paura, aspirando al 100% del consenso?), elaborare – ma in tempi rapidi – un sistema che vada bene, lealmente, per tutti, ma che sia anche in grado di consegnare al Paese, sempre e comunque, indipendentemente da come vadano le elezioni, una solida governabilità, senza rischi di “pareggio” o maggioranze diverse tra una camera parlamentare e l’altra. 5) Legge sul conflitto di interessi che non sia percepita come punitiva per Berlusconi, ma che invece regoli un problema italico che va ben oltre il settore radio-televisivo, pur delicato e importante. 6) Legge sul finanziamento pubblico della politica che sia all’interno di una più generale legge sui partiti, tale da vincolare qualunque rimborso, indennità o percepimento di denari pubblici a un regolamento interno trasparente, democratico, libertario e pluralista. 7) Abolizione dell’IMU e restituzione ai cittadini (altro che “redistribuzione” solo per alcuni, solita proposta mediocre che non emoziona nessuno) di quanto pagato negli scorsi mesi. 8) Abolizione di Equitalia (altro che la generica, farlocca e ambigua dicitura: “rivisitazione delle procedure di Equitalia”) e promulgazione legislativa di una norma che non legittimi lo Stato a richiedere il pagamento, con o senza mora, di tasse e balzelli vari ai cittadini, se lo stesso Stato non è puntuale con i pagamenti ai suoi prestatori d’opera privati, che spesso non possono pagare le tasse in quanto mandati in rovina dalla morosità delle Istituzioni presso cui vantano crediti. 9) Niente dimezzamento dei parlamentari (con conseguente erosione della base rappresentativa in una prospettiva sempre più oligarchica: meno sono i rappresentanti del popolo, meno il popolo è adeguatamente rappresentato) e niente dimezzamento degli emolumenti di parlamentari, consiglieri regionali, etc. In tempi di crisi, tagliare gli emolumenti significa comprimere ancora i consumi e mandare un messaggio simbolico sbagliato, sempre improntato ad una suicida AUSTERITA’. Piuttosto, si leghi il percepimento di tali emolumenti alla presenza e al lavoro in aula: per ogni assenza e inefficienza, deputati e senatori si vedranno decurtato parte dell’emolumento e delle indennità varie. 10) Sulla Giustizia, invece di cianciare in modo generico e demagogico sulla “corruzione” e i suoi derivati, si potenzino gli organici e i mezzi a disposizione dei Tribunali e si leghino lo stipendio e gli avanzamenti di carriera dei magistrati (ne vanno assunti di più, comunque) al numero di cause civili e penali che riescono a trattare nel corso del tempo. Si fissino tempi certi, più rapidi e perentori per lo svolgimento dei procedimenti civili e penali e, in caso di mancato rispetto di tali tempistiche, i magistrati responsabili siano licenziati in tronco, mentre un pool di magistrati speciali dovrà assumere la gestione dei procedimenti inevasi e concluderli immediatamente. In questo modo, e solo in questo modo, si garantirà il diritto del cittadino ad avere giustizia e ad essere giudicato in modo rapido, per non parlare della rassicurazione concreta che un simile sistema innovativo darebbe alle aziende straniere dubbiose se investire in Italia o meno, visto il cattivo funzionamento attuale dei tribunali. 11) Vanno poi bene i punti 6, 7 e 8 (GREEN/EXTRACOMUNITARI/ISTRUZIONE)  delle precedenti 8 proposte presentate alla direzione del PD, ma vengano integrati con l’istituzione del matrimonio omosessuale sul modello spagnolo, argentino, francese e statunitense (finora vigente in alcuni stati, presto auspicabilmente a livello federale, come proposto da Obama) e non sul modello tedesco; con l’investimento massiccio di risorse per la ricerca e la scuola (non solo qualche pannicello caldo tanto per fare) legato per legge ad una percentuale fissa del PIL italiano, in linea con la media europea ed occidentale, dunque molto più alta di quanto non sia ora. 12) Si dia nuovo fiato all’attività edilizia (con tutto l’indotto economico che questo comporta) tramite un colossale piano di costruzione e ristrutturazione di nuovi istituti carcerari rispettosi delle norme europee e universali sui diritti dell’uomo. In questo modo, da un lato si contribuirà al rilancio di un settore dell’economia (quello edilizio) in crisi funesta, dall’altro si renderà finalmente l’Italia una nazione del “primo mondo”, sottraendo migliaia e migliaia di poveri disgraziati ad una condizione carceraria non solo anti-costituzionale e niente affatto riabilitativa (cosa si riabilita costringendo ad esempio 5 o più persone per 20-23 ore in una cella di due metri per due, quando va bene?), ma addirittura violatrice dei più elementari principi di dignità umana e carità cristiana (per chi ci crede, e oggi si emoziona tanto - a buon mercato – per l’elezione del nuovo papa, ma nemmeno un pensiero dedica ai suoi fratelli in Cristo trattati peggio di bestie nelle carceri italiane: si tratta di “peccatori”, certo, ma pur sempre fratelli e figli dello stesso Dio, per chi ci crede). 13) Si proponga l’elezione al Quirinale di Emma Bonino e la nomina di Marco Pannella come senatore a vita, quale omaggio postumo e dovuto ad una forza politico-civile (i radicali) che per l’ennesima volta (e anche per sue colpe) non è in Parlamento, ma che ha dato all’Italia alcune tra le sue leggi più degne e modernizzatrici, senza le quali saremmo più simili all’Arabia Saudita che agli altri paesi europei. 14) Si mettano in moto le procedure istituzionali necessarie ad introdurre nell’ordinamento italiano l’abolizione del quorum per i referendum abrogativi e l’istituzione di referendum propositivi, in omaggio ad un vero principio di democrazia partecipativa, ad esempio vigente nella iper-democratica e iper-liberale Svizzera.
Questi 14 punti- dovrebbe continuare un Bersani improvvisamente divenuto autorevole, lungimirante e carismatico  (tutto è possibile, nella vita, basta volerlo) - “sono solo una piccola parte di quel generale programma di governo che in futuro i progressisti italiani dovranno realizzare per il bene collettivo”.
Naturalmente, come Noi di DRP non ci stanchiamo di ripetere da tempo, l’unica via per rendere un Fronte Progressista (allargato a chiunque ci stia, proveniente da qualsivoglia movimento o partito) italiano vincente a mani basse, è quella che passa per l’interiorizzazione ideologica (ed è falso che le ideologie siano morte: quella democratica, ad esempio, attende ancora di essere declinata autenticamente in modo radicale e popolare) dei contenuti di:

Editoriale del 14 ottobre 2011: "Se esistesse un Nuovo Centro-Sinistra, italiano, europeo e statunitense, avrebbe un'autostrada e archi di trionfo davanti a sè, in questi tempi di fallimento del neoliberismo di destra e dei suoi derivati" di Gioele Magaldi (clicca per leggere)

Editoriale del 22 febbraio 2012: "Socialismo Liberale. Non Socialdemocrazia in senso classico e nemmeno Terza Via di Anthony Giddens e della defunta ditta Bill Clinton-Tony Blair", di Gioele Magaldi (clicca per leggere)

Editoriale del 7-9 maggio 2012: "I veri anti-europeisti Merkel, Sarkozy, Draghi, Van Rompuy, Monti, Papademos, Rajoy, etc., agenti e/o ascari della Tecnocrazia, e il Socialismo Liberale per un'Europa unita a sovranità popolare", di Gioele Magaldi (clicca per leggere),

nonché per l’interiorizzazione programmatica di

10 Serie di Proposte per il Governo dell’Italia dal 2013 in poi. Da Democrazia Radical Popolare al Nuovo Centro-Sinistra (da costruire sulle ceneri del Vecchio) (clicca per leggere).

Non ci darai ascolto, caro Bersani, come ai tempi funesti in cui hai (avete) preteso che si approvassero in Parlamento leggi aberranti, assurde e suicide come il pareggio di bilancio costituzionale e il fiscal compact?
E allora, caro Bersani, preparati a sbattere il grugno ancora una volta.
Ma sarà l’ultima: dopo di che preparati alla pensione.

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE (www.democraziaradicalpopolare.it)

[ Articolo del 25 marzo 2013 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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